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Prevenire i terremoti, Giuliani offre (gratis) il suo brevetto all'Italia. Appello al governo Conte: cosa aspetta a utilizzare questa risorsa salva-vite?

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Appello al governo italiano: Salvini e Di Maio se la sentono di prendere finalmente in considerazione il sistema di prevenzione sismica collaudato da Giampaolo Giuliani, l'ex tecnico dell'istituito di astrofisica del Gran Sasso che nel 2009 previde il catastrofico terremoto dell'Aquila? La notizia: pur di salvare vite umane, Giuliani regalerebbe volentieri allo Stato il suo rivoluzionario brevetto, per il quale ha ricevuto offerte milionarie. Si tratta di un dispositivo di rilevazione e allertamento, installato con successo in mezzo mondo, dall'America all'Asia. Ha dell'incredibile il fatto che una scoperta italiana venga completamente ignorata in patria, dove la terra ha ripreso a tremare – dall'Abruzzo alla Sicilia. «Trovo vergognoso che ancora oggi i telegiornali sostengano impunemente che i terremoti non si possano prevedere», protesta Gianfranco Pecoraro (Carpeoro), dirigente del Movimento Roosevelt. Carpeoro ha rilanciato l'offerta salva-vita di Giuliani in una diretta web-streaming su YouTube il 6 gennaio, condotta da Fabio Frabetti di “Border Nights”, in collegamento con lo stesso Giuliani.

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Fabbricare il consenso cancellando i fatti. Tre notizie clamorose ignorate dai media

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Ci sono almeno quattro modi per mentire: produrre dati falsi, interpretare in modo tendenzioso i dati disponibili, ingigantire fatti irrilevanti o sminuire dati rilevanti e omettere in tutto o in parte informazioni indispensabili a formarsi una visione attendibile dei fatti.
Nella stampa italiana (e certo non solo in quella, come spiegò magistralmente già nel 1988 Noam Chomsky, con il libro Manufacturing Consent, ma da noi con esiti drammatici) non è raro imbattersi in tutti e quattro, e su molte materie. Diventa difficile formarsi un'opinione ragionata, quando sono truccati i dati di fatto.

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L'oro d'Italia, ovvero la storia del paesello, dei suoi cittadini, del loro tesoro, e delle menzogne, che a forza di venir ripetute, sostituirono la realtà.

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(Della socia fondatrice Mirella Ramonda)oro2 7b836

C’era una vota un paesello situato in una zona bisognosa di essere irrigata.

I suoi abitanti decisero, di comune accordo, di mettere a disposizione della comunità, un terreno e di costruirci un bel pozzo, con il lavoro ed i contributo anche economico di tutti i cittadini.

In questo modo la comunità tutta si arricchì di un nuovo tesoro.

I cittadini ben sapevano che il pozzo rappresentava un Bene Comune, perché avevano visto e partecipato con i loro sacrifici alla sua costruzione.

Passò il tempo, nel paesello i vecchi morirono, nacquero nuovi bambini, arrivarono cittadini da alti paesi.

Ed arrivò anche una famiglia di approfittatori, lungimiranti, i cui membri incominciarono a spargere la voce che il terreno era di proprietà dei loro antenati e che quindi anche il pozzo apparteneva esclusivamente a loro.

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Comunicato Stampa Movimento Roosevelt - Giulia Moi e le sue accuse fuori fuoco

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L'eurodeputata Giulia Moi, dopo essere stata allontanata dal M5S, ha deciso di attaccare il M5S e diversi suoi esponenti, tra cui Pino Cabras, accusato di essere iscritto al Movimento Roosevelt e - sembra voler sostenere - massone.

Come Vicepresidente del Movimento Roosevelt ho l'obbligo morale di denunciare come false e strumentali - se non semplicemente sconclusionate - le insinuazioni di Giulia Moi.

Non solo Pino Cabras non è iscritto al Movimento Roosevelt, ma il movimento, come ribadito più volte, è assolutamente indipendente dalla Massoneria.

La Moi, consapevolmente o inconsapevolmente, insinua e implica nel suo post due falsità: l'appartenenza dell'Onorevole Cabras al Movimento Roosevelt, e l'identificazione del Movimento Roosevelt come movimento massonico.

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KEYNES, IL NEOLIBERISMO E L'HOMO SAPIENS

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Dopo avere ricevuto l’apprezzatissimo invito del Presidente Gioele Magaldi a scrivere questo editoriale, ho contattato il Direttore de “LA VOCE rooseveltiana”, Giorgio Cattaneo, il quale mi ha cortesemente mostrato la vignetta di Mirko Bonini che accompagnerà questo numero. La vignetta raffigura J.M. Keynes, vicino ad un'Europa bisognosa di lui. Nel mio editoriale, approfittando del lavoro di Bonini, esporrò le ragioni per cui, a mio parere, l’Europa abbia ancora bisogno di questo gigante del liberalismo, radicando il mio ragionamento nell’accadimento storico-biologico che ha dato inizio alla strutturazione della società come la conosciamo.

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Coccodrillo Bonino

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*Commento all'articolo su TPI news: "Emma Bonino in lacrime al Senato contro il governo: "Attacco alla democrazia".

Emma Bonino
 oramai vive fuori dalla realta'. Si dispera per l'umiliazione delle istituzioni, ma è una degli esponenti piu' alti dell'involuzione antidemocratica della politica e, sopratutto, di questa dis-Unione Europea.

Emma sembra davvero il coccodrillo che piange; un coccodrillo che giustamente rivendica diritti civili ma che mette la politica in un ruolo subordinato rispetto ai mercati finanziari e alle regole del neoliberismo. E' un coccodrillo che sostiene la giungla economica e la legge del piu' forte e che, per sottomettere la politica alla finanza, usa dogmi "religiosi" come l'equiparazione del debito pubblico al debito privato e la necessita' dell'indipendenza delle banche centrali dalla politica.

La Bonino denuncia l'esautorazione del Parlamento delle proprie prerogative, ma sostiene un Parlamento, quello della dis-Unione Europea, che il potere legislativo non lo ha...

Cara Emma, mi domando se guardando questa dis-Unione Europea che hai contribuito a creare, e che continui a sostenere, non ti venga qualche rigurgito democratico. Forse, questa rabbia non e' altro che una proiezione, frutto del disgusto che provi per cio' che hai contribuito a creare nella seconda parte della tua carriera politica. Spero sia cosí, se non altro perché posso continuare a sperare che un giorno tornerai a lottare per l'Europa dei Popoli, e non quella della finanza.

Documento Programmatico e d'azione del Dipartimento Geopolitica e Difesa per l'anno 2019

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Di seguito il documento programmatico, di sviluppo e d'azione del Dipartimento geopolitica e Difesa per l'anno 2019 

MOVIMENTO ROOSEVELT

Dipartimento Geopolitica e Difesa

 

Progetto di sviluppo, d’azione e analisi per l’anno

2019

 

 

PREMESSE

        Il dipartimento comprende sia la parte politica e del contesto estero in cui è posta l’Italia, sia la parte più tecnica riguardante la Difesa, questo perché sempre più la seconda è, o almeno dovrebbe essere, in quanto strumento di sicurezza, stabilità, equilibrio ma soprattutto prevenzione a derive violente di contese internazionali, espressione e conseguenza delle analisi geopolitiche. Quindi anche nel Dipartimento le proposte e le analisi sulla Difesa saranno espressione dell’analisi geopolitica, ma anche l’analisi geopolitica, anche se in misura minore, risentirà dell’analisi sulle nostre capacità di avere, di dare, di ricevere sicurezza, cioè anche delle nostre alleanze, oltre che delle nostre caratteristiche intrinseche. Geopolitica e Difesa quindi sono le due gambe di pari dignità su cui poggia il dipartimento.

        Gli argomenti di analisi e di conoscenza nei settori considerati sono tali e talmente vasti da non poter essere sufficientemente approfonditi o solo trattati da un numero esiguo di persone.

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Dipartimenti e Commissioni, il Movimento Roosevelt al lavoro per migliorare la politica italiana: l'impegno di una squadra affiatata, cementata dagli obiettivi fissati dall'Assemblea generale di Roma

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Marco Moiso e Gioele Magaldi 3f998

Istruzioni su come ricostruire la politica nel nostro paese, recuperando la sovranità perduta. Punto cardinale, il ritorno alla democrazia sostanziale. Obiettivo: sottrarre l'Italia all'illusione ottica dell'ordoliberismo privatistico europeo, tornando a una visione keynesiana dell'economia e della società, orientata da un imperativo categorico: nessuno deve più restare indietro (senza lavoro, senza voce, senza diritti). Il Movimento Roosevelt ha cambiato passo, dopo l'Assemblea generale tenutasi a Roma a fine novembre: sono ora al lavoro 12 Dipartimenti, coordinati da Patrizia Scanu e Angelo Consoli, impegnati per il 2019 a progettare una riforma complessiva della gestione della cosa pubblica. La sfida è quella di fornire alla politica nuovi strumenti per superare la crisi di cui il paese è vittima, complice la tecnocrazia europea che risponde a opache logiche privatistiche (come ripetutamente segnalato da Gioele Magaldi e Nino Galloni). Fondamentale, in questo senso, lo spunto offerto dall'imprenditore “rooseveltiano” Fabio Zoffi sulle linee-guida attorno a cui costruire una sorta di “New Deal 4.0”, basato sulla decentralizzazione delle imprese, della tecnologia e della stessa finanza: è la visione plurale del mondo, non più verticistica, su cui il Movimento Roosevelt fonda la radice del suo impegno civile. La missione: contribuire a costruire una via d'uscita dal labirinto cieco del neoliberismo.

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Un impiego dignitoso per tutti: Gianluca Felicini alla guida del Dipartimento MR per le Politiche del Lavoro e del Welfare

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«Diritti, dignità, salari adeguati al costo della vita e possibilità di fare impresa: sono queste le tematiche che intendo affrontare». Gianluca Felicini, sindacalista del polo siderurgico di Terni, è il nuovo direttore del Dipartimento per le Politiche del Lavoro e del Welfare, nell'ambito della Segreteria generale del Movimento Roosevelt guidata da Patrizia Scanu. Diritti in primo piano, dunque, e dignità dei lavoratori: «Sono punti fondanti del nuovo Dipartimento, pilastri – dice Gianluca – che mi impegnerò a innalzare», anche con il contributo di «una squadra variegata, crocevia di esperienze, sinergie e competenze capaci di unire il mondo lavorativo in ogni sua possibile sfaccettatura». Dettaglio non trascurabile: Felicini, classe 1986, viene dalla città umbra «nota come la piccola Manchester d’Italia», appellativo che «rispecchiava l’importanza strategica da un punto di vista economico, occupazionale e sociale che la città ricopriva, sul piano locale ma anche nazionale ed europeo, per gli equilibri del mercato industriale». Terni, l'acciaio e l'indotto: proprio quel fertile panorama sociale, ricorda Gianluca, vedeva il felice connubio tra la grande industria e le piccole realtà produttive. Poi però «si è insinuato negli ultimi due decenni il germe della deindustrializzazione, “forzata” e “strumentalizzata” dalle forze promotrici di quel libero mercato deregolamentato tanto caro al neoliberismo».

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Beni culturali e territorio, l'Italia più bella: Chiara Lanzi alla guida del Dipartimento Cultura, Arte e Spettacolo del Movimento Roosevelt

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Chiara Lanzi 49353

Un immenso patrimonio, quello dei dei beni culturali, perfettamente inserito nell'inimitabile mosaico del territorio della penisola: gioielli incastonati in un paesaggio storico e geografico unico al mondo. Se ne occuperà la torinese Chiara Lanzi, nuovo direttore del Dipartimento per la Cultura, l'Arte e lo Spettacolo nell'ambito della Segreteria generale del Movimento Roosevelt guidata da Patrizia Scanu. Nata a Torino in una famiglia di musicisti professionisti, Chiara ha condotto studi classici e umanistici, laureandosi a Torino con una tesi di ricerca in storia dell'arte moderna dedicata al patrimonio figurativo del Piemonte sud-orientale, sotto la guida del professor Giovanni Romano. Nel frattempo ha studiato disegno e pittura con il maestro Marco Longo, e poi ceramica con la maestra Romana Pavan. Una collaborazione quinquennale con la Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino le ha fornito gli strumenti professionali necessari a comunicaare col pubblico, in particolare quello infantile, introducendola al campo della didattica e della divulgazione dei beni culturali.

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Gilet Gialloverdi, ma ora gli italiani si aspettano risposte vere

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Di Maio Conte e Salvini 6479b

In campagna elettorale sembravano impazziti: reddito di cittadinanza, Flat Tax, abolizione della legge Fornero. Baravano? Ovvio, ma lo facevano anche gli altri. Loro di più? Infatti hanno vinto. O meglio: hanno vinto i 5 Stelle, col doppio dei voti di Salvini. Già l'indomani, però, Di Maio disorientava il pubblico votante, dichiarandosi disposto ad allearsi con chicchessia, dalla Lega al Pd, pur di andare al governo. D'accordo, ma per fare cosa? Poi è arrivato il Contratto, con dentro quasi tutto: reddito di cittadinanza, Flat Tax, abolizione della legge Fornero. Baravano ancora? Possibile, ma forse a fin di bene: sapevano che sarebbe stata dura, con Bruxelles, ma ne erano consapevoli e si preparavano a dare battaglia. Davvero? Non si direbbe, vista la mala parata di fronte ai cani da guardia della Commissione Europea, gli stessi che invece ora si preparano a condonare all'anti-italiano Macron persino il massimo sacrilegio possibile, nell'euro-santuario: la violazione del sacro vincolo del 3% nel rapporto deficit-Pil. Prima ancora che il “governo del cambiamento” nascesse, del resto, i gialloverdi avevano dovuto ingoiare un super-rospo: il “niet” del Quirinale su Paolo Savona all'economia. Di Maio ventilò l'impeachment per Mattarella, Salvini se ne guardò bene. Oggi Di Maio è in caduta libera, mentre Salvini si muove da padrone della scena. Un caso?

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Fisica e missioni spaziali: a Roberto Peron, l'uomo delle stelle, la direzione del Dipartimento MR per l'Università e la Ricerca

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E' affidato all'astrofisico Roberto Peron il Dipartimento per l'Università e la Ricerca nell'ambito della Segreteria generale del Movimento Roosevelt guidata da Patrizia Scanu. Ricercatore presso l'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (Istituto Nazionale di Astrofisica, Iaps-Inaf), Peron si è laureato in fisica presso l'università La Sapienza di Roma, conseguendo poi un dottorato di ricerca in fisica presso l'università di Lecce. «Il mio campo principale di ricerca – spiega – è la fisica fondamentale della gravitazione e dello spaziotempo, unitamente alla verifica delle teorie gravitazionali con esperimenti spaziali». Roberto Preron è “co-investigator” dell'accelerometro Isa nella missione Esa BepiColombo. Impegnato nel corso degli anni in varie iniziative di carattere politico-sociale, Peron ha sviluppato un profondo interesse per le dinamiche del potere e delle società. «Questo interesse – precisa – ha trovato una applicazione concreta nella mia partecipazione alle attività e alle iniziative del Movimento Roosevelt, di cui sono socio fondatore».

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Diritti civili in prima pagina, tra giornali e radio: a Monica Soldano la direzione del Dipartimento Informazione e Media del Movimento Roosevelt

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Una donna impegnata da sempre nella difesa dei diritti civili, partendo dalla trincea della comunicazione giornalistica: a Monica Soldano è affidata la direzione del Dipartimento per l'Informazione e i Mass Media nell'ambito della Segreteria generale del Movimento Roosevelt guidata da Patrizia Scanu. Dopo gli studi classici, Monica si è laureata in scienze politiche perfezionandosi in bioetica, con un approccio laico; quindi ha conseguito un master in direzione aziendale e gestione risorse umane e marketing, sempre con il massimo dei voti. Divenuta segretaria del movimento studentesco della Sioi (Società Italiana per le Organizzazioni Internazionali), dopo aver vinto una borsa di studio, con questa organizzazione ha viaggiato e visitato le principali istituzioni americane ed europee. Grazie ai suoi studi della lingua rumena è stata poi inviata in Romania dal ministero degli esteri italiano per monitorare le elezioni presidenziali rumene, dopo la caduta di Ceauceascu, Ha lavorato nelle istituzioni (Camera dei deputati e presidenza del Consiglio dei ministri) con contratti di collaborazione su progetti finalizzati.

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Pinzaferri: un chimico di laboratorio con la passione dell'ecologia (e un grande futuro dietro le spalle) alla direzione del Dipartimento per l'ambiente del MR

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«Figlio di madre contadina e padre carbonaio e taglialegna, ho vissuto i primi anni della mia vita in mezzo ai boschi e alla natura, che non ho mai smesso di amare e difendere». Classe 1946, originario di Massa Marittima (Grosseto), Franco Pinzaferri è il nuovo direttore del Dipartimento per l'Ambiente, la Rigenerazione urbana e la Tutela del territorio e del mare, nell'ambito della Segreteria generale del Movimento Roosevelt guidata da Patrizia Scanu. Analista chimico e poi imprenditore sempre nel settore delle analisi chimiche di laboratorio, Pinzaferri ha alle spalle una lunga storia di impegno sociale, anche grazie alle origini popolari di cui va fiero: «Ho fatto le scuole elementari in pluriclasse – racconta – e ho frequentato la scuola aziendale della Larderello Spa, dal 1959 al 1963». Una scuola «molto selettiva, tant'è che chi “bocciava” anche al terzo anno ricominciava dal primo». Lezioni che hanno temprato Franco sotto il profilo del carattere («sono sempre arrivato tra i primi tre, con borsa di studio») e anche sul piano sportivo: la società aveva una squadra di atletica leggera, all’interno della scuola, e lui partecipava nella disciplina della marcia (5.000 e 10.000 metri), fino a classificarsi secondo ai campionati toscani, selezionato per i campionati italiani Juniores.

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“Je suis NoTav”, i sindaci francesi a Torino: amici italiani, fermiamo insieme il treno di questa Ue che ci deruba e ci divide

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Fa parte del paesaggio mentale artificiale: è il solito balletto dei numeri esibiti per gonfiare o sgonfiare le manifestazioni di piazza. Le folkloristiche “madamine” Sì-Tav, da Marco Revelli definite “fate ignoranti” perché dichiaratamente all'oscuro delle ipotetiche ragioni a supporto della Torino-Lione, lo scorso 10 novembre erano 20-25.000 per la questura di Torino, ma una volta sbarcate su “Stampa” e “Repubblica” sono diventate 30.000. Tempo un mese, di fronte alla marea NoTav che l'8 dicembre ha invaso la città, sempre le stesse “madamine” sono magicamente diventate 40.000, per la letteratura giornalistica di una metropoli tramortita dal fiume umano non-ignorante, anzi informatissimo, sceso in corteo fino a intasare piazza Castello. Missione: avvertire il governo gialloverde che una vasta avanguardia democratica della popolazione italiana non tollera che si tenga in piedi a tutti i costi, a beneficio di quella che appare un'esigua ciurma di affaristi, il miraggio della grande opera più inutile d'Europa: una ferrovia di cui non è ancora stato costruito neppure un metro. E a proposito di Europa, ha scaldato i torinesi la generosa presenza dei sindaci francesi, benché oscurata dai media mainstream che hanno preferito parlare solo della rappresentanza transalpina di Gilet Gialli, aggiornati alla bisogna (“Je suis NoTav”). La verità vale oro, specie se recitata in francese nel cuore di Torino: la Francia non sa che farsene, della ipotetica Torino-Lione.

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Si può parlare di spiritualità (laica) in politica? Ovvero: come decolonizzare le menti dall'ideologia neoliberista.

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Senza le strade interiori dello spirito non si può camminare eretti e con dignità sulle strade esteriori del mondo (Ernst Bloch).

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Manifesto per un New Deal 4.0

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     Nell'ottobre 2015 ritenemmo di non aver più nulla di significativo da scrivere nel blog- ora anche libro, per i nostri ventitre lettori - circa il grande giuoco dell'economia tra gli umani. Una decade dopo lo scoppio della grande crisi finanziaria, infatti, non vi è alcunchè di nuovo sotto il sole rispetto a quanto già descritto. Il metadone finanziario distribuito dalle banche centrali continua a mascherare l'urgenza di un nuovo ordine mondiale rispetto all’ ordine globale che si fondava sul dominio del dollaro all’ interno di un sistema di fiat-money, sul “Washington consensus”, sul capitalismo industriale di matrice neoliberale, sulla predominanza delle energie fossili e sulla riserva di manodopera cinese. Anche l'ex immobiliarista speculativo Trump non fa altro che eseguire a botte di tweets il mandato ricevuto, provando a riequilibrare un pochino la disastrata situazione americana a spese - come sempre, dal dopoguerra in poi - del resto del mondo. Questa volta, però, non è così facile come per Nixon nel '71 e quindi ci attende probabilmente una nuova grande crisi o comunque almeno altri dieci, forse venti anni di malaise sociale ed economica.
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Giorgio Cattaneo - La lotteria dell'universo

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Il Rooseveltiano Giorgio Cattaneo, Direttore di La Voce, ha recentemente pubblicato un libro, dal titolo La lotteria dell'universo, del quale ho il piacere di pubblicare alcuni estratti (ripresi da Libreidee).

Consiglio a tutti di comprare questo interessante libro di brevi racconti al link https://www.youcanprint.it/fiction-generale/la-lotteria-delluniverso-9788827859667.html



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Riunione MR Piemonte del 14 dicembre 2018: presentazione del libro di Egidio Rangone e ordine del giorno

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Carissime socie e soci rooseveltiani,

vi comunico che il prossimo venerdì 14 Dicembre 2018 si terrà a Torino la riunione mensile del gruppo piemontese del Movimento Roosevelt, ultima di questo anno solare intenso e ricco di iniziative e lavori rooseveltiani e prima della pausa natalizia.

In continuità con il percorso di auto-formazione iniziato a maggio 2018 e proseguito nei mesi successivi con le presentazioni e discussioni di saggi e libri su tematiche economiche a cura di diversi soci piemontesi (di cui si trovano sintesi audio e/o testuali sul sito blog.movimentoroosevelt.com nella sezione files) e di ritorno dalle vivaci e produttive due giornate rooseveltiane di Roma del 24-25 novembre appena trascorse, avremo la possibilità di approfondire ulteriormente l’attuale congiuntura economica con il Direttore del Dipartimento di Economia Finanza e Sviluppo Economico, Egidio Rangone, che ci presenterà il suo lavoro, a cui hanno collaborato 25 studiosi e un musicista, “Lo spirito dell’economia. La direzione di una grande orchestra”; originale e innovativo testo universitario ma non solo che, con approccio interdisciplinare, ha il grande merito e ambizione di ricollocare la scienza economica nella più appropriata veste di scienza sociale invece che di scienza naturale bulimica di modelli matematici inadatti, oltre che spesso dannosi, a descrivere la realtà economica delle società umane.

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Assemblea Generale MR del 24-25 novembre 2018: terzo comunicato e definitivo Ordine dei Lavori

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Caro/a socio/a rooseveltiano,
ad integrazione e superamento di quanto illustrato in:
con riferimento alla imminente Assemblea Generale MR del 24-25 novembre 2018 di cui presentiamo la Locandina ufficiale:
rendiamo noto quanto segue.

Per alcuni aspetti organizzativi e per prenotare la propria partecipazione al Seminario politico di sabato mattina (in svolgimento dalle ore 10:15 alle ore 13:20 circa, dopo l'apertura dei lavori con saluto della Presidenza dalle ore 9:00 alle ore 9:15 e dopo la lectio magistralis di Nino Galloni dalle ore 9:15 alle ore 10:10 circa) e a pranzi e cene sociali, ci si attenga alle istruzioni contenute in:
Invece, per quel che riguarda la due giorni rooseveltiana nel suo complesso, ricordiamo che l'appuntamento iniziale è fissato a partire da sabato 24 novembre alle ore 8:45 (onde consentire un inizio puntuale dei lavori alle ore 9:00), a Roma, presso l'Istituto Sant'Orsola sito in via Livorno 50/a (zona piazza Bologna).

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