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Contro la Costituzione: Libertà di parola e di pensiero negati

LIBERTÀ DI PAROLA E DI PENSIERO NEGATI

IL VIRUS RIESCE DOVE NEMMENO LE BRIGATE ROSSE ERANO RIUSCITE: LIMITARE LA DEMOCRAZIA E I DIRITTI CIVILI


Recentemente YouTube ha rimosso un video di MRTV, con l’avvertimento che se dovesse succedere un’altra volta, ci silenzieranno per una settimana. 

Il video non è andato perduto: lo potete ora consultare su telegram di MRTV e sul canale Movimento Roosevelt di Twitch, dove è stato caricato.
I link al fondo dell’appello. 

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Gioele Magaldi: il sistema Covid-Cina, per un occidente post-democratico, dietro il divorzio tra Bill e Melinda Gates

Magaldi: c'è il sistema Covid-Cina dietro il divorzio tra Bill e Melinda Gates


Il presidente del Movimento Roosevelt: né gossip extraconiugale né deliri complottistici ("il vaccino come arma di sterminio") alla base della rottura tra i due. Semmai la Microsoft - e Melinda - prendono le distanze da Bill per evitare ripercussioni, dopo il suo cedimento al sistema di potere che ha usato Pechino per utilizzare il Covid come strumento destinato ad archiviare la libertà in Occidente


«La realtà supera la fantasia dei complottisti e la banalità mediatica del gossip». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, boccia entrambe le "false piste" evocate nel tentativo di spiegare i retroscena del clamoroso divorzio tra Bill e Melinda Gates, anche alla luce delle notizie che vedrebbero ridimensionato, nel colosso multinazionale dei computer, il ruolo del fondatore. «Sgombriamo il campo da equivoci», raccomanda Magaldi, esponente della massoneria sovranazionale di segno progressista e autore nel 2014 del saggio "Massoni", che svela il ruolo delle superlogge nel grande potere mondiale. «Dietro al divorzio dei Gates non c'è sicuramente una banale storia di relazioni extraconiugali, e neppure il fantasma agitato dal cospirazionismo, che in modo sgangherato imputa a Bill Gates la volontà di "depopolare" il pianeta attraverso pericolose campagne vaccinali».

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Gioele Magaldi: Disobbediamo alle restrizioni e chiediamo i danni

Magaldi: disobbediamo alle restrizioni e chiediamo i danni alle forze dell'ordine che dovessero comminare sanzioni


Il presidente del Movimento Roosevelt: lo stesso sindacato di polizia Supu avverte gli agenti che sono passibili di denuncia se impongono norme che violano la Costituzione, come la pretesa di indossare la mascherina all'aperto. «Intanto ci auto-denunciamo: il 1° Maggio a Roma ci siamo riuniti e assembrati, abbiamo cenato al ristorante e poi violato il coprifuoco, senza che la polizia si sia fatta vedere».



«Serve una rivoluzione silenziosa: disobbedire in massa a tutte le restrizioni imposte con decreti scritti da mentecatti, in aperta violazione della Costituzione». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, avverte le forze dell'ordine: è lo stesso Supu (sindacato unitario personale in uniforme) a spiegare ai suoi iscritti che sono passibili di denuncia, se comminano sanzioni sulla base di norme incostituzionali come l'obbligo di portare la mascherina all'aperto. «Attraverso gli avvocati del suo servizio di Sostegno Legale - annuncia Magaldi - il Movimento Roosevelt, che ha assistito moltissimi italiani colpiti da sanzioni nel periodo del lockdown, sta ora valutando la possibilità di rivalersi sugli agenti che comminassero ulteriori sanzioni, inclusa quella per violazione del coprifuoco: i verbalizzatori ne risponderebbero personalmente in sede civile, con richiesta di risarcimenti pecuniari». Il Supu è esplicito: si rischia la condanna a sborsare 15.000 euro, più le spese processuali.

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Consulta, Assemblea, Cena e Passeggiata MR sabato primo maggio, più Pic-Nic rooseveltiano domenica 2 maggio ore 12:30

Con il presente Comunicato, facendo seguito a quanto già illustrato in

https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/comunicazioni/consulta-generale-mr-comitato-editoriale-mrtv-azzeramento-cariche-e-assemblea-generale-di-sabato-1-maggio-2021-a-roma.html 


https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/comunicazioni/consulta-e-assemblea-generale-mr-aggiornamenti-del-22-aprile-2021.html 


confermiamo che oggi, giovedì 29 aprile, alle ore 19, vi sarà una nuova riunione di Consulta Generale MR via zoom. Coloro che intendessero aggiungersi, per questa seduta o per le prossime, ai membri già accettati della Consulta, scrivano in tal senso a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


Sabato primo maggio 2021, invece, dalle ore 14:30 alle ore 20, avrà svolgimento una Assemblea Generale del Movimento con, a seguire, una cena sociale dalle ore 20 alle ore 22.15 circa. Appuntamento dalle ore 14:30 presso il locale “Habitué” di Via dei Gordiani 22, Roma, sia per l’Assemblea Generale (che si terrà in una apposita sala convegni annessa al locale) che per la cena.

IMPORTANTE: coloro che parteciperanno alla cena e che non si fossero ancora prenotati per essa, scrivano tempestivamente in tal senso a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Sabato primo maggio 2021, alle ore 22:45, appuntamento per una passeggiata disobbediente rooseveltiana a Piazza Campo dei Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno.

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Gioele Magaldi: in piazza il 1° Maggio per la disobbedienza civile. La Magistratura indaghi Speranza

Magaldi: coprifuoco illegale, noi in piazza la sera del 1° Maggio (pronti anche a denunciare la polizia). Strage di Stato: la magistratura indaghi Speranza


Il presidente del Movimento Roosevelt: un crimine l'assenza di un protocollo per le cure precoci. Popolo e ristoratori disobbediscano alle restrizioni liberticide: solo così potremo metterci al riparo dagli abusi imposti in occasione di questa e di altre eventuali pandemie

Giustizia e libertà. Gioele Magaldi sfida il governo Draghi, i giornalisti e gli stessi poliziotti: il Movimento Roosevelt, da lui presieduto, violerà il coprifuoco la sera di sabato 1° Maggio, Festa del Lavoro, con una nuova "passeggiata disobbediente" a Campo dei Fiori, nel cuore di Roma, ai piedi della statua di Giordano Bruno. Magaldi ricorda che, lo scorso 17 febbraio - nel corso di un'analoga iniziativa - i militanti furono identificati dalla polizia e maltrattati dalla stampa, che li definì "negazionisti", sulla base di una "velina" dell'ufficio stampa della Questura di Roma. «Ora chiediamo ai giornali - e in primis alla Questura - di pubblicare una rettifica a norma di legge: noi non neghiamo affatto il Covid. E invitiamo i giornalisti a venire a Campo dei Fiori per prendere nota delle ragioni della nostra richiesta nonviolenta, civile e democratica, di rispettare la Costituzione, che proibisce al governo di istituire un coprifuoco in tempo di pace».


Non solo: «Insieme agli avvocati del servizio di Sostegno Legale del Movimento Roosevelt, stiamo valutando la possibilità di richiedere un risarcimento danni agli agenti di polizia che dovessero verbalizzarci: in base al Codice di Norimberga, non potrebbero eseguire disposizioni incostituzionali». Magaldi rende pubblico il programma della giornata, invitando poliziotti e giornalisti a far visita ai militanti: il Movimento Roosevelt si riunirà in assemblea già nel pomeriggio, alle ore 14.30, nel locale "L'Habituè" di via dei Gordiani, 22. «Quindi ci assembreremo, e nello stesso locale poi ceneremo (anche al chiuso) prima di raggiungere Campo dei Fiori alle ore 22.45, violando quindi il coprifuoco». Trasparente la motivazione: «Ben lungi dal negare che il Covid possa essere pericoloso, contestiamo radicalmente le scandalose politiche autoritarie introdotte per la gestione della pandemia: restrizioni catastrofiche, in quanto inefficaci verso il Covid e gravemente liberticide».

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Gli ineluttabili binari strategici

Gli ineluttabili binari strategici dei giganti planetari
dipartimento 0bba9

Al di là di quello che negli ultimi anni si è voluto far credere e pensare, grazie anche ai mezzi di informazione che in questo hanno avuto non poca influenza, si è formata nell’opinione pubblica occidentale l’idea di vivere nel secolo asiatico. In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un inasprimento sia dei rapporti sino-americani che russo-americani, inasprimenti dai toni apparentemente e insolitamente duri sul piano diplomatico. Come spesso accade in queste situazioni molto plateali nei modi e nelle forme, la situazione poi nel concreto è differente. Questi scontri diplomatici potrebbero far presagire chissà quali generi di rotture nei rapporti tra queste superpotenze. Sicuramente dietro a tutto ciò ci sono delle spinte e degli attriti nelle relazioni che sono reali e che nel tempo si andranno consolidando nella loro durezza. Andiamo per ordine e cerchiamo di fare il più possibile chiarezza per quanto riusciamo.

Innanzitutto il cambio di amministrazione alla guida degli Stati Uniti non ha portato differenze sostanziali tra la presidenza Trump e la presidenza Biden nelle relazioni con la Cina e questo non è né una novità né una sorpresa. La strategia di contenimento all’espansionismo cinese degli Stati Uniti è stata già tracciata da anni dagli apparati federali e questo a prescindere dai cambiamenti delle varie amministrazioni, siano esse di segno repubblicano o democratico. Strategia che, in atto da parecchio tempo come abbiamo già accennato, vede un progressivo accerchiamento sempre più stringente arrivato ora a spingersi fino agli stessi Mari Cinesi facendo pressione da ambo le parti degli oceani, sia da quella Pacifico che da quella Indiano. Ne sono prova le ripetute esercitazioni militari svoltesi in questi anni in quelle acque oceaniche. Queste esercitazioni a guida statunitense hanno visto la partecipazione delle grandi potenze asiatiche e oceaniche come India, Giappone e Australia, ma nel tempo anche di altre potenze regionali medie e minori. I rapporti americani con le altre potenze asiatiche sono chiaramente anche e più che mai di carattere economico-finanziario e commerciale e Washington ha sempre cercato di tenere insieme l’aspetto economicistico con quello geopolitico-militare. Facciamo un esempio per far comprendere meglio: l’India, il secondo Paese più popoloso al mondo (di poco sotto la stessa Cina), potenza nucleare e di fatto terza potenza economica dell’Asia dopo il Giappone, è la maggiore produttrice di prodotti medicinali generici al mondo, che la mette nella condizione di avere contatti diretti e organici con le più grandi multinazionali farmaceutiche mondiali, in gran parte americane. È chiaro che nel lungo periodo gli Stati Uniti sono consci del fatto che in qualunque caso questi paesi alleati in Asia non potranno avere come nemico giurato la Cina, ma al contempo le potenze di quel continente hanno l’interesse che quest'ultima non diventi egemone assoluta della regione, pur intrattenendo relazioni importanti ma non strategiche per ciò che riguarda la sfera economica e commerciale.

Possiamo ora passare al momento non meno teso nei rapporti tra Washington e Mosca. Teniamo presente ancora una volta per facilitare i non addetti ai lavori una considerazione di non poco conto. Dalla fine della guerra fredda, con lo smantellamento dell’Unione Sovietica, la Russia pur essendo rimasta un attore  militare importante, è nel suo insieme, sia nella dimensione economica che geopolitica, relegata a potenza di secondo livello, pur trattandosi di una potenza nucleare. Anche qui, negli ultimi mesi, la dialettica diplomatica, che in qualche occasione ha sfiorato l’insulto, è una sorta di platealizzazione che ha dietro situazioni complesse ma non di rottura. In questo scenario Usa-Russia tocchiamo anche l’Europa. Gli Stati Uniti, anche in questo caso strategicamente, perseguono l’intento di far sì che nessuno diventi egemone sul continente europeo. La preoccupazione primaria che ha Washington è quello di far sì che Russia e Germania non arrivino ad una organicità di rapporti politico-strategici indissolubili. Potremmo andare più nel dettaglio parlando per esempio di Nord Stream 2, raddoppio del gasdotto già esistente dal 2012. Questo fondamentale gasdotto che non coinvolge nel suo percorso Ucraina e Polonia ha creato un tragitto bilaterale russo-germanico che andrebbe ad approvvigionare consistentemente gran parte dei paesi dell’Unione Europea, facendo sì che a livello energetico l’Europa continentale sarebbe molto meno dipendente dagli Stati Uniti. Si ha l’impressione che nonostante ci siano e ci saranno prossimamente pressioni molto forti sulla Germania da parte degli Usa, la Cancelliera Merkel si sia spinta troppo oltre nell’intesa con la Russia di Putin e non sarà facile quando ormai mancano solo 150 km di infrastrutture al completamento di questa opera di raddoppio, bloccarne i lavori o addirittura fare marcia indietro. Ad ogni modo gli americani cercheranno di non spingere troppo l’ “orso russo” verso Pechino, lasciando spazio alla Russia di agire in diversi fronti senza troppe interferenze. Possiamo dire a conclusione di questa parte di analisi che in qualunque caso le schermaglie sulla libertà e sui diritti umani violati da Putin saranno un tasto su cui Washington continuerà a battere fortemente, ma i rapporti di fondo commerciali ed economici anche se non eccezionali continueranno ad esserci. Questione, quella dei diritti umani, su cui l’America anche con la Cina sarà irremovibile per quanto riguarda sia il trattamento di Hong Kong che di Taiwan.

L’ ultima parte di questo articolo la dedichiamo all’Unione Europea che in questo scenario pur essendo un attore fondamentale a livello strategico ed economico-finanziario per sua genesi, si trova in una situazione di vulnerabilità, con gran parte dei paesi componenti l’Unione e anche membri della Nato ma con visioni e interessi differenti verso la Cina, la Russia e gli stessi Stati Uniti. Anche qui Washington sia all’interno della Nato che sull’UE farà forti pressioni per far sì che le varie intese con la Cina siano mirate e non mettano in discussione troppo l’aspetto economico-commerciale ma soprattutto quello strategico-militare. In questa ottica gli Stati Uniti cercheranno di esercitare una forte dissuasione sul memorandum di intesa stipulato con i cinesi a dicembre 2020 (fortemente sponsorizzato dalla Germania della Merkel) e che andrà in esame al Parlamento europeo. Memorandum che vede importanti progetti per centinaia di miliardi di euro tra cui la spinosissima questione dell’implementazione del 5g con risvolti di segretezza di apparecchiature e strutture militare in ambito atlantico. Si inquadra tutto questo in un momento difficile per non dire problematico dei rapporti degli americani con i tedeschi e con i francesi che si trovano coinvolti anche in altri complessi dossier di cui parleremo in altri interventi.

E l’Italia?  Nonostante i nostri macroscopici deficit strutturali come sistema-paese che ci portiamo dietro da decenni, ci troviamo paradossalmente in un momento storico che l’Italia può e potrebbe sfruttare a suo vantaggio. L’uscita della Gran Bretagna dall’UE e come già detto la complessa fase nelle dinamiche tra gli Stati Uniti con i tedeschi, con la Francia e con una Unione Europea che sarà chiamata a fare scelte univoche (quando invece la disomogeneità la fa da padrona)  dovrebbe mettere il nostro paese in grado di giocare un ruolo importante sull’asse Londra-Washington. Washington ci vede come possibile contrappeso ai tentativi egemonici tedeschi. Per fare ciò dovremo rafforzarci come sistema-paese accreditandoci con autorevolezza e credibilità. Si tratta di una questione sistemica perché il problema non è nei governi che si alternano ma nel rafforzamento (lo ribadiamo per la terza volta!) del sistema-paese, di conseguenza in un cambiamento strutturale e di mentalità. 
Ruben Giavitto, Alessandro Loreto

Consulta e Assemblea Generale MR: aggiornamenti del 22 aprile 2021

Cari soci tutti, 


giovedì 1 e giovedì 15 aprile 2021 si sono svolte le prime due riunioni telematiche, mediante zoom, della Consulta Generale MR.

Le prossime riunioni ordinarie precedenti la giornata MR del primo maggio (al netto di riunioni extra-ordinarie che, in caso, saranno comunicate tempestivamente) avranno luogo oggi, giovedì 22 aprile, e poi giovedì 29 aprile, sempre alle ore 19, tramite zoom.

Questo organo dirigenziale rooseveltiano è stato istituito a seguito dell’azzeramento di tutte le cariche in essere nel Movimento, con il compito di preparare i lavori dell’Assemblea Generale del primo maggio 2021 e di rappresentare un’occasione di confronto ampio e meditato fra dirigenti vecchi e nuovi di area rooseveltiana.

Sulla natura della Consulta Generale e sui temi messi all’ordine del giorno e tuttora frutto di discussione e confronto, si vedano anzitutto


https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/comunicazioni/consulta-generale-mr-comitato-editoriale-mrtv-azzeramento-cariche-e-assemblea-generale-di-sabato-1-maggio-2021-a-roma.html 


https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/comunicazioni/consulta-generale-mr-la-prima-riunione-telematica-il-1-aprile-2021.html 

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Magaldi: Draghi promette di risollevare l'Italia archiviando il rigore, ma ora deve cambiare paradigma anche sul Covid

Il presidente del Movimento Roosevelt: alla visione post-keynesiana in economia (deficit robusto) deve seguire una svolta anche in materia sanitaria, con l'introduzione di cure precoci per sgonfiare l'emergenza pandemica

 

Mario Draghi sta finalmente mettendo l'Italia sulla strada della crescita e dell'uscita definitiva dall'austerity. Lo afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt: «Il robusto ricorso al deficit per rilanciare l'economia dimostra la volontà di abbandonare senza timori la lunga stagione del rigore europeo, anche se molti giornalisti - che continuano a interrogarsi sulle necessarie "coperture" finanziarie - non hanno ancora capito che il vento è cambiato, da quando la Bce con Christine Lagarde ha iniziato ad agire come "prestatrice di ultima istanza", sorreggendo le economie nazionali». Pur scontento dei "ristori" finora erogati, «del tutto insufficienti», Magaldi vede l'Italia di Draghi allineata allo sforzo "rooseveltiano" degli Usa, che annunciano il dispiegamento di ingentissimi investimenti pubblici.

 

«Di concerto con Janet Yellen, titolare del Tesoro - aggiunge Magaldi - l'Italia sta anche mettendo a punto un progetto di tassazione universale a carico delle multinazionali, per abolire il "dumping" fiscale dei colossi economici: un altro modo per restituire forza agli Stati, riequilibrando la disponibilità delle risorse». Magaldi trova incoraggiante la prospettiva illuminata da Draghi, che già un anno fa aveva proposto l'azzeramento dei debiti europei; quanto all'Italia, il ricorso al debito pubblico (strategico, per l'occupazione) «dimostra l'infondatezza dell'artificioso paradigma neoliberista, che attraverso le speculazioni delle agenzie di rating imputava all'Italia un "eccesso di debito" senza mai tenere conto della reale solvibilità del paese, che resta una delle maggiori potenze industriali del mondo e vanta un robustissimo risparmio privato».

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Poteri oscuri, dietro le comparse della fiction politica nazionale

Roberto Speranza e Giuseppe Conte 66f39

Poteri oscuri: ogni tanto emergono maschere, dalla poltiglia nera in cui annaspa l'Italia a partire dalla caduta del Muro di Berlino. Il detonatore fu l'operazione-Tangentopoli, orchestrata con l'aiuto di settori dell'intelligence Usa per affondare tutti i partiti della Prima Repubblica, tranne uno: proprio l'erede della sinistra comunista avrebbe ricevuto le chiavi del regno a patto che tradisse tutti, il paese e il suo stesso elettorato, per svendere al miglior offerente il ricco bottino rappresentato da quella che, negli anni di Craxi, era diventata la quarta potenza economica mondiale. Attraverso uno strettissimo controllo sui media e sulla stessa magistratura, cominciò allora la narrazione aliena della realtà: il linciaggio contro i presunti corrotti, a beneficio dei "buoni" che regalavano l'Italia, pezzo per pezzo, ai poteri che li avevano insediati alla guida del paese, tramite illustri prestanome. Erano gli anni del fragoroso giustizialismo televisivo spettacolarizzato da un caposcuola come Michele Santoro, cui avrebbe fatto eco - di lì a poco - il talento della scolaresca di Marco Travaglio, specializzata nel completare la comoda narrazione anti-italiana della storia recente.

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