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Gioele Magaldi: denuncia delle fake news sulla protesta anti-lockdown del 17 Febbraio a Roma

Magaldi: incredibile delirio di bugie a mezzo stampa. Molte fake news sulla protesta anti-lockdown del 17 febbraio a Roma: cena e poi passeggiata a Campo dei Fiori


Il presidente del Movimento Roosevelt: «Non siamo "negazionisti", non siamo stati "sorpresi" dalla polizia (ci eravamo auto-denunciati, avvisando le autorità con settimane di anticipo). Al ristorante non siamo stati interrotti né multati da nessuno. E poi in piazza, con Enrico Montesano, non siamo stati neppure sanzionati. Ora siamo noi a denunciare i giornali: per calunnia e diffamazione».

«Una incredibile, indecente collezione di falsità a mezzo stampa: chiediamo immediata rettifica, nei termini di legge, e intanto ci prepariamo a denunciare i media in sede giudiziaria e anche all'Ordine dei Giornalisti». Sconcerto, da parte di Gioele Magaldi, per la disinformazione (con risvolti anche penali) prodotta da diverse testate all'indomani della pacifica protesta anti-lockdown promossa dal Movimento Roosevelt il 17 febbraio a Roma, largamente anticipata in modo pubblico con comunicati stampa e video su YouTube. Il programma: una cena al ristorante "Habituè" in via dei Gordiani 22 e poi una passeggiata in piazza Campo dei Fiori, ai piedi della statua di Giordano Bruno (alla quale ha partecipato anche l'attore Enrico Montesano), per protestare contro alcune restrizioni introdotte con il Covid, dal coprifuoco, al divieto di cenare la sera nei ristoranti, all'obbligo di indossare le mascherine all'aperto.

«La ricostruzione offerta l'indomani da alcuni media - afferma Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt - è una sequenza impressionante di menzogne, veicolate a mezzo stampa». Hanno scritto che la riunione al ristorante sarebbe stata clandestina: «Falso, era stata annunciata pubblicamente». Hanno aggiunto che la cena sarebbe stata interrotta dalla polizia, su segnalazione di qualcuno: «Falso, la cena si è svolta regolarmente e senza alcuna interruzione», conferma Magaldi. Hanno scritto che a piazza Campo dei Fiori i militanti sarebbero stati sanzionati: «Altra falsità: sono solo state identificate 30 persone, meno di quelle effettivamente presenti, giunte a diverse ondate, senza il rilascio di alcun verbale né di alcuna contestazione scritta». Hanno riportato, infine, che ai "rooseveltiani" sarebbe stata contestata una manifestazione non autorizzata, per la quale sarebbe stata prevista la richiesta di occupazione del suolo pubblico: «Falso anche questo: la nostra era solo una "passeggiata", per la quale - a norma di legge - notoriamente non è prevista nessuna autorizzazione specifica».

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Biden in campo per immaginare il nuovo ordine mondiale

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C'è chi sostiene che progettare un nuovo ordine mondiale sia un atto criminale. Stolti.

Questa affermazione crea una dicotomia tra il mantenimento dello status quo e una visione di cambiamento che protrarrebbe inevitabilmente le involuzioni antisociali, anticulturali e antiambientali realizzate da una una globalizzazione sbagliata: sbagliata per come è stata condotta, non in quanto sbagliata in principio.

Tra l'opzione di mantenere lo status quo e l'opzione di continuare ad accettare la corrente involuzione antisociale, manca la vera alternativa: creare un nuovo ordine mondiale che sia all'altezza dei tempi e dei bisogni di una società globale che deve mettere al centro del proprio operato l'Essere Umano.
Manca l'opzione di creare un nuovo ordine mondiala in cui libertà, giustizia sociale e democrazia convivano nel rispetto dele tradizioni e delle culture.

Guardiamo al mondo. Possiamo pensare che le cose vadano bene così? No.

Una globalizzazione econocentrica, unita alla progressiva distruzione dell'ambiente, alla progressiva polarizzazione sociale - sia tra Oriente e Occidente che all'interno di Oriente e Occidente -  e alla progressiva popolarità di modelli autarchichi sociali slegati dalla volontà e dal benessere popolare - anche nei Paesi di più antica tradizione democratica-  ci impone di rivendicare la necessità di un nuovo ordine mondiale.

Il Grande Reset è necessarrio tanto quanto il bisogno di opporci ai modelli autarchici.

E il Coronavirus ci mette davanti alla necessità, e all'opportunità, di rifefinire il mondo di domani, secondo nuove regole.

Eppure, termini come il "Nuovo Ordine Mondiale" o "Grande Reset" sono significanti privi di significato. Si può pensare a un nuovo ordine mondiale democratico, come a uno autartico e repressivo; si può pensare a un Grande Reset che privi le persone di diritti e libertà, come a un Grande Reset che dia al genere umano la possibilità di sviluppare i propri talenti e le proprie aspirazioni, nel superamento della scarsità.

A beneficio di chi verranno scritte le nuove regole?

Tutto dipenderà dalla partecipazione popolare. Tutto dipenderà da noi e dai rappresentanti che sceglieremo.

Il dibattito è iniziato. Schwab e le grandi corporazioni finanziarie ed economiche già tracciano linee future. E le istituzioni democratiche? I rappresentanti del popolo, con la loro fragilità e la loro scarsa lungimiranza, saranno capaci di rivendicare una sedia al tavolo delle decisioni e di affermare con forza la necessità di costruire sulle conquiste ottenute dalle democrazie liberali? 

È tempo che i rappresentanti del popolo dettino l'agenda.

Leggo sul Corriere della Sera.
"È un messaggio forte, quello del presidente americano, secondo il quale ci troviamo oggi nel cuore di un dibattito fondamentale sulla «futura direzione del mondo», lo scontro tra chi pretende che l’autocrazia sia la strada maestra e chi invece difende la democrazia come modello irrinunciabile per dominare e vincere quelle sfide."

Speriamo che questo sia il segno che la prima tra le Democrazie dell'era moderna e contemporanea sia tornata a giocare un ruolo importante, a favore di democrazia e autodeterminazione.


Marco Moiso
Vicepresidente del Movimento Roosevelt

Il Virus del Terrore e l'alchimista Mario Draghi

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Il Virus del Terrore ha le settimane contate? E' quello che si augurano tutti: sia la maggioranza dei cittadini, ipnotizzati per un anno dalla sovragestione del panico, sia la vasta minoranza vigile che non ha smesso di porsi domande, ascoltando i medici indipendenti (quelli che al Covid hanno preso le misure a partire dall'aprile 2020, con farmaci in grado di disinnescarne l'evoluzione peggiore). Generalmente, dalle catastrofi si può uscire in due modi: con un Processo di Norimberga che metta alla sbarra i protagonisti delle scelte più sciagurate, oppure optando per un risanamento silenzioso e pragmatico, che faccia a meno della vendetta politica e affidi semmai alla storia il giudizio sugli errori commessi. Evidente la natura della scelta adottata da Mario Draghi: amnistiare i partiti che hanno partecipato al disastro direttamente, dai banchi del governo Conte, o anche indirettamente, attraverso Regioni che non si sono mai discostate dal delirio fobico-mediatico nazionale, basato sui numeri "impazziti" della pandemia e su una imbarazzante impreparazione del sistema sanitario, colonizzato da Big Pharma (a partire dalla ricerca scientifica) e falcidiato da decenni di tagli selvaggi e sconsiderati.

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New Europeans Perspectives N.9: A Western civilisational crisis - Fighting back obscurantism: where to begin?

New Europeans Perspectives N.9: A Western civilisational crisis - Fighting back obscurantism: where to begin?New9 c43ac

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Pilules de sagesses rooseveltiennes N.11: Démocratie et Liberté d’information avec Franco Fracassi

Pilules de sagesses rooseveltiennes: Démocratie et Liberté d’information avec Franco Fracassipils11 384fc

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