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Geopolitica e Difesa

Irini. E' veramente una missioneutile o non facciamo altro che aggravare la situazione?

Bergamini 1 03fe3Le vicende estere proseguono, anche se siamo tutti distratti dal disastro che si consuma in casa nostra. E' partita un'altra inutile missione navale europea al largo delle coste libiche, la IRINI, che prende il posto di Sophia. Perché inutile? Perché dovrebbe far rispettare l'embargo delle armi verso la Libia. Ma così si favorirebbe Haftar, che di fatto è l'aggressore, a detrimento del legittimo governo di Tripoli, poiché Tripoli riceve i rifornimenti prevalentemente via mare (Turchia) mentre Haftar prevalentemente per via terrestre attraverso il confine egiziano. In questo modo non si fa altro che incentivare Haftar nella sua aggressività. Per effettuare un vero embargo bisognerebbe controllare anche i confini terrestri della Libia con Egitto, Sudan e Ciad, almeno. E poi, se, come già accaduto, le navi con le armi fossero scortate dalle fregate turche che faremo? Saremo capaci di fermarle anche con le armi rischiando una guerra navale, poi specialmente ora che probabilmente una parte delle flotte è in quarantena per il virus?

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La Francia e Macron ai tempi del corona.

Un'analisi pepata e "dall'interno" della nostra ottima Maria Zei del Dipartimento Geopolitica e Difesa  e nostra "corrispondente" dalla Francia sulla situazione della Francia ai tempi del corona. Solo poche annotazioni. Si stigmatizzava(giustamente) il comportamento di chi in un fuggi fuggi generale scappava da Milano per dirigersi al sud, in un clima che ricordava la scena dell'ultimo elicottero americano che abbandonava il tetto dell'ambasciata a Saigon prima dell'arrivo dei Vietcong. Il presidente Macron aveva solo pochi giorni fa dichiarato che la Francia non avrebbe imitato l'Italia perchè non sarebbe stato necessario (perchè più organizzata?), e che tutti i piani erano predisposti. Ieri, all'annuncio che la Francia avrebbe fatto praticamente come l'Italia, ci sono state alla stazione di Parigi le stesse scene da liberi tutti viste a Milano. Segno che certi stereotipi, da ambedue le direzioni, sono molto duri a morire.
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12/03/2020

Ma in che paese vive il presidente Macron, oramai battezzato da moltissimi francesi “micron” ci si può chiedere legittimamente, ad ascoltare il suo discorso di fine anno : « tutto va bene madama la marchesa nel paese delle meraviglie » [1]. E poi : « si continua a dritto sulla riforma delle pensioni »… come se niente fosse, con il paese che e’ stato in sciopero per un periodo lunghissimo (il più lungo che si ricordi dal ’68 [2]), a vari livelli, riguardando anche professioni che non ti aspetti: avvocati, pompieri, netturbini… Per non parlare del settore ospedaliero che e’ in sciopero da mesi: mancano mezzi, persone, rivalorizzazione dei mestieri e delle difficoltà enormi per permettersi un alloggio decente a prezzi decenti non troppo lontano del posto di lavoro.  

Quelli che hanno scioperato maggiormente (e che se lo sono potuto permettere anche grazie alle collette via  sindacati e crowdfunding) sono stati i trasporti soprattutto, ma la maggior parte dei lavoratori francesi li ha sostenuti e se avesse potuto avrebbe scioperato. Anche qua, come in molti paesi, grazie a delle riforme involutive  di stampo  neoliberista  e con l’avvento della globalizzazione (Nino Galloni, vice presidente di MR, lo spiega bene in dettaglio e storicamente nel suo ultimo libro [3]), il diritto allo sciopero e’ stato rivisto e corretto al ribasso. In queste condizioni, dove si rischia di perdere troppo in stipendio, e’ già qualcosa fare un giorno di sciopero.

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Virus paure e geopolitica. Nulla sarà più come prima


Corona &C. 

La realtà della situazione

tra virus e geopolitica

Cronaca di un'Europa che non c'è

Come avevo scritto in post precedenti https://www.facebook.com/groups/MovimentoRoosevelt.ITALIA.GruppoUfficiale/permalink/1125909167748379/

Il virus sicuramente non rallenta e non raggiunge il plateau il raddoppio dei morti di oggi 368 vs 175 non deve stupire, perché c'è stato un calo ieri rispetto all'altro ieri quindi l'aumento medio del 30% è rispettato, anzi , la curva sembra in leggera decrescita. Domani dovremo essere intorno ai 450 morti, vedremo. Però la percentuale dei nuovi contagiati sembra arrivare a una crescita lineare non esponenziale siamo intorno nuovamente ai 2800 al giorno. E' un segnale di speranza, speriamo di non vedere domani superare i 3000 nuovi casi. se così fosse l'infezione si sta stabilizzando. Il problema è che le terapie intensive oramai sono sature, per cui potremmo avere un aumento di mortalità per il fatto che bisognerà scegliere chi salvare e chi lasciare andare. Da quanto mi dicono i protocolli in merito a Bergamo sono già stati attivati. Se non ci fosse stata la criminale riduzione dei posti letto provocata da decenni di neoliberismo non saremmo ancora arrivati a questo punto. Grazie Milton Friedman e tutte le persone a cui facevi da maggiordomo

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Russia, minaccia od opportunità?

Una nuova, acuta come sempre, analisi di Emilio Ciardiello, vicesegretario del Dipartimento Geopolitica e difesa di MR, sui rapporti tra Italia e Russia
putin invia tre nuove navi da guerra nel mediterraneo due richiamate dalla siria e una dal mar nero 906859 91078

Cos’è la Russia per noi?

Amica, nemica, avversaria?

Minaccia o opportunità?(o tutt’è due?)

Questa semplice domanda non è di cosi immediata risposta e vale la pena cercare di rispondervi osservando la questione da diverse angolazioni. Innanzitutto cosa si intende esattamente, amica o nemica di chi? Dell’Italia? Degli USA? Dell’Unione Europea? Ed in che termini amica o nemica: strategico-militari, sistemici, culturali, economici?

Tra l’Italia e la Russia si può affermare che non vi sono connaturati motivi di contrasto. Anzi la Russia si presenta come fornitore strategico in campo energetico ed un interessante partner commerciale. I rapporti politico-diplomatici tra i due paesi sono stati storicamente positivi anche durante la guerra fredda e non vi sono dunque particolari ragioni di avvertire, in quanto Italia, la Russia come ostile. Tuttavia in quanto alleato statunitense in seno alla Nato, l’Italia si ritrova di riflesso a rapportarsi con la conflittualità Usa- Russia e con una recente espansione del peso politico della Russia nel Mediterraneo e in Africa del Nord, non privo di potenziali antitesi e contrasti, in un momento storico in cui il paese sembra attraversare un periodo di particolare assenza di una visione globale del suo agire sulla scena internazionale. Presente in varie missioni di pace con gli alleati, l’Italia sembra però non perseguire un suo proprio disegno, corrispondente alla definizione di un interesse nazionale cosi come è stato in altri periodi anche della sua storia repubblicana.  Cioè un proprio fine strategico.  

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America Latina. Analisi di una realtà complessa

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Un'eccellente analisi di Pietro Beltrame sulla situazione dell'America Latina contesto geopolitico secondario, ma non per questo ininfluente ai principali interessi geopolitici italiani. Analisi acuta, sicuramente non politically correct, ma proprio per questo precisa, puntuale e che rispecchia un punto di vista reale e competente di chi ha realmente vissuto in quei luoghi.


Frequentemente ascoltiamo da politici e commentatori latino americani (ed europei), di destra e di sinistra, parallelismi semplificati ed espressioni di solidarietà: ha vinto/perso la destra (o la sinistra) li o qui, come vincerà/perderà anche qui !

Niente di più sbagliato. Oggi più che mai la destra e la sinistra in Europa e in Latino America sono distanti: nel modello di paese e sovranità, nei modelli economici, ed anche (in parte) nelle politiche sociali.

Se vi fosse da ambo le parti un minimo di conoscenza della storia e della condizione socio-economica (almeno dell’ultimo secolo) si eviterebbero queste banalizzazioni e semplificazioni fuorvianti che, quando dette da politici influenti, possono provocare incidenti diplomatici e perdite di opportunità da parte degli imprenditori.

E' essenziale tenere in conto che non sempre ciò che è vitale per un popolo nella sua filosofia e nella sua condizione sociale attuale, è altrettanto prioritario in un paese e momento diverso. 

Per questo l'autore considera che misurare con il proprio metro i disagi altrui, può facilmente indurre in errore.

Secondo l'autore ciò dovrebbe essere attentamente pesato anche quando si valuta l'opportunità di giustificare con il "bene altrui", interferenze di un governo su di un altro, che in realtà sono sempre animate da tornaconti economici o strategici.

Tenterò qui un contributo per colmare questo gap di conoscenza, e proverò a farlo in modo riassuntivo, per favorirne la fruizione.

Riunirò quindi prima fatti e fattori comuni, accennerò alle differenze per sommi capi, esporrò alcuni dettagli sulla situazione attuale per alcuni tra i maggiori paesi di questa area, e proporrò delle considerazioni riassuntive.

Elementi comuni ai molti paesi in America Latina (Latam):

STORICI

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Lo strano caso di due nuovissime navi nate italiane che diventano egiziane (forse). Quello che c’è dietro e non ti aspetti.

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Lo strano caso di due nuovissime navi nate italiane che diventano egiziane (forse).

Quello che c’è dietro e non ti aspetti.

Pochi giorni fa è stata varata a Riva Trigoso la fregata Emilio Bianchi, decima e ultima della serie FREMM. Queste fregate sono la spina dorsale della flotta, quelle che devono assicurare la difesa e la scorta di formazioni navali complesse contro attacchi aerei, navali o sottomarini, e che sono coordinate dai cacciatorpediniere che assicurano la difesa aerea estesa. Queste navi sostituiscono le vecchie fregate classe Maestrale, oramai con circa 35 anni di servizio. Vista la situazione sempre più esplosiva (talvolta letteralmente) del Mediterraneo centro orientale, il completamento di questo programma (che il vecchio Ministro della Difesa la Russa voleva ridurre a sei unità) è stato lungimirante e ci assicura, assieme ad altri assetti (nuovi pattugliatori e sommergibili, i caccia su menzionati e le navi tutto ponte porta aeromobili) uno strumento se non proprio adeguato almeno appena sufficiente di deterrenza e di controllo della stabilità di un bacino per noi vitale, essenziale (nel vero senso del termine). Ma, c’è un ma. Dopo la pomposa cerimonia del varo con tanto di madrina, fanfara, discorsi… la nave, assieme alla gemella Spartaco Schergat,  rischia di non entrare mai in servizio nella Marina Militare, ma di venir dirottata direttamente alla flotta egiziana. Tra l’altro, ironia della Storia, il nome di queste due navi è in onore di due degli incursori che, con i famosi Maiali il cui nome ufficiale era Siluri a Lenta Corsa, affondarono due corazzate britanniche nel dicembre del 1941 ad Alessandria d’Egitto, probabile porto di destinazione di queste due navi, qualora divenissero egiziane.

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Libia: il posto in prima fila che non c'è più. Tra (dis)onori e oneri (rifiutati)

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Libia: posti in prima fila cercati e tolti, tra (dis)onori, oneri e reticenze

“Dovete scegliere tra la guerra e il disonore, state scegliendo il disonore ed avrete la guerra”. Parafrasando questa frase di Churchill con i tempi grammaticali cambiati (la pronunciò dopo Monaco, a cose fatte) e sostituendo alla prima parola guerra (ma non alla seconda) quello di intervento militare (nessuno vuole entrare in una vera guerra) si può riassumere la condotta italiana di questi ultimi anni in Libia. Le foto che ritraggono il nostro presidente del consiglio a cercare inutilmente un posto in prima fila (probabilmente cercando la targhetta con il suo nome sul pavimento) sono paradigmatiche della (non) considerazione che ha l’Italia nel contesto sia europeo che internazionale. In diplomazia nulla è a caso, anche se sembra casuale.

Tutti a proclamare che la conferenza di Berlino, svoltasi domenica scorsa, ha avuto successo. Ma la guerra riprenderà presto, come prima, o peggio di prima.

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Libia: pulpiti indegni, Democrazie e Diritti. Nel segno dell'ignavia e dell'ipocrisia.

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Paradosso Libia: lezioni pelose di Democrazia e Diritti, petrolio e ignavia colpevole.

Mai l'Europa (e l'Italia) sono cadute così in basso, a dare lezione di Democrazia e Diritti del'Uomo all'Europa è il sultano turco, Erdogan, padrone di una Turchia in cui questi valori imprescindibili sono sempre più attaccati e inariditi. Potrebbe suonare grottesco, il punto è che ha ragione e potrebbe sottoscriverlo qualunque vero democratico. Non desterebbe alcuna meraviglia se queste parole fossero state pronunciate da un redivivo Olof Palme o da un Carlo Rosselli (che combatté il fascismo e morì per sua mano) Né è di consolazione che questi concetti ricalchino quello che noi di MR stiamo dicendo e scrivendo da tempo, anzi, rende il contrasto ancora più stridente, perché Erdogan, lupo che si traveste da agnello ha ragione, anche se è il primo a non seguire tali valori.. Verrebbe da dire: da che pulpito, ma tant'è...

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Navi & Poltrone. Affari&Minacce.

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Si fanno sempre più insistenti i rumors che prevedono la cessione delle due ultime fregate FREMM , in allestimento e costruzione presso Fincantieri di Riva Trigoso. Queste due unità, che rappresentano il fiore all'occhiello della cantieristica navale italiana e mondiale, che sono quanto di meglio si possa trovare attualmente, e che partecipano, modificate, in posizione di vantaggio, alla gara per una nuova generazione di fregate per la Us Navy da costruirsi presso i cantieri americani  Marinette di proprietà della stessa Fincantieri, dovrebbero essere vendute, finito l'allestimento, (sempre secondo indiscrezioni da confermare) all'Arabia Saudita. Un atro indizio, non dirimente peraltro, è la cancellazione (F589) dello ship code (numero identificativo) dalla poppa dell'ultima fregata in costruzione, nave Emilio Bianchi. Se ciò dovesse essere è una decisione grave ed irresponsabile negli attuali scenari di crisi, soprattutto se non sono previste altre unità per sostituire quelle in vendita. Comunque, anche se fossero previste, queste entrerebbero in servizio con quattro anni di ritardo. 

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Libia, petrolio, ricatti e minacce. La spirale negativa.

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Come previsto nel post di ieri, l'attacco a una installazione del NOC (national oil corporation) libico non è stato casuale. Tribù cirenaiche chiedono di interrompere l'esportazione di petrolio, nonostante l'eventuale azione danneggerebbe anche appunto la Cirenaica di Haftar. Si ricorda che NOC distribuisce i proventi dell'esportazione ad ambedue le fazioni belligeranti.

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Solidarietà a Nasrin Sotoudeh  condannata a 33 anni di carcere


Solidarietà a Nasrin Sotoudeh  condannata a 33 anni di carcere
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Ieri abbiamo parlato della crisi Iran Usa e delle problematiche di quella parte del medio oriente nei Salotti Rooseveltiani.

https://www.youtube.com/watch…

Abbiamo disquisito sulle ragioni degli Usa, ma anche sull'Iran e sulle ragioni strategiche che lo guidano. Infatti non dobbiamo confondere la geopolitica, gli obiettivi strategici di un paese, una nazione, con gli obiettivi tattici e il regime che in quel momento li persegue. La tattica è anche il modo per arrivare a implementare gli obiettivi più ampi e la scelta contingente.di come attuarli. Spesso gli obiettivi strategici non variano nel corso dei secoli, e hanno per fine quello di sopravvivere e mantenere la propria indipendenza e di influenzare il mondo o quella parte del mondo (per le potenze regionali) con cui si interagisce e si condivide un territorio più o meno vasto. Un esempio molto significativo è la Federazione Russa, gli obiettivi strategici primari, ma anche le paure e certe visioni stereotipate sono sempre gli stessi passando dall'epoca degli zar all'attuale forma di governo. I regimi passano, le nazioni (o almeno il loro nucleo storico e culturale)e le loro istanze primarie rimangono a prescindere (anche se a volte molti governanti non le comprendono vedi Italia attuale) ma la comprensione per le ragioni geopolitiche di un paese non deve assolutamente essere confusa con la tolleranza per il regime che contingentemente la attua e i modi con cui intende attuarli. Non dimentichiamo che nonostante l'Iran sia immerso in un contesto in cui certi paesi sono altrettanto e forse maggiormente retti da attori illiberali (avversi, ma anche alleati agli USA, quindi non è un fatto di alleanze) nonostante gli USA non siano certamente comportati come stinchi di santo in quel settore del mondo e hanno molte colpe della situazione attuale, il regime iraniano è profondamente illiberale e autoritario, come lo era, anche se con sfumature e direzioni diverse, quello che lo ha preceduto. Non è che il regime precedente potesse essere maggiormente giustificato solo perché più affine al nostro modo di vivere e più "dalla nostra parte" né le stesse esigenze strategiche (ma non i modi di attuazione) devono essere meno comprensibili solo perché cambia il regime che le attua Nonostante non dobbiamo demonizzare ogni aspetto dell'attuale società iraniana (non dimentichiamo che, a dispetto degli sbraiti verso Israele in Iran 25.000 ebrei sono liberi di professare la loro religione e che in parlamento siede anche un ebreo, parlamento dove però le candidature passano sotto il vaglio duramente censorio del clero religioso) non possiamo però dimentichiamo che l'Iran è il paese dove avvengono il maggior numero di condanne a morte in rapporto al numero di abitanti, ed in maniera oltretutto barbara (impiccagione pubblica mediante gru o sollevatori) dove vige una teocrazia che cozza con ogni concezione moderna, dove ogni devianza dall'ortodossia religiosa e dei costumi conseguenti viene severamente punita. Quindi comprensione per le ragioni geopolitiche dell'Iran, e per il suo desiderio di tenere la guerra il più possibile lontano dai propri confini (che nel recente passato hanno visto un numero enorme di morti per difenderlo), e per l'esigenza di essere un elemento di riferimento in quel contesto, ma assolutamente una ferma condanna dei modi per attuare ciò e per il regime che li attua e piena solidarietà per chi, all'interno del paese, tenta di ribaltare questa situazione intollerabile per chi ha almeno un minimo di considerazione per il rispetto sostanziale dei Diritti dell'Uomo.



https://www.facebook.com/ambasciatoregiulioterzi/posts/2745604122172469

Qualcosa è (forse) cambiato?

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Anche se in maniera ancora discontinua, forse confusionaria e comunque tardiva, la diplomazia italiana inizia a destarsi dallo stato ectoplasmatico in cui si trovava. Almeno inizia a produrre proposte che non si limitano solo al solito predicozzo sul fatto che la soluzione diplomatica è l'unica possibile e su inviti generici alla tregua, che in questo momento, purtroppo, valgono meno di niente. (nessuno di loro deve aver letto Carl von Klausewitz che scriveva che"la guerra è" (purtroppo, aggiungo) "la prosecuzione della diplomazia con altri mezzi". L'invio di un contingente europeo, che è l'unico modo per rendere efficiente un embargo navale che da solo favorirevve solamente Haftar che si vedrebbe comunque rifornito via terra, però potrebbe porre dei problemi e risvolti non previsti dallo stesso di Maio. Per rendere duratura una tregua, ci deve essere un effetto deterrente. Non basta l'atto di presenza e il "noi ci siamo" come molto spesso pensa la politica italiana. la Libia, NON è come dice di Maio il Libano e bisogna che il contingente eventuale reagisca a ogni violazione significativa con durezza, per avere un vero effetto deterrente.

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Embarghi, Balletti e Merletti (diplomatici)

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L'embargo proposto dall'Europa alla fine favorirà Haftar, se verrà attuato e potrebbe portare a una maggior probabilità di scontro con la Turchia. A lui le armi comunque arriveranno via terra attraverso l'Egitto e provenienti da tutti gli altri paesi che l'appoggiano. A Sarraj possono solo arrivare via mare. Un embargo valido di questo tipo potrebbe avere senso per Sarraj solo con la precisa garanzia di un intervento UE in caso di ulteriori avanzate di Haftar. Non vorrei che questa proposta non sia altro che una polpetta avvelenata progettata da chi ha tutto l'interesse di rafforzare ulteriormente Haftar. (i Francesi)

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Intrecci mediterranei e il rischio di rimanerne soffocati.

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Per comprendere come si può ancora agire in Libia bisogna prima aver ben chiara la situazione e capire come si è arrivati a questo punto.

Il parlamento turco ha appena approvato il possibile invio di truppe regolari turche il Libia. Per valutare le implicazioni e le conseguenze dell’intervento turco bisogna partire da lontano, dalla Siria.

Le atrocità e i soprusi perpetrati in Siria, sembrano aver poco a che fare con quello che sta accadendo in Libia, eppure non è così.

Per quanto l'Oservatorio sui Diritti non è sempre stato preciso e imparziale, i numeri sono stati grossomodo confermati anche da altre fonti. https://raiawadunia.com/rojava-la-turchia-usa-larma-infame-dello-stupro-di-guerra-contro-le-donne-curde/

https://it.insideover.com/guerra/i-crimini-di-guerra-turchi-nel-nord-est-della-siria.html

 e non solo queste citate per brevità.

La maggior parte di queste azioni sono state effettuate non dall'esercito turco regolare, ma da chi fa il lavoro sporco per Erdogan cioè le milizie fondamentaliste islamiche, jihadiste, tra cui Al Nusra (praticamente una costola di Al Qaida) responsabili tra l’altro dell'efferata uccisione di Hevrin Khalaf, la femminista e attivista curda  dei diritti civili.

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Ex ILVA tra ambiente, politica industriale e geopolitica.

L'IPOTESI DEL PIANO INDUSTRIALE DEL GOVERNO SULL'ILVA.
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In attesa di conoscerlo e studiarlo più a fondo, alcune brevi considerazioni, premesso che tutto quello che è utile per la riduzione dell'impatto ambientale, per il mantenimento dell'occupazione e per il mantenimento del settore strategico della siderurgia è comunque positivo (ma è sufficiente?),

La riduzione dell'impiego di coke è significativa, grazie all'impiego di tecnologie nuove e di materiali ferrosi pre ridotti che tra l'altro aumentano la qualità dell'acciao essendo prodotto da materiali e ferrosi primari invece di rottami ferrosi. Però forse si poteva essere più coraggiosi estendendo la produzione attraverso forni elettrici alimentati a gas a una quota maggiore di produzione (ricordiamo che il gas inquina il 70% in meno del carbone) Ciò non toglie che possano esserci dei miglioramenti futuri quando altri tipi di tecnologie saranno mature.

A proposito di nuove tecnologie sarebbe stata l'occasione per sperimentarne altre, anche se non ancora consolidate, come quelle a idrogeno verde, implementando così un circolo di produzione energetica virtuoso. Non avrebbe potuto avere una quota alta di produzione in quanto ancora non totalmente sperimentato, quindi a impatto economico incerto, ma potrebbe gettare le basi per un più vasto impiego futuro. https://www.qualenergia.it/articoli/la-scommessa-dellidrogeno-verde-per-unacciaieria-in-funzione-un-impianto-pilota-da-6-mw-in-austria/

"E’ chiaro però che per realizzare tutto questo, servirà acquistare gas ed energia dal mercato ad un costo economicamente conveniente. Non solo perché i due impianti che produrranno il preridotto saranno alimentati a gas (il che potrebbe anche portare a rispolverare l’idea di costruire un rigassificatore sul territorio tarantino: chi si ricorda la battaglia di diverse associazioni tra cui Peacelink e Legambiente contro la Gas Natural tra il 2004 e il 2007 che voleva costruire un rigassificatore alle spalle dell’Eni?), ma soprattutto perché per alimentare i due forni elettrici non basterà l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche presenti oggi nel siderurgico, che attraverso il recupero dei gas daltoforno alimentano l’area a caldo.

E’ chiaro quindi che in questa partita la Snam per il gas e la Saipem per l’energia potrebbero essere in qualche modo coinvolte."

Quanto citato, per andare su tematiche più apertamente geopolitiche, è paradigmatico di quanto importante sia per l'Italia la partita che si gioca nel Mediterraneo centro-orientale sullo sfruttamento dei giacimenti di gas presenti al largo di Cipro, dell'Egitto, della Grecia e della Libia, e di quanto siano connesse le situazioni geopolitiche che vanno da Kurdistan siriano, alla Turchia, a Cipro, per arrivare alle coste libiche. Ecco perchè lo stesso TAP, che arriva in Puglia, è un tassello importante nella politica industriale, come lo sarà il gasdotto che passerà attraverso Cipro e la Grecia.( e che 5S hanno tentato di boicottare a livello europeo) Non dimentichiamo che in ballo ci sono valori che sfiorano l'intero PIL italiano e che l'ENI è la compagnia che ha la maggior percentuale di diritti di sfruttamento e non a caso nell'operazione Accelor M. vengono coinvolte anche SNAM e Saipem Avere quel gas, sicuro,non influenzato da insicurezze di approvvigionamento, a basso prezzo è fondamentale per la nostra economia, e l'ILVA ne è solo un esempio Il nostro torpore geopolitico in Libia e Eastmed (dove torneremo con appositi post) si ripercuote anche sulle nostre dinamiche industriali.

Abbiamo visto che l'interesse principale di Accelor Mittal è stato in Europa quello di acquisire importanti pezzi della siderurgia per poi chiuderli, dopo averne acquisito la clientela, per riversare la produzione nei paesi emergenti ed eliminare la concorrenza. Con una quota del 60% dell'ILVA A.M. potrebbe tentare di realizzare questo piano anche nel futuro. Niente ci garantisce che non lo farà con qualche scusa. Come infatti è avvenuto dopo le avventate e ingenue rassicurazioni di di Maio che aveva dichiarato qualche mese fa di aver risolto il problema in poche settimane... Perlomeno, visto che CDP e INVITALIA avranno quote significative nel consorzio (guarda caso CDP era presente anche nel piano industriale, molto migliore e realistico di Del Vecchio), sarebbe opportuno, anzi fondamentale, creare una Golden Share, come avviene in altre industrie partecipate statali strategiche come Fincantieri e Leonardo, in maniero che lo Stato abbia l'ultima parola sulla strategia industriale del Gruppo.
https://www.corriereditaranto.it/2019/12/27/ex-ilva-ecco-il-piano-industriale-del-governo-per-arcelormittal4/?fbclid=IwAR0Zdf53FFCXzECN23sav5wkYsrKY2xD9MwRGSk7hACv7E8j2MOmuxboWX8

Tripoli, bel suol di torpore (italico)

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Turchia, Libia, Francia sono i problemi geopolitici principali dell'Italia e sono collegati tra loro.. Lo dicevamo un anno fa alla fine dell'articolo linkato e purtroppo si sta avverando.

 https://blog.movimentoroosevelt.com/blog/1846-geopolitica-cosa-e-esattamente.html

Le conseguenze dell'accorso tra la Libia di Sarraj e la Turchia di Erdogan, accordo che definisce le rispettive ZEE e i loro confini, come se in mezzo non ci fossero Cipro, Creta, una miriade di altre isole greche, l'Egitto e Israele, sta iniziando a corrodere gli equilibri internazionali. La nave Bast Galim della Israel Oceanographic Research che stava effettuando ricerche per conto del legittimo governo cipriota, è stata allontanata con la forza da navi turche. Israele, ha risposto effettuando in questi giorni esercitazioni navali congiunte con Cipro proprio nelle stesse acque con la partecipazione anche di assetti aerei.La tensione quindi sta aumentando. Per certi versi, anche se può apparire assurdo, le origini di tale stato di cose possono, in parte, essere imputabili anche alla politica di indecisione dell'Italia. Sarraj ha fatto un grosso passo falso nell'accettare quegli accordi farlocchi (che non rispettano nessuna convenzione internazionale come ad esempio la UNCLOS,) Ma mettiamoci nei suoi panni: è in estrema difficoltà a causa degli aiuti sempre più consistenti da parte di Egitto, Arabia, EAU, Russia a Haftar.

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Mediterraneo sempre più instabile e la politica italiana dello struzzo.Libia e Turchia: problemi geopolitici interdipendenti

 Nel primo post che inauguravail Dipartimento, più di un anno fa  scrivevamo:

 le criticità maggiori (per l'Italia) sono tre, e si chiamano Libia, Francia, Turchia. Sicuramente queste tre criticità sono collegate tra di loro e l’aggravamento di una delle tre ha ripercussioni anche sulle altre due.

vediamo come Turchia e Libia sono collegate:

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Il Giallo e "I dolori del giovane Macron" (nell'ombra dei media)

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  • Come al solito i media non parlano a lungo di certe questioni. Tendono a ignorare le vicende
    dopo le massive tornate iniziali, ma certi fatti permangono e covano, si incistano, anche se
    vengono ignorati dai riflettori… fino alla prossima esplosione. Francia, Cile, Bolivia, Ucraina,
    Kurdistan, Libia, il fuoco non è spento, semplicemente non lo fanno vedere. I Gilet Gialli e le
    proteste francesi continuano, eccome, e i loro problemi, quelli della gente comune,
    assomigliano e di molto ai nostri, e la causa è comune: la dis-unione europea neoliberista e
    la soluzione è una sola, e sappiamo quale,
    Un bel brain storming della nostra “corrispondente sul campo” Maria Zei.
    In questo inizio settimana che precede il grande sciopero del 5 novembre in Francia, dove
    tutti ma proprio tutti partecipano: poliziotti/e, pompieri/e, netturbini/e, avvocati/e,
    maestri/e di scuola (i bambini non andranno a scuola perché non e' assicurata la presenza
    degli insegnanti) ci si mettono anche i professionisti delle costruzioni (BTP in francese
    Batiments Travaux Public) col blocco delle piattaforme per il carburante e vai con la penuria
    [1]…
    Non contenti neanche loro dell'ennesima riforma di Macron (o micron come lo chiamano
    sempre più larghe percentuali di Francesi) a favore di sempre i soliti, perché alla fine per fare
    tornare il bilancio, leva, sposta, riduci, taglia, aumenta le tasse ai poveri e riducile ai
    ricchi…(Robin Hood all'inverso). Notevole il servizio di investigazione della giornalista tanto
    amata Elise Lucet nella sua trasissione Cash Investigation su France 2 del mese scorso [2].
    C'e' anche chi dice, come François Asselineau (e' la sua tiritera): "glielo dice l'Europa (questa
    formula ci ricorda qualcosa anche in Italia) nel documento del GOPE (Grandi Orientamenti di
    Politica Europea)” certo che essendo ancora anacronisticamente a oltranza "neoliberale"
    non puo' che proporre delle misure che non vanno certo nella direzione dei cittadini
    europei... ma, si sa, Nino Galloni vice presidente di MR e insigne economista lo dice da tanto,
    e non solo in Italia, ma anche qua in Francia. Comunque M(m)a(i)cron ha la responsabilità di
    mettere in applicazione il neoliberismo in tutto e per tutto, sempre e comunque, resta una
    decisione politica.
    La poverta' e' aumentata in Francia a causa di ciò e soprattutto recentemente con le ultime
    riforme di Macron su disoccupazioni, sussidi per l'alloggio. Si veda il video di Jacques
    Sapir [3] dove presenta i risultati, non dell'ultra sinistra, ma dell'INSEE che e' l’equivalente
    della nostra ISTAT)
    Questo stato sociale (securité sociale) tanto caro ai francesi, si ricordi e si ringrazi, tra gli altri,
    il grande Charles (De Gaulle) e il CNR (Consiglio Nazionale della Resistenza) e i loro "Giorni
    Felici" [4], viene eroso di giorno in giorno da decine di anni.
    Se la Francia ha raggiunto un certo alto livello di vita e' grazie a cio' e adesso Macron
    colpisce anche più di prima e perfeziona il lavoro già cominciato dai suoi predecessori, tutti
    proni alla svolta neoliberista dagli anni 80' in poi. Gratta gratta, sciupa sciupa...
    In tante occasioni i francesi hanno resistito ma non e' stato sufficiente e si sa, poi le lotte
    scemano, ci si rinchiude un po’ su se stessi, la vita sempre più difficile, arrivare a fine mese è
    sempre più un’impresa (vedi gilet Gialli) e chi ne vuole approfittare ne approfitta. Nino
    Galloni lo mette in evidenza nei suoi lavori, ma non solo lui, in Francia Maurice Allais, premio
    nobel, per esempio. Si fece una conferenza con lui sull'eredità di Federico Caffé e Maurice

    Allais a Parigi [6]. In materia di premi Nobel, l’ultimo francese é Jean Tirole… Lascio andare a
    leggere il libro eccellente di Jacques Genereux La deconnomie [7], cosa dice di Jean Tirole…
    Il 5 novembre si manifesta contro la riforma delle pensioni in generale ma soprattutto
    perché i francesi si sono resi conto come non si possa più andare avanti cosi'... ecco qua in
    dettaglio l'imbroglio sulle pensioni: [8] ben spiegato da uno del gruppo "Les economistes
    atterrés" [9].
    Molta propaganda da parte dei media, grazie a cui Macron ha vinto le elezioni e tutti
    posseduti dai suoi amichetti... Drahi, Niel,... contro lo spauracchio, veramente inoffensivo
    della Le Pen (neoliberista della prima ora, che ha fatto soldi grazie all'eredita' rubata a un
    militante [10] e un tipografo [11], vari documentari sulla loro vita sono disponibili dove si fa
    la lista di ciò assieme a tanti altri episodi... per non parlare degli ultimi processi in corso su
    fondi europei [12]) MESSA lì non per far paura ma per far scegliere Macron... una tra tante.
    L'analisi (di Francois Asselineau [13]) degli interventi dei Le Pen sui media e il loro supposto
    ruolo “anti” (immigrati, europa...).
    Per finire, interessante questo video che fa una panoramica sulle dinamiche di come i media
    trattano, per sminuire, questo sciopero [14].
    Vedremo come andrà nei prossimi giorni, se lo sciopero sarà ridimensionato o se
    continuerà... Già tutto ciò ha dato argomenti ai detrattori di Macron al rdv Nato di questi
    giorni (Trump, Erdogan)... Nella mia regione natale si dice "cencio dice male di straccio" e
    oggi all'incontro NATO ce n'erano tanti di straccioni, veri, non certo i poveri « senza fissa
    dimora » che questi lasciano sul bordo della strada a causa delle politiche che fanno...
    Vergogna a due stati, come gli Usa e la Francia, che in ceri periodi della storia sono stati una
    luce, un faro. Peccato, avranno modo di riprendersi? Se ascolteranno ciò che la gente
    esprimerà in strada in questo 5 dicembre e dopo... forse sì...
    Stay tuned...

    1-https://www.20minutes.fr/societe/2666295-20191203-carburant-carte-stations-service-
    touchees-penurie-essence
    2-https://www.france.tv/france-2/cash-investigation/1103635-qui-profite-de-nos-
    impots.html
    3-https://www.youtube.com/watch?v=BNgsadcJJAk
    4-https://fr.wikipedia.org/wiki/Programme_du_Conseil_national_de_la_R%C3%A9sistance
    5-http://maison-italie.org/wordpress/index.php/373/
    6-http://maison-italie.org/wordpress/index.php/373/
    7-http://www.seuil.com/ouvrage/la-deconnomie-jacques-genereux/9782757872123
    8-https://www.youtube.com/watch?v=1K-lC1_1VVM
    9-https://fr.wikipedia.org/wiki/Les_%C3%89conomistes_atterr%C3%A9s
    10-https://fr.wikipedia.org/wiki/Hubert_Lambert
    11-https://www.graphiline.com/article/17159/Le-FN-condamne-a-payer-son-ancien-
    imprimeur
    12-https://www.franceinter.fr/assistants-europeens-l-enquete-qui-menace-le-
    rassemblement-national
    13-https://www.upr.fr/propagande/la-sarl-le-pen-se-dechire-en-public-mais-une-chose-ne-
    change-pas-cest-que-ni-le-pere-ni-la-fille-ne-parle-de-sortir-de-lue-ou-de-leuro-de-facon-
    unilaterale-par-larticle-50/):
    14- https://www.youtube.com/watch?v=AuToLJMrDhY

Cina-Europa-Italia. Un triangolo...delle Bermude?

la nuova via della seta cina fd7c4
Pubblichiamo un interessante scritto di Alessandro Loreto e Ruben Giavitto sulla complessità di rapporti tra Cina-Europa e Italia in cui certi luoghi comuni non sono affatto scontati.


Cina-Europa-Italia

Con questo documento, all’interno del nostro dipartimento Esteri e Difesa  vorremmo soffermarci in ultima istanza sui rapporti sino-europei e italo-cinesi sotto il profilo delle relazioni commerciali.

Leggi tutto: Cina-Europa-Italia. Un triangolo...delle Bermude?

I nodi vengono al pettine? Il problema libico si fa sempre più scottante per l'Italia, troppo timida spesso, anche se molto coerente, per affrontare con efficacia il problema

italian Military Predator drone 03 1295a

Il probabile abbattimento del drone italiano da ricognizione e disarmato Predator B pone nuovamente all'attenzione dell'opinione pubblica, spesso distratta e disinteressata, il problema libico. Il drone, nonostante le dichiarazioni ufficiali inerenti il suo supporto a Mare Sicuro stava quasi certamente monitorando la situazione sul terreno in un 'ottica anche di prevenzione di possibili minacce all 'ospedale da campo italiano di Misurata. Probabilmente non è stato un'incidente, come segnalato in un primo momento dalle stesse fonti ufficiali italiane, ma un abbattimento vero e proprio, anche perché a poche ore di distanza è caduto nei pressi di Tripoli un drone americano. Probabilmente si è attuata un'azione di disturbo elettronico su ambedue i velivoli grazie a sofisticate attrezzature acquisite dal gruppo mercenario russo Wagner

Leggi tutto: I nodi vengono al pettine? Il problema libico si fa sempre più scottante per l'Italia, troppo...

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