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Consulta Generale MR di lunedì 21 marzo alle 19

Consulta Generale MR di lunedì 21 marzo 2022, ore 19


Carissimi soci, come da comunicati ufficiosi già inviati, ribadiamo la convocazione, per lunedì 21 marzo 2022 (lunedì prossimo), alle ore 19, tramite il supporto telematico Zoom, della Consulta Generale MR.

Saranno ammessi ai lavori della Consulta del 21 marzo tutti i soci già asseverati come membri di essa che siano in regola con l’iscrizione annuale al Movimento Roosevelt.

Potranno essere ammessi alla Consulta anche quei soci sin qui estranei ai suoi lavori, che ne facciano richiesta motivata alla Presidenza MR, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . E potranno essere presi in considerazione- per partecipare alla Consulta- anche tutte quelle cittadine e quei cittadini che sin qui siano rimasti solo simpatizzanti/osservatori MR non iscritti, ma che perfezionino l’iscrizione prima di lunedì 21 marzo e poi scrivano a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. onde perorare la propria ammissione.

Per essere in regola con l’iscrizione e per iscriversi per la prima volta al MR, seguire le semplici istruzioni contenute in https://blog.movimentoroosevelt.com/iscriviti-o-rinnova.html .

L’Ordine del Giorno dei Lavori della Consulta Generale MR di lunedì 21 marzo 2022, sarà il seguente:

1) Discussione e deliberazione di una posizione politica ufficiale e maggioritaria della Consulta Generale stessa in ordine alla Guerra in corso attualmente in Ucraina

2) Discussione e deliberazione di una posizione politica ufficiale e maggioritaria della Consulta Generale stessa in ordine alla conclusione dello Stato di emergenza e dell’obbligo di Green-Pass in Italia, con particolare riguardo alla prevenzione di futuri decreti legislativi e ministeriali illiberali che scaturiscano dalla recrudescenza dell’attuale pandemia e/o dall’insorgenza di nuove, eventuali, emergenze sanitarie.

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Libertà di scelta

Propongo una riflessione di Paolo Sceusa, magistrato in pensione ed ideatore della marcia per le libertà:
 
Da dicembre per lo Stato non ho il diritto di salire su un treno, su un pullman, su un aereo, non ho il diritto di entrare in un bar, di andare al ristorante, di dormire in un albergo, di entrare in una piscina o in un museo. Dal 1 febbraio non ho il diritto di entrare nei negozi, in banca, alle poste. Da oggi, 15 febbraio, non avrò più il diritto di lavorare e guadagnarmi da vivere. Mi è rimasto il diritto di entrare nei negozi alimentari e quello, nel caso non avessi qualche risparmio da parte, di morire di fame. Mi è rimasto anche il dovere di pagare le tasse. Divieto in più divieto in meno, in questa situazione si trova oggi qualche milione di persone in Italia, molte delle quali impediti di lavorare.

E’ una tua scelta, magari penserai, basta vaccinarsi e tutto finisce.

E’ vero. Proprio come era una scelta dei professori degli anni ‘30 la loro espulsione dalle Università, bastava prendere la tessera fascista e tutto finiva. Ed era una scelta dei cristiani la loro persecuzione, bastava sacrificare all’Imperatore e tutto finiva. Che dire poi di chi sceglieva di farsi torturare dall'Inquisizione, bastava abiurare e il dolore finiva. E oggi non è forse una scelta quella della donna di subire violenza sessuale? Basta concedersi all’aggressore e la violenza sparisce. Strani tempi questi, in cui se qualcuno minaccia di farti saltare la vetrina se non gli dai 100 euro lo chiami mafioso ma ti sembra normale che lo Stato privi dello stipendio chi non fa del suo corpo quello che è stato deciso dall’alto per lui.

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L'urlo della verità

dettaglio-quadro-goya_cc93cUn medico e un uomo perbene, perseguitato da apparati di uno stato non più democratico, perde la pazienza e urla la verità in faccia alla "giornalista" che lo bracca. In un attimo crolla il menzognero castello di carte ("gli ospedali sono pieni di non vaccinati, i vaccinati hanno solo sintomi lievi, il vaccino è sicuro"):
Paola su Twitter: "Il medico inseguito finalmente urla la verità. Onore a questa persona https://t.co/HXTT10UOOG" / Twitter
Ascoltate, vi prego, con attenzione ogni sua parola: gli si può credere, perché non ci guadagna nulla, anzi avrà solo guai, a differenza dei vaccinatori che percepiscono compensi scandalosamente alti, o dei colleghi pediatri a caccia degli incentivi regionali riservati a chi vanta un'alta percentuale di piccoli pazienti infilzati.

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Il nome della Rosa; la coerenza delle idee senza i dogmi dell’ortodossia

É davvero ammirevole come ne “Il nome della Rosa” Umberto Eco già analizzasse come le grandi narrazioni possano avere presa sulle persone che non esercitano il pensiero critico; nonostante le distorsioni e le incoerenze tra narrazione e fatti e nonostante le sconvenienze per la collettività.

Per chi ha occhi per vedere, una analisi delle incoerenze tra narrazione ed azione nel XIV secolo - che andasse oltre il rapporto tra chiesa e società, trascendendo ad un livello archetipico e trovando al contempo applicazioni concrete nella modernità - evidenzierebbe una saldissima connessione tra passato e presente; tra racconto e realtà.

Eco ci fa vedere come per secoli la chiesa abbia usato il dogma per manipolare la collettività. Vissuti trasparentissimi, nobilissimi e naturalissimi come quello che sta per seguire venivano impugnati come manifestazioni del maligno, col fine ultimo di dare una forma alla società, nonostante il vissuto delle persone fosse contrario ai principi di salvezza che sembravano ispirare i dogmi stessi.

<<Tanto più che la fanciulla, nel di questo, aveva preteso la mano e con i polpastrelli delle sue dita aveva sfiorato la mia gota, allora del tutto imberbe. Ne provai cone una impressione di deliquio, ma in quel momento non riuscivo ad avvertire ombra di peccato nel mio cuore. Tanto può il demonio quando vuole metterci alla prova e cancellare dall’animo nostro le tracce della grazia. Cosa provai? Cosa vidi? Io solo ricordo che le emozioni del primo istante furono orbate di ogni espressione, perché la mia lingua e la mia mente non erano state educate a nominare sensazione di quella fatta. Sino a che non mi sovvengono altre parole interiori, udite in altro tempo in altri luoghi, certamente parlate per altri fini, ma che mirabilmente mi farebbero armonizzare con il mio gaudio di quel momento, come fossero nate proprio per esprimerlo. Parole che si erano affollate nelle caverne della mia memoria salirono alla superficie (muta) del mio labbro, e dimenticai che esse furono servite nelle scritture o sulle pagine dei santi a esprimere ben più fulgide realtà. Ma v’era poi davvero differenza per le delizie di cui avevano parlato i santi e quelle che il mio animo esagitato provavo in quell’istante? In quell’istante si annullò in me il senso vigile della differenza. Che è appunto, mi pare, il segno del rapimento negli abissi dell’identità. Di colpo la fanciulla mi apparve così come la vergine nera ma bella di cui dice il Cantico. Essa portava un abituccio liso di stoffa grezza che si apriva in modo abbastanza inverecondo sul petto, aveva al collo una collana fatta di pietruzze colorate e, credo, vilissime. Ma la testa si ergeva fieramente sul collo bianco come torre d’avorio, i suoi occhi erano chiari come le piscine di Hesebon, il suo naso era una torre del Libano, le chiome del suo corpo come porpora. Sì, la sua chioma mi parve come un gregge di capre, i suoi denti come greggi di pecore che risalgono dal bagno, tutte appaiate, si che nessuna di esse era prima della compagna. E: “come sei bella mia amata, come sei bella” mi venne da mormorare, “la tua chioma è come un gregge di capre che scende dalle montagne di Galaad, come nastro di porpora sono le tue labbra, spicchio di melograno e la tua guancia, il tuo collo è come la torre di David qui sono appesi 1000 scudi.“ E mi chiedevo spaventato il rapito chi fosse costei che si levava davanti a me come l’aurora, Bella come la luna, fulgida come il sole, terribilis ut castrorum acies ordinata. Allora la creatura si appressò a me ancora di più, gettando in un angolo l’involto scuro che sino ad allora aveva tenuto stretto contro il suo petto, e levò ancora la mano ad accarezzarmi il volto, e ripeté ancora una volta le parole che avevo già udito. E mentre non sapevo se sfuggirla o accostarmi ancora di più, mentre il mio capo pulsava come se le trombe di Giosuè stessero per far crollare le mura di Gerico, e al tempo stesso bramavo e temevo di toccarla, e sarebbe un sorriso di grande gioia, emise un gemito sommesso di capre intenerita, e sciolse lacci che chiudevano l’abito sul suo petto, e si sfilò l’abito del corpo come una tunica, e Rimase davanti a me e come Eva doveva essere apparsa d’Adamo nel giardino dell’Eden. “Pulchra sunt ubera quae paululum supreminent et tument modice”, mormorai ripetendo la frase che avevo sentito da Ubertino, Perché i suoi seni mi apparvero come due cerbiatti, due gemelli di gazzelle che pascolavano tre gigli, il suo ombelico fu una coppa rotonda che non manca mai di vino drogato, il suo ventre un mucchio di grano contornato di fiori delle valli. “O sidus clarum puellarum”, le gridai, “o porta clausa, fons hortorun, cella custos unguentorum, cella pigmentaria!” E mi ritrovai senza volere a ridosso del suo corpo avvertendo il calore è il profumo acre di unguenti mai conosciuti. Mi sovvenni: “Figli, quano viene l’amore folle, nulla può uomo!” E compresi che, fosse quanto provavo trama del nemico dono celeste nulla ormai potevo fare per contrastare l’impulso che mi muoveva e: “Oh langueo”, gridai, e:” Causam languoris video nec caveo!” anche perché un odore roseo spirava dalle sue labbra ed Erano belli i suoi piedi nei sandali, e le gambe erano come colonne e come colonne le pieghe dei suoi fianchi, opera di mano d’artista. O amore, figlia di delizie, un re è rimasto preso dalla tua treccia, mormoravo tra me e fui tra le sue braccia, e ci vediamo insieme sul nudo pavimento della cucina e, non so se per il mio iniziativa operarti di lei, mi trovai libero dal mio saio di novizio e non avremmo vergogna dei nostri corpi et cuncta erant bona. …. Giacqui, non so per quanto, la fanciulla accanto a me… Con molto lieve la sua mano continuava a toccare il mio corpo, ora madido di sudore. Provavo un anteriore esultanza, Che non era pace, ma come l’ultimo ardere sommesso di un fuoco che tardasse estinguersi sotto la cenere quando ormai la fiamma è morta. Non esiterei a chiamar beato colui a cui fosse concesso di provare qualcosa di simile (mormoravo come nel sonno), anche raramente, in questa vita (e di fatto lo provai solo quella volta), e soltanto rapidissimamente, e per lo spazio di un istante solo. >>

“Oh, la stella luminosa delle ragazze”. Dice il protagonista di questo vissuto.

Il rapporto tra uomo e donna risulta a questo novizio come cosa lietissima che non sa descrivere se non attraverso parole associate al divino. Eppure, la società del suo tempo non solo assegna un ruolo peccaminoso al piacere (da descrivere in termini divini,sic!) ma lo usa per relegare la donna a un ruolo da tentatrice che deve essere subordinato.

Si legge nello stesso libro infatti:

<<Presi coscienza del mio peccato.>>



<<E sulla donna come fomite di tentazione hanno già parlato abbastanza le scritture. Della donna dice l’Ecclesiaste che la sua conversazione è come fuoco ardente, i proverbi dicono che essa si impadronisce dell’anima preziosa dell’uomo e i più forti sono stati rovinati da essa. Dice ancora l’Ecclesiaste: ”Scoprii che è più amara della morte la donna, che è come il laccio dei cacciatori, il suo cuore come una rete, le sue mani sono funi. E altri hanno detto che essa è vascello del demonio.”>>

Tutte queste erano narrazioni che servivano a mantenere l’ordine sociale teologico e patriarcale del tempo.

Eppure, ieri come allora, esistono Maestri del libero pensiero, che possano chiamarsi Guglielmo o Gioele e insegnano a ragionare indipendentemente, mettendo in relazione idee e fatti (che poi, forse, altro non è che la più alta delle definizioni di “religione”: ciò che lega l’alto e il basso, per quanto poi invece abbia invece legato persone a dogmi…).

Guglielmo, nel libro, proprio per non cadere nella derisione o nella demonizzazione, usa intelligentemente le regole del tempo per argomentare pensieri che il realtà le scardinano:

<<Tuttavia io non riesco a convincermi che Dio abbia voluto introdurre nella creazione un essere così immondo senza dotarlo di virtù. E non possono non riflettere sul fatto che Egli gli ha concesso molti privilegi emotivi di pregio, di cui tre almeno grandissimi. Infatti ha creato l’uomo in questo mondo vile, e dal fango, e la donna in un secondo tempo, nel paradiso terrestre, e da nobile umana materia. E non la formata dai piedi o dall’interiore del corpo di Adamo, ma dalla costola. In secondo luogo il signore, che può tutto, avrebbe voluto farsi uomo in qualche modo miracoloso, e scelse invece di incarnarsi nel ventre di una donna, segno che non era così immonda. E quando apparve dopo la resurrezione, apparve a una donna.”

Le incoerenze sono il vero cortocircuito delle ideologie, siano queste teologiche o politiche. Non tanto le incoerenze dal punto di vista dell’ortodossia, che porterebbero comunque a rigidità e quindi a frustrazioni; bensì alle ben più gravi incoerenze valoriali, che necessariamente portano a valutazioni soggettive inique, piuttosto che opportune considerazioni oggettive basate su quello che è stato poi definito come il “velo dell’ignoranza” da John Rawls.

Non siamo ancora riusciti a sviluppare o a diffondere ancora ideologie coerenti che possano per esempio tenere assieme giustizia sociale, libertà, democrazia, opportunità…

Proliferano invece ancora le incoerenze.

Ieri c’era l’ incoerenza dei Francescani inquisitori che bruciavano fraticelli per aver predicato la necessità di spogliarsi dei propri beni, proprio come predicava lo stesso San Francesco; e oggi vediamo come alcune forme di femminismo sappiano solo rivendicare la parità della donna nell’uguaglianza dello svolgere il lavoro che era svolto prettamente dall’uomo. Per quanto sia giusto che ognuno scelga il proprio ruolo sociale non si può umiliare la funzione e il ruolo sociale che anno avuto le donne attribuendo valore commerciale e civile solo al ruolo che era stato svolto (in maniera errata e pregiudizievole) solo dagli uomini. Bisognerebbe invece chiedere parità di salario e dignità anche per ruoli in-dis-pen-sa-bi-li che finora sono stato prevalentemente occupati da donne ma che possono essere svolti sia da uomini che da donne.

L’unico modo per vedere il mondo da punti di vista diversi è proprio avere un punto di vista saldo. Questo serve a mantenere libero il pensiero, rendendolo coerente ai principi che lo animo piuttosto che agli asinini richiami della tribù.

Per celebrare le parole iniziali del libro stesso:”Siano rese a grazie a Dio che io a quei tempi acquisii dal mio Maestro la voglia di apprendere e il senso della retta via, che si mantiene anche quando il sentiero è tortuoso”.

Marco Moiso

I vaccini sperimentali minano le fondamenta della società


cartello_a2f4dFoto tratta da imolaoggi.it

C'è poco da stare allegri, tra autocrati schiumanti di rabbia che hanno dichiarato guerra a sei milioni di cittadini, accomunando il nostro paese al Tagikistan, infermiere che vorrebbero stangare con multe salatissime e persino torturare chi rifuta la puntura, esperti che chiedono la sospensione delle garanzie costituzionali (di cui peraltro da due anni si è già fatto strame), un'informazione asservita che parla di epidemia di non vaccinati (un teorema tre volte falso: primo perché un positivo senza sintomi non è né malato né contagioso; secondo perché il tampone molecolare è inaffidabile registrando un gran numero di falsi positivi; terzo perché l'aumento dei casi si è avuto quando i vaccinati sono stati costretti al tampone).
Non vi tedierò ricordando che gli ultimi provvedimenti sono un crimine contro l'umanità, dal momento che i vaccini sono stati autorizzati dagli enti di controllo europei in via emergenziale e sperimentale fino al 2023 e che il codice di Norimberga, cui si ispira l'articolo 32 della nostra Costituzione, proibisce la costrizione palese o surrettizia. Percependo una certa irritazione al toccare questo tasto, propongo invece un editoriale che esamina la questione da un punto vista insolito quanto interessante, dal titolo: Tra maccartismo vaccinale e deriva illiberale chi valuta il rischio strategico?, scritto da Gianandrea Gaiani per AD Analisi Difesa, nel quale si prospettano i rischi della scommessa al buio sui sieri anticovid, un azzardo senza precedenti.

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Libertà e diritti umani, non false questioni

Giorgio-Agamben-Il-volto-e-la-morte_9cf3Invito ad ascoltare fino in fondo l'audizione del filosofo Giorgio Agamben alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, tenutasi in occasione del voto sul DL 172/2021 ("Obblighi vaccinali e rafforzamento delle certificazioni verdi Covid-19").

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Le false questioni che distraggono l'opinione pubblica: articolo di Daniele Cavaleiro

Le false questioni che distraggono l'opinione pubblica: articolo di Daniele Cavaleiro


No vax o si vax, no mask o si mask e poi il green pass, ma sono proprio queste le tematiche così importanti che la nostra società deve affrontare?

Personalmente, non mi appassionano molto. Anzi mi sembra si configurino come delle tifoserie da stadio che non hanno nessuna ragione di esistere.

Capisco perfettamente chi, per motivi di salute o paure di vario genere ed in piena libertà di scelta, non voglia sottoporsi alla profilassi vaccinale. Però comprendo molto meno tutte quelle persone che, con motivazioni del tutto inaccettabili del tipo “i vaccini sono la merce del demonio” oppure “i vaccini sono lo strumento per il controllo di massa”, bloccano il dibattito politico e distolgono l’attenzione da bisogni e necessità molto più urgenti.

Credo sia molto più importare porre un focus sul futuro della nostra Sanità, del nostro sistema scolastico e della nostra economia. Ricordiamoci sempre che il vincolo del 3% o Patto di Stabilità e Crescita, tanto caro ai tecnocrati europei, è solo momentaneamente sospeso e, prima o poi, bisognerà decidere cosa fare al riguardo, oppure altri lo faranno per noi. Vogliamo cancellare o no definitivamente questo Patto scellerato, figlio di un paradigma economico neoliberista? E vogliamo magari eliminare anche il ripugnante principio del pareggio di bilancio inserito in costituzione con il voto egualmente scellerato di centro-destra e centro-sinistra? Intendiamo implementare o meno, in tutta Europa, un nuovo paradigma economico fondato sulle teorie espansive post-keynesiane? Su queste tematiche, occorre aprire un vero dibattito politico ed una forte contestazione sociale: tutto il resto sono consapevoli o inconsapevoli “opere di distrazione di massa” che servono solo a distogliere l’attenzione dai reali problemi e dalle loro possibili soluzioni. Personalmente, ritengo che dobbiamo lavorare per costruire un nuovo contesto sociale, dove vengano costituzionalmente garantiti a tutti e a ciascuno il diritto al lavoro e alla piena occupazione, unitamente al diritto alla conoscenza. Abbiamo anche bisogno di nuovi modelli di business, che mettano al centro delle loro azioni presenti e future l’essere umano e la tutela dell’ambiente. Modelli che entrino tanto nella testa che nel cuore delle persone.

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Complottisti e collaborazionisti

hitler-og-quisling-1939_65311Immagine: Vidkun Quisling, il collaborazionista per antonomasia, con Adolf Hitler.

Qualche decennio fa, quando si voleva ridurre al silenzio un interlocutore scomodo, gli si dava del fascista: per quanto valide fossero le sue argomentazioni, lo si metteva fuori gioco, quasi escludendolo dal consorzio civile. Più recentemente fascisti erano Trump e Bolsonaro; fascista era Boris Johnson, prima che, toccato da morbo provvidenziale, si riportasse sulla retta via. Tutti costoro erano accusati di sacrificare i più deboli sull'altare dell'economia lasciandoli in balia del contagio e della selezione naturale. Conoscevo un elettore grillino, nullafacente e percettore del reddito di cittadinanza, che voleva chiudere tutto il mondo pur di salvaguardare la salute e la pensione dell'anziana madre.

Premessa politica agli strumenti giuridici messi a punto dal Sostegno Legale MR contro la costrizione del Green Pass

Premessa politica agli strumenti giuridici messi a punto dal Sostegno Legale MR contro la costrizione del Green Pass


Chi scrive è debitamente vaccinato e dunque formalmente munito di Green Pass, al pari di molti altri dirigenti e soci del Movimento Roosevelt.

Il sottoscritto, tuttavia (e, credo di poter dire, ciò vale anche per la maggioranza degli altri rooseveltiani muniti di vaccino), non si è sottoposto al vaccino per obbedienza ad una (illegittima) imposizione statuale o per paura di un virus (la Sars-Cov-2) e di una malattia ad esso connessa (il Covid-19).

Io/noi non abbiamo paura di un virus definito dalle massime autorità medico-scientifiche (e dati esperienziali alla mano) come “altamente contagioso, ma di medio-bassa letalità”.

Ritenevamo e riteniamo che esistano già- anche se poco valorizzati dai poteri istituzionali e dal sistema mediatico main-stream- alcuni validi protocolli di cura in grado di offrire ai cittadini un’assistenza efficace a contrastare l’insorgenza del Covid-19 in chi sia contagiato dalla Sars-Cov-2. Vedi, ad esempio: https://www.tgcom24.mediaset.it/2021/video/remuzzi-a-tgcom24-il-nostro-protocollo-di-cura-anti-covid-riduce-l-ospedalizzazione-del-90-_38968742-02k.shtml e https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/14/covid-lo-studio-sul-protocollo-per-le-cure-precoci-a-casa-con-antinfiammatori-nei-pazienti-lievi-ridotti-i-ricoveri/6354070/ 

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Gioele Magaldi: Lettera Aperta a Vittorio Sgarbi e agli amici di Rinascimento

Lettera Aperta a Vittorio Sgarbi e agli amici di Rinascimento
(di Gioele Magaldi)
 

Caro Vittorio, cari Cristiano, Dario, Antonello, Angelo e cari amici tutti che avete sin qui lavorato per l’affascinante progetto di Rinascimento, ex candidati e non,

scrivo questa Lettera Aperta con lo scopo di stimolare una rapida trasformazione di Rinascimento da pseudopartito fragile e precario (gestito con metodologia postdemocratica) in partito forte, strutturato, pluralistico e autenticamente democratico e social-liberale.

In effetti, il primo ad aver bisogno di un soggetto politico che sia nei fatti e però sia anche percepito e percepibile come un vero partito sei proprio tu, Vittorio, che di tale entità saresti il leader naturale e indiscusso.

Molto giustamente ti sei lamentato, qualche giorno fa, del mancato invito ad una riunione dei capofila del centrodestra:https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/29132779/stasera-italia-sgarbi-offeso-non-invitato-berlusconi-vertice-cosa-non-capisce.html , evidenziando che il partito di cui sei al vertice, Rinascimento, vanta una percentuale media di consensi intorno al 2% nazionale, non molto al di sotto della stima attuale di Forza Italia.

Eppure, caro Vittorio, non ti sfuggirà che nella percezione dei vari Berlusconi, Salvini, Meloni, ecc. (cosi come in quella dei media mainstream) tu sei valutato come un player politico-culturale di sicuro fascino e carisma (e magari proprio per questo talora non vieni invitato, e cioè per “non fare ombra” a questo o a quello), ma attualmente Rinascimento è raccontato come poco più che un friabile comitato elettorale gestito da personaggi interpretati come tuoi “cortigiani” e non come dirigenti effettivi di un partito solido, partecipato e ben radicato.

I Fatti, anzitutto.

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