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I vaccini sperimentali minano le fondamenta della società


cartello_a2f4dFoto tratta da imolaoggi.it

C'è poco da stare allegri, tra autocrati schiumanti di rabbia che hanno dichiarato guerra a sei milioni di cittadini, accomunando il nostro paese al Tagikistan, infermiere che vorrebbero stangare con multe salatissime e persino torturare chi rifuta la puntura, esperti che chiedono la sospensione delle garanzie costituzionali (di cui peraltro da due anni si è già fatto strame), un'informazione asservita che parla di epidemia di non vaccinati (un teorema tre volte falso: primo perché un positivo senza sintomi non è né malato né contagioso; secondo perché il tampone molecolare è inaffidabile registrando un gran numero di falsi positivi; terzo perché l'aumento dei casi si è avuto quando i vaccinati sono stati costretti al tampone).
Non vi tedierò ricordando che gli ultimi provvedimenti sono un crimine contro l'umanità, dal momento che i vaccini sono stati autorizzati dagli enti di controllo europei in via emergenziale e sperimentale fino al 2023 e che il codice di Norimberga, cui si ispira l'articolo 32 della nostra Costituzione, proibisce la costrizione palese o surrettizia. Percependo una certa irritazione al toccare questo tasto, propongo invece un editoriale che esamina la questione da un punto vista insolito quanto interessante, dal titolo: Tra maccartismo vaccinale e deriva illiberale chi valuta il rischio strategico?, scritto da Gianandrea Gaiani per AD Analisi Difesa, nel quale si prospettano i rischi della scommessa al buio sui sieri anticovid, un azzardo senza precedenti.

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Libertà e diritti umani, non false questioni

Giorgio-Agamben-Il-volto-e-la-morte_9cf3Invito ad ascoltare fino in fondo l'audizione del filosofo Giorgio Agamben alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, tenutasi in occasione del voto sul DL 172/2021 ("Obblighi vaccinali e rafforzamento delle certificazioni verdi Covid-19").

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Le false questioni che distraggono l'opinione pubblica: articolo di Daniele Cavaleiro

Le false questioni che distraggono l'opinione pubblica: articolo di Daniele Cavaleiro


No vax o si vax, no mask o si mask e poi il green pass, ma sono proprio queste le tematiche così importanti che la nostra società deve affrontare?

Personalmente, non mi appassionano molto. Anzi mi sembra si configurino come delle tifoserie da stadio che non hanno nessuna ragione di esistere.

Capisco perfettamente chi, per motivi di salute o paure di vario genere ed in piena libertà di scelta, non voglia sottoporsi alla profilassi vaccinale. Però comprendo molto meno tutte quelle persone che, con motivazioni del tutto inaccettabili del tipo “i vaccini sono la merce del demonio” oppure “i vaccini sono lo strumento per il controllo di massa”, bloccano il dibattito politico e distolgono l’attenzione da bisogni e necessità molto più urgenti.

Credo sia molto più importare porre un focus sul futuro della nostra Sanità, del nostro sistema scolastico e della nostra economia. Ricordiamoci sempre che il vincolo del 3% o Patto di Stabilità e Crescita, tanto caro ai tecnocrati europei, è solo momentaneamente sospeso e, prima o poi, bisognerà decidere cosa fare al riguardo, oppure altri lo faranno per noi. Vogliamo cancellare o no definitivamente questo Patto scellerato, figlio di un paradigma economico neoliberista? E vogliamo magari eliminare anche il ripugnante principio del pareggio di bilancio inserito in costituzione con il voto egualmente scellerato di centro-destra e centro-sinistra? Intendiamo implementare o meno, in tutta Europa, un nuovo paradigma economico fondato sulle teorie espansive post-keynesiane? Su queste tematiche, occorre aprire un vero dibattito politico ed una forte contestazione sociale: tutto il resto sono consapevoli o inconsapevoli “opere di distrazione di massa” che servono solo a distogliere l’attenzione dai reali problemi e dalle loro possibili soluzioni. Personalmente, ritengo che dobbiamo lavorare per costruire un nuovo contesto sociale, dove vengano costituzionalmente garantiti a tutti e a ciascuno il diritto al lavoro e alla piena occupazione, unitamente al diritto alla conoscenza. Abbiamo anche bisogno di nuovi modelli di business, che mettano al centro delle loro azioni presenti e future l’essere umano e la tutela dell’ambiente. Modelli che entrino tanto nella testa che nel cuore delle persone.

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Complottisti e collaborazionisti

hitler-og-quisling-1939_65311Immagine: Vidkun Quisling, il collaborazionista per antonomasia, con Adolf Hitler.

Qualche decennio fa, quando si voleva ridurre al silenzio un interlocutore scomodo, gli si dava del fascista: per quanto valide fossero le sue argomentazioni, lo si metteva fuori gioco, quasi escludendolo dal consorzio civile. Più recentemente fascisti erano Trump e Bolsonaro; fascista era Boris Johnson, prima che, toccato da morbo provvidenziale, si riportasse sulla retta via. Tutti costoro erano accusati di sacrificare i più deboli sull'altare dell'economia lasciandoli in balia del contagio e della selezione naturale. Conoscevo un elettore grillino, nullafacente e percettore del reddito di cittadinanza, che voleva chiudere tutto il mondo pur di salvaguardare la salute e la pensione dell'anziana madre.

Premessa politica agli strumenti giuridici messi a punto dal Sostegno Legale MR contro la costrizione del Green Pass

Premessa politica agli strumenti giuridici messi a punto dal Sostegno Legale MR contro la costrizione del Green Pass


Chi scrive è debitamente vaccinato e dunque formalmente munito di Green Pass, al pari di molti altri dirigenti e soci del Movimento Roosevelt.

Il sottoscritto, tuttavia (e, credo di poter dire, ciò vale anche per la maggioranza degli altri rooseveltiani muniti di vaccino), non si è sottoposto al vaccino per obbedienza ad una (illegittima) imposizione statuale o per paura di un virus (la Sars-Cov-2) e di una malattia ad esso connessa (il Covid-19).

Io/noi non abbiamo paura di un virus definito dalle massime autorità medico-scientifiche (e dati esperienziali alla mano) come “altamente contagioso, ma di medio-bassa letalità”.

Ritenevamo e riteniamo che esistano già- anche se poco valorizzati dai poteri istituzionali e dal sistema mediatico main-stream- alcuni validi protocolli di cura in grado di offrire ai cittadini un’assistenza efficace a contrastare l’insorgenza del Covid-19 in chi sia contagiato dalla Sars-Cov-2. Vedi, ad esempio: https://www.tgcom24.mediaset.it/2021/video/remuzzi-a-tgcom24-il-nostro-protocollo-di-cura-anti-covid-riduce-l-ospedalizzazione-del-90-_38968742-02k.shtml e https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/14/covid-lo-studio-sul-protocollo-per-le-cure-precoci-a-casa-con-antinfiammatori-nei-pazienti-lievi-ridotti-i-ricoveri/6354070/ 

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Gioele Magaldi: Lettera Aperta a Vittorio Sgarbi e agli amici di Rinascimento

Lettera Aperta a Vittorio Sgarbi e agli amici di Rinascimento
(di Gioele Magaldi)
 

Caro Vittorio, cari Cristiano, Dario, Antonello, Angelo e cari amici tutti che avete sin qui lavorato per l’affascinante progetto di Rinascimento, ex candidati e non,

scrivo questa Lettera Aperta con lo scopo di stimolare una rapida trasformazione di Rinascimento da pseudopartito fragile e precario (gestito con metodologia postdemocratica) in partito forte, strutturato, pluralistico e autenticamente democratico e social-liberale.

In effetti, il primo ad aver bisogno di un soggetto politico che sia nei fatti e però sia anche percepito e percepibile come un vero partito sei proprio tu, Vittorio, che di tale entità saresti il leader naturale e indiscusso.

Molto giustamente ti sei lamentato, qualche giorno fa, del mancato invito ad una riunione dei capofila del centrodestra:https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/29132779/stasera-italia-sgarbi-offeso-non-invitato-berlusconi-vertice-cosa-non-capisce.html , evidenziando che il partito di cui sei al vertice, Rinascimento, vanta una percentuale media di consensi intorno al 2% nazionale, non molto al di sotto della stima attuale di Forza Italia.

Eppure, caro Vittorio, non ti sfuggirà che nella percezione dei vari Berlusconi, Salvini, Meloni, ecc. (cosi come in quella dei media mainstream) tu sei valutato come un player politico-culturale di sicuro fascino e carisma (e magari proprio per questo talora non vieni invitato, e cioè per “non fare ombra” a questo o a quello), ma attualmente Rinascimento è raccontato come poco più che un friabile comitato elettorale gestito da personaggi interpretati come tuoi “cortigiani” e non come dirigenti effettivi di un partito solido, partecipato e ben radicato.

I Fatti, anzitutto.

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Comunicato MR di appoggio al CLP di Trieste

Comunicato di MR Triveneto di solidarietà ai lavoratori portuali di Trieste.

Il Movimento Roosevelt sta con i lavoratori portuali di Trieste e si augura che la loro lotta abbia successo e che in tempi brevi si riesca a raggiungere un accordo soddisfacente per tutte le parti in causa.

Ci rendiamo conto che tali proteste possono inficiare nel breve periodo le potenzialità di sviluppo del porto. Il porto di Trieste, per le sue peculiarità, non è solo fondamentale per la città stessa, ma anche per l’economia e il posizionamento strategico dell’Italia, cuneo tra la vocazione mediterranea del Paese e la proiezione di quel Mediterraneo allargato nel cuore dell’Europa. Funzione che rende questo paese unico e fondamentale per l’intera Europa, come e maggiormente di quanto lo era Venezia nel culmine del suo splendore.

Ma quando i diritti fondamentali delle persone vengono violati in questo modo, la libertà e il diritto al lavoro, sanciti dalla Costituzione vengono calpestati, il diritto di scelta, mantenuto in teoria ma negato nei fatti viene tolto, non si può che sostenere chi lotta per questi diritti. Quando la Costituzione viene stravolta nello spirito e probabilmente anche nella lettera, ogni danno che questo arreca è sicuramente superiore al danno che può arrecare all’economia una simile iniziativa. Perché, alla lunga, i danni alla democrazia, alla libertà delle coscienze e ai diritti acquisiti con decenni e decenni di lotta e sacrifici, sarebbero ben più pervasivi e corrosivi, ponendoci di fatto consustanziali a quei regimi, definiti democrature, che infatti amano particolarmente certi tipi di documenti. Benessere, qualità della vita, democrazia sostanziale, effettiva, rispetto per i Diritti, come abbiamo visto, vanno di pari passo.

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IL CULTO VACCINALE E LA MORALE ALLA ROVESCIA

 di Aligi Taschera

 

Ci viene ripetutamente detto che vaccinarsi è un dovere morale: è un’idea che è entrata a far parte del senso comune della maggioranza dei politici e dei giornalisti, e purtroppo, anche della popolazione italiana. A quanto ho sentito, questa idea è stata enunciata anche dal presidente della Repubblica, e persino dal Papa.

 Il concetto di moralità al quale fa riferimento il Papa dovrebbe essere abbastanza chiaro, dato che per lui la morale ha origine divina, e fa parte della rivelazione delle sacre scritture. In base a quali aspetti delle sacre scritture si evinca che farsi inoculare uno di questi pseudo-vaccini sia un dovere morale non ci è dato sapere, ma non è lecito mettere in dubbio la parola di uno che viene ritenuto infallibile dalla comunità dei cattolici. Certo, i cattolici mi hanno sempre ribadito che il papa deve essere ritenuto infallibile solo in materia di fede. Ora, che i cosiddetti vaccini siano diventati materia di fede mi pare evidente, ma in che senso la fede nei vaccini possa essere parte integrante della fede cattolica mi risulta alquanto misterioso. Ma dato che fede e mistero sono inscindibili lascio ai cattolici la questione di sbrogliarsela coi misteri della fede, e passo al presidente della Repubblica.

 Qui la questione diventa molto più grave perché il presidente della repubblica Sergio Mattarella è il capo dello stato Italiano, e rappresenta tutti gli italiani. E, dato che lo stato italiano non è confessionale, il presidente non può, in quanto tale, far riferimento ad una morale religiosa. Anzi, è persino dubbio che sia lecito al Presidente della Repubblica, nell’esercizio delle sue funzioni, fare riferimento ad idee morali, salvo quelle implicite nella costituzione della Repubblica. Solo se si condivide l’idea Hegeliana dello stato etico, che nella sua oggettività supera e ricomprende in sé la moralità, che non può essere oggettiva, il capo dello stato non può che esprimere un’eticità che riassume e compendia qualsiasi moralità. Ma l’idea dello stato etico è l’idea cardine di tutti i totalitarismi. Il fatto che lo stato e il suo capo, così come gran parte dei politici, facciano riferimento a scelte morali per giustificare l’imposizione politica di una procedura medica rivela meglio di qualsiasi altra cosa dove siamo. In verità, per ora, ufficialmente non si è imposto l’obbligo politico di vaccinarsi; la finzione che si sia ancora in una democrazia liberale retta dalla Costituzione del 1948 non va scalfita, probabilmente nemmeno nella testa dei nostri dirigenti politici. Perciò i nostri politici, piuttosto che prendere esempio da grandi guide di stati che si credevano etici, come Benito Mussolini e Iosif Vissarionivic Dzugasvili, in arte Stalin, hanno preferito ispirarsi direttamente alla mafia, modello ben più consono alla Repubblica nata dalla Resistenza. Così, invece di costringere i cittadini ad iniettarsi il farmaco genico salvifico con la costrizione della legge, hanno preferito farlo con il ricatto. Tu sei libero di non vaccinarti: anzi, per farlo devi firmare una liberatoria in cui dichiari di farlo per tua volontà, esonerando così dalla responsabilità lo stato, l’industria farmaceutica che ha prodotto il “vaccino” e il medico “vaccinatore”; però, se non ti “vaccini”, non puoi andare al ristorante (per lo meno d’inverno), non puoi andare in palestra, non puoi andare né a teatro né al cinema, non puoi andare in aereo né su treni a lunga percorrenza, non puoi andare all’università, non puoi esercitare professioni sanitarie né insegnare, e tra poco, non potrai più lavorare.

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