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Carlo Toto sul Reddito Universale surclassa Beppe Grillo

Premesso che la proposta principe del metapartitico Movimento Roosevelt (da Statuto) e dello stesso Toto sul tema della dignità economica per tutti e per ciascuno passa per la costituzionalizzazione del Diritto al lavoro, rilanciamo le seguenti, interessantissime, riflessioni e proposte del Consigliere di Presidenza MR Carlo Toto:

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Grillo-horror: via il voto agli anziani. Anche a Mattarella?

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Tagliare, escludere, eliminare. In una parola: togliere. Password: “meno”. A Beppe Grillo, le parole “diritti” e “voto” procurano l'orticaria? Se si aggiunge il terzo vacabolo, “anziani”, si ottiene questo titolo: “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?”. Levàteje er fiasco, si potrebbe commentare, bonariamente, in romanesco. Film consigliato: “La ballata di Narayama”, di Shōhei Imamura, Palma d'Oro a Cannes nell'83. Trama: in un villaggio, al settantesimo compleanno gli anziani vengono esiliati su una montagna, dove attenderanno la morte. Si può concepire qualcosa di più mostruoso? Forse sì: nei ghetti della Polonia, per esempio, gli ebrei non vivevano giorni allegri, in attesa della deportazione che li avrebbe trasformati in cenere. Prendersela con gli anziani nel 2019 in un paese come l'Italia, poi, aggiunge alla demenzialità una vena di perfidia vagamente totalitaria. E' una minaccia disgustosa, ma sembra anche una vendetta: contro le generazioni che hanno fatto dell'Italia la quarta potenza industriale del pianeta, pur in un paese insidiato da mali endemici come l'evasione fiscale da record, l'elevato tasso di corruzione politica e la pervasività delle mafie. Per buon peso, l'Italia appena uscita dal boom del dopoguerra dovette vedersela anche col terrorismo. Ma tenne duro ugualmente, grazie a quei cittadini – ora anziani – che il signor Giuseppe Piero Grillo propone di privare del diritto di voto.

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Elezioni regionali Umbria: 10 Presupposti del MR

10 Presupposti per l’Umbria del Movimento Roosevelt. Verso le Elezioni regionali del 27 ottobre 2019

 

Diverso tempo fa, alcuni esponenti del Movimento Roosevelt sono stati contattati per poter essere candidati alla competizione elettorale del 27 ottobre 2019, che rinnoverà il Consiglio regionale dell’Umbria.

Le richieste sono pervenute sia dal cosiddetto Centro-Destra che dal cosiddetto Centro-Sinistra, e tutti si sono detti disponibili ad implementare grandi cambiamenti programmatici e ad accogliere quelle politiche ed istanze progressiste più volte enunciate e proposte dal metapartitico Movimento Roosevelt.

In un primo momento ci siamo sentiti lusingati e compiaciuti per tali sollecitazioni e abbiamo pensato che fosse davvero giunta l’ora di un coraggioso cambio di paradigma culturale, politico ed economico. Con il proseguire dei contatti e l’approfondimento di varie questioni politico-programmatiche, però, ci siamo sempre più accorti che tale disponibilità a far proprie genuine istanze rooseveltiane, più volte manifestata, non era rappresentativa di tutta la coalizione (di Centro-Destra e/o di Centro-Sinistra), ma esprimeva soltanto la volontà “illuminata” di alcuni gruppi.

Entrambe le coalizioni, infatti, appaiono ai nostri occhi tuttora troppo condizionate in senso conservatore.

Il Partito Democratico (PD) e gli altri partiti del sedicente Centro-Sinistra (eredi di una classe dirigente che governa l’Umbria da troppi decenni, senza alternanza democratica con altre forze e senza aver risolto alcuni inveterati problemi sociali e infrastrutturali) risultano fortemente screditati dalle ultime vicende giudiziarie e dalle gravi lacune amministrative dimostrate negli ultimi vent’anni. Il sedicente Centro-Destra, guidato da una Lega in crescendo (felicemente alleata di interessanti liste civiche di orientamento riformista, socialista e progressista), corre tuttavia il rischio di un forte condizionamento da parte di gruppi clericali e tradizionalisti, la cui ideologia è lontana anni luce dalle istanze laiche e progressiste del Movimento Roosevelt.

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Salotto Rooseveltiano n.1 - Brexit e Italexit oltre la propaganda

Gioele Magaldi, Gianfranco Pecoraro (Carpeoro), Roberto Hechich, e Emilio Ciardiello discutono di Brexit e Italexit, analizzando le motivazioni del popolo britannico e dei gruppi di interesse che hanno appoggiato la campagna per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.
Vengono analizzati anche i conflitti sociali che possono emergere dall'uscita del Regno Unito: dalla Scozia, all'Irlanda.
Data la caratura degli ospiti è impossibile non spaziare anche su altri argomenti come il conflitto tra Erdogan e il popolo curdo e gli interessi relativi ai giacimenti di gas nel mediterraneo.
Alla fine della riunione gli obiettivi sono limpidamente comuni: democrazia, libertà, giustizia sociale e un ritorno al modello economico keynesiano. Come lo si può fare? Aprendo più forni.

*Purtroppo ci sono stati problemi tecnici subito prima della connessione. Per il prossimo appuntamento sarà tutto risolto. Intanto godiamoci i contenuti, nonostante un audio/video che deve migliorare.

https://youtu.be/iwadjU77ftM

Brexit e Kafka (con un pizzico di Jung)

 In questa post, la traccia scritta del mio intervento all'evento di Londra del 15 ottobre nell'ambito della serata su Brexit.brexit e5a73

Brexit e Kafka

(con un pizzico di Jung)

 

 

         Ian McEwan ha dichiarato che scriverà un libro su brexit e Kafka. Accostamento non poteva essere più azzeccato. Penso che tutta la vicenda abbia veramente un non so che di kafkiano, surreale. Se si cerca di razionalizzarla probabilmente non si arriverà molto lontano. Sembra più materia per psicologi che per analisti e politologi. La spiegazione probabilmente sta nell’inconscio collettivo degli abitanti della Gran Bretagna, nelle loro paure, nelle loro illusioni, nelle loro fantasie, nei loro istinti, nella loro memoria storica che come ogni memoria che affonda le radici nel mito è soggetta a una serie di affabulazioni e, soprattutto, nella sete dei politici di affondare in tutte queste pulsioni per racimolare consensi. Concentrarsi infatti emotivamente su Alexander Boris de Pfeffel Johnson o Nigel Farage, impedisce di andare a fondo e analizzare le dinamiche e le cause più profonde del conflitto lacerante (di idee) che coinvolge le nazioni britanniche, specialmente quella inglese. Questi non hanno fatto altro che fiutare gli istinti più profondi della popolazione e fare da catalizzatore. Se non ci fossero stati loro ci sarebbe stato qualcun altro al loro posto a fare più o meno (con differenti sfumature, certamente e forse con differenti interessi personali) le stesse cose.

         È difficile scrivere un percorso lineare e logico per descrivere le pulsioni di quel voto, si rischia purtroppo di fare salti logici e di andare di palo in frasca.

         Ci sono sei modi per definire le isole britanniche, come citava Orwell: England, Britain, Great Britain, British Isles, United Kingdom e “in very exalted moments Albion”. Ognuno di questi termini viene usato, o meglio pensato, a seconda dell’umore del momento, delle circostanze, di chi si ha di fronte, dell’età, di come ci si pone verso una serie di argomenti e argomentazioni. Ognuno di questi termini, a seconda di come sta nella testa dell’elettore, può influire al momento del voto: leave o remain.

Infatti, più che di brexit, si dovrebbe parlare di englexit, poiché il nocciolo duro del leave si concentra proprio in Inghilterra.

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Lettera sull'Europa e il progressismo

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Oggi ho scritto alcune riflessioni a una persona conosciuta su Facebook riguardo l'attuale dis-Unione Europea e i futuribili Stati Uniti d'Europa. Le condivido.

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Ciao XXXXXX, grazie per la cortese risposta. Volevo scriverti prima, mi ero ripromesso di farlo ieri. Poi abbiamo organizzato una conferenza Skype tra Roma, Mosca, Londra, Triste e Milano e la giornata è saltata cosi.

In un certo senso deve essere bello lavorare anche nell'attuale contesto europeo. Io mi considero da sempre un cittadino del mondo nato a Roma. Vivo a Londra per l'ambiente multiculturale che c'è qui e immagino che lavorare per l'UE dia la sensazione di lavorare per il progetto dell'Europa dei Popoli che tanto vorrei vedere realizzato: La casa comune della democrazia, della libertà e della giustizia sociale.

Lo rispetto. Lo ammiro. È esattamente quello che voglio.

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Umbria, riunione a Ponte Felcino: le proposte del Movimento Roosevelt da presentare ai candidati alle prossime elezioni regionali

Venerdì 18 ottobre 2019, a partire dalle ore 17,30 (sino alle ore 19,30 circa) avrà luogo un importante incontro regionale del Movimento Roosevelt Umbria, cui sono invitati dirigenti nazionali e dirigenti locali o semplici soci MR. All'ordine del giorno, la stesura delle proposte roosveltiane per la Regione Umbria che saranno presentate e inviate a tutti i candidati delle prossime elezioni regionali, in programma il 27 ottobre. L'obietto, riassume il coordinatore regionale umbro Simone Casagrande Moretti, è uscire da una deriva oligarchica e antidemocratica che negli anni ha coinvolto anche la Regione Umbria. Le proposte elaborate in questo periodo affrontano i temi del trasporto regionale, dell'agricoltura, del turismo, della sanità e delle infrastrutture. Tutte le tematiche, suddivise in vari punti, verranno ampliate nei prossimi mesi tramite la formazione di gruppi di lavoro, per ridare all'Umbria una nuova prospettiva a livello politico e sociale.

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Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: Erdogan è un maiale terrorista, ora getta la maschera e attacca i curdi perché il suo clan massonico non può più scatenare attentati in Europa

Durissimo, il presidente del Movimento Roosevelt, sull'invasione turca nel nord della Siria. Appello al governo italiano e petizione su Change.org per ritirare i missili Aster 30 schierati dall'Italia, in ambito Nato, nel sud della Turchia vicino al confine siriano

"Fino a ieri, i sodali di Erdogan avrebbero organizzato qualche attentato magari a Parigi o a Londra. Oggi invece il presidente turco è costretto a gettare la maschera, usando nel modo più sfrontato la forza militare". Durissimo attacco del presidente del Movimento Roosevelt, Gioele Magaldi, contro il presidente turco, letteralmente definito "quel maiale di Erdogan". L'accusa: "E' stato tra i massimi promotori della superloggia "Hathor Pentalpha", decisa a usare il terrorismo, da Al-Qaeda all'Isis, per imporre a mano armata la peggior globalizzazione neoliberista, con i relativi business bellici e postbellici".

Esponente della rete massonica progressista sovranazionale, nel saggio "Massoni" (Chiarelettere) Magaldi ha denunciato le trame della massoneria neo-oligarchica per instaurare una strategia della tensione mondiale, con attentati "false flag" inaugurati dall'attacco alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001 e proseguiti con la nascita dello Stato Islamico in Medio Oriente e gli attentati-kamikaze nelle capitali europee. "Tutto questo si è attenuato fino a scomparire grazie alla presidenza Trump", sottolinea Magaldi, che però ora accusa il capo della Casa Bianca: "Ha improvvisamente abbandonato i curdi siriani, modello di convivenza laica e democratica caro alla massoneria progressista, proprio per chiedere di essere nuovamente appoggiato, alle prossime presidenziali, da quei circuiti progressisti da cui teme di non essere più sostenuto".

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Petizione: L’Italia ritiri la propria batteria di missili Aster 30 dal confine Turco con i Curdi.

LE FORZE DI INVASIONE TURCHE POSSONO CONTARE SU MISSILI ITALIANI. CHE IL GOVERNO LI RITIRI.

L’Italia mantiene ancora nel sud della Turchia una batteria di missili contraerei Aster 30 con 130 militari italiani assegnati.
Gli Aster 30 sono tra i missili più sofisticati in dotazione alla NATO.
Questi missili sono stati posizionati durante il conflitto siriano per difendere la Turchia da eventuali attacchi aerei esterni.
Oggi potrebbero attivarsi in caso di intervento Siriano a difesa delle truppe Curde.
L’Italia non deve appoggiare le mire espansionistiche turche nei confronti del Popolo Curdo in nessun modo.
L’invasione delle aree Curde è un attacco proditorio a una popolazione che ha sconfitto il terrorismo dell’ISIS con un grandissimo costo di vite umane e con un eroismo che ricorda i combattenti democratici durante la guerra di Spagna.
I curdi sono il più grande popolo senza una propria nazione e intendono proporre, in quel territorio, un confederalismo democratico, autonomo e rispettoso dei diritti di genere: una eccezione nella deriva integralista ed autocratica della regione.
Le recenti e timide critiche del Ministero degli Esteri non sono assolutamente sufficienti per rimarcare la netta contrarietà del Governo e del Popolo Italiano a questa invasione.
Il Movimento Roosevelt chiede al Governo Italiano di fare il minimo e simbolico indispensabile per rimarcare la distanza dell’Italia dall’aggressione turca: ritirare con effetto immediato la batteria di missili Aster 30 e riportarla in Patria insieme al personale italiano.
Ci aspettiamo anche sanzioni economiche da parte dei paesi della NATO nei confronti della Turchia.
AIUTACI A FARE PRESSIONE SUL GOVERNO. FIRMA LA PETIZIONE E CONDIVIDI IL LINK.
 
Petizione al link: http://chng.it/6vWm7CFgXm
Video esplicativo al link : https://youtu.be/cA7L8cmkY3U
Per maggiori informazioni: https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/11/italia-missili-turchia-bombardamenti-curdi/43897/

Vox Italia e Liberiamo l’Italia: due prospettive infeconde?

Da Vox Italia fanno sapere, tramite i social, di non avere a che fare con il fascismo, ma si sono presentati come rossobruni con Gentile (e Gramsci) come ispiratori. Hanno superato questa prospettiva? Saremmo felici di avere questa conferma e li invitiamo a un confronto. Il 12 Ottobre 2019 a Roma avrà luogo la manifestazione di Liberiamo l'Italia. Vogliono solo proporre uno sterile antieuropeismo o hanno intenzione di incalzare Mario Draghi e Christine Lagarde sul loro approccio economico? Gli organizzatori della manifestazione si preoccupano più di rivendicare lo stato-nazione o di lottare per la  democrazia e il benessere del popolo?

https://youtu.be/b7yVm12ybuc

Erdogan: un massone controiniziato che vuole risvegliare l’ISIS

L'ISIS è una creazione della massoneria neo-oligarchica reazionaria di cui Erdogan fa parte. I Curdi che hanno combattuto l'ISIS e Al-Baghdadi pagano questo prezzo nonostante il parere negativo di diverse persone al Pentagono. Gli sforzi dei Curdi andranno dimenticati? No. C'è chi lavora per dare loro lo Stato che meritano e che vogliono organizzare democraticamente, nella parità di genere.

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=VnJ6xI5EEfg
 

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: Di Maio come Gelli e Mussolini, contro il Parlamento e contro la sovranità popolare. Ora, referendum abrogativo che blocchi il taglio dei parlamentari

Il presidente del Movimento Roosevelt condanna il leader dei 5 Stelle: va fermato, lavora per l'oligarchia. La parola deve tornare ai cittadini: subito le firme, da raccogliere con chiunque condivida questa battaglia democratica, da +Europa a Vox Italia di Fusaro

"Prima il fascismo, poi la P2 di Gelli e ora Di Maio: chi taglia il Parlamento toglie spazio al popolo sovrano e rafforza l'oligarchia". Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, condanna la riduzione dei parlamentari richiesta dal leader pentastellato: "Prima i 5 Stelle si libereranno di lui e meglio sarà per loro", dichiara. "Nel contratto del governo gialloverde – aggiunge – Di Maio fece inserire una pregiudiziale discriminatoria contro la presenza di massoni nell'esecutivo (peraltro non rispettata). E ora corona il sogno del massone reazionario Gelli: restringere gli spazi di democrazia. I cittadini saranno sempre meno rappresentati, e i parlamentari rieletti saranno quelli più vicini ai leader e più lontani dai territori".

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Referendum contro il piduista e antidemocratico taglio dei parlamentari

Il taglio dei parlamentari vuol dire solo una cosa: meno democrazia. Non per nulla il taglio dei parlamentari è stato prima operato dal fascismo e poi auspicato da poteri sovranazionali con il dichiarato intento di ridurre il livello di rappresentatività popolare.
È davvero una vergogna che si prendano in giro le persone in questo modo. Non bisogna tagliare sulla politica, bisogna invece scegliere una classe politica preparata e capace di fare gli interessi della collettività.

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Liberiamo l'Italia? Magaldi: 12 ottobre, inutile parata di nostalgici. Non chiedono impegni precisi al governo dopo le clamorose esternazioni di Draghi e Lagarde

Il presidente del Movimento Roosevelt: insensato appellarsi genericamente alla Costituzione – già manomessa da Monti – senza pretendere almeno la cancellazione del pareggio di bilancio, specie dopo che i vertici della Bce (uscenti ed entranti) hanno evocato un cambio di rotta keynesiano, tale da demolire i cardini stessi del rigore neoliberista
 
"Una parata inutile e malinconica". Con queste parole Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, boccia la manifestazione "Liberiamo l'Italia" in programma a Roma il 12 ottobre, promossa tra gli altri da Guido Grossi e Mauro Scardovelli, con l'appoggio di Vox Italia (Diego Fusaro) e sigle come "Sollevazione", "Partito Umanista" e "Risorgimento Meridionale". Per Magaldi si tratta di "rossobrunismo velleitario, incapace di cogliere la sfida di oggi", ovvero: "Rivendicare il diritto alla sovranità democratica attraverso un'iniziativa politica che costringa il governo a dare risposte precise".

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Di Maio aiuta la P2

Il Movimento 5 Stelle riesce a compiere l'obiettivo della Loggia Massonica deviata P2 e taglia il numero dei parlamentari.
 
In un mondo dominato dalla finanza, il M5S taglia fieramente i rappresentanti del popolo.
 
Complimenti a Luigi Di Maio & Co.
 
https://www.repubblica.it/politica/2019/10/08/news/taglio_dei_parlamentari_voto_finale_alla_camera-237966883/

Reti sovranazionali in fermento e il ruolo del MR

Reti sovranazionali in fermento e il ruolo del MR
 
 
Proponiamo l’ascolto di
 
https://www.youtube.com/watch?v=qxPrXFDqn1M
 
per capire cosa sta accadendo in questo autunno 2019 sul piano internazionale, sovranazionale e globale.
E rinviamo alla lettura di:
 
https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/presidenza/movimento-roosevelt-istruzioni-per-l-uso-da-ottobre2019.html
 
https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/presidenza/un-metapartito-e-per-sempre-iscrizione-al-mr.html
 
https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/redazione/la-dichiarazione-universale-dei-diritti-umani-tra-coscienza-e-iniziazione.html
 
per comprendere appieno quanto importante possa essere, con l’aiuto di tutti i cittadini ancora non rooseveltiani che vogliano unirsi a noi, il ruolo del metapartitico Movimento Roosevelt.

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In difesa dei Curdi, della Democrazia, dei Diritti dell'Uomo



In questo intervento assemblo tre interventi sulle pagine FB del Movimento riguarda la situazione dei Curdi siriani. Abitualmente il processo va in senso opposto e questo spazio è adibito a disamine più approfondite e sofisticarte e non si citano brani interi di altri scritti. Ma la sofferenza e la situazione di pericolo di un popolo eroico merita un'eccezione e una chiara presa di posizione del Movimento.


Gli USA si ritirano dal nord della Siria. Apparentemente una buona notizia, in realtà pessima. In questo modo lasciano soli i Curdi. la popolazione che ha sostenuto con maggior forza ed eroismo la lotta contro lo stato islamico, l'unica che lo aveva bloccato e sconfitto prima degli arrivi degli aiuti russi ai lealisti siriani. In realtà così Washington abbandona i Curdi contro la probabile invasione della Turchia. Ambienti del Dipartimento di Stato e della Difesa infatti sono contro questa decisione che porta con se conseguenze molto gravi: espande la Turchia in zone siriane che potevano sperare, dietro intavolazione di trattative con il governo siriano in una larghissima autonomia, quasi indipendenza, rende inaffidabile la parola e l'impegno degli Stati Uniti verso i propri alleati. Chi da ora si potrà fidare di una politica americana coerente e stabile? (e qui ci siamo anche noi per quanto riguarda il Mediterraneo) Spinge i Curdi a cercare protezione con la Russia e di fatto lascia mano libera alla Russia stessa in quella parte di medio Oriente(ma come si porrà la Russia che sta progredendo con un'alleanza di fatto con la Turchia?) Esalta l'egocentrismo muscolare di Erdogan che chiederà, visto il successo, sempre di più ( la situazione ricorda molto l'invasione tedesca dei Sudeti e dell'Austria, anche se Erdogan ovviamente non è Hitler) Erdogan quindi attuerà nel Mediterraneo orientale una politica sempre più aggressiva convinto di uscirne indenne e minaccerà le nostre concessioni ENI di gas in quella zona, che sono enormi

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Lilli Gruber: quando si ritira a vita privata?


Gioele Magaldi appoggia la petizione lanciata dal Movimento Roosevelt: "Lilli Gruber sembra fare ostruzionismo e politica, piuttosto che giornalismo. Essendo vicina a persone molto importanti negli ambienti massonici, è stata reclutata in apparati para-massonici come "maggiordomo" dell'establishment. Nella conduzione della sua trasmissione Otto e Mezzo è spesso faziosa e le sue opinioni sembrano puntualmente "difendere" i poteri cui lei è molto vicino. Nota è la domanda con cui provò a trarre dall’imbarazzo Mario Monti quando i media cominciarono a parlare della sua appartenenza alla loggia sovranazionale, conservatrice, di nome Babel Tower. "Lei è massone?" chiese la Gruber, consentendo a Mario Monti, massone veterano, di negare spudoratamente. Dal punto di vista "profano", nelle ultime settimane si è macchiata di body shaming verso un ex Ministro della Repubblica ed ha insultato una Deputata della Repubblica italiana. La 7 per garantire un buon servizio dovrebbe rimpiazzarla con una persona equanime o se non altro interessata a fare informazione imparziale. Non sarebbe male avere finalmente qualcuno non asservito alle lobbies neoliberiste. Invitiamo gli Italiani a firmare la petizione che abbiamo lanciato per mandare un semplice messaggio: le persone hanno capito che ci sono sedicenti progressisti reclutati per manipolare l'opinione pubblica."

Video Youtube al link: https://youtu.be/f_bLD57uLDw

Petizione al link: https://www.change.org/p/people-lilli-gruber-via-da-otto-e-mezzo?recruiter=878491857&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition&utm_term=share_petition

LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI TRA COSCIENZA E INIZIAZIONE

                                                                                                        
  DI ZVETAN LILOV
 
Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo di Zvetan Lilov, socio del Movimento Roosevelt. 
 
Riflettevo sul fatto che in questi ultimi decenni la consapevolezza degli esseri umani in merito ai propri diritti e al proprio benessere sembra svaporare: consideriamo (forse progressivamente sempre di più) inevitabili i problemi economici, sociali e fisici (sanitari, medici) che ci affliggono.
Riteniamo che le guerre siano parte inestirpabile del nostro mondo, le crisi economiche endemiche e ricorrenti anche senza dei veri perché, l’inquinamento e il cambio del clima inarrestabili in quanto eventi “più grandi di noi”.
Recentemente sono andato a rileggermi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dalle Nazioni Unite a Parigi il 10 dicembre 1948. Sapevo bene, per averla studiata sui banchi di scuola, dell’esistenza di questo documento, però non lo avevo mai letto interamente fino a oggi, che la scuola per ragioni anagrafiche non la frequento più.
Ho così ri-scoperto che la Dichiarazione riprende anche i contenuti di un altro documento precedente: la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino rilasciata a Versailles il 26 agosto 1789 (all’inizio della Rivoluzione Francese) e che essa a propria volta richiama la Dichiarazione d’Indipendenza dei tredici Stati Uniti d'America i quali, sottoscrivendola a Filadelfia il 4 luglio 1776, si staccarono dal dominio della Gran Bretagna.
Forse, come consideriamo ineluttabili tutte le nostre difficoltà umane in campo sociale, migratorio, economico e ambientale, diamo per scontate anche queste tre Carte, in gran parte perché non le ricordiamo o non le abbiamo mai lette (o rilette) interamente.
Quando lo facciamo, invece, scopriamo che l’Umanità già da qualche secolo ha sentito il bisogno, e trovato la forza, l’occasione e la modalità, di redigere in forma scritta la propria presa di coscienza su sé stessa in relazione ai propri diritti.

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Moiso: petizione su Change.org, via la Gruber da “Otto e mezzo”

«Non si permetta, io non dico sciocchezze!». L'ultima a protestare è Giorgia Meloni, che si è sentita presa a sberle in trasmissione, insolentita da Lilli Gruber. Il sulfureo Vittorio Feltri definisce la conduttrice di “Otto e mezzo” con poche parole: «Capace di dirigere con grande abilità un programma brutto, un ring dove non vince il più forte bensì il più cafone». Lilli Gruber? Sa anche prodursi in «qualcosa di disgustoso e fuori dalle elementari regole del giornalismo», sentenzia il mitico direttore di “Libero”. Perché allora non chiedere che cambi mestiere, la navigatissima giornalista di origine altoatesina che esordì al Tg2 nell'era Craxi? Facile a dirsi, ma la Lilli nazionale «ottiene buoni ascolti», aggiunge Feltri: «E Cairo, il padrone de “La7”, gongola». Tra chi non rinuncia alla speranza di vedere la televisione italiana “bonificata” dall'invadente presenza della Gruber c'è Marco Moiso, pubblicitario londinese, vicepresidente del Movimento Roosevelt. «Lilli Gruber – scrive, nel testo di una petizione su “Change.org” – non sembra essere in grado di fare il mestiere della giornalista in maniera obiettiva ed equanime». L'accusa: «Il suo stile di giornalismo, giudicato fazioso (e strumentale all'agenda politico-finanziaria neoliberista), offende troppe persone per poter continuare ad avere uno spazio importante come quello di “Otto e Mezzo”».

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