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Dipartimenti MR: nuova organizzazione

Dipartimenti MR: nuova organizzazione, nuove nomine e istruzioni per l’uso

In conseguenza di quanto anticipato in

https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/presidenza/movimento-roosevelt-istruzioni-per-l-uso-da-ottobre2019.html

cominciamo a delineare la nuova organizzazione interna e le nuove prospettive di lavoro ‘esterno’ del metapartitico Movimento Roosevelt.

Tale nuova organizzazione, qui di seguito descritta, per quel che concerne i Dipartimenti, andrà a rimpiazzare quella attualmente indicata on-line, sul sito ufficiale MR (www.movimentoroosevelt.com ), nella Sezione SQUADRA (https://www.movimentoroosevelt.com/squadra.html ).

I nuovi Dipartimenti MR con i rispettivi Segretari responsabili, sono i seguenti:

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Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: Draghi e Lagarde cambiano idea su tutto, mettendo fine al rigore? Non mi fido, ma potrebbe essere un segnale rivolto ai massoni progressisti

Il presidente del Movimento Roosevelt: Bce e Fmi sposano Mmt ed eurobond? Non c'è da fidarsi, se i signori dell'austerity smentiscono di colpo la loro stessa storia. A meno che non sia un messaggio per la massoneria progressista, che attende il crollo del loro sistema.

Mario Draghi evoca la Modern Money Theory fondata sull'emissione di moneta a costo zero per rilanciare l'economia, mentre la sua erede al vertice della Bce – Christine Lagarde, presidente uscente del Fmi – parla addirittura degli eurobond, che metterebbero fine all'incubo dello spread. "Non mi fido: sia Draghi che la Lagarde sono due massoni reazionari e neoaristocratici, protagonisti di questa infinita stagione di rigore economico imposto "teologicamente" dal credo neoliberista", afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt. "Lo stesso Juncker, all'inizio del suo mandato alla Commissione Ue, aveva citato addirittura Marx riconoscendo le sofferenze sociali degli europei colpiti dall'austerity: a volte, una frase ad effetto (che poi resta senza seguito) serve a dare l'impressione che il potere capisca il popolo. Ma è un inganno, se poi la situazione non cambia".

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Movimento Roosevelt: istruzioni per l'uso da ottobre 2019

Movimento Roosevelt: istruzioni per l’uso a partire da ottobre 2019


Dopo circa 4 anni e mezzo di vita, il metapartitico Movimento Roosevelt è pronto a darsi una organizzazione e una capacità di intervento politico, sociale, civico e culturale all’altezza delle sue ambizioni e delle necessità collettive dei cittadini.
Per questo, a cura della Presidenza MR, seguiranno una serie di istruzioni pubbliche e private, teoriche e pratiche, volte a conferire alla macchina rooseveltiana la giusta andatura, il giusto ritmo, l’appropriato funzionamento delle sue articolazioni locali, mediane e apicali.
Le istruzioni offerte riguarderanno i seguenti interventi:

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Greta Thunberg recita: e sta minacciando personalmente ognuno di noi

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Dovete consumare di meno (voialtri, non loro lassù). E dunque: rassegnatevi alla precarietà, all'esclusione sociale. E sentitevi in colpa, se avete appena comprato lo smartphone ultimo modello e avete osato concedervi una bella vacanza. Dovete smettere, punto e basta. A chi parla, Greta Thunberg? A noi, le vittime dei suoi burattinai. Fino a ieri, la giovanissima attrice svedese si limitava a mormorare, dispensando saggezza dall'alto dei suoi 16 anni. Oggi ha cambiato passo: intima, minaccia, insolentisce. Le hanno messo a disposizione addirittura la platea della Nazioni Unite, per esibirsi nel suo nuovo spettacolo. Sembra una viperetta tracotante, livida: ne saranno felicissimi, gli azionisti del suo business. In primis, a brindare è la filiera industriale delle energie rinnovabili, con la potente macchina di propaganda ben oliata dall'oligarca Al Gore, ex vice di Clinton, l'uomo che ha scatenato la finanza-canaglia globalizzata. Ma in generale, nel mirino della piccola fiammiferaia svedese (ovvero, dei suoi sceneggiatori) c'è soprattutto il famoso 99% dell'umanità, o meglio ancora dell'Occidente, il “primo mondo” che era benestante e che si è improvvisamente impoverito proprio mentre l'economia mondializzata ha moltiplicato in modo esponenziale il Pil finanziario dei decenni precedenti la caduta del Muro di Berlino.

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Salvini santifica la Thatcher, cioè il neoliberismo dell'Europa-horror

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Due icone contrapposte e inconciliabili, Margaret Thatcher ed Enrico Berlinguer, si affacciano sul pratone leghista di Pontida. Le ha evocate Matteo Salvini, nel rituale bagno di folla in cui – edizione 2019, post-Papeete – ha cercato di farsi “perdonare” per la perdita del governo, che gli è stato sfilato di mano dagli stessi poteri che gli avevano impedito di ampliare il deficit, abbattere la tassazione, dare il via libera all'autonomia regionale del Nord-Est. Sacro e profano: è ancora una volta “Maria” a introdurre l'orazione civile del Capitano crociato, che prova a scommettere sulle imminenti regionali – Umbria ed Emilia – lanciando anche la minaccia dei referendum (in primis, legge elettorale maggioritaria) come strumento di una riscossa che evidentemente non vede alle porte. La paura è indovinabile: restare all'angolo, scaricato infine dal “popolo” leghista. Scontato l'esilio mediatico, dopo tanta sovraesposizione. Scontata anche la rabbia dei militanti verso il mainstream giornalistico e disinformatore, braccio armato dello “Stato parallelo” che governa l'Italia per conto di Bruxelles, grazie al Pd e ora anche ai grillini, caricati a forza da Grillo sul carrozzone franco-tedesco di Ursula von der Leyen.

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Assemblea Umbria MR di oggi venerdì 13 settembre 2019

La Presidenza del Movimento Roosevelt è lieta di informare che oggi avrà svolgimento una

Assemblea del Movimento Roosevelt Umbria

Rendiamo noto pubblicamente che venerdì 13 settembre 2019, a partire dalle ore 18:00 (e sino alle ore 20:00 circa) avrà luogo un importante incontro regionale del Movimento Roosevelt Umbria, cui sono invitati dirigenti nazionali e dirigenti locali o semplici soci MR, per programmare gli incontri e le iniziative nella Regione Umbria.

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Assemblea Lombardia MR di Sabato 14 settembre 2019 a Milano

Assemblea Lombardia MR di Sabato 14 settembre 2019. Appuntamento alle ore 19:30 a Milano, in Viale Coni Zugna 5a, citofonare presso "Studio olistico".
Relazione del Commissario e di altri Dirigenti regionali sullo stato dell'arte della riorganizzazione del MR in Lombardia. Presentazione del socio Giorgio Martelli e dei vari commissari provinciali designati quali nuovi membri della Direzione regionale.
Primo dibattito interno sul tema "Sovranismo, Elitarismo e Democrazia social liberale", in vista di un nuovo Evento su tali questioni da realizzare a Milano in collaborazione col Comune. Parteciperà alla riunione anche il Presidente MR Gioele Magaldi
 
E' formalmente convocata una Assemblea regionale Lombardia MR per il giorno Sabato 7 settembre 2019.
Appuntamento: a partire dalle ore 19:30 presso "Studio olistico" (citofonare), in Viale Coni Zugna 5.
La riunione è aperta non solo ai rooseveltiani lombardi ma anche a soci MR di altri territori e a cittadini non ancora tesserati, ma interessati a far parte della comunità rooseveltiana e a partecipare al dibattito previsto su "Sovranismo, Elitarismo e Democrazia social-liberale".
In effetti, coloro che intendano dare un contributo ad un reale cambiamento della società italiana ed europea e farsi carico di una ulteriore crescita e armonizzazione del territorio lombardo e milanese nel suo complesso, si uniscano a noi del Movimento Roosevelt, si iscrivano a questo originale Metapartito e condividano cosi fattivamente i nostri valori, i nostri obiettivi e le nostre iniziative civili e politico-culturali.

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IMPORT – EXPORT

Non sempre gli accadimenti politici hanno quell’aurea nobile che la narrazione ci racconta.

Sappiamo tutti che c’è in atto una guerra commerciale, ma guardiamo la figura, per fissare alcuni concetti.

Se gli usa smettessero domattina di comprare merce all’estero, nel mondo ci sarebbero 850 miliardi di dollari di beni in cerca di allocazione, che causerebbe un precipizio dei prezzi, fino a mettere in crisi le aziende produttrici poste al di la degli oceani sia atlantico che pacifico.

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DISEQUILIBRI

E’ sorprendente come forze avverse, sicuramente dotate di intelligenza e sapere, al posto di cercare un equilibrio, continuino a combattersi in modo muscolare.

E così in questo gioco senza regole, e soprattutto senza fine, il potere è passato di mano, un nuovo patto ora giallo – rosso sostiene il governo che fra poco tempo dovrà affrontare gli italici destini.
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Noto un errore tattico, ma si sa, il potere offusca la vista, anche per i più avvezzi alla sua gestione, non c’è modo di sfuggire alla sua forza, il potere non si può possedere, è lui che possiede te, è la quintessenza del male, per chi crede è espressione del maligno.

Ma veniamo ai fatti, la Lega ed il suo conduttore (o condottiero) sono ora all’opposizione, per colpa della loro stessa mano, forse costretta o vivamente consigliata a tale gesto.

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Lutto per l'Italia, ostaggio di Grillo. E l'Europa ci guarda

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C'è qualcosa di oscuro e di atroce nel tradimento dei 5 Stelle, visibile dalla Luna. Nati come antidoto alla “casta”, pur di evitare il giudizio degli elettori ora si rifugiano tra le braccia di Matteo Renzi e soci, campioni dell'establishment nazionale asservito ai poteri marci – italiani, europei e planetari – che in trent'anni hanno ridotto la quarta potenza industriale del mondo a paese mediterraneo periferico e saccheggiato, ricattato dalla Bce, messo in ginocchio di fronte agli usurai di Bruxelles. Il ribaltone imposto al governo gialloverde, dopo aver costretto Matteo Salvini ad abbandonarlo, non è solo un colpo mortale inferto alla democrazia italiana: è un coltellata per tutti gli europei, Gilet Gialli in testa, che avevano osato guardare al caos italiano come laboratorio del possibile cambiamento, sia pure nato in modo sgangheratissimo e proseguito anche peggio, con un esecutivo subito impaurito di fronte al ricatto dello spread. E a celebrare il funerale della democrazia non è neppure un politico classico, ma un ex comico particolarmente abile, cinico e spietato, che in questi anni ha investito sull'odio e sulla rabbia per creare dal nulla un'enorme massa di manovra. E' lui, il supremo manipolatore Beppe Grillo, a suonare le campane a morto: e non è solo italiano, il lutto per la fine del “governo del cambiamento” in cui, meno di un anno fa, credeva ancora oltre il 60% degli elettori del Belpaese.

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Terrore, ricatti e menzogne: purché l'Italia non rialzi la testa

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Qualunque cosa accada o non accada all'Italia, ombelico fragile e vittima predestinata dell'ordoliberismo post-democratico europeo, non si può prescindere dal ricordare la grande menzogna che ammorba il pianeta dall'11 settembre 2001, il maxi-attentato alle Torri Gemelle di Manhattan. L'impensabile era già in marcia da molti anni, certo: il Memorandum Powell per la riscossa storica delle oligarchie, la “crisi della democrazia” promossa dalla Trilaterale, la liquidazione di Allende e Sankara, Olof Palme e Aldo Moro, l'ipocrita “terza via” battuta da Blair e Clinton per rottamare la sinistra classica e lanciare la post-sinistra mercantilista dei Prodi, degli Schroeder, dei Renzi. Ma fu il fatidico 2001 a metter fine nel modo più brutale al breve sogno del globalismo mite vagheggiato da Gorbaciov dieci anni prima, che aveva dato al pianeta una meravigliosa e breve illusione: poter finalmente vivere un disgelo universale, con la fine della guerra fredda, cominciando a rimettere insieme i cocci di un mondo devastato dall'ingiustizia. Oggi sono i vigili del fuoco di New York a invocare la riapertura del caso 11 Settembre, sostenendo che le Twin Towers sarebbero state minate con esplosivi.

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Crisi di governo: dove sono i democratici?

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Ho sentito in questi giorni grande soddisfazione per il discorso di Conte alla Camera. Incredibile. 

A sentire Conte il Governo del Cambiamento sembrava destinato a seguire la strada del Governo del PD. 

Il discorso di Conte era ben articolato, forbito e pieno di spunti validi nei quali ci si riconosce facilmente; per esempio nella critica costruttiva a questa dis-Unione Europea, della quale c’è grande bisogno ma che tradisce i valori sui quali era costruita, divenendo invisa e dannosa per il popolo.

Peccato che, come nel caso del PD, questa analisi non si tramuti in una irriducibile lotta politica ma rimanga parola morta a uso e consumo della nuova aristocrazia finanziaria. Questa analisi e questa visione non si traducono in una VERA lotta per la democratizzazione dell’Europa, o in una lotta contro il primato della finanza sulla politica, ma si traducono nel voto per la Von Der Leyen, in chiacchiere con la Merkel sulle elezioni, e nell’urgenza di fare le riforme suggerite da questa dis-Unione Europea. E infatti, a seguito del discorso di Conte il M5S, mostrando la più disarmante mancanza di visione politica, apre una porta nei confronti del PD. 

Possibile che fosse questa la traiettoria del Governo del Cambiamento?

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L'Italia non s'è desta, ancora prigioniera dell'inutile voto-contro

Di Maio Salvini e Conte af0ab

Prima spariscono dai radar i 5 Stelle, meglio è per l'Italia. Che abbaglio: nel 2013 avevano rotto il sarcofago maleodorante in cui imputridivano Berlusconi, Bersani e gli altri cadaveri eccellenti della cosiddetta Seconda Repubblica. Poi, cinque anni dopo, si sono ritrovati tra le mani un trionfo difficilissimo da maneggiare, che infatti hanno affrontato nel modo peggiore. Poteva andare diversamente? Evidentemente no, vista la caratura del fragilissimo e inesperto Di Maio, a sua volta telecomandato dalla “ditta”. Sconcerta, semmai, che i grillini – mossi da un'esasperazione condivisibile, rispetto alla palude italica – si siano lasciati regolarmente dominare dai loro persuasori, occulti e non, padroni assoluti del movimento. Dissenso silenziato, espulsioni a catena, sanzioni pecuniarie per i parlamentari che cambiassero casacca. Zero confronto interno, solo diktat – annacquati, per finta, dalla piattaforma digitale di proprietà del signor Casaleggio. Quanto al signor Grillo, proprietario del marchio 5 Stelle, per fischiare la fine dell'ultimo campionato – abbandonando al suo destino l'icona elettorale della valle di Susa e aprendo le porte all'arcinemico Renzi – non ha nemmeno più sentito il bisogno della parodia rituale della consultazione della “rete”.

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Blog regionali del Movimento Roosevelt: istruzioni per l’uso

Tra qualche giorno, finita la ‘ricreazione estiva”, il metapartitico Movimento Roosevelt intende rilanciare a 360 gradi la propria azione.

Sono già pronti i Blog regionali MR, che i vari responsabili territoriali potranno utilizzare per veicolare - in collegamento tra loro e con il Sito, il Blog generale e i Gruppi facebook - specifiche iniziative e proposte strettamente legate ai bisogni dei territori rurali e montuosi, dei municipi, delle città, delle province e delle regioni.

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Bidone Gialloverde: ridono gli oligarchi ma non gli italiani, costretti a subire elezioni-farsa

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Ma non dovevano aprire il fuoco contro i padroni del rigore europeo? Quello almeno era l'impegno di Salvini, consapevole della necessità di liberarsi della camicia di forza di Bruxelles. Di Maio invece aveva spiccato un volo pindarico: avremo di tutto, aveva promesso, ma senza spiegare come, con che soldi. Frode, incapacità, destino cinico e baro? Semplice gatekeeping all'italiana? Presa per i fondelli dell'elettorato? Rivisto al ralenty, l'inglorioso tramonto gialloverde è sbrodolato di Nutella salviniana, caviale russo, vaniloquio grillino. Difficile capire chi l'abbia vinta, la gara al ribasso verso il nulla: il Salvini che a parole rivendicava la Flat Tax o il Di Maio che, aggiungendo chiacchiere a chiacchiere, elargiva il suo reddito di cittadinanza teoricamente quasi universale? Man bassa di voti, un anno fa: i leghisti al Nord, i grillini al Sud. Bifronte come Giano, il Bidone Gialloverde. Ci erano cascati, gli italiani? Eccome: l'estate scorsa, il “governo del cambiamento” volava sulle ali di un consenso mai visto, né in Italia né nel resto d'Europa.

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Salvini sul Tav, verso un declino ad alta velocità

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Matteo Salvini sembra si stia candidando a uscire dalla porta di servizio della politica italiana. Il piccolo leader della Lega, che oggi sembra il padroncino della nazione ma ha meno voti di quanti ne avesse Renzi un anno prima di sparire dai radar, non ha avuto il coraggio politico elementare di cambiare idea sull'odioso, delirante, obsoleto e inutile progetto ferroviario Tav Torino-Lione, già abortito dal futuro dell'Europa prima ancora di nascere. Era stata una pessima idea degli anni '80, già tramontata – come infrastruttura dalla prospettiva strategica – al crepuscolo del secondo millennio, quando si cominciò a dimostrarne l'inutilità. Gli ultimi vent'anni – grazie anche ai valsusini e al movimento NoTav – non hanno fatto altro che ribadire quello che già si sapeva. Miliardi gettati, con costi folli per il territorio.

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Il bilancio della Difesa con il...bilancino (tra "pacifisti" e "guerrafondai")


Bilanci difesa Movimento roosevelt 00261
DIPARTIMENTO GEOPOLITICA & DIFESA

Il bilancio della Difesa con il…bilancino.

(tra “pacifisti” e “guerrafondai”)

 

         La Nato vorrebbe che l’Italia destinasse alle spese per la difesa circa il 2% del PIL entro il 2024. Tale obiettivo è giustificabile, realizzabile, auspicabile o no?

         La maggior parte degli italiani non è a conoscenza della reale consistenza dei bilanci della Difesa e dell’impatto sui conti dello Stato, poiché, anche qualora fossero veramente interessati, le cifre, e specialmente le percentuali sul PIL che di volta in volta leggono, sono molto differenti e si basano su criteri diversi in base spesso a quello che si vuol dimostrare a seconda delle idee in merito. I pacifisti frequentemente lo gonfiano cambiando parametri di riferimento e chi ha interesse a evidenziarne l’inadeguatezza fa l’operazione opposta. In realtà, sulle cifre, possono avere ragione tutti e due a seconda di come si vuole impostare l’analisi.

         Prima di tutto bisogna puntualizzare che alle spese per la difesa concorrono vari centri di spesa che non sono inquadrati nel Ministero, come MISE o MIUR o i fondi per le missioni all’estero(MEF).  A sua volta la Difesa si fa carico di varie spese che non hanno una funzione in tal senso, come a esempio il rifornimento idrico delle isole minori, sacrari militari o la totalità delle spese dell’Arma dei Carabinieri.

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