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Brexit e Kafka (con un pizzico di Jung)

 In questa post, la traccia scritta del mio intervento all'evento di Londra del 15 ottobre nell'ambito della serata su Brexit.brexit e5a73

Brexit e Kafka

(con un pizzico di Jung)

 

 

         Ian McEwan ha dichiarato che scriverà un libro su brexit e Kafka. Accostamento non poteva essere più azzeccato. Penso che tutta la vicenda abbia veramente un non so che di kafkiano, surreale. Se si cerca di razionalizzarla probabilmente non si arriverà molto lontano. Sembra più materia per psicologi che per analisti e politologi. La spiegazione probabilmente sta nell’inconscio collettivo degli abitanti della Gran Bretagna, nelle loro paure, nelle loro illusioni, nelle loro fantasie, nei loro istinti, nella loro memoria storica che come ogni memoria che affonda le radici nel mito è soggetta a una serie di affabulazioni e, soprattutto, nella sete dei politici di affondare in tutte queste pulsioni per racimolare consensi. Concentrarsi infatti emotivamente su Alexander Boris de Pfeffel Johnson o Nigel Farage, impedisce di andare a fondo e analizzare le dinamiche e le cause più profonde del conflitto lacerante (di idee) che coinvolge le nazioni britanniche, specialmente quella inglese. Questi non hanno fatto altro che fiutare gli istinti più profondi della popolazione e fare da catalizzatore. Se non ci fossero stati loro ci sarebbe stato qualcun altro al loro posto a fare più o meno (con differenti sfumature, certamente e forse con differenti interessi personali) le stesse cose.

         È difficile scrivere un percorso lineare e logico per descrivere le pulsioni di quel voto, si rischia purtroppo di fare salti logici e di andare di palo in frasca.

         Ci sono sei modi per definire le isole britanniche, come citava Orwell: England, Britain, Great Britain, British Isles, United Kingdom e “in very exalted moments Albion”. Ognuno di questi termini viene usato, o meglio pensato, a seconda dell’umore del momento, delle circostanze, di chi si ha di fronte, dell’età, di come ci si pone verso una serie di argomenti e argomentazioni. Ognuno di questi termini, a seconda di come sta nella testa dell’elettore, può influire al momento del voto: leave o remain.

Infatti, più che di brexit, si dovrebbe parlare di englexit, poiché il nocciolo duro del leave si concentra proprio in Inghilterra.

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Lettera sull'Europa e il progressismo

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Oggi ho scritto alcune riflessioni a una persona conosciuta su Facebook riguardo l'attuale dis-Unione Europea e i futuribili Stati Uniti d'Europa. Le condivido.

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Ciao XXXXXX, grazie per la cortese risposta. Volevo scriverti prima, mi ero ripromesso di farlo ieri. Poi abbiamo organizzato una conferenza Skype tra Roma, Mosca, Londra, Triste e Milano e la giornata è saltata cosi.

In un certo senso deve essere bello lavorare anche nell'attuale contesto europeo. Io mi considero da sempre un cittadino del mondo nato a Roma. Vivo a Londra per l'ambiente multiculturale che c'è qui e immagino che lavorare per l'UE dia la sensazione di lavorare per il progetto dell'Europa dei Popoli che tanto vorrei vedere realizzato: La casa comune della democrazia, della libertà e della giustizia sociale.

Lo rispetto. Lo ammiro. È esattamente quello che voglio.

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Umbria, riunione a Ponte Felcino: le proposte del Movimento Roosevelt da presentare ai candidati alle prossime elezioni regionali

Venerdì 18 ottobre 2019, a partire dalle ore 17,30 (sino alle ore 19,30 circa) avrà luogo un importante incontro regionale del Movimento Roosevelt Umbria, cui sono invitati dirigenti nazionali e dirigenti locali o semplici soci MR. All'ordine del giorno, la stesura delle proposte roosveltiane per la Regione Umbria che saranno presentate e inviate a tutti i candidati delle prossime elezioni regionali, in programma il 27 ottobre. L'obietto, riassume il coordinatore regionale umbro Simone Casagrande Moretti, è uscire da una deriva oligarchica e antidemocratica che negli anni ha coinvolto anche la Regione Umbria. Le proposte elaborate in questo periodo affrontano i temi del trasporto regionale, dell'agricoltura, del turismo, della sanità e delle infrastrutture. Tutte le tematiche, suddivise in vari punti, verranno ampliate nei prossimi mesi tramite la formazione di gruppi di lavoro, per ridare all'Umbria una nuova prospettiva a livello politico e sociale.

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Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: Erdogan è un maiale terrorista, ora getta la maschera e attacca i curdi perché il suo clan massonico non può più scatenare attentati in Europa

Durissimo, il presidente del Movimento Roosevelt, sull'invasione turca nel nord della Siria. Appello al governo italiano e petizione su Change.org per ritirare i missili Aster 30 schierati dall'Italia, in ambito Nato, nel sud della Turchia vicino al confine siriano

"Fino a ieri, i sodali di Erdogan avrebbero organizzato qualche attentato magari a Parigi o a Londra. Oggi invece il presidente turco è costretto a gettare la maschera, usando nel modo più sfrontato la forza militare". Durissimo attacco del presidente del Movimento Roosevelt, Gioele Magaldi, contro il presidente turco, letteralmente definito "quel maiale di Erdogan". L'accusa: "E' stato tra i massimi promotori della superloggia "Hathor Pentalpha", decisa a usare il terrorismo, da Al-Qaeda all'Isis, per imporre a mano armata la peggior globalizzazione neoliberista, con i relativi business bellici e postbellici".

Esponente della rete massonica progressista sovranazionale, nel saggio "Massoni" (Chiarelettere) Magaldi ha denunciato le trame della massoneria neo-oligarchica per instaurare una strategia della tensione mondiale, con attentati "false flag" inaugurati dall'attacco alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001 e proseguiti con la nascita dello Stato Islamico in Medio Oriente e gli attentati-kamikaze nelle capitali europee. "Tutto questo si è attenuato fino a scomparire grazie alla presidenza Trump", sottolinea Magaldi, che però ora accusa il capo della Casa Bianca: "Ha improvvisamente abbandonato i curdi siriani, modello di convivenza laica e democratica caro alla massoneria progressista, proprio per chiedere di essere nuovamente appoggiato, alle prossime presidenziali, da quei circuiti progressisti da cui teme di non essere più sostenuto".

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Petizione: L’Italia ritiri la propria batteria di missili Aster 30 dal confine Turco con i Curdi.

LE FORZE DI INVASIONE TURCHE POSSONO CONTARE SU MISSILI ITALIANI. CHE IL GOVERNO LI RITIRI.

L’Italia mantiene ancora nel sud della Turchia una batteria di missili contraerei Aster 30 con 130 militari italiani assegnati.
Gli Aster 30 sono tra i missili più sofisticati in dotazione alla NATO.
Questi missili sono stati posizionati durante il conflitto siriano per difendere la Turchia da eventuali attacchi aerei esterni.
Oggi potrebbero attivarsi in caso di intervento Siriano a difesa delle truppe Curde.
L’Italia non deve appoggiare le mire espansionistiche turche nei confronti del Popolo Curdo in nessun modo.
L’invasione delle aree Curde è un attacco proditorio a una popolazione che ha sconfitto il terrorismo dell’ISIS con un grandissimo costo di vite umane e con un eroismo che ricorda i combattenti democratici durante la guerra di Spagna.
I curdi sono il più grande popolo senza una propria nazione e intendono proporre, in quel territorio, un confederalismo democratico, autonomo e rispettoso dei diritti di genere: una eccezione nella deriva integralista ed autocratica della regione.
Le recenti e timide critiche del Ministero degli Esteri non sono assolutamente sufficienti per rimarcare la netta contrarietà del Governo e del Popolo Italiano a questa invasione.
Il Movimento Roosevelt chiede al Governo Italiano di fare il minimo e simbolico indispensabile per rimarcare la distanza dell’Italia dall’aggressione turca: ritirare con effetto immediato la batteria di missili Aster 30 e riportarla in Patria insieme al personale italiano.
Ci aspettiamo anche sanzioni economiche da parte dei paesi della NATO nei confronti della Turchia.
AIUTACI A FARE PRESSIONE SUL GOVERNO. FIRMA LA PETIZIONE E CONDIVIDI IL LINK.
 
Petizione al link: http://chng.it/6vWm7CFgXm
Video esplicativo al link : https://youtu.be/cA7L8cmkY3U
Per maggiori informazioni: https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/11/italia-missili-turchia-bombardamenti-curdi/43897/

Vox Italia e Liberiamo l’Italia: due prospettive infeconde?

Da Vox Italia fanno sapere, tramite i social, di non avere a che fare con il fascismo, ma si sono presentati come rossobruni con Gentile (e Gramsci) come ispiratori. Hanno superato questa prospettiva? Saremmo felici di avere questa conferma e li invitiamo a un confronto. Il 12 Ottobre 2019 a Roma avrà luogo la manifestazione di Liberiamo l'Italia. Vogliono solo proporre uno sterile antieuropeismo o hanno intenzione di incalzare Mario Draghi e Christine Lagarde sul loro approccio economico? Gli organizzatori della manifestazione si preoccupano più di rivendicare lo stato-nazione o di lottare per la  democrazia e il benessere del popolo?

https://youtu.be/b7yVm12ybuc

Erdogan: un massone controiniziato che vuole risvegliare l’ISIS

L'ISIS è una creazione della massoneria neo-oligarchica reazionaria di cui Erdogan fa parte. I Curdi che hanno combattuto l'ISIS e Al-Baghdadi pagano questo prezzo nonostante il parere negativo di diverse persone al Pentagono. Gli sforzi dei Curdi andranno dimenticati? No. C'è chi lavora per dare loro lo Stato che meritano e che vogliono organizzare democraticamente, nella parità di genere.

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=VnJ6xI5EEfg
 

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: Di Maio come Gelli e Mussolini, contro il Parlamento e contro la sovranità popolare. Ora, referendum abrogativo che blocchi il taglio dei parlamentari

Il presidente del Movimento Roosevelt condanna il leader dei 5 Stelle: va fermato, lavora per l'oligarchia. La parola deve tornare ai cittadini: subito le firme, da raccogliere con chiunque condivida questa battaglia democratica, da +Europa a Vox Italia di Fusaro

"Prima il fascismo, poi la P2 di Gelli e ora Di Maio: chi taglia il Parlamento toglie spazio al popolo sovrano e rafforza l'oligarchia". Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, condanna la riduzione dei parlamentari richiesta dal leader pentastellato: "Prima i 5 Stelle si libereranno di lui e meglio sarà per loro", dichiara. "Nel contratto del governo gialloverde – aggiunge – Di Maio fece inserire una pregiudiziale discriminatoria contro la presenza di massoni nell'esecutivo (peraltro non rispettata). E ora corona il sogno del massone reazionario Gelli: restringere gli spazi di democrazia. I cittadini saranno sempre meno rappresentati, e i parlamentari rieletti saranno quelli più vicini ai leader e più lontani dai territori".

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Referendum contro il piduista e antidemocratico taglio dei parlamentari

Il taglio dei parlamentari vuol dire solo una cosa: meno democrazia. Non per nulla il taglio dei parlamentari è stato prima operato dal fascismo e poi auspicato da poteri sovranazionali con il dichiarato intento di ridurre il livello di rappresentatività popolare.
È davvero una vergogna che si prendano in giro le persone in questo modo. Non bisogna tagliare sulla politica, bisogna invece scegliere una classe politica preparata e capace di fare gli interessi della collettività.

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Liberiamo l'Italia? Magaldi: 12 ottobre, inutile parata di nostalgici. Non chiedono impegni precisi al governo dopo le clamorose esternazioni di Draghi e Lagarde

Il presidente del Movimento Roosevelt: insensato appellarsi genericamente alla Costituzione – già manomessa da Monti – senza pretendere almeno la cancellazione del pareggio di bilancio, specie dopo che i vertici della Bce (uscenti ed entranti) hanno evocato un cambio di rotta keynesiano, tale da demolire i cardini stessi del rigore neoliberista
 
"Una parata inutile e malinconica". Con queste parole Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, boccia la manifestazione "Liberiamo l'Italia" in programma a Roma il 12 ottobre, promossa tra gli altri da Guido Grossi e Mauro Scardovelli, con l'appoggio di Vox Italia (Diego Fusaro) e sigle come "Sollevazione", "Partito Umanista" e "Risorgimento Meridionale". Per Magaldi si tratta di "rossobrunismo velleitario, incapace di cogliere la sfida di oggi", ovvero: "Rivendicare il diritto alla sovranità democratica attraverso un'iniziativa politica che costringa il governo a dare risposte precise".

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