Editoriale / AVETE MAI AVUTO LA SENSAZIONE DI ESSER PRESI PER I FONDELLI?

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Editoriale12 85145Avete mai avuto la sensazione di essere presi per i fondelli? Era il 1978 quando John Lydon, alias Johnny Rotten, pronunciò quella frase – non proprio da incorniciare nei libri di storia – al termine di un mediocre concerto dei suoi Sex Pistols, a San Francisco. Sono passati quarant'anni, e il punk imperversa ovunque sotto forma di trash. Ma quanti hanno la stessa onestà dell'allora giovane frontman inglese, nell'ammettere che lo show è truccato, visto che sul palco si agitano un bel po' di cialtroni senza talento? Come verrebbe, la foto di gruppo, se Di Maio si facesse crescere una bella cresta viola e il suo ex preside-fantasma, il tuttora oscuro Giuseppe Conte, andasse in giro con canottiere strappate e giacconi borchiati? Nel paese di Pinocchio, se uno vuol farsi veramente del male, non ha che ha accendere il televisore un qualsiasi martedì sera, magari proprio il giorno in cui l'eroico Parlamento della Repubblica ha osato decespugliare senatori e deputati, quei puzzoni impresentabili. Per fare cosa, poi? Con quale costrutto e quale nuova legge elettorale? Lo saprete alla prossima puntata, sibila l'attore Di Maio, in attesa che la produzione gli passi il seguito del copione.

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Editoriale / E IL GOVERNO-ZERO ORA SI PIEGA ANCHE SUL TAV

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Anticamente, la Lega era NoTav. Poi, la folgorante conversione sulla via di Lione. Niente, però, in confronto al miracolo dei 5 Stelle: il loro strano premier annuncia di colpo che l'Italia deve arrendersi “all'Europa”, rassegnandosi al surreale tunnel miliardario, mentre Luigi Di Maio cade dalle nuvole, poverino. Di più: annuncia un'eroica resistenza contro il Leviatano affaristico. Scordandosi di essere incidentalmente al governo, ora gli impavidi pentastellati “combatteranno” in Parlamento, dove sanno già che il voto è scontato, a favore della Grande Opera Inutile.

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Editoriale / GIALLOVERDI DELUDENTI, MA I LORO AVVERSARI SONO RIDICOLI

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Se c'è qualcosa di più penoso della velleitaria barzelletta gialloverde sono i politici che sparano a man salva sui gialloverdi. Peggiore in campo, tanto per cambiare, il Pd: buono solo a demonizzare l'orco Salvini, anche se proprio il vituperato capo della Lega è stato l'unico, nel precario zoo italico, a scommettere sul ruolo di economisti sinceramente progressisti come Bagnai e Rinaldi.

Viene da domandarsi cosa mai frulli nella testa degli elettori di Zingaretti, che incredibilmente indugiano nella curiosa abitudine, davvero stravagante, di considerarsi ancora “di sinistra”. Scopriranno, un giorno, che proprio la sedicente sinistra, in questi decenni, ha puntellato in modo decisivo il regime neoliberista che ha messo in croce il paese?

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Editoriale / HA VINTO L'ASTENSIONISMO: È IL PRIMO PARTITO. L'ITALIA ASPETTA CHE LA POLITICA LE RACCONTI LA VERITÀ SULLA CRISI

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Sembra piena, la platea, perché la folla si accalca rumorosamente sotto il palco, decretando vincitori e vinti. E invece, se ci si volta, si scopre che la sala è mezza vuota. Al traguardo delle europee 2019, surriscaldato dal pathos degli appuntamenti con la storia, c'è arrivato soltanto un italiano su due. Metà del paese è rimasto a casa, nauseato dalle opposte tifoserie e dall'inconsistenza imbarazzante degli urlatori. C'è finito di tutto, nella campagna elettorale – dai migranti di Riace al Tav in valle di Susa – tranne quello che contava davvero: la verità sulla crisi italiana, di origine europea. Il vocabolario della lunghissima, sfibrante vigilia ha proposto espressioni arcaiche, destra e sinistra, fascismo e antifascismo, ripescate rovistando tra i fondi di magazzino del Novecento, in mezzo al vintage immarcescibile dei crocifissi, delle sacre famiglie, delle grottesche crociate contro i milligrammi di cannabis terapeutica spacciati legalmente nei negozietti autorizzati.

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Editoriale / UNA RIVOLUZIONE DELLA VERITÀ: NEL NOME DI CARLO ROSSELLI, OLOF PALME E THOMAS SANKARA

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Puoi avere tutte le ragioni del mondo; ma a che serve, se nessuno ti ascolta? Quanti sapevano chi fosse, Carlo Rosselli, quando fu assassinato? Mezzo secolo dopo, al grande pubblico italiano del 1986, diceva qualcosa di particolare il nome del leader svedese Olof Palme? Ma certo: un elegante signore del Nord Europa, barbaramente ucciso da qualche folle terrorista, più o meno come quelli che avevano appena finito di mettere a ferro e fuoco l'Italia. E alzi la mano chi ricorda come la nostra stampa nazionale diede la notizia dell'omicidio dell'allora più che oscuro Thomas Sankara. Era il giovane leader di un paese africano che, per moltissimi europei, poteva ancora chiamarsi Alto Volta: all'epoca, Nelson Mandela stava ancora a spaccare pietre a Robben Island, e l'espressione “Burkina Faso” non era ancora entrata nell'ordinario lessico geografico dell'uomo bianco. Ci vollero anni – Internet, YouTube – per trasformare Sankara in una specie di star della politica: è l'ex ragazzo in camicia verde che, al vertice panafricano di Addis Abeba, svela la schiavitù del debito e propone all'Occidente di smettere di “aiutare” l'Africa.

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Editoriale / LA SOLITUDINE DI FEDERICA, FUGGITA ALL'ESTERO PER SALVARE SUO FIGLIO DANNEGGIATO DAI VACCINI

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Si chiama Federica, vive in provincia di Gorizia. Ha una voce melodiosa da cantante jazz, e un coraggio da eroe greco. Antigone, con due bambini da difendere con le unghie e coi denti. Entrambi minacciati da un orco invisibile, armato di siringa. Il piccolo Nicola, il primogenito, oggi ha otto anni. Da poco è tornato tra noi. Era scomparso: muto, assente, estraneo. Un bambino divenuto alieno, anaffettivo, indifferente a tutto. In una parola: autistico. Lo è diventato di colpo, dopo un vaccino “sbagliato”, esavalente: antitetanica, antiepatite B, antipolio, anti-difterica, anti-haemophilus, anti-pertosse. «A tredici mesi, Nicola sgambettava come un leprotto. A 20 parlava e cantava, manifestava il suo talento artistico in ogni occasione: sapeva dipingere, era affettuoso, baciava il fratellino nel pancione». Poi, intorno ai 22 mesi, subito dopo la nascita di Enrico, ha avuto un improvviso arresto dello sviluppo. «E in poche settimane ha smesso di parlare, di mangiare, di dormire». Sintomi allarmanti: vomito “a getto”. All’epoca, Federica non sapeva ancora della stretta correlazione fra cervello, stomaco e intestino. Già, perché l’intestino è il secondo cervello. E proprio dall'intestino è cominciata la guarigione “impossibile”: eliminando glutine e caseina, Nicola ha ripreso a parlare, a mangiare, a sorridere. Ma non in Italia: all'estero. Grazie al costoso intervento di medici all'avanguardia, in cliniche private.

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Editoriale / BANANE E ANANAS SENZA VERGOGNA, DAI SOTTO-UOMINI DEL CAPITALISMO IMPERIALE

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Considerate se questo è un uomo, scriveva Primo Levi, scandagliando – nella sua vitrea autopsia dell'inferno nazista – il più scomodo dei sentimenti: la vergogna. Siamo davvero capaci di tanto? Era uno di noi anche il soldato Franz, poi diventato un mostro nazista solo perché lobotomizzato fin dai banchi di scuola? Noi e il nazista abbiamo lo stesso Dna, la stessa biologia, lo stesso cuore? Ebbene sì, concludeva Primo Levi: i tedeschi, diceva, sono riusciti a raggiungere le vette assolute dello stragismo freddo, programmatico, soprattutto in virtù della loro straordinaria, disciplinata metodicità. Degradare il prigioniero a sotto-uomo e il carceriere ad automa: senza questa doppia operazione, l'inferno crolla. Quello di Auschwitz è passato giustamente alla storia come esempio di ineguagliata macelleria umana di tipo industriale. Ma se l'alta Slesia è una landa gelida e grigia, ci sono inferni assai meno sgradevoli, sul piano estetico. L'ossimoro perfetto è l'inferno quotidiano insediato in un paradiso terrestre come la Costa Rica. Due oceani, spiagge e giungle, parchi naturali tra i più belli del pianeta. Ma poi, là in fondo, ci sono loro: gli invisibili abitanti dell'inferno. Lavorano come schiavi e muoiono giovani, per via di tutte le banane che finiscono sulle nostre tavole.

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Editoriale / VACCINARE L'ITALIA (E L'EUROPA) DAL VIRUS DELL'OLIGARCHIA FRANCO-TEDESCA

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Vaccini foto per editoriale
Si può pensare di vaccinare l'Italia (e anche l'Europa) dal patto franco-tedesco sfrontatamente siglato ad Aquisgrana dalla Merkel e da Macron, quando nel nostro paese il governo gialloverde non è neppure riuscito a far chiarezza sulle altre vaccinazioni, quelle imposte dalla legge Lorenzin in assenza di emergenze sanitarie? Si può davvero sperare, realisticamente, che Lega e 5 Stelle riescano a intimare l'altolà a Berlino e Parigi – minacciando addirittura di sospendere la vigenza dei trattati europei, come chiede Gioele Magaldi – se finora il “governo del cambiamento” non ha nemmeno osato adottare la necessaria trasparenza che lo Stato dovrebbe essere tenuto a garantire, ai cittadini, nel momento in cui li obbliga a vaccinare i neonati?

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Editoriale / LO STATISTA CHE SERVE ALL'ITALIA

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Lo chiamano Mbemba, ma non è il suo vero nome. Ha venticinque anni, è in Italia da qualche mese. Faceva il calciatore, il saldatore, il facchino. Viene dall'Africa centrale, dove tutto è Francia – anche la moneta. Da noi va a scuola, impara l'italiano e lavora come lavapiatti, ma vorrebbe diventare un elettricista. Ora ha scoperto che, se non gli verrà riconosciuto il diritto d'asilo, tra poche settimane diventerà un fuorilegge: non potrà più tornare a dormire, la sera, nella stanza che oggi gli viene assicurata. Il Comune sarà obbligato, per decreto, a revocargli la residenza. È la politica, gli dicono: la politica senza statisti. Ha idea, Mbemba, di cosa sia uno statista? Sa bene che non lo è il presidente del suo paese, servo della Francia. E sa che non lo è neppure il presidente della Francia, i cui cittadini oggi invadono le strade con indosso i gilet gialli. Lo capisce anche Mbemba, che questa Europa non sta in piedi. Tanto per cominciare non ci sono statisti, in circolazione.

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Editoriale / KEYNES, IL NEOLIBERISMO E L'HOMO SAPIENS

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Dopo avere ricevuto l’apprezzatissimo invito del Presidente Gioele Magaldi a scrivere questo editoriale, ho contattato il Direttore de “LA VOCE rooseveltiana”, Giorgio Cattaneo, il quale mi ha cortesemente mostrato la vignetta di Mirko Bonini che accompagnerà questo numero. La vignetta raffigura J.M. Keynes, vicino ad un'Europa bisognosa di lui. Nel mio editoriale, approfittando del lavoro di Bonini, esporrò le ragioni per cui, a mio parere, l’Europa abbia ancora bisogno di questo gigante del liberalismo, radicando il mio ragionamento nell’accadimento storico-biologico che ha dato inizio alla strutturazione della società come la conosciamo.

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Editoriale / MR IN TUTTA ITALIA, VADEMECUM

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Cari amici rooseveltiani,

finalmente si parte! Questa è la volta dei gruppi regionali. Non è stato facile né è ancora tutto risolto, ma un pezzo per volta, grazie alla tenacia e alla pazienza di tante persone volenterose, la macchina organizzativa del Movimento Roosevelt comincia a mettersi in moto. Dopo tanto lavoro e qualche difficoltà, riusciamo da oggi a mettere a disposizione degli iscritti uno strumento utile per l'attivazione e la conduzione delle assemblee regionali, provinciali, cittadine e di sezione. Si tratta del tanto evocato Vademecum, dal titolo Gruppi MR: istruzioni per l'uso.  

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