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Terrore, ricatti e menzogne: purché l'Italia non rialzi la testa

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Qualunque cosa accada o non accada all'Italia, ombelico fragile e vittima predestinata dell'ordoliberismo post-democratico europeo, non si può prescindere dal ricordare la grande menzogna che ammorba il pianeta dall'11 settembre 2001, il maxi-attentato alle Torri Gemelle di Manhattan. L'impensabile era già in marcia da molti anni, certo: il Memorandum Powell per la riscossa storica delle oligarchie, la “crisi della democrazia” promossa dalla Trilaterale, la liquidazione di Allende e Sankara, Olof Palme e Aldo Moro, l'ipocrita “terza via” battuta da Blair e Clinton per rottamare la sinistra classica e lanciare la post-sinistra mercantilista dei Prodi, degli Schroeder, dei Renzi. Ma fu il fatidico 2001 a metter fine nel modo più brutale al breve sogno del globalismo mite vagheggiato da Gorbaciov dieci anni prima, che aveva dato al pianeta una meravigliosa e breve illusione: poter finalmente vivere un disgelo universale, con la fine della guerra fredda, cominciando a rimettere insieme i cocci di un mondo devastato dall'ingiustizia. Oggi sono i vigili del fuoco di New York a invocare la riapertura del caso 11 Settembre, sostenendo che le Twin Towers sarebbero state minate con esplosivi.

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Crisi di governo: dove sono i democratici?

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Ho sentito in questi giorni grande soddisfazione per il discorso di Conte alla Camera. Incredibile. 

A sentire Conte il Governo del Cambiamento sembrava destinato a seguire la strada del Governo del PD. 

Il discorso di Conte era ben articolato, forbito e pieno di spunti validi nei quali ci si riconosce facilmente; per esempio nella critica costruttiva a questa dis-Unione Europea, della quale c’è grande bisogno ma che tradisce i valori sui quali era costruita, divenendo invisa e dannosa per il popolo.

Peccato che, come nel caso del PD, questa analisi non si tramuti in una irriducibile lotta politica ma rimanga parola morta a uso e consumo della nuova aristocrazia finanziaria. Questa analisi e questa visione non si traducono in una VERA lotta per la democratizzazione dell’Europa, o in una lotta contro il primato della finanza sulla politica, ma si traducono nel voto per la Von Der Leyen, in chiacchiere con la Merkel sulle elezioni, e nell’urgenza di fare le riforme suggerite da questa dis-Unione Europea. E infatti, a seguito del discorso di Conte il M5S, mostrando la più disarmante mancanza di visione politica, apre una porta nei confronti del PD. 

Possibile che fosse questa la traiettoria del Governo del Cambiamento?

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L'Italia non s'è desta, ancora prigioniera dell'inutile voto-contro

Di Maio Salvini e Conte af0ab

Prima spariscono dai radar i 5 Stelle, meglio è per l'Italia. Che abbaglio: nel 2013 avevano rotto il sarcofago maleodorante in cui imputridivano Berlusconi, Bersani e gli altri cadaveri eccellenti della cosiddetta Seconda Repubblica. Poi, cinque anni dopo, si sono ritrovati tra le mani un trionfo difficilissimo da maneggiare, che infatti hanno affrontato nel modo peggiore. Poteva andare diversamente? Evidentemente no, vista la caratura del fragilissimo e inesperto Di Maio, a sua volta telecomandato dalla “ditta”. Sconcerta, semmai, che i grillini – mossi da un'esasperazione condivisibile, rispetto alla palude italica – si siano lasciati regolarmente dominare dai loro persuasori, occulti e non, padroni assoluti del movimento. Dissenso silenziato, espulsioni a catena, sanzioni pecuniarie per i parlamentari che cambiassero casacca. Zero confronto interno, solo diktat – annacquati, per finta, dalla piattaforma digitale di proprietà del signor Casaleggio. Quanto al signor Grillo, proprietario del marchio 5 Stelle, per fischiare la fine dell'ultimo campionato – abbandonando al suo destino l'icona elettorale della valle di Susa e aprendo le porte all'arcinemico Renzi – non ha nemmeno più sentito il bisogno della parodia rituale della consultazione della “rete”.

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Blog regionali del Movimento Roosevelt: istruzioni per l’uso

Tra qualche giorno, finita la ‘ricreazione estiva”, il metapartitico Movimento Roosevelt intende rilanciare a 360 gradi la propria azione.

Sono già pronti i Blog regionali MR, che i vari responsabili territoriali potranno utilizzare per veicolare - in collegamento tra loro e con il Sito, il Blog generale e i Gruppi facebook - specifiche iniziative e proposte strettamente legate ai bisogni dei territori rurali e montuosi, dei municipi, delle città, delle province e delle regioni.

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Bidone Gialloverde: ridono gli oligarchi ma non gli italiani, costretti a subire elezioni-farsa

Salvini e Di Maio 2b484

Ma non dovevano aprire il fuoco contro i padroni del rigore europeo? Quello almeno era l'impegno di Salvini, consapevole della necessità di liberarsi della camicia di forza di Bruxelles. Di Maio invece aveva spiccato un volo pindarico: avremo di tutto, aveva promesso, ma senza spiegare come, con che soldi. Frode, incapacità, destino cinico e baro? Semplice gatekeeping all'italiana? Presa per i fondelli dell'elettorato? Rivisto al ralenty, l'inglorioso tramonto gialloverde è sbrodolato di Nutella salviniana, caviale russo, vaniloquio grillino. Difficile capire chi l'abbia vinta, la gara al ribasso verso il nulla: il Salvini che a parole rivendicava la Flat Tax o il Di Maio che, aggiungendo chiacchiere a chiacchiere, elargiva il suo reddito di cittadinanza teoricamente quasi universale? Man bassa di voti, un anno fa: i leghisti al Nord, i grillini al Sud. Bifronte come Giano, il Bidone Gialloverde. Ci erano cascati, gli italiani? Eccome: l'estate scorsa, il “governo del cambiamento” volava sulle ali di un consenso mai visto, né in Italia né nel resto d'Europa.

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Salvini sul Tav, verso un declino ad alta velocità

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Matteo Salvini sembra si stia candidando a uscire dalla porta di servizio della politica italiana. Il piccolo leader della Lega, che oggi sembra il padroncino della nazione ma ha meno voti di quanti ne avesse Renzi un anno prima di sparire dai radar, non ha avuto il coraggio politico elementare di cambiare idea sull'odioso, delirante, obsoleto e inutile progetto ferroviario Tav Torino-Lione, già abortito dal futuro dell'Europa prima ancora di nascere. Era stata una pessima idea degli anni '80, già tramontata – come infrastruttura dalla prospettiva strategica – al crepuscolo del secondo millennio, quando si cominciò a dimostrarne l'inutilità. Gli ultimi vent'anni – grazie anche ai valsusini e al movimento NoTav – non hanno fatto altro che ribadire quello che già si sapeva. Miliardi gettati, con costi folli per il territorio.

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Il bilancio della Difesa con il...bilancino (tra "pacifisti" e "guerrafondai")


Bilanci difesa Movimento roosevelt 00261
DIPARTIMENTO GEOPOLITICA & DIFESA

Il bilancio della Difesa con il…bilancino.

(tra “pacifisti” e “guerrafondai”)

 

         La Nato vorrebbe che l’Italia destinasse alle spese per la difesa circa il 2% del PIL entro il 2024. Tale obiettivo è giustificabile, realizzabile, auspicabile o no?

         La maggior parte degli italiani non è a conoscenza della reale consistenza dei bilanci della Difesa e dell’impatto sui conti dello Stato, poiché, anche qualora fossero veramente interessati, le cifre, e specialmente le percentuali sul PIL che di volta in volta leggono, sono molto differenti e si basano su criteri diversi in base spesso a quello che si vuol dimostrare a seconda delle idee in merito. I pacifisti frequentemente lo gonfiano cambiando parametri di riferimento e chi ha interesse a evidenziarne l’inadeguatezza fa l’operazione opposta. In realtà, sulle cifre, possono avere ragione tutti e due a seconda di come si vuole impostare l’analisi.

         Prima di tutto bisogna puntualizzare che alle spese per la difesa concorrono vari centri di spesa che non sono inquadrati nel Ministero, come MISE o MIUR o i fondi per le missioni all’estero(MEF).  A sua volta la Difesa si fa carico di varie spese che non hanno una funzione in tal senso, come a esempio il rifornimento idrico delle isole minori, sacrari militari o la totalità delle spese dell’Arma dei Carabinieri.

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Il peggiore dei mondi possibili, nutrito dalla nostra paura

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Sembrava il migliore dei mondi possibili, quello che l'Europa aveva di fronte a sé fino al 2001, precisamente il 20 luglio, quando al G8 di Genova esplose la follia opaca della violenza e a lasciarci la pelle fu Carlo Giuliani, immortalato mentre col suo estintore minaccia i carabinieri intrappolati in un gippone. Ma Genova era solo l'antipasto dell'inferno: due mesi dopo, crollarono di colpo le Torri Gemelle di Manhattan. Tremila vittime l'11 settembre, e altre 12.000 negli anni seguenti a causa dei tumori provocati dalla nube d'amianto. Nel 2003, in Italia, le prime ipotesi sul possibile auto-attentato vennero avanzate da Giulietto Chiesa, nel bestseller “La guerra infinita”, ignorato dai media. Nel 2005, a “Matrix”, in prima serata su Canale 5, Enrico Mentana ebbe il coraggio di trasmettere “Inganno globale”, esplosivo documentario in cui Massimo Mazzucco dimostra che la versione ufficiale (terrorismo islamico) è integralmente falsa. Era già cominciata, la grande retromarcia dell'Occidente, ma pochissimi se n'erano accorti. Tra questi Bettino Craxi, che da Hammamet spiegò che l'euro-finanza avrebbe spolpato l'Italia. E prima ancora l'economista keynesiano Federico Caffè, sparito nel nulla nel 1987. E così Olof Palme, l'inventore del welfare svedese, ucciso l'anno prima a Stoccolma. Doveva aver capito tutto anche Aldo Moro, minacciato di morte da Henry Kissinger poco prima che di lui si occupassero, teoricamente, le Brigate Rosse.

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QUANDO MARTE È FERITO, SANGUINA LA DEMOCRAZIA.

Galata Ferito

Interno/giorno. Pub londinese. Giorno più caldo della storia del Regno Unito.

Un piccolo gruppo di uomini e donne accaldati si riunisce per discutere della libertà di parola, di stampa e di espressione. 
Una giornalista/scrittrice ed il rappresentante di una casa editrice raccontano la loro esperienza di censura. Sono stati cacciati da una fiera del libro molto importante in Italia, sono stati ostracizzati in varie occasioni tra cui, in ultimo, proprio quest’oggi. Infatti questo incontro si sarebbe dovuto tenere presso una famosa università londinese la quale, cedendo alle pressioni di un noto gruppo politico di senso opposto ai suddetti, ha deciso, all’ultimo minuto, di cancellare l’evento costringendo gli organizzatori a ripiegare, in quattro e quattr’otto, sulla location di fortuna in cui ci troviamo.
Parlano di ingiustizia nei loro confronti, si definiscono vittime di un abuso di potere e di censura, condannano il “pensiero unico dominante” ed invocano la democrazia, la libertà.

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L’ANPI tradisce il suo mandato?

Lettera aperta alla Presidente Nespolo mandata il 26.07.19

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Cara Presidente Nespolo,

sono Marco Moiso, vicepresidente del Movimento Roosevelt, e membro dell’ANPI.

Era da molto che intendevo scriverle questa lettera, e lo faccio all’indomani di fatti a mio vedere molto gravi, che si sono svolti a Londra.

Ritengo che l’ANPI stia tradendo il suo statuto. Infatti, le chiedo di chiarificare, pubblicamente, come lei intende gestire le attività dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia alla luce dei ragionamenti che a breve le esporrò.

In questo momento storico, l’ANPI ha la possibilità di interpretare e definire il proprio lavoro e la propria attività principalmente in due modi:

  • Svolgere un ruolo di memoria storica, valorizzando e perpetuando la memoria della Resistenza.
  • Continuare a lottare per la democrazia e contro ogni fascismo.

Sia che decidesse di perseguire la prima strada, che la seconda, l’ANPI ha il dovere di farlo nel rispetto del suo statuto, degli obiettivi in esso descritti, e dei valori della democrazia e della libertà.

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L’incredibile illusione: Sani in un mondo malato (3) – Intervista alla dott.ssa VALLE

Relazione tra Ambiente e Salute – Intervista alla dott.ssa Oliva VALLE (*)

di Davide Montefiori (**)

Come promesso negli articoli pubblicati precedentemente (I, II), nel corso di questa intervista cercheremo di comprendere in quale modo l’ambiente nel quale viviamo (Aria-Acqua-Terra), influenzi in modo determinante lo stato di salute o di malattia della popolazione “affetta” da un determinato tipo di progresso.

La dott.ssa Oliva Valle, è il medico che ci guiderà in questo percorso. Con lei scopriremo in che cosa consista l’Epigenetica, nuova branca della medicina, ormai nota in tutto il mondo scientifico, che dimostra lo stretto rapporto esistente tra Ambiente e Salute.

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Fine dell'equivoco: allineati al rigore Ue, i 5 Stelle ci hanno preso in giro

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Dicevano di voler “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno”, ed eccoli là: proni all'asse franco-tedesco e pronti a votare per l'euro-killer Ursula von der Leyen, insieme al Pd e a Berlusconi, pur di tentare di essere utili, in qualche modo, al superpotere che fingevano di voler contrastare, abbattere, stroncare. Un anno fa, sembrava essersi aperta una nuova storia teoricamente epocale, per l'Europa: Paolo Savona candidato al dicastero dell'economia e Luigi Di Maio sulle barricate contro Mattarella: evocazione dell'impeachment per violazione costituzionale nello sbarrare la strada al possibile ministro. Parole al vento, prontamente rimangiate insieme alla cornucopia illimitata (ma solo teorica) del “reddito di cittadinanza” sbandierato per fare il pieno di voti. Ora il loro problema si chiama Matteo Salvini: ma il capo della Lega – che era partito con un basso profilo, nel pericolante governo gialloverde – è solo un politico mediamente avveduto, che in capo a qualche mese si è accorto che i grillini, semplicemente, scherzavano. Meglio: prendevano in giro i loro elettori. In Puglia, ad esempio, dove hanno imposto il gasdotto Tap rispetto al quale avevano giurato opposizione eterna. O sull'obbligo vaccinale, capitolo vergognoso in cui la ministra Giulia Grillo ha fotocopiato la vituperata Beatrice Lorenzin. Prossima vittima: la valle di Susa, verosimilmente destinata a capitolare di fronte al Tav Torino-Lione.

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Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: dalla Russia una polpetta avvelenata per l'Eni, unica istituzione a fare un po' di politica estera per l'Italia

Il presidente del Movimento Roosevelt: che interesse avrebbe Putin a finanziare Salvini, se davvero volesse cambiare quest'Europa post-democratica? Al Cremlino conviene che l'Ue rimanga così com'è, tecnocratica e neoliberista, non certo amata dai popoli europei

"Ditemi per quale ragione la post-democratica Russia di Putin dovrebbe regalare 65 milioni di dollari a Salvini, che in teoria minaccerebbe, solo a parole finora, di attaccare quest'Europa altrettanto post-democratica: al Cremlino, al contrario, conviene che l'Ue resti com'è oggi, malvista dai popoli europei". Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, smonta le accuse piovute su Salvini dopo la registrazione – finita alla Procura di Milano – di un colloquio a Mosca con esponenti russi e il leghista Gianluca Savoini, presidente dell'associazione Lombardia-Russia. Il sospetto, veicolato dai media, evoca il progetto di una transazione milionaria, attraverso forniture di petrolio all'Eni (transazione in realtà mai avvenuta) per aiutare la Lega in vista della campagna per le europee. "Chi ha registrato quel colloquio riservato? E chi l'ha fatto pervenire ai magistrati? Tutte domande in attesa di risposta". L'errore di Salvini? "Sminuire l'importanza di Savoini, quasi facendo finta di non conoscerlo".

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INFERNO O PARADISO?

Alcuni argomenti buttati a caso, per arrivare a capire in quale libro Dantesco stiamo vivendo.

Ad esempio parlando di Sea Watch 3, come sapete stanno finalmente uscendo diverse denunce al GIP di Agrigento, l’ha fatta grossa, come il capitano della nave, che ha trasgredito ad una mezza dozzina di basilari regole del mare, che chiunque abbia una patente nautica conosce, perché ormai è palese che il gioco è continuare a fare perdere coscienza ai cittadini di ciò che è giusto e ciò che non lo è, come stabilito dalla legge.

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Ebbene su questa vicenda voglio solo aggiungere che se sali su una qualsiasi nave, il capitano, o un suo sostituto ha l’obbligo di riconoscere il passeggero, ed in quell’esatto momento diventa ospite dello stato di cui batte bandiera il vascello.

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CHIEDERE AL POTERE DI RIFORMARE IL POTERE ?

Si e' appena concluso l'ennesimo atto di uno spettacolo che dura ormai da troppi anni ed il cui cast seppur rinnovato recita sempre il medesimo copione .

Da un lato ,c'e' la Commissione Europea che ci segnala violazioni di regole comuni e che ci suggerisce gli opportuni rimedi , senza tuttavia aver fatto tesoro circa il peggioramento delle condizioni dei Paesi che hanno diligentemente seguito quanto prescritto sino ad oggi .

Dall'altro , c'e' il nostro Governo il cui rinnovamento profondo rispetto al precedente , non sembra aver sortito sostanziali cambiamenti nell'atteggiamento, coerente con il passato , di prediligere le ragioni della Realpolitik a quelle della Realeconomik . Infatti , nell'intento di evitare una procedura di Infrazione per eccessivo Debito , avendo come lungimirante obiettivo quello di rendere il Debito italiano maggiormente sostenibile , sottoscriviamo impegni che in un contesto macroeconomico internazionale di sviluppo causerebbero un rallentamento del medesimo nel nostro paese , mentre nel contesto attuale una crescita piatta , se avremo un po' di fortuna.In ogni caso , il Debito italiano risultera' meno sostenibile perche' aumenteranno i costi degli interessi a fronte di un PIL che non sara' in grado di invertire la crescita di Deficit e Debito in rapporto al medesimo PIL .

Anche in questa occasione , la conclusione dell'atto e' stata affidata alla BCE che attraverso le parole del suo Presidente sul taglio ulteriore del Tasso di Interesse ha magicamente portato gli investitori internazionali a scommettere sull'Italia e la sostenibilita' del suo Debito Pubblico e lo spread e' ricominciato a scendere.

In condizioni normali, la politica monetaria ha la possibilità di agevolare la crescita economica aumentando l'offerta di moneta in circolazione e abbassando i tassi di interesse. Da questa operazione ne consegue che le imprese sono incentivate ad indebitarsi e quindi ad investire e, nel contempo, si riduce la propensione delle famiglie al risparmio, aumentandone la propensione al consumo.

In questa situazione, con i tassi di interesse nominali ormai negativi o vicini a zero, la BCE non potra' farli scendere ulteriormente, e gli strumenti a disposizione della politica monetaria si esauriscono. Inoltre, la BCE non riesce da tempo nell'intento di aumentare la massa monetaria nell'economia reale in modo significativo perche' la quasi totalita' e' preda del sistema finanziario

Quando le aspettative negative si diffondono all'intera economia esse tendono ad autoalimentarsi in un circolo vizioso. Accumulando liquidita' anziché spendere, gli operatori economici inconsapevolmente, realizzano le loro peggiori aspettative, senza domanda di beni, si innesca la recessione, che conduce ad un aumento della disoccupazione a minori redditi, e dunque a minori consumi ed investimenti e così via, in una spirale che si autoalimenta.

Il vero motore dei consumi, infatti, come aveva intuito Keynes, risiede nella fiducia prima ancora che nei tassi. Se la fiducia viene meno, nemmeno tassi di interesse nulli o un aumento della base monetaria possono far ripartire i consumi.

Il fanatismo monetario non ci portera' fuori dalla realta' che vivono da circa venti anni famiglie ed imprese , dobbiamo rifiutarci di essere pre-Keynesiani e stabilire un programma di azioni concrete che possano ragionevolmente invertire il trend crescente delle divergenze tra i paesi nell'Unione Europea e tra le persone inei diversi stati dell'Unione.

Iniziamo a restituire all'economia reale il primato che merita per ragioni oggettive e scegliamo politiche utili all'incremento della Domanda Aggregata anche sostenendo apertamente tutti i Partiti Politici che intendono perseguire queste politiche non piu' rinviabili.



Francesco De Rinaldis Saponaro 

Programma del Movimento Roosevelt

Il Movimento Roosevelt è più attivo che mai.

Insieme all’Ufficio di Presidenza e ai Dipartimenti, nelle ultime settimane abbiamo lavorato alacremente per elaborare il programma del Movimento Roosevelt.

Siamo quindi felici di pubblicare la struttura finale del programma.

Link al Programma del MR (clicca per scaricare/visualizzare)

Nei prossimi giorni, settimane e mesi, questo programma verrà ulteriormente elaborato, riassunto e vivificato, insieme ai soci, ai Dipartimenti e ai Direttori di Dipartimento. Saremo quindi felici di ricevere, come sempre, i suggerimenti e le istanze dei soci del Movimento Roosevelt.

Saluti Rooseveltiani a tutti/e,

Marco Moiso
Vicepresidente del Movimento Roosevelt

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: ma quale Quarta Via, le idee di Alexander Dugin sono antiche come il modello oligarchico del potere di Putin

Il presidente del Movimento Roosevelt avverte i fan italiani dell'ideologo russo vicino al Cremlino: certo ambiguo sovranismo, nutrito dai libri di Evola e Heidegger, è il prodotto di un raffinato gioco della massoneria neoaristocratica che detesta la democrazia e teme l'avvento di un capitalismo progressista, dopo aver introdotto il globalismo neoliberale

Vladimir Putin dichiara al "Financial Times" che il liberalismo sarebbe morto, mentre il suo amico filosofo Alexander Dugin viaggia per l'Europa predicando una Quarta Via per il nuovo millennio, in grado di superare fascismo, comunismo e democrazia liberale? Attenti agli equivoci, dice il presidente del Movimento Roosevelt: secondo Gioele Magaldi, quelle di Dugin – intervenuto a Gioia Tauro a supporto di Diego Fusaro, candidato sindaco – non sarebbero che "suggestive rielaborazioni di idee vecchissime, amate dalle dittature del Novecento". Le fonti del pensiero di Dugin sono Julius Evola, René Guénon, Carl Schmitt, Martin Heidegger, Edmund Husserl: "Un retaggio politico ed esoterico che è antidemocratico, illiberale, antimoderno e tradizionalista".

"Chi oggi simpatizza per Dugin e Putin deve riconoscere che sta facendo un gioco elitario e neoaristocratico", afferma Magaldi in un video su YouTube girato il 1° luglio a Rosslyn, in Scozia, dove la famiglia Sinclair contribuì a fondere templarismo e massoneria. "Le stesse fonti di Dugin – aggiunge Magaldi – non facevano mistero delle loro inclinazioni: Guénon, Evola, Schmitt e lo stesso Heidegger avevano un'idea del "cratos", il potere della forza, che dev'essere prerogativa di alcuni illuminati, i soli in grado di dare luce alla disprezzabile massa della plebe". Se la democrazia è in crisi, sarebbe questa la risposta? "Cioè: fallisce il liberalismo e quindi torniamo a un pensiero schiettamente e ferocemente aristocratico? Legittimo. Ma consigliamo ai seguaci di Dugin si scriverselo in fronte: "Sono un antidemocratico"".

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QUELLO CHE SEMBRA NON E’

Nel leggere le cose, molto spesso si semplificano i significati, alle volte per reale difficoltà di interpretazione altre per convenienza.

Nell’isola di Šćit (BIH), davanti ad un monastero francescano sorge una bella statua in bronzo a fusione, realizzata su matrice persa.

Un opera impressionante per le sue qualità artistiche, ma anche per le sue qualità umane e di spinta alla riflessione che l’autore vuole trasmettere.

La statua raffigura l’ultima cena di Gesù con i dodici apostoli, al fianco del Cristo, Pietro con la spada e in fondo, dove c’è lo spazio lasciato appositamente al visitatore per affacciarsi al tavolo, troviamo Giuda, l’unico senza aureola fra i suoi pari.

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Ad uno sguardo superficiale è quel che sembra, l’ignaro turista affacciandosi al tavolo viene ammesso alla vista del pane, sarà in grado di condurre una vita cristiana tanto da assurgere a quell’aureola in punto di morte, che Giuda invece ha perso?

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Libra – attacco alla democrazia

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La Libra - cryptocurrency di Facebook - potrebbe rappresentare un ulteriore attacco alla democrazia e alla sovranità del popolo e dei governi. La Libra potrebbe infatti diventare la prima risorsa monetaria davvero limitata e la sua erogazione sarebbe in mano a privati, senza alcuna responsabilità verso la collettività.

Il 17.06.2019 abbiamo avuto la notizia del lancio della cryptovaluta di Facebook: la Libra. Il giorno dopo c’è stata la tanto attesa conferenza stampa in cui Facebook ha presentato il suo progetto al mondo.

La Libra si propone di diventare una nuova moneta globale, stabile e sicura. 

Eppure, in un clima in cui la società vive una involuzione antidemocratica perpetuata a colpi di finanza speculativa, la Libra sembra un ulteriore attacco alla democrazia. 

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Con che coraggio attacca Feltri (per le battute su Montalbano) il giornalismo italiano che da trent'anni non dice la verità sulla crisi del paese?

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Basso impero, l'avrebbe definito Giorgio Bocca. Il giornalismo italiano? Scomparso, ridotto a recitare veline di palazzo. Eppure a quanto pare esiste ancora, se è vero che due cronisti – Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi – si appellano addirittura all'Ordine dei giornalisti, letteralmente indignati. Contro il silenzio del mainstream? Contro le bugie quotidiane del sistema radiotelevisivo? Contro l'omertosa reticenza delle redazioni di fronte a qualsiasi evento di rilievo, italiano e internazionale? Macché. Ce l'hanno con Vittorio Feltri, che si è permesso di insolentire nientemeno che il commissario Montalbano, cioè un personaggio letterario, proprio mentre il suo autore – Andrea Camilleri – lotta in ospedale tra la vita e la morte. Borrometi è un giornalista coraggioso, messo in pericolo dalla mafia. Ruotolo, popolare in Tv, è lo storico inviato di Michele Santoro. «Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere – scrivono, in una lettera al presidente dei giornalisti italiani, Carlo Verna – hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso». E cos'avrebbe mai detto, Feltri, di così inaccettabile? «Mi dispiace, perché un uomo anche vecchio che muore suscita in te un certo dolore. Però – ecco il passaggio sotto accusa – mi consolerò pensando al fatto che Montalbano non mi romperà più i coglioni».

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