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Purtroppo l'avevamo detto, proclamare un blocco unilaterale degli armamenti verso la Libia con una pura missione navale avrebbe favorito solo Haftar, che importa le armi dal confine terrestre. E non dimentichiamo che è stato proprio Haftar a rompere gli equilibri e ad aggredire Tripoli che, sull'orlo della capitolazione, è dovuta ricorrere al peloso e ingombrante aiuto di Erdogan e al riconoscimento delle pretese turche sulle risorse energetiche del Mediterraneo Orientale.

https://blog.movimentoroosevelt.com/blog/blog-dipartimenti/geopolitica-e-difesa/2308-irini-e-veramente-una-missioneutile-o-non-facciamo-altro-che-aggravare-la-situazione.html

Senza nulla togliere alla pericolosità di avere la Turchia a uno sputo da casa e della conseguente possibilità di ricatto sui traffici dell'immigrazione e su quelli commerciali (pensate cosa voglia dire una potenziale base navale turca a Tripoli), una politica così squilibrata non può che farci correre il rischio di passare da "aggrediti" a "aggressori" , specialmente se il comando navale della missione venisse affidato affidato a un greco, viste le rivalità (giustificabili) storiche e attuali con la Turchia. https://blog.movimentoroosevelt.com/blog/blog-dipartimenti/geopolitica-e-difesa/2367-il-virus-delle-relazioni-internazionali.html

Che facciamo se una fregata turca forza il blocco, magari quando Haftar contemporaneamente riceve tutti gli armamenti di cui abbisogna tramite il confine terrestre con l'Egitto? Spariamo mettendoci apertamente con chi a sua volta minaccia tutti i nostri interessi, specialmente energetici, in Libia? Iniziative del genere o si fanno completamente o non si fanno, non si costruiscono a metà.

Il principale obiettivo dell'italia dovrebbe essere quello di favorire una rimozione di Haftar,(tramite accordo con una parte dei suoi sponsor) oramai troppo compromesso, per arrivare a una soluzione diplomatica e togliere alla Turchia la scusa per tenere un piede in Libia.

Una politica equilibratrice dell'Italia dovrebbe sì essere supportata da una forte capacità di dissuasione (anche tramite un ben bilanciato strumento militare) e la volontà di usarlo, ma anche e soprattutto da un'abilità diplomatica volta a spegnere le tensioni, non a riattizzarle attraverso iniziative, appunto, squilibrate e inconcludenti, o peggio.

Questa situazione è anche il risultato di nostre scelte disastrose nella politica verso queste aeree negli ultimi anni

 

https://www.repubblica.it/esteri/2020/05/01/news/libia_tripoli_contro_la_missione_ue_irini_non_blocca_le_armi_ad_haftar_-255335560/?ref=RHPPLF-BH-I255359057-C8-P10-S1.8-T1

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