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«A Bettino chiedevo: è importante quello che dice Confindustria?» Craxi: «Sì, è importante sentirli: perché poi facciamo il contrario» (Berlusconi).

Nella “storiella” di cui sopra si legge di Confindustria che, ovviamente e per ragioni non troppo difficili, era per il Sì alla Riforma Boschi: esattamente come la signora Zafesova.

Il principale giornale di riferimento di Confindustria, naturalmente, è il Sole 24 Ore.

Il Sole 24 Ore è il “luogo” dove dispensano i “migliori” giudizi e consigli economici in maniera “limpida”, “imparziale”, “trasparente” e per il “bene comune”.

Al Sole 24 Ore, giornale di Confindustria, sono così bravi ed attenti all’economia, ai conti ed al Mondo che cambia al punto che i primi nove mesi di quest’anno hanno chiuso con una perdita di circa 62 milioni di Euro... ed è proprio dal Sole 24 Ore che è stato lanciato l’articolo che ho deciso di “analizzare” (l’articolo è il classico e risaputo “rosicare” senza fine di una certa parte politica).

Tra gli innumerevoli “rosicamenti” di una certa parte, ne cito un paio: «Il Sì fa il risultato migliore a Milano, Bologna, Firenze e il peggiore a Napoli, Bari, Cagliari. C'è altro da aggiungere?» (Chicco Testa); «In effetti a pensarci bene, c’è stata la fuga dei cervelli all’estero. Sarà per quello che solo all’estero ha vinto il Si?» (Puppato).

Veniamo all’articolo-“rosico” della Zafesova... Esordisce in questo modo (la mia sarà un analisi molto superficiale, davvero non vale la pena “spendersi”...): «E così è tutto finalmente chiaro. I liberali hanno votato per i comunisti. I partigiani per i fascisti. I leghisti per i terroni. I giovani per i vecchi. I grillini per la casta. E viceversa. Le colpe dell’Italia non sono più da attribuire a improbabili poteri forti, oscure e lontane radici storiche, e meno che mai alle multinazionali e all’euroburocrazia. I responsabili ora hanno nomi, cognomi e pagine Facebook.

Alla semplice domanda “Volete proseguire il cambiamento?” - perché la domanda era questa, e gli italiani l’hanno capita perfettamente, molto meglio degli arzigogoli della riforma costituzionale - tre quinti del Paese hanno risposto: “No”. E a votare “No” sono stati in gran parte quelli che ripetono sempre che l’Italia è un Paese di merda, che non cambierà mai, quelli che alla prima occasione volano a Londra e vorrebbero fare gli americani.»

La Zafesova afferma, in maniera indiretta, che fino al 3 dicembre i problemi dell’Italia erano da attribuirsi «alle multinazionali e all’euroburocrazia», ora non più. Questo perché il suo Sì ed il Sì dei suoi amici delle banche, delle multinazionali e dell’euroburocrazia ha perso... magari funzionava così... ci saremmo messi subito al lavoro per mettere in pratica cose di cui Lei - la Zafesova - probabilmente non ha mai sentito parlare e di cui, considerando la sua esposizione, non sembra per nulla interessata: Piena Occupazione, Pieno Stato Sociale, Pieni Diritti per tutti.

Quelli del Sì avevano proposto un ennesimo “cambiamento” come ne abbiamo visti sulla nostra pelle negli ultimi 25 anni. E questo, molto probabilmente (per non dire quasi sicuramente), sarebbe stato l’ultimo ed irreversibile “cambiamento” al ribasso finalizzato al massacro ed allo sterminio di coloro che bene o male ancora “galleggiano”... Non a caso, una delle massime menti giuridiche italiane (parlo del giudice Paolo Maddalena: uno che la sa lunga anche di economia, finanza e di come funzionano determinati Mondi), a proposito della Riforma Boschi appoggiata dalla Zafesova, ha più di una volta affermato: «Il prossimo referendum ha molto a che fare con il nostro prossimo destino. Non è in dubbio che siamo chiamati a scegliere tra due sistemi economici e politici: il sistema keynesiano che pone al centro il valore della “persona umana” e il “lavoratore” e il “neoliberismo”, che pone al centro il “massimo profitto individualele”».

La Zafesova afferma che «Oggi tutti dicono che Renzi, e tutti noi» (a me, onestamente, politicamente parlando, Renzi mi ha sempre fatto “ridere”, “tristezza” e “tenerezza” allo stesso tempo. Questo perché secondo me lui non conosce e non comprende il “significato vero” di tante cose che gli hanno detto di fare, che ha fatto ed ha promosso come “buone e giuste” - non a caso ho sempre definito il Governo che Lei la Zafesova ha sostenuto Governo Padoan).

“NO” - anche qui oltre che sulla scheda -, al massimo «Renzi è tutto suo», Zafesova: di certo non mio - politicamente parlando... se lo tenga stretto!

Ancora: «Non raccontiamoci la storia che la linea divisoria passa tra un’élite che si è chiusa nella torre d’avorio e il popolo, lasciamo queste terminologie da marxismo per gli asili». Qui in sostanza la Zafesova afferma che quello che sta accadendo in tutto il Mondo non è frutto di “accordi” dei pochi a discapito dei tanti... qui davvero fatico ad avere altro: sicuramente la  Zafesova ha creduto e crede che la Riforma Boschi è il frutto della giusta e sana decisione di un Consiglio dei Ministri “interno” ed è convinta che fosse per “il bene comune” e senza influenze “esterne” (Zafesova, legga il documento del 2013 “The Euro area adjustment” della banca di investimento J.P. Morgan...).

La Zafesova elenca le differenze tra le persone che secondo lei avrebbero votato per il NO e quelle che avrebbero votato per il Sì, affermando - nel finale del suo per nulla “scoppiettante ragionamento” - che... udite, udite: «La differenza è tra chi vuole il mondo “liquido”, globalizzato, multi culturale, multietnico, multisessuale, multi tutto, razionale e non del cuore, con ciascuno che si sceglie l’identità che vuole e risponde per se stesso. E chi non ci vuole stare.»

Signora Zafesova, non ha mai pensato al fatto che a questo Mondo ci sono tantissime persone a cui il suo «mondo “liquido”, globalizzato, multi culturale, multietnico, multisessuale, multi tutto, razionale e non del cuore, con ciascuno che si sceglie l’identità che vuole e risponde per se stesso» che propone Lei ed i suoi amci del Sì, non interessa?...

Come se non bastasse, dall’alto del suo “sapere” come stanno le cose a questo Mondo, afferma: «Abbiamo sbagliato in una sola cosa: a trattarli come dei bambini e non dire loro la verità. E cioè che Babbo Natale non esiste. Dal treno della globalizzazione non si può scendere. Le leggi dell’economia sono inesorabili quanto quelle della fisica, e non sono imposte dalla Goldman Sachs, dalla Merkel e dalla dittatura dei mercati. Chi dice “NO” non tornerà indietro nell’Italia della lira, della scala mobile, del sindacato, del BOT alle stelle, dei mercati protetti dalla concorrenza da ordini e corporazioni, delle baby pensioni, senza immigrati e disoccupati.

È impossibile far ridiventare una zuppa di pesce un acquario.»

Qui la sua ammissione dei due Mondi opposti dove abbiamo vissuto specialmente negli ultimi 20 anni sulla nostra “carne viva” è chiarissima ed è un pugno in faccia per i suoi amici e padroni pro global e contro la “normale” idea di federazioni di Stati e/o di Stato nazionali. Insomma, se la Zafesova voleva aiutare i suoi padroni di questa global, ha finito per fargli ancora più male.

La Zafesova ammette candidamente che prima - prima di questa globalizzazione criminale - le federeazioni di Stati e/o gli “Stati nazionali normali” (quegli “Stati nazionali normali” che i suoi amici di questa global dipingono come luoghi frequentati da «razze inferiori di luridi, schifosi, ignobili, ignoranti, fascisti, nazisti, sessisti, omofobi, razzisti, xenofobi, mafiosi, provinciali, luridi, bifolchi, antisemiti, misogeni, retrogradi, populisti, periferici, ignoranti, senza cultura, dignità ed altro») avevano creato l’impossibile. Quindi, “minaccia” ed ammette: «Chi dice “NO” non tornerà indietro nell’Italia della lira, della scala mobile, del sindacato, del BOT alle stelle, dei mercati protetti dalla concorrenza da ordini e corporazioni, delle baby pensioni, senza immigrati e disoccupati. È impossibile far ridiventare una zuppa di pesce un acquario» ed in maniera ancora più pesantemente “imperativa”, afferma: «Dal treno della globalizzazione non si può scendere.»

La Zafesova afferma che: «Con il “Sì” e tutto quello che significava avremmo potuto aiutare quelli rimasti indietro a traghettarsi, a coinvolgerli. Chi ci vuole morti perché pensa che è per colpa nostra che hanno perso il loro passato, potrà anche averci morti ma non potrà tornare indietro. L’alternativa è il Venezuela. Qualcuno glielo deve dire». Quindi, attacca i giovani italiani che hanno votato NO: «Il paragone con Brexit e Trump regge fino a un certo punto. I giovani inglesi hanno votato Remain, i giovani americani hanno votato Hillary, i giovani italiani rimasti in Italia hanno votato “NO”. A 15 anni parlano della pensione, vivono con i genitori fino ai 40 anni, fanno errori di ortografia dopo due lauree. E non diciamo che vivono peggio dei loro genitori: hanno viaggiato, studiato, ballato e fatto l’amore molto più di loro, che dovevano anche lavorare»; fa un parogone assurdo tra giovani che hanno votato come volevano i suoi ricchi amici - quelli del “Sì” - e quelli che invece hanno votato NO... ed attacca il Sud: «Gli altri giovani italiani hanno votato con i piedi. Ed è un’altra legge della natura inesorabile. Il voto all’estero, il “Sì” soverchiante, lo dimostra. È come nel Meridione: chi non ne può più se ne va, e fa fortuna altrove, chi resta in fondo preferisce restare, e vivere nel mondo abitato dai peggiori»; quindi scuole ed università italiane: «Le famiglie che se lo possono permettere ormai mandano i figli a studiare all’estero non all’università ma già al liceo»; quindi coloro che rimarranno per scelta e/o “costrizione” in Italia ed anche l’Italia: «Chi resta però non deve tirare un sospiro di sollievo. Quando tutti i rompiscatole se ne saranno andati arriveranno i cinesi. O i coreani, i russi, gli indiani, o qualche altro extracomunitario che nel frattempo si sarà dato una mossa. E compreranno l’Italia. Che resta il più bel Paese del mondo, come dice Renzi, seppure solo paesaggisticamente.»

Poi ci “avverte” su quella che secondo Lei sarà la futura dittatura asiatica in Italia, dipingendo pesantemente anche gli asiatici: che definisce dittatori. Difatti, scrive: «Chi non voleva riformarsi da solo, o sotto la spinta della troika, lo farà sotto la frusta degli asiatici, che non terranno referendum». Quindi cita im maniera “particolare” i musulmani ed ancora una volta quelli che hanno votato NO: «Chi oggi vota “NO” perché ha paura che le loro figlie verranno molestate dai musulmani domani dovrà farsi piacere dei rampanti generi cinesi»; parla del Mondo che si divide in “falliti” e “riusciti” affermando che «Il fallimento e il successo si misurano anche da quanti stranieri vogliono vivere, lavorare, studiare, investire e sposarsi - e non solo passare le vacanze - in un posto» (anche qui abbastanza chiaro: chi ha votato “Sì” è sul carro dei “riusciti” - il carro per cui «mondo “liquido”, globalizzato, multi culturale, multietnico, multisessuale, multi tutto, razionale e non del cuore, con ciascuno che si sceglie l’identità che vuole e risponde per se stesso»; chi ha votato NO, invece, è sul carro dei “falliti” - il carro per cui «moneta sovrana, scala mobile,  sindacato protettivo, BOT fruttuosi, mercati protetti dalla concorrenza da ordini e corporazioni, pensione “giusta” ed alla giusta età, luoghi con pochi immigrati e nessun disoccupato»).

Infine chiude con la “terribile” profezia ed ennesimo attacco a quelli del “NO”: «In Italia non ci sarà mai più un politico che promuoverà le riforme, perché saprà che finirà fucilato da un fuoco incrociato. Questo non significa che l’Italia non cambierà. Ma il suo cambiamento sarà molto più doloroso, e lascerà sul terreno molte più vittime. E non si potrà accusare nessuno, perché ora sappiamo finalmente chi è stato.»

All’esposizione di parte, riuscita malissimo, per nulla rispettosa di niente e di nessuno (eccetto per quelli della parte politica della Zafesova - quelli per cui “Sì”...), malamente finalizzata ad aiutare i padroni/amici della Zafesova sparsi ovunque in Italia, in Europa e nel Mondo (si veda Brexit, Clinton, Radev, Dodon ed altri) e che non potrà che essere l’ennesimo boomerang per la Zafesova, le sue “idee”, i suoi amici e le “idee” dei suoi amici... rispondo con una citazione inserita nel finale di un pezzo e che capita a pennello proprio per lei e per quelli come lei per cui le “Riforme” (le “Riforme” secondo loro...): «Per avere la prova che si tratti di una Riforma dettata dalle élite devi porti una semplice domanda: “Faccio parte del 99% della popolazione. Questa riforma migliora o peggiora le mie condizioni in termini di Diritti, rappresentatività, reddito e servizi?” Se la risposta è negativa, è una Riforma.»

Signora Zafesova: se tutte le castronate di cui sopra sono frutto della sua “ingenuità”, è solo parzialmente assolta (se ho capito come “funziona”, pagherà con il tempo le sue parole). 

Se invece le castronate di cui sopra sono frutto della “linea”: allora comprendo “meglio”... ma sono sicuro che Lei sia persona “liberissima”: come tantissmi che fanno il suo mestiere dicono di esserlo ed esattamente come quel Mondo “imposto” che vorrebbe imporci a tutti i costi e che Lei considera “libero”... talmente “libero” che Lei definisce «treno della globalizzazione da cui non si può scendere». Un modo come un altro per affermare: «o così o niente»... complimenti!

Detto questo: mi “scuso” se non sono riuscito a definirLa “giornalista”, ma davvero non riesco...

Vincenzo Bellisario

(Articolo del 10 Dicembre 2016)
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