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Lettera Aperta a Vittorio Sgarbi e agli amici di Rinascimento
(di Gioele Magaldi)
 

Caro Vittorio, cari Cristiano, Dario, Antonello, Angelo e cari amici tutti che avete sin qui lavorato per l’affascinante progetto di Rinascimento, ex candidati e non,

scrivo questa Lettera Aperta con lo scopo di stimolare una rapida trasformazione di Rinascimento da pseudopartito fragile e precario (gestito con metodologia postdemocratica) in partito forte, strutturato, pluralistico e autenticamente democratico e social-liberale.

In effetti, il primo ad aver bisogno di un soggetto politico che sia nei fatti e però sia anche percepito e percepibile come un vero partito sei proprio tu, Vittorio, che di tale entità saresti il leader naturale e indiscusso.

Molto giustamente ti sei lamentato, qualche giorno fa, del mancato invito ad una riunione dei capofila del centrodestra:https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/29132779/stasera-italia-sgarbi-offeso-non-invitato-berlusconi-vertice-cosa-non-capisce.html , evidenziando che il partito di cui sei al vertice, Rinascimento, vanta una percentuale media di consensi intorno al 2% nazionale, non molto al di sotto della stima attuale di Forza Italia.

Eppure, caro Vittorio, non ti sfuggirà che nella percezione dei vari Berlusconi, Salvini, Meloni, ecc. (cosi come in quella dei media mainstream) tu sei valutato come un player politico-culturale di sicuro fascino e carisma (e magari proprio per questo talora non vieni invitato, e cioè per “non fare ombra” a questo o a quello), ma attualmente Rinascimento è raccontato come poco più che un friabile comitato elettorale gestito da personaggi interpretati come tuoi “cortigiani” e non come dirigenti effettivi di un partito solido, partecipato e ben radicato.

I Fatti, anzitutto.

Nella tarda primavera scorsa Antonello Delle Monache (che conosco da circa un ventennio) insiste ripetutamente per propiziare un incontro tra il sottoscritto e Vittorio Sgarbi, al fine di valutare possibili convergenze politiche su Roma e a livello nazionale.

L’incontro avviene, si svolge molto piacevolmente e ho anche occasione di conoscere e apprezzare Cristiano Aresu, Dario Di Francesco, Angelo Battaglia ed altre persone.

Nelle settimane e nei mesi successivi, ci impegniamo tutti insieme per Rinascimento e soprattutto per la Lista “Rinascimento-Cambiamo Roma”, dal momento che la partita politica nella Capitale si presenta come decisiva anche per il futuro nazionale del partito.

Informandomi sullo statuto attuale di Rinascimento, vengo a sapere, caro Vittorio, che qualcuno ipotizza anche che tu tale documento non l’abbia mai letto e ti sia limitato a firmarlo distrattamente. Soprattutto, vengo a conoscenza del fatto che si tratta di uno statuto più adatto ad una ditta privata e/o ad una associazione oligarchica, postdemocratica e illiberale che non ad un soggetto politico che abbia l’ambizione di definirsi “partito” democratico e liberale, candidato a fondare una Terza Repubblica nel segno della bellezza e della rigenerazione civica degli italiani.

Preso atto di tutto ciò, faccio presente ad Aresu, Di Francesco, Delle Monache e Battaglia che provvisoriamente lo pseudo-statuto di Rinascimento poteva anche essere mantenuto, ma dopo le elezioni romane avrebbe dovuto essere modificato, tesserando i cittadini interessati a partecipare a questo progetto, celebrando un congresso di partito e provvedendo ad eleggerne i dirigenti, i quali avrebbero dovuto essere i rappresentanti apicali dei tesserati, non i “padrini/padroni” di un comitato elettorale gestito appunto su base padronale e che si finge un partito, ma al momento non lo è di certo.

D’altra parte, mi premuro di sottolineare che sarei stato il primo ad appoggiare una Lista congressuale che fotografasse gli attuali assetti dirigenziali, in riconoscimento del lavoro da tutti voi svolto sin qui. Immaginavo, cioè, di sostenere insieme a voi una Lista (sottoposta democraticamente al voto dei congressisti) che eleggesse Vittorio Sgarbi Presidente, Cristiano Aresu Segretario nazionale e Dario Di Francesco, Antonello Delle Monache, Angelo Battaglia ed altri quali membri di un Collegio di Presidenza o Direttivo nazionale, con incarichi apicali in termini di organizzazione e supervisione dei vari processi esecutivi.

E il sottoscritto?

Vi rammento che sono già Presidente del Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com ), Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com ), Sovrano Gran Commendatore e Patriarca del Rito Europeo Universale e leader di altri network sovranazionali di cui non ritengo necessario parlare in questa sede. Non ho bisogno di e non ho mai avuto intenzione di avere uno spazio o un “appartamento” (per usare il linguaggio “proprietario” maldestramente usato da Cristiano Aresu ) “dentro” Rinascimento. Non mi candido mai ad alcunché, in alcun contesto, che non sia la posizione numero 1. Ma tale posizione, in Rinascimento, è giusto e opportuno che sia occupata da Vittorio Sgarbi. Non competo per le seconde posizioni, lo ripeto. Semmai, mi ero riproposto di “essere il migliore amico, il migliore compagno di strada” di Rinascimento e di tutti voi: Vittorio, Cristiano, Dario, Antonello, Angelo, ecc. Era mia intenzione aiutarvi a costruire un vero partito, orientato sia all’interno che all’esterno in senso democratico e social-liberale. Avrei magari esortato diversi amici rooseveltiani (e non) a tesserarsi e alcuni di loro- decidendolo insieme a voi- avrebbero potuto affiancarvi in una Lista congressuale che fosse andata a candidarsi per un Collegio di Presidenza o Direttivo nazionale debitamente eletto, legittimato e dunque rafforzato dalla base dei tesserati. Questo vi ho sempre comunicato schiettamente e lealmente in privato e in pubblico, ribadendolo anche alla riunione di venerdì 22 ottobre 2021.

Ma nel corso e a margine di quella riunione- senza vergogna o pudore alcuno- mi è stato spiegato che non era opportuno modificare lo statuto di Rinascimento in senso pluralistico e democratico, perché altrimenti Tu, Vittorio Sgarbi, avresti potuto candidare/includere/sostenere per una posizione nel Direttivo o Consiglio di Presidenza altri tuoi “cortigiani”, invisi a coloro che attualmente sono menzionati come “padroni” dello pseudopartito nello statuto vigente.

Soprattutto, nella riunione di venerdì 22 ottobre è stata scandalosamente enunciata una concezione “proprietaria” di Rinascimento e del suo funzionamento interno, mille miglia lontana da una vocazione autenticamente democratica e liberale.

E alle mie proteste per una impostazione simile è stato contrapposto un dogmatico muro di gomma, sostenendo che si potrà modificare lo statuto dopo il 2023, ad elezioni nazionali avvenute e dopo che Rinascimento abbia eletto dei rappresentanti in Parlamento.

Mi sono allora permesso di osservare che, con questi presupposti assai poco congruenti, accattivanti e incisivi nel convincere potenziali sostenitori e cittadini simpatizzanti/votanti, Rinascimento non eleggerà mai alcun rappresentante né alle prossime elezioni regionali né, tantomeno, a quelle parlamentari.

E ho dovuto rammentare- al fine di non ripeterli in futuro- i molti errori commessi durante le recenti elezioni comunali romane. Quali errori? Eccone un sintetico elenco.

A)Nonostante fosse fondamentale implementare una squadra di rappresentanti di lista capillare e quasi militarizzata per difendere e non far annullare tutti i voti e le preferenze espresse in favore della “Lista Rinascimento Sgarbi-Cambiamo Roma” presso i vari seggi elettorali, non solo tale squadra non è stata organizzata, con la motivazione postuma che non c’erano abbastanza risorse umane, ma nemmeno si è condiviso ex ante il problema, invitando i vari dirigenti e candidati a reperirle, tali risorse umane, e/o ad autotassarsi per assoldarne alcune all’uopo.
B) Addirittura, con colpevole noncuranza e sciatteria, è stata annullata in extremis una riunione con tutti i candidati ai vari municipi, che avrebbe costituito il giusto punto di partenza per mobilitare qualche centinaio di persone nella “squadra” di cui sopra.
C) Nonostante si sia avuto il dono, da parte mia e di Marco Moiso, di una narrazione politico-identitaria e di un “brand” utile a posizionare Rinascimento in termini altamente accattivanti e competitivi alle elezioni amministrative romane e oltre (il lavoro di branding politico messo a punto da Marco vale decine di migliaia di euro, sul mercato ordinario, e invece a voi è stato offerto gratis, con Marco ed altri che ci hanno rimesso anche le spese per viaggi e alcune risorse impiegate), tale opera è stata vanificata completamente, perché non un euro è stato investito nelle iniziative conseguenti. Si è detto che non si è investito perché non c’erano i soldi, perché si sono attesi vanamente i denari promessi da quelli di “Cambiamo Roma”. D’accordo, ma vista la situazione e però anche la necessità di non gettare alle ortiche l’importante lavoro di Marco Moiso (fondamentale per aumentare i suffragi), perché non c’è stata la mobilitazione dei dirigenti, dei candidati e degli amici, al fine di reperire un minimo di risorse, autotassandoci tutti, ciascuno in proporzione alle proprie possibilità?
D) La mancata celebrazione di un congresso di Rinascimento durante la tornata amministrativa di ottobre 2021 ha determinato e determina un grave deficit democratico interno, ha privato il partito di una strategica cassa di risonanza (saremmo stati l’unico partito a celebrare un congresso contemporaneo alla consultazione elettorale e questo avrebbe garantito visibilità e apprezzamento pubblici) e anche di risorse, perché il tesseramento avrebbe potuto procurare i denari necessari ad un minimo di vera propaganda pubblicitaria.

Come riscontro (ingrato e stralunato) a tali critiche (doverose, utili e costruttive), mi sono sentito anche dire che non avrei mantenuto per intero alcune promesse di sostegno elettorale.

In realtà, nonostante tutti i gravissimi errori menzionati sopra, la “Lista Rinascimento Sgarbi-Cambiamo Roma” ha raccolto formalmente circa il 2% dei voti a Roma e, stando alle risultanze di una denuncia depositata in Procura e di ulteriori analisi ufficiali/istituzionali, la medesima Lista ha probabilmente superato la soglia del 3% necessaria ad entrare in Consiglio comunale, ma dei clamorosi brogli hanno alterato sin qui le risultanze elettorali: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/13/elezioni-roma-un-candidato-della-lista-di-vittorio-sgarbi-denuncia-presunti-brogli-dispersi-fra-gli-8-e-9mila-voti/6353255/ e https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/come-mai-roma-ci-sono-cosi-tante-schede-senza-nomi-ne-287242.htm .

Ebbene, posso affermare senza tema di smentita che più della metà del risultato complessivo in termini di voti della “Lista Rinascimento Sgarbi” è dovuta all’intervento diretto e indiretto del sottoscritto. Altro che aver fatto promesse politico-elettorali non mantenute. Le promesse non mantenute sono quelle di chi cianciava di risultati al 6% e però contemporaneamente non si curava di organizzare un minimo di campagna pubblicitaria per il voto d’opinione e soprattutto non organizzava una squadra capillare di rappresentanti di lista per evitare/ prevenire brogli elettorali.

Invece, il sottoscritto ha anzitutto individuato e messo a disposizione alcuni candidati di pregio (più altri soggetti non candidati, ma che hanno dato comunque una buona mano all’impresa comune), i quali hanno raccolto voti e preferenze cospicue, al netto dei brogli che hanno sin qui alterato il calcolo reale delle preferenze.

Da due dei candidati da me prescelti e coinvolti- Franco Deiana e Alessandro Balli- sono anche pervenute a Rinascimento alcune migliaia di euro che hanno procurato l’unico straccio di campagna elettorale pubblicitaria in favore della Lista (con cartelloni, volantinaggio e altre modalità), anche se Balli e Deiana non hanno avuto alcun reale ritorno personale in termini di preferenze, perché i materiali pubblicitari dicevano di votare Rinascimento (e Sgarbi e Michetti), ma non è esistita una squadra di rappresentanti di lista in grado di far trasferire il grosso dei voti “detto Sgarbi” a Deiana e quelli “detto Michetti” a Balli, come pure sul piano giuridico sarebbe stato legittimo fare. Tali voti, semmai, sono andati direttamente e unicamente alla Lista.

Sommessamente, senza troppi clamori, nel back-office, anch’io ho utilizzato risorse personali e del MR per propiziare in vari modi- prescindendo dai candidati di cui sopra- un aumento dei voti in favore di Rinascimento, entità del tutto sconosciuta in quanto tale alla comunicazione mediatica mainstream, che ha continuato a parlare talora di una non meglio precisata “Lista di Sgarbi”, ma ha sostanzialmente ignorato quello pseudopartito di cui qualcuno ostenta una inutile quanto inelegante “proprietà”, in luogo di trasformare il tutto in un cantiere democratico, popolare, pluralistico e aperto alla partecipazione attiva e diffusa di tutti i suoi costruttori.

Se poi il riferimento alle mie presunte promesse non mantenute fosse relativo agli amici fraterni che controllavano più della metà dei voti andati a Calenda al primo turno e che io avrei potuto convincere a dirottare su Michetti al secondo turno, allora vorrei osservare quanto segue. Ho offerto quei voti a Michetti, ma a precise quanto limpide e leali condizioni. Ho chiesto che Michetti svolgesse una campagna di ballottaggio negli ultimi giorni sempre in compagnia di Sgarbi, Matone (e Bertolaso), tenendo sullo sfondo (e non in prima linea) i vari partiti e presentandosi come il leader di un tridente (poi quadrumvirato) civico. Ho segnalato la necessità di partecipare ad un evento (che avevo predisposto io, punto per punto, mediante amici) con i proprietari di varie discoteche e locali notturni e vari organizzatori artistici, i quali potevano spostare molti voti tra gli indecisi e i centro-sinistrorsi. Ho chiesto di puntare molto, negli ultimi giorni, sul tema di una Roma città aperta, vitale e coinvolgente h24 in termini di intrattenimento, cultura, musica, arte e consumi, valorizzando il tutto con riferimenti precisi ad un Assessorato alla Romanità e ad una moneta locale complementare. Ho invitato Michetti per un colloquio stringente e urgente su questi temi 8 giorni prima del ballottaggio. Enrico Michetti e la Valentina Romani dapprima hanno accettato di venire a casa mia alle ore 20 di sabato 9 ottobre per parlare di tutto ciò, poi, saputo che aveva chiesto di presenziare anche Dario Di Francesco, hanno annullato la disponibilità. Poco dopo, hanno ribadito tale disponibilità (ma sempre a patto che non ci fosse Dario), salvo rilanciare con un invito allo studio di Michetti, in Via Nicotera, alle 19:30. E a quel punto sono stato io a declinare l’invito, anche perché non mi era piaciuta l’esclusione di Dario e non apprezzavo la richiesta che fossi io a dovermi spostare per qualcosa che era anzitutto nell’interesse di Enrico (e poi si è visto quanto lo fosse e quanto costui abbia sbagliato tutto lo sbagliabile). Tuttavia, ho rinnovato un invito per il giorno dopo, domenica 10 ottobre, che Michetti non ha raccolto. In tali condizioni, ovviamente, mi sono astenuto dal cercare di dirottare i voti dei miei amici fraterni “calendiani” su un candidato sindaco così irriguardoso e poco lungimirante.

Tutto ciò premesso, caro Vittorio e cari amici tutti che gravitate intorno a Rinascimento, io rinnovo il mio invito a rimboccarci le mani insieme per “rifondare” questo partito, dargli un nuovo statuto limpido, ben articolato e democratico, che implichi il tesseramento dei suoi attivisti, un congresso, l’elezione a tutti i livelli dei suoi rappresentanti/responsabili. Contestualmente, rilancio la mia volontà politica (mia e di tutti gli amici che coinvolgerò in questa affascinante operazione) di sostenere una Lista congressuale che elegga Vittorio Sgarbi Presidente, Cristiano Aresu Segretario nazionale e Dario Di Francesco, Antonello Delle Monache, Angelo Battaglia ed altri quali membri di un Collegio di Presidenza o Direttivo nazionale, con incarichi apicali di vario genere.

Ma in assenza di un metodo politico lungimirante, coinvolgente e motivante (tesserare la gente, fare i congressi, dar vita ad un vero partito, “pesante e democratico”, serve a motivare tutti e ciascuno e a superare anche le contingenti sconfitte senza dissolversi nel nulla), non avendo da offrire nemmeno future poltrone sicure in Consigli comunali e regionali, in Parlamento o in altre sedi istituzionali- perché Rinascimento rischia di rompersi il collo a qualsivoglia prossima tornata elettorale, se non cambia metodologia operativa- capirete bene che il sottoscritto non possa prolungare oltre il suo impegno accanto a voi.

Anche perché credo che uno degli obiettivi prioritari di tutti i “rinascimentali” dovrebbe essere quello di sostenere finalmente in modo risolutivo e concretizzante le legittime ambizioni ministeriali di Vittorio Sgarbi, un uomo, un intellettuale e un politico che sin qui la Repubblica italiana ha ampiamente sotto-utilizzato, a scapito dell’interesse collettivo.

In un Paese normale, un qualsivoglia governo di centrodestra, di centrosinistra o “tecnico” avrebbe dovuto da tempo cooptare come Ministro dei Beni Culturali Vittorio Sgarbi. Ciò, anzitutto nell’interesse del Sistema Italia, del suo patrimonio turistico, artistico e culturale (da valorizzare al meglio sul piano economico-industriale) e della cittadinanza tutta.

Ma tu, caro Vittorio, avesti modo di spiegarmi bene un dato di fatto, del quale sono pienamente convinto anch’io. Senza una forza politico-partitica autonoma, autorevole e indipendente che ti sostenga e che mandi in Parlamento un gruppo adeguatamente nutrito di senatori e deputati, gli “altri” continueranno a sotto-utilizzarti e a misconoscere la risorsa eccellente che tu potresti rappresentare per le Istituzioni e il governo del patrimonio culturale italiano.

Ecco perché serviva costruire adeguatamente un partito forte, di cui tu fossi il leader e la “punta di diamante”, ma che avesse abbastanza dignità, solidità e articolazione interna ed esterna da darti vero sostegno e linfa politica, invece di rimanere una fragile appendice del tuo carisma personale, per di più una appendice gestita con metodologia cortigiana e postdemocratica.

Ecco perché occorreva ed occorre, prima o poi, fondare o rifondare, con il nome di Rinascimento, un vero partito “pesante”, in stile “Prima Repubblica”, che non solo abbia in te il leader carismatico, ma anche il presidente democraticamente eletto da un congresso di liberi forti e fieri, affezionati al comune progetto politico in modo sostanziale e non contingente, per ragioni e valori nobili e limpidi e non con moventi opportunistici e camaleontici.

Se invece anche tu, Vittorio, vuoi accontentarti del Rinascimento attuale, con il suo pseudo statuto postdemocratico (che forse nemmeno hai letto con attenzione), allora io per il momento passo e mi fermo qui, in attesa di vostri salutari ripensamenti.

Non trattengo alcuno, comunque, tra coloro che a suo tempo ho avvicinato e/o candidato con Rinascimento. Se c’è chi ha così poca dignità umana e vocazione democratica da voler sottostare ad un comitato elettorale (gestito con piglio autoritario e padronale) che si spaccia per partito, si accomodi. Di certo, il metapartitico Movimento Roosevelt da me presieduto offre ai suoi soci e rappresentanti vecchi e nuovi (che saranno convocati in Assemblea Generale il prossimo 22 gennaio 2022: per partecipare basta sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione con pochi click qui: https://blog.movimentoroosevelt.com/iscriviti-o-rinnova.html ) un dialogo in corso anche con altre forze politiche partitiche (strutturate, vere e non aleatorie) di centrodestra e centrosinistra (senza contare i fraterni amici che ho scoperto di avere nei dintorni di “Azione” di Carlo Calenda), onde valutare l’opportunità di candidare dei rooseveltiani alle prossime elezioni regionali e parlamentari e/o comunque di collaborare su obiettivi di utilità collettiva.

Roma, 2 novembre 2021.

Gioele Magaldi (in veste di Presidente del Movimento Roosevelt: www.movimentoroosevelt.com )

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