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Magaldi: purtroppo non ci libereremo tanto presto di Conte, quella di Renzi è solo una manfrina per partecipare alla "tavolata" del Recovery Fund

Il presidente del Movimento Roosevelt: e' una favola la voce secondo cui l'ostruzionismo renziano sarebbe ispirato da Biden, anche perché il mediocre "avvocato del popolo" è solo un docile esecutore degli ordini dei poteri superiori, di qualunque segno essi siano

«E' destituita di ogni fondamento la voce secondo la quale ci sarebbe l'eventuale elezione di Joe Biden, alla Casa Bianca, dietro l'improvvisa offensiva di Matteo Renzi nei confronti di Giuseppe Conte». Lo afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt nonché osservatore privilegiato della politica italiana e internazionale, grazie alla sua militanza nei circuiti massonici sovranazionali di segno progressista. «Conte non è particolarmente legato a Trump, così come non è legato a nessun altro. Insignificante com'è, non è certo un problema, per Biden: è solo un mediocre, docile esecutore degli ordini di qualunque vero potente che lo incoraggi a restare dov'è, continuando a operare come ha fatto finora, cioè male, visto che si è limitato a servire gli interessi di poteri superiori». Quanto a Renzi, il suo ostruzionismo polemico (spinto fino alla minaccia di far cadere il governo) per Magaldi non è che un fuoco di paglia: «L'unico obiettivo di Renzi è quello di potersi sedere in posizione privilegiata alla "tavolata" che si spartirà i 209 miliardi del Recovery Fund».



Purtroppo, aggiunge Magaldi, data la qualità imbarazzante dell'offerta politica italiana, il paese non riuscirà a liberarsi tanto presto, del pessimo Giuseppe Conte. «Se non altro, col passare dei mesi e l'aggravarsi della crisi, gli italiani - che hanno già cominciato a cessare di avere fiducia in Conte - capiranno sempre di più qual è la reale consistenza di questo primo ministro, e scopriranno che non lavora affatto per il bene dell'Italia». Magaldi denuncia, nelle retrovie dell'esecutivo, la presenza di un "partito cinese", trasversale, che inasprisce il rigore dell'emergenza-Covid, favorisce gli interessi egemonici di Pechino e indebolisce costantemente l'Italia, anche a beneficio dei maggiori player dell'Ue franco-tedesca (l'asse di potere a cui Conte si genuflette ad ogni occasione). Il paese, per il leader "rooseveltiano", è finito in una morsa: «Il governo Conte ha finto di scambiare il coronavirus per l'Ebola, provocando danni irreparabili al tessuto socio-economico italiano: un disastro che andrà fermato dalla mobilitazione dei cittadini, che dovranno imparare a battersi per riconquistare libertà e democrazia».

Rispetto alle incognite del convulso esito delle presidenziali americane, Magaldi ribadisce le proprie convinzioni: «Dopo l'ultima sentenza della Corte Suprema, che ha negato al Texas e ad altri 17 Stati la possibilità di contestare le modalità elettorali scelte dagli Stati accusati di aver favorito Biden, sembrano davvero ridursi al lumicino le residue speranze di Trump di ribaltare il risultato». Magaldi solidarizza con Trump: «Ha subito un'inaudita campagna di demonizzazione, dai parte dei grandi media, e ha giustamente rimproverato il ministro della giustizia, William Barr, per non averlo informato per tempo delle indagini in corso sul figlio di Biden, accusato di una brutta storia di corruzione». Al tempo stesso, Magaldi prende le distanze dai "fan" che pretenderebbero che Trump ricorresse alle "maniere forti" (legge marziale) contro i responsabili degli eventuali brogli: «Trump agisce in modo legalitario, da presidente ancora in carica di un grande paese democratico: sa che, se i brogli ci sono stati - e se sono stati decisivi, contro di lui - tutto questo andrà provato, a livello giudiziario».

 
Per il momento, è meglio «metterlo da parte, il veleno, e trasformarlo in farmaco», già pensando alle presidenziali 2024, magari impegnandosi direttamente nel sistema-media e creando le condizioni per un clamoroso "ticket" con Robert Kennedy Junior, che potrebbe spazzare via gli equivoci di un establishment che da decenni ripropone la falsa dicotomia destra-sinistra». Il giudizio di Magaldi su Trump resta invariato: «E' stato un ottimo presidente e meritava la riconferma: l'avrebbe avuta, non fosse stato per lo sconquasso anche economico provocato dal Covid». Avverte però Magaldi: «Lo stesso Biden, prima ancora delle elezioni, ha sottoscritto un patto riservato: si è impegnato infatti a non smentire la politica estera varata da Trump, specie nei confronti della Cina». Come dire: «E' bene evitare conclusioni affrettate, perché la realtà è sempre molto più complessa e sfumata di quanto possa apparire».

Fonte: Gioele Magaldi Racconta, su YouTube il 14 dicembre 2020

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