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Magaldi: class action contro la censura di Facebook, e domani tribunali speciali per chi ha organizzato la strage Covid basata sul terrore e sullo "stato di guerra"

 
Il presidente del Movimento Roosevelt: rivolta contro il bavaglio e contro il regime autoritario che sta devastando l'Italia anche grazie all'arrendevolezza di troppi italiani, disposti persino a subire un "Natale del Diavolo", che disgrega l'unità delle famiglie

 

«Saranno tribunali speciali, un giorno non lontano, a processare i veri responsabili della strage Covid, organizzata terrorizzando la popolazione, sospendendo la libertà con l'introduzione dello "stato di guerra" e cessando di curare in modo adeguato i pazienti gravi, affetti da altre patologie». E' durissimo, Gioele Magaldi, nel prendere nota dell'ennesima "previsione" apocalittica del ministro Roberto Speranza e del suo consulente Walter Ricciardi. Aggiunge il presidente del Movimento Roosevelt: «I registi di questa crisi, progettata dall'oligarchia massonica mondiale per comprimere libertà e democrazia con l'alibi dell'emergenza sanitaria, possono godersi gli ultimi scampoli di questo loro strapotere: saranno spazzati via e giudicati severamente per quello che hanno fatto».

Esponente del circuito massonico progressista internazionale, l'autore del bestseller "Massoni" (Chiarelettere, 2014) punta il dito anche contro la censura operata da Facebook, che ha preso a oscurare post critici nei confronti della gestione Covid e in particolare dei vaccini che si vorrebbero imporre. «Non credano, costoro, di poter calpestare la libertà di espressione: sfideremo in tribunale Facebook Italia». Magaldi annuncia «una class action, coordinata dal Sostegno Legale del Movimento Roosevelt: inviteremo a parteciparvi tutti gli utenti che sono stati danneggiati dall'inaudito "bavaglio" imposto dal social media, che si crede al di sopra della legge». Rincara la dose Magaldi: «Non pensino, i gestori del social, di poter incolpare l'automatismo degli algoritmi: so benissimo che gli stessi algoritmi sono progettati da "fratelli" che hanno un'identità precisa». Chiara l'allusione a massoni "rinnegati", sospettati di manipolare il social network.


Magaldi annuncia una battaglia destinata a fare rumore: presto, dice, fornirà dettagli anche «sulla reale identità di Mark Zuckerberg», che definisce «presunto fondatore di Facebook», lasciando intuire il ruolo di una certa intelligence e di precisi circoli massonico-reazionari alle spalle del social media. «Ma l'avete visto, Zuckerberg, sottoposto a interrogatorio, negli Usa? Sembrava un pulcino bagnato, non certo il formidabile genio che l'immagine fornita dai media gli ha cucito addosso». Aggiunge Magaldi: anche la censura di Facebook, «inaccettabile in un paese democratico», fa parte del piano neo-aristocratico che è alle spalle dello stesso Covid: «Non si era mai visto, nella storia dell'umanità, che il mondo potesse essere fermato da un virus influenzale». L'obiettivo finale sarebbe il cosiddetto "Great Reset", cioè «la trasformazione della popolazione in una massa impaurita e sottomessa, privata anche della sua libertà economica».

Magaldi non fa sconti neppure agli italiani: «Proprio la loro arrendevolezza di fronte ai diktat di Conte - i lockdown, il coprifuoco, le zone rosse - incoraggerà i gestori dell'emergenza nel varare restrizioni sempre peggiori: e se non basterà il Covid, vedrete che avremo presto a che fare con un altro virus». Il leader "rooseveltiano" invita apertamente alla ribellione: «I cittadini devono capire che devono fare resistenza adesso, ogni giorno, contro gli abusi del governo: solo così sarà possibile smascherare i malscalzoni al potere, che agiscono obbedendo a un disegno che punta a far precipitare l'intero Occidente in una condizione dittatoriale, come quella della Cina». Pessima idea, poi, «quella di "negare" agli italiani anche il Natale, con le grottesche restrizioni ulteriormente imposte per privare le famiglie del piacere di un abbraccio, persino nel giorno più sacro per i cattolici. Quello del 2020 sarà un "Natale del Diavolo", disgregatore di una società spaventata e ridotta al silenzio».

Magaldi si rammarica della latitanza assoluta del Vaticano, che non ha fiatato neppure di fronte al divieto di celebrare la tradizionale messa di mezzanotte: «Dov'è finito, l'eroismo dei cristiani che un tempo non temevano di farsi sbranare dai leoni? Quei coraggiosi non tremavano - aggiunge Magaldi - perché credevano nell'insegnamento di Cristo, e cioè a non avere paura della morte. E adesso i loro eredi se la fanno sotto anche solo per un'influenza o per una multa? Ma che razza di cristiani sono?». Deludente, per Magaldi, anche l'iniziativa del centrodestra, che spera di strappare a Conte almeno la concessione, per il giorno di Natale, della minima libertà di movimento tra Comuni limitrofi. «Sembra una richiesta formulata da criceti e rivolta ad altri criceti, a cui basta allargare un po' le dimensioni della gabbia».

Ci vuole ben altro, secondo Magaldi, per uscire da questo incubo: «Ci aspettano tre anni di resistenza e durissime battaglie, che apriranno gli occhi a chi ancora non ha capito in quale trappola siamo finiti, grazie a un alibi subdolo come quello della cosiddetta pandemia». Dal canto suo, il Movimento Roosevelt annuncia per il 17 febbraio 2021 il debutto "rivoluzionario", a Roma, della Milizia Rooseveltiana: «Sfideremo in modo plateale il potere abusivo di questi cialtroni, e lo faremo nell'anniversario della morte di Giordano Bruno, arso vivo sul rogo per aver risvegliato la coscienza del mondo, nel nome di quella libertà che oggi i "signori del Covid" vorrebbero toglierci». E intanto, gli avvocati "rooseveltiani" metteranno nel mirino Facebook: «Porteremo alla sbarra il social network, convinti di ottenere giustizia: siamo in Italia, e non consentiamo a nessuno di calpestare la legge, per impedire che emerga tutta la verità sulla scandalosa gestione dell'emergenza Covid».

 
Fonte: Gioele Magaldi Racconta, su YouTube il 7 dicembre 2020

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