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Magaldi: l'emergenza non e' finita, in autunno verranno al pettine i nodi del disastro economico provocato dalla pessima gestione dell'allarme sanitario Covid

Il presidente del Movimento Roosevelt: a giorni l'ultimatum a Conte con le nostre proposte salva-Italia, ma neppure l'opposizione ha saputo immaginare un piano alternativo

«L'emergenza coronavirus non è mai cessata: ieri c'era un'emergenza sanitaria, e adesso c'è un'emergenza che è economica e sociale. Ce ne accorgeremo proprio a settembre: molti nodi verranno al pettine e ci sarà il baratro, per molti. Diventeranno lampanti i disastri che la cattiva gestione e la mancata reazione del governo provocherà, nella società e nell'economia italiana». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, accusa l'esecutivo guidato da Conte: «Troppe famiglie, lavoratori, aziende ed esercizi sono ancora appesi a decisioni che non vengono prese. C'è un menare il can per l'aia, del governo e anche delle opposizioni: litigano e cazzeggiano. Gli uni (al governo) sono del tutto inefficaci, ma non è ben chiaro cosa farebbero al loro posto gli altri, che stanno all'opposizione: non hanno strutturato una vera proposta alternativa per l'Italia». Magaldi li invita entrambi a guardarsi dentro e interrogarsi: «Molti dovrebbero "andare in pensione", altri dovrebbero avere la forza e l'immaginazione per configurare un progetto, di qui a pochi giorni, e per i prossimi anni».


Magaldi annuncia che in settimana sarà pronto l'ultimatum, illustrato anche in un video, che il Movimento Roosevelt rivolgerà al governo: «La nostra non è una provocazione arrogante: si tratta di un pacchetto di proposte di buon senso, applicabili subito», precisa il leader "rooseveltiano". Conte e i suoi ministri avranno tre mesi di tempo per valutarle: l'ultimatum scadrà in occasione dell'election-day del 20-21 settembre. «Se saranno soddisfatte le esigenze minime degli italiani ne prenderemo atto e ringrazieremo il governo», assicura Magaldi: «In una prospettiva laica come la nostra non ci sono nemici, né antagonisti o pregiudizi: se Conte e i suoi ministri, da quei brocchi che hanno mostrato di essere sinora, dimostrassero di diventare dei purosangue, a partire da settembre, mi toglierei il cappello e ne sarei felice, come cittadino italiano e come europeo». Certo, aggiunge Magaldi, «c'è la "legittima suspicione" che così non sarà: e allora - avverte - in quel caso ci sarà il debutto della Milizia Rooseveltiana il 5 ottobre, nell'anniversario della data fatidica del 1789 in cui le donne della Rivoluzione Francese marciarono su Versailles, per chiedere al Re perché mai non volesse sottoscrivere la nuova Costituzione».

 
Se Conte e i suoi dovessero ignorare il Movimento Roosevelt, prosegue Magaldi, «inizieremo a costituirci come spina nel fianco, con azioni di piazza reiterate, per chiedere conto del mancato recepimento della nostre richieste». Attenzione: saranno proposte ragionevoli, «che qualunque governo (di centrodestra o di centrosinistra) avrebbe già dovuto attuare, come "minimo sindacale", per ristorare gli italiani dopo la crisi innescata dal lockdown». Magaldi critica l'intera classe politica italiana: «Rispecchia perfettamente la mediocrità complessiva della stessa classe politica europea, che non è all'altezza della situazione: troppi cincischiamenti, al di là dell'azione benemerita di Christine Lagarde, contro ogni previsione (salvo la mia)». Verso l'Italia «solo parole, passi indietro e traccheggiamenti odiosamente studiati: quando era forte la pressione mediatica sul lockdown e sull'emergenza sanitaria strombazzata si parlava del dovere dell'Europa di intervenire subito, e invece stiamo ancora discutendo sul Recovery Fund e ci stiamo accorgendo che nessun denaro verrà dato con spirito solidaristico e risolutivo». Ed è inaccettabile, vista la situazione, «concedere denaro in prestito, vincolato alle solite condizionalità - poco importa che si tratti del Mes o di altro».


Quest'anno - conclude Magaldi - il bilancio è sin qui molto negativo, perché si è persa anche la grande opportunità (generata proprio dal coronavirus) di attuare un rivoluzionario cambio di paradigma, archiviando gli ultimi disastrosi decenni di austerity. «La mia previsione però non è catastrofica», sottolinea il presidente del Movimento Roosevelt, esponente italiano del circuito massonico progressista sovranazionale: «Io continuo a rilanciare l'ottimismo della volontà - che ora però deve diventare anche ottimismo "del fare"». Si tratta di scendere in campo: «I massoni progressisti operano dietro le quinte, mentre il Movimento Roosevelt opera davanti alle quinte». Un appello: «Operino, tutti i cittadini, aderendo a strumenti di azione politica», evitando «i soliti piagnistei complottistico-apocalittici, cioè il "pastone" di "alternativi" che non ha mai prodotto nulla, in questi anni, e continuerà a non produrre niente». Se si vuole ribaltare la situazione e uscire dalla crisi, ribadisce Magaldi, «occorre iniziare dalle cose che si possono fare già domani: e questo è l'unico cammino serio che il Movimento Roosevelt vuole intraprendere».

 
Fonte: Gioele Magaldi Racconta, su YouTube il 29 giugno 2020

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