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Il Presidente del Movimento Roosevelt - Gioele Magaldi - nella sua “Riflessione pubblica all'attenzione di Virginia Raggi (Sindaca di Roma), Daniele Frongia (Vicesindaco), Beppe Grillo (ispiratore, fondatore e padre nobile del Movimento 5 Stelle) e di tutti i pentastellati che abbiano a cuore la sorte di Roma e dell'Italia”, scrive: «C'è una vicenda più importante di quanto non si creda, in ballo in questi giorni e in queste ore.

E dire che, comunque, in tanti hanno capito che si tratta di una cosa importante: di qui gli articoli del Corriere della Sera, di Repubblica, del Messaggero, di Affari Italiani, ecc., che hanno parlato di Nino Galloni come dirigente del Movimento Roosevelt in pole position per diventare Assessore (in un ruolo cruciale: Bilancio e dintorni...) di Roma Capitale.

Mettere il rooseveltiano e keynesiano Nino Galloni a fare l'Assessore di Roma Capitale “con ampi poteri e parecchie deleghe” significherebbe mettere un Cavallo di Troia dentro il paradigma funesto dell'Austerity che da anni martirizza l'Italia e i suoi comuni con assurdi vincoli di bilancio e con il famigerato Patto di stabilità, che sarebbe meglio chiamare “Patto di morte e consunzione per i cittadini”...

Ma Virginia Raggi e Daniele Frongia ancora non hanno deciso,perché stavolta la decisione avrebbe conseguenze epocali, anche sul futuro del M5S nazionale.

Scegliere Nino Galloni significherebbe fare di Roma il trampolino di lancio per una vera rivoluzione politico-economica in grado di estendersi a tutta la Penisola.

Ma significherebbe anche riconoscere - come sarebbe normale fare, del resto - che non ci si può candidare a governare Roma o l'Italia senza un progetto strutturato e coerente.

Un progetto visionario (come certo è stato quello di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: onore al merito), ma anche coerente, in grado di convincere governando, oltre che di vincere per demerito altrui, salvo poi rimanere paralizzati per carenza di un paradigna efficace da attuare.

Non bastano l'onestà e la trasparenza, per governare una grande città o un grande Paese.

Non bastano i proclami e le denunce contro le altrui carenze e l'altrui corruzione.

E non basta nemmeno il progetto della decrescita (in)felice.

L' unica Via in grado di risollevare le sorti di Roma, dell'Italia e persino dell'Europa è quella incardinata nella tradizione keynesiana e rooseveltiana la cui “rimozione” è stata ed è la causa prima della crisi politico-economica infinita in cui siamo immersi da anni.

C'è chi suggerisce, in queste ore, di fare telefonate a questo o a quello, per "sbloccare" la situazione... per favorire, nel rush finale, la nomina a favore di Galloni.

Ma perché mai dovrei “sbloccare” la situazione?

E chi dice che non sia meglio aspettare... non “bruciare” Nino Galloni come Assessore, nel disastro probabile della Giunta Raggi, e piuttosto tenerlo pronto per il “dopo”, quando si andrà a nuove Elezioni?

Io non ho ancora deciso quale sia l'opzione preferibile.

Peraltro, quello da sciogliere è un nodo che, secondo me, deve essere affrontato su un piano eminentemente pubblico.

Pubblico, senza sotterfugi.

Io non ho fretta.

E Nino Galloni nemmeno.

Il Movimento Roosevelt nel suo complesso non ha né fretta né ansia di ottenere poltrone per le persone che portano avanti i suoi ideali e obiettivi.

Certo, siamo lusingati del fatto che questa vicenda di Nino Galloni in pole-position per un cruciale assessorato nella Capitale d'Italia, conferma che avevamo previsto per filo e per segno quello che sarebbe accaduto a Roma.

Roma ha bisogno di gente come Galloni.

Ne avrebbe bisogno come Sindaco, ma anche come Assessore di peso.

In una Giunta a guida M5S, ma anche con altre maggioranze politiche, una volta che si dovesse rivotare per il Consiglio comunale capitolino.

Virginia Raggi e Daniele Frongia e Beppe Grillo hanno bisogno di gente come Nino Galloni.

Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di gente come Nino Galloni.

Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di alleati generosi, disinteressati e complementari (dunque senza essere conflittuali), come i robusti attivisti del metapartitico Movimento Roosevelt.

Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di abbandonare qualsiasi pulsione settaria e autoreferenziale, cosi come il PD romano e nazionale ha bisogno di capire che molte cose stanno per finire, molte illusioni stanno per essere smascherate e il popolo degli autentici democratici e progressisti non si accontenta più di leader di cartapesta asserviti a poteri occulti sovranazionali.

Per farla breve: a noi del MR, al sottoscritto e a Nino Galloni non interessa un posto in Giunta “per un rooseveltiano” a prescindere.

Anzi.

Se Virginia Raggi, Daniele Frongia, Beppe Grillo, Davide Casaleggio e tutti coloro che hanno voce in capitolo nella vicenda politica M5S a Roma (esclusi quei “big” pentastellati romani e non che hanno in odio la Raggi...) non sono ancora convinti delle limpide proposte politiche keynesiane di Galloni e del MR, si scelgano un altro assessore.

Non stiano a scomodare Galloni.

Se Raggi, Frongia & Company non comprendono sino in fondo il valore inestimabile delle proposte rooseveltiane e galloniane, che sono: moneta complementare e “olimpica”; rigenerazione di tutti gli impianti sportivi romani con infrastrutture annesse; Olimpiadi popolari “di un nuovo tipo”, con atleti anche amatoriali e realizzando eventi decentrati sul territorio laziale, a partire dalle zone terremotate che ne trarrebbero grande beneficio e conforto; decisiva risoluzione del problema “rifiuti”, di quello “trasporti” e della grande questione delle aziende partecipate, mettendo in campo le specifiche proposte e “risorse” rooseveltiane in merito, allora nominino un altro qualsiasi Assessore al Bilancio.

Anche perché Galloni non andrà a fare la “foglia di fico” o “la bella statuina”.

Galloni accetterà l'eventuale nomina solo a certe, precise, condizioni politiche.

Del resto, la previsione che faccio oggi si avvererà al pari di quella che feci/facemmo a suo tempo, quando avevamo proposto una larga Coalizione MR-M5S-progressisti romani a supporto di Nino Galloni Sindaco, con Virginia Raggi Vicesindaco e Daniele Frongia Capo di Gabinetto o Assessore di peso.

All'epoca prevedemmo che il M5S non avrebbe potuto governare la complessità dei problemi di Roma in modo autoreferenziale e settario, rifiutando la nostra collaborazione (peraltro generosa e disinteressata come poche).

La democrazia è fatta di collaborazione e alleanze tra diversi, latori di skills complementari, non di settarismo demonizzante che divida il Mondo in assolutamente “puri” e assolutamente “impuri”.

Adesso la previsione è questa: a meno che la Giunta Raggi non voglia sprofondare nella palude in cui si è messa, trascinando con sè anche tutte le ambizioni nazionali del M5S, prima o poi (se non sarà con questo turno di nomine, avverrà più avanti, quando vi saranno nuove dimissioni e crisi ancora più gravi...) dovrà accogliere nel suo seno Nino Galloni, implementandone le semplici ma risolutive proposte per la rigenerazione rooseveltiana e keynesiana di Roma Capitale.

Noi del MR non abbiamo fretta.

Ma il Popolo romano si...

In ogni caso, un sincero in bocca al lupo alla Giunta di Virginia Raggi, comunque vada.

Qualunque scelta preferisca.

La scelta del Movimento Roosevelt e di Nino Galloni (Vicepresidente e Supervisore economico MR), invece, è obbligata.

Lavoreremo per Roma e per i cittadini romani per mezzo dell' “Osservatorio per un New Deal di Roma Capitale”, sia che Galloni vada a fare l'Assessore, sia che la Giunta Raggi decida di procedere spedita verso il disastro.»


Vincenzo Bellisario

(Articolo del 15 Settembre 2016)
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