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Gli aggiornamenti dalla Francia di Maria ZEI 

ll virus può contagiare quasi tutti, giovani e anziani, ovvero anche l’80% della popolazione; ma i sintomi si manifestano da meno dell’1 per mille fino all’1%. Di questi, in Italia parliamo di 600.000 casi,(altre fonti parlano fino a 1.800.000 casi gravi NdR) il 10% ha bisogno di cure (e sono quelli che dovrebbero emergere al “picco”); quando il governo realizza che non ha 60.000 posti in ospedale e l’incognita è il numero di quelli che morirebbero soffocati senza cure appropriate, scatta l’allarme politico sociale. Ha fatto così, nel giro di pochi giorni, la Germania e la Francia idem. Rallentando il contagio si salvano vite, anche di giovani, ma i tempi della guarigione sono più lunghi di quelli dell’incubazione e del passaggio dai primi sintomi (di tipo influenzale) a quelli specifici, urgenti e gravissimi: quindi si dovrebbe lavorare non solo sul contenimento del contagio (e sull’aumento delle dotazioni ospedaliere), ma anche sul rafforzamento di chi ha sintomi iniziali, onde evitare che il virus passi dalle prime vie aeree ai polmoni. Ma anche tutta la popolazione dev’essere meglio informata non solo delle misure per evitare il contagio (con i suoi aspetti repressivi), ma accompagnata nell’assunzione di vitamine e altro, pratiche alimentari e psicofisiche adeguate. Questo è strategico!
NINO GALLONI

18/03/2020

Aggiornamenti dalla Francia.

La Francia ha schierato l’artiglieria pesante( si fa per dire) : oltre 300 miliardi di garanzie bancarie per i prestiti delle imprese, un fondo con 45 miliardi per aiutare le imprese di tutte le taglie, soprattutto le piccole, le micro ( come gli auto-imprenditori [1]) spesso utilizzati con l’uberizzazione galoppante, ma non solo, anche artigiani, servizi alla persona (benessere del corpo, della mente, commercio internet ecc). Molti mestieri uberizzati sono stati rimessi in riga dalla giustizia [2] anche recentemente [3]. Questo tipo di figure non ha le protezioni necessarie e adatte.  Per esempio in questi tempi di crisi Macron aveva promesso di liberalizzare maggiormente il mercato del lavoro:  più facile licenziare ma più protezioni. Il medef (confindustria francese) non voleva, e quindi la sua flexi-securité [4] e’ rimasta soprattutto flexi ma poco securité. Gi oneri della flessibilità sono rimasti tutti ai lavoratori e poco alle imprese (ed è essere gentili a dir ciò) …

Ma adesso il corona fa la magia e anche i disoccupati e le persone con attività ridotta e cifre d’affari in ribasso (per un tetto massimo di chi guadagnava fino a 1 milione… che intervallo da 0 a 1 millioni di euro… mah) avrà come minimo 1500 euro di aiuti per il mese di marzo e poi si vedrà, potrà anche essere rinnovato.

Poi ieri si parlava anche di nazionalizzazioni ! [5] Ah, sto corona, meglio di una birra, (chiamami P. sarò la tua birra)… ma come si cambia per non morire, diceva una vecchia canzone italiana [6]). Succede anche a livello europeo, basta vedere la Lagarde, recentemente tanto criticata, forse a sproposito.  Gioele Magaldi lo ha ben spiegato [7]; la si può leggere sotto un’altra luce geopolitica. Ma non solo, anche economicamente un interessante intervento spiega bene gli annessi e connessi |8].

Lascio in seguito la parola all’economista Nino Galloni, sia per spiegarci meglio queste politiche della Francia (e/o della Germania) rispetto « alle misurette » italiane e nel contesto europeo delle linee recenti della Lagarde, sia poi per risottolineare che il re è nudo: quante volte abbiamo sentito dire (in Francia, in Italia, in Europa) « i soldi non ci sono » per infrastrutture, servizi … non  ci si può indebitare. E adesso? Allora, ci prendete per i fondelli ?

Diranno: situazione eccezionale Ma la situazione eccezionale lo è anche (e sopratutto) a causa delle politiche disastrose precedenti fino ad ora messe in atto in tutta Europa e a cui Macron è stato ligio fino alla settimana scorsa (come ho sempre sottolineato nei miei articoli)!

E anche se siamo al confino, noi in Francia, come in Italia e in molta parte di Europa, col tempo « liberato » e « forzato » del restare a casa, coi mezzi che abbiamo si possono fare tante cose: leggere, vedere e rivedere bei film/documentari (molte piattaforme, a cominciare da Orang TV danno questa possibilità gratuita, finora pagante. Come cambiano le cose…) approfondire cose di cui non si ha mai il tempo. Ci si può occupare della famiglia in casa, ma anche parlare e interagire via rete con la parte lontana. Se i soldi fossero impiegati per far vivere bene le persone invece delle porcate che ci ha portato fin qui…

Il confino non va bene e non è vivere. Tanti i difetti, complicazioni e disastri che ciò implica su altri piani  e  che verranno fuori (essere confrontati a se stessi o a stretto contatto con la famiglia o in coppia, per un tempo prolungato, può diventare complicato e può anche sfociare in conflitti e violenze nel peggiore dei casi): nessuno potenzialmente potrebbe esserne esente.

Ma non è questo il punto a cui mi interessa puntare l’attenzione. Questi aspetti positivi che ho messo in evidenza (che stanno venendo fuori e continueranno, ragione per cui Ma(mi)cron parlava di cambiare sistema economico) mi  servono solo a dire che per una vita veramente decente, umana e libera veramente (senza paura del domani, con una visibilità anche sul  futuro dei nostri discendenti, con progresso sociale, senza crisi in cui rintanarsi) una volta passata la crisi, i mezzi produttivi e monetari sono in grado, allo stato attuale, di farci lavorare meno, essere più performanti, in forma, occuparci in tante cose che non dovrebbero essere  assolutamente le quotazioni in borsa che variano al nanosecondo, completamente disconnesse dalla vita umana e del pianeta).

Nuovi modelli di società (restiamo « open », come la pubblicità della catena di alberghi Ibis [9]), cominciano a essere discussi sui giornali [10a] e nelle radio. Stamani ne parlavano alla radio [10b] assieme tanti temi importantissimi e di informazione che hanno cominciato a esserci sempre di più trasmessi a vari orari sulle radio del servizio pubblico francese,  Radio France per es).

France Inter, è una delle radio di Radio France, servizio pubblico, che ha un successo enorme, prima radio di Francia [11] che insieme a France Culture ascolto spesso. Radio France nonostante tanti buoni programmi, ascolti e buon servizio pubblico (in caso di crisi France Inter è la radio diffusa dappertutto, passa davanti a tutte le alte in caso di emergenza) ha fatto sciopero per molti mesi [12].Perché? Indovinate? Macron, sempre lungimirante e fino alla settimana scorsa sempre in atteggiamenti distruttori su ciò che è pubblico voleva ristrutturarla e tagliarle i fondi…

Omaggio a questi uomini e donne del servizio pubblico francese (come tanti altri servizi pubblici francesi, senza i quali la Francia non avrebbe potuto mai essere quella che è, e che la tengono ancora con la testa fuori dall’acqua) e a cui vanno tanti applausi, come quelli che in questo periodo si fanno dalle terrazze nelle città i francesi al personale sanitario [13

Da tutte queste mie riflessioni vorrei che Nino Galloni, come economista, ricontestualizzasse il  perché alla fine di tutta ‘sta storia: niente sarà più come prima (e qui Macron, detto Micron, ha ragione nel suo ultimo discorso alla nazione, l’unica volta che gli do’ ragione, per ora, visto che  lui forse è il principale esponente delle facce toste e di bronzo e che fa il contrario di quello che proclama). Noi dobbiamo mobilitarci perché, finita questa crisi, dobbiamo prendere la misura delle cose, trarre vantaggio dalle lezioni apprese, assieme alle altre lezioni della storia (economica, geopolitica, europea, tutti temi di cui discuteremo e  faremo proposte come movimento).

È necessario argomentare in maniera irreprensibile, con proposte adeguate, per non ritrovarsi in una nuova distopia, come il confino che stiamo vivendo in questi giorni. Perché l’economia, la moneta, gli stati siano al servizio del progresso di tutta l’umanità che abita per il momento (e ancora per molto si spera) questo unico e specialissimo bel pianeta.
Maria Zei

1 https://www.portail-autoentrepreneur.fr/academie/gestion-auto-entreprise/embauche-sous-traitance/salariat-deguise

2 https://www.portail-autoentrepreneur.fr/academie/gestion-auto-entreprise/embauche-sous-traitance/salariat-deguise

3 https://www.village-justice.com/articles/les-chauffeurs-uber-auto-entrepreneurs-sont-des-salaries-selon-cour-appel-paris,30456.html

4 https://www.europe1.fr/politique/la-flexi-securite-selon-macron-2896892

5 https://www.francetvinfo.fr/economie/emploi/chomage/coronavirus-la-nationalisation-des-entreprises-est-elle-envisageable_3872583.html

6 https://www.youtube.com/watch?v=nevCM4z6fOY

7 https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/ufficio-stampa/magaldi-crolla-il-dogma-del-rigore-grazie-a-christine-lagarde-con-la-sua-sortita-la-presidente-della-bce-ha-abilmente-stanato-mattarella-la-merkel-e-l-ue.html

8 http://fondazionefeltrinelli.it/lagarde-e-bce-le-opzioni-di-politica-economica-da-mettere-in-campo/

9 https://www.youtube.com/watch?v=GWekExghEV8

10a  https://www.nouvelobs.com/coronavirus-de-wuhan/20200318.OBS26214/edgar-morin-le-confinement-peut-nous-aider-a-commencer-une-detoxification-de-notre-mode-de-vie.html

10b https://www.franceinter.fr/emissions/grand-bien-vous-fasse/grand-bien-vous-fasse-19-mars-2020

11 https://www.radiofrance.fr/

12 https://mediateur.radiofrance.fr/infos/greve-a-radio-france/

13 https://www.ouest-france.fr/sante/virus/coronavirus/video-coronavirus-des-francais-confines-applaudissent-les-soignants-de-leurs-fenetres-6784583

 

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