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(Riflessioni personali a corollario dell'evento promosso dalla sezione MR di Londra "Le nuove frontiere del femminismo", il 25/02/2020)


Quando si parla di Femminismo, si deve parlare necessariamente di "diritti". 

La lotta per i diritti civili delle donne è stata il tema fondante di questo fenomeno, quindi per poter discutere di Femminismo nel 2020 dobbiamo chiederci necessariamente: a che punto siamo?

Secondo diversi sondaggi condotti a livello globale, tra cui questo di Ipsos (1) si evince che c'è un generale riconoscimento che la situazione è migliorata rispetto agli ultimi 25 anni, ma una consapevolezza diffusa che c'è ancora molto da fare in termini di "parità di genere".

Che la gender gap non sia ancora colmata sembra opinione comune a livello globale e, altrettanto globalmente, ai primi posti della classifica delle misure necessarie per colmarla si posizionano la necessità di ulteriore legislazione in termini di prevenzione di abusi e violenze, e misure per garantire la parità retributiva.

Curioso come  siano più uomini che donne, tra gli intervistati, ad esprimere posizioni più critiche in materia di disparità di genere (44% vs 36%).


"Globalmente, si registra un alto livello di ottimismo per il futuro in tema di parità nell’accesso all’istruzione tra uomini e donne. Più cauta invece la posizione quando si tratta di vedere le donne ricoprire ruoli al vertice di aziende o incarichi pubblici e politici.

Le previsioni più pessimiste riguardano la fine delle discriminazioni di genere nel mondo degli affari, governo, politica e responsabilità familiari.

Dato molto interessante è il ruolo attivo degli uomini per colmare il gender gap; sul campione dei 27 Paesi oggetto dello studio, i due terzi delle persone sostengono che non ci potrà essere parità di genere senza il supporto concreto degli uomini. Crolla il grande tabù che vede la cura della casa e dei figli come una prerogativa esclusivamente femminile: a livello globale la tendenza è quella di rifiutare la visione del passato che considerava meno virile un uomo che rimaneva in casa a badare alla famiglia."(2) 

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C'e' ancora molta strada da fare quindi, ma sembra che la rotta tracciata da donne straordinarie come Olympe de Gouges (Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, 1791), Simone de Beauvoir ( 1971 - "Manifesto delle 343 puttane" firmato da 343 fra intellettuali, attrici, e donne comuni che si autodenunciavano per avere fatto ricorso all'aborto), Hannah Arendt e ovviamente le suffraggette, sia ormai stata intrapresa e, con tempo, costanza e determinazione c’è la quasi sicurezza che si potranno raggiungere risultati sempre piu' soddisfacenti.

Che ruolo ricopre quindi, il Femminismo oggi?

Sembra che il termine "Femminismo", ha nel tempo preso una piega particolare, caricandosi di significati non del tutto in linea con la missione originaria. 
Si potrebbe dire forse che il femminismo si è trasformato da movimento in ideologia. 

La stessa Arendt nel suo volume "Le origini del totalitarismo" (1951) definiva, in senso critico, l’ideologia come qualsiasi "logica di un'idea", ovvero un mezzo intellettuale, una forzatura del pensiero che ruota attorno ad una singola idea, all'interno della quale tutta la storia, vista come una successione di fatti, deve per forza (o per convenienza) rientrare.

A partire da questa premessa si può considerare il femminismo, o quantomeno la sua declinazione moderna, come un'ideologia fondata sull'idea di dominazione dell'uomo nei confronti della donna. 

In quest'ottica, e coerentemente alla definizione totalizzante data dalla Arendt, piano piano si è iniziata a riscrivere la storia. 
Esempio eccellente è quello dell’antropologa francese Françoise Héritier che ha proposto la teoria secondo cui il fisico femminile è più minuto di quello maschile perché gli uomini, fin dall'antichità si sarebbero cibati dei pezzi migliori di carne, non lasciando alle compagne le proteine necessarie alla crescita. Altro esempio eclatante riguarda la Caccia alle Streghe, fenomeno descritto ed ormai entrato nella nostra vulgata comune come un olocausto di donne (9 milioni), quando i dati storici raccontano una storia molto diversa. (3)

Questa ideologia funziona ed ha enorme diffusione. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vertiginoso aumento di film, romanzi, documentari ed in generale prodotti culturali e nuovi modelli comportamentali in chiave femminile, dove il mondo è filtrato da una prospettiva femminista, attraverso la lente della dominazione maschile. 
Supereroi femmine, fittizie e reali (come non citare Carola Rakete o Greta) vengono osannate dai media a discapito di un maschile percepito e raccontato in modo sempre più inquietante, perverso e pericoloso. 
L’uomo forte è diventato sinonimo di stupratore. 
patriarcato 966faPerfino il costante bombardamento mediatico sull’emergenza femminicidi in Italia può essere letto, in modo laico e smaliziato, sotto quest’ottica di manipolazione della verità. La definizione ufficiale di femminicidio e' omicidio di una donna "in quanto donna". Nel 2019 il numero totale di omicidi in Italia e' stato di 276. Di questi, 101 hanno visto come vittime delle donne o ragazze. Di questi 101 si possono accertare casi di violenza domestica (85%), omicidi/suicidio, rapine finite male e criminalita' comune (17), omicidi di donne anziane (33,8% delle vittime totali, di cui 41 in ambito familiare). Impossibile accertare quante di queste vittime siano state uccise "in quanto donna". E vale la pena notare che comunque, di 276 vittime di omicidio, la maggioranza erano uomini (175 vs 101).  
Il numero di omicidi (in generale) è calato costantemente negli ultimi 20 anni ed il numero di uomini uccisi resta di molto superiore, rispetto alle donne uccise. Le donne uccise raramente vengono uccise "in quanto donne" e la maggioranza sono vittime di violenza domestica. (4-5)

Sia chiaro, la violenza è una cosa seria, la violenza domestica (responsabile della maggior parte degli omicidi di donne) e' un problema vero e mai, per nessun motivo, si deve abbassare la guardia o smettere di pretendere misure legali, formazione ed educazione più efficaci per la prevenzione e la sicurezza. 
Ma perche' ci vogliono convincere che esiste un'emergenza femminicidio?
Quando gli aridi dati statistici sono così distanti dalla propaganda iper-emotivizzata, è bene riflettere, perché le manipolazioni hanno sempre conseguenze.

Per il "femminismo" moderno, il rapporto base tra uomo e donna è una relazione di forza e potere, tra predatore e preda, che non può risolversi se non attraverso una lotta costante, da parte delle donne, per contrastare (o ribaltare) la situazione. Una tensione costante.

Nei social media si leggono status come :“Se i maschilisti ci vogliono intimidire con gli insulti, perché siamo donne forti e usiamo bene il cervello, noi rispondiamo con un aumento delle nostre forze e competenze. Saremo sempre più unite, più forti e più competenti. Più hai paura di qualcosa, più quel qualcosa ne verrà nutrito e ti annienterà e loro hanno paura di noi.”

Molte espressioni di femminismo moderno, che prendono toni e forme aggressive (si vedano ad esempio certe manifestazioni delle Femen), tendono ad identificare la lotta per l’emancipazione femminile con il rifiuto del maschile. Lo chiamano patriarcato, maschilismo, ma non fanno che esasperare un presunto conflitto, uomini contro donne che, in realtà, se non per singoli casi patologici, non esiste. 
Per fortuna l'immagine del mondo e delle relazioni tra generi che certo femminismo "deviato" vuole mostrare non trova generalmente riscontro nella realtà.

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Non esistono solo rapporti di forza tra i sessi, le avances di un uomo non sono automaticamente sinonimo di molestia.
Esistono anche complicità e gioco, esiste la seduzione, l'eros ed i ruoli e rapporti di potere possono anche essere invertiti. La donna può essere dominatrice e l'uomo sottomesso al potere della seduzione, abilità ed arte che le donne, dall'alba dei tempi, hanno continuato e continuano ad affinare con astuzie e strategie, e non sempre solo a fin di bene.

Quando il “maschile” viene rigettato, paradossalmente sembra che esso debba essere comunque assorbito ed esternato dalle donne stesse. Ed ecco che commenti come quello riportato sopra suonano quasi come se fosse stato un "maschilista" a sciverli. 
Queste “femministe”, spesso ossessionate da questa narrativa distorta, diventano “asessuate”, a volte sessuofobiche o, all’opposto, iper-sessualizzate, e per loro la parità dei diritti si trasforma in uguaglianza tra i sessi. Donne sempre più mascolinizzate che diventano schiave di una lotta per il potere che tanto criticano e che, al maschile, reputano la causa della loro sciagurata e forzata condizione di inferiorità.

Ma la donna non è più-donna quando "ha le palle", non ha "più-successo" quando è testosteronica. "Stronza come un uomo" come diceva Vecchioni nella canzone.
Quando il “femminismo” smette di essere una lotta vitale e vivifica per la parità di diritti (necessaria e sacrosanta), diventa mortifero, diventa anti-maschile, misandrico.

Non solo. La narrativa nevrotica anti-patriarcato espropria le donne del loro status di "soggetti". Non fa che mantenere la figura della donna in uno stato (auto-imposto) di vittima innocente del maschio dominatore e predatore. Sminuisce enormemente il valore ed il potere del femminile.
In questo senso, paradossalmente certo “femminismo” diventa anche misogino.

Ebbene, come si esce da questa empasse?
Di certo non giocando nel campo e con le regole dell'avversario! 

Le donne hanno diritto ad essere ciò che vogliono, nulla deve essere loro negato in base a pregiudizi e preconcetti limitanti legati a questioni di genere. 

Allo stesso tempo la donna deve essere consapevole e fiera della sua diversità dall'uomo e della relazione di complementarietà . Deve essere libera di valorizzare la sua natura, e deve avere coraggio di celebrarla anche combattendo vigorosamente contro i condizionamenti limitanti,  ed i retaggi anti-libertari del passato che ancora compaiono in tutte le culture del mondo.
Lo deve a se stessa e lo deve al benessere dell’Umanità.

Questa società, oggi, ha bisogno di essere rigenerata.
In un sistema sociale fondato sui risultati e sull'iperattività, sui target, sugli obiettivi, sulla produttività, una società velocissima, ipertecnologica, individualista, arrivista e iper-competitiva, dove i dirigenti muoiono d'infarto perché vanno a mille come un treno in corsa senza sapere dove e perché finché non si schiantano...c'è un enorme bisogno di Donne. Di donne Donne. Donne che incarnino, respirino e diffondano valori, ideali, potere e intelligenza femminili.
Donne creative, generative, vitali, relazionali, empatiche e allo stesso tempo determinate, vaste.
È diritto di ognuna (e anche urgente dovere!) sbocciare liberamente per il bene dell'umanità.
Niente ha più potere creativo e rigenerativo della Donna.

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La Donna quindi, forse, non ha bisogno di urlare per farsi sentire. Non deve dimostrare a nessuno di essere intelligente, forte, in gamba come o più degli uomini. 
Non deve essere più competente, più acculturata, più perfetta di tutti, solo per riscattarsi da una posizione di presunto svantaggio. Non ha bisogno di competere. Non ha bisogno di "mettere paura" a nessuno.
Questo è un modello tutto da cambiare. La donna Donna, libera e consapevole del suo potere, potrà raggiungere tutti gli obiettivi che ha, realizzare tutti i sogni che ha, vincere tutte le battaglie che ha.

È quella donna in contatto con la natura istintuale, vera, vitale di se che serve oggi.

Diceva Marylin "Date a una ragazza le scarpe giuste, e conquisterà il mondo".
Le scarpe “giuste”. Non le scarpe di un uomo.

Concludo quindi questa mia breve riflessione, certamente non esaustiva di tutte le implicazioni che questo tema complesso possa avere, per augurarmi un superamento della retorica femminista, o quantomeno della sua versione distorta e divisiva, ed una vera riscoperta del valore e del significato degli archetipi del Femminile e del Maschile nelle coscienze di tutti, affinché, attraverso la comprensione e integrazione delle differenze, si arrivi alla consapevolezza che le battaglie vere, quelle giuste per l’equità di genere, da ambo i lati, si devono combattere insieme.


Note:

  1. https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/publication/documents/2019-03/international_womens_day_2019_global_attitudes_towards_gender_equality.pdf
  2. https://www.ipsos.com/it-it/diritti-delle-donne-che-punto-siamo
  3. https://www.documentazione.info/i-veri-numeri-sulla-caccia-alle-streghe
  4. https://www.wired.it/attualita/politica/2019/12/19/mappa-omicidi-italia-2019/
  5. https://www.interno.gov.it/sites/default/files/dossier_viminale_15_agosto_2019.pdf

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