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Oggi ho scritto alcune riflessioni a una persona conosciuta su Facebook riguardo l'attuale dis-Unione Europea e i futuribili Stati Uniti d'Europa. Le condivido.

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Ciao XXXXXX, grazie per la cortese risposta. Volevo scriverti prima, mi ero ripromesso di farlo ieri. Poi abbiamo organizzato una conferenza Skype tra Roma, Mosca, Londra, Triste e Milano e la giornata è saltata cosi.

In un certo senso deve essere bello lavorare anche nell'attuale contesto europeo. Io mi considero da sempre un cittadino del mondo nato a Roma. Vivo a Londra per l'ambiente multiculturale che c'è qui e immagino che lavorare per l'UE dia la sensazione di lavorare per il progetto dell'Europa dei Popoli che tanto vorrei vedere realizzato: La casa comune della democrazia, della libertà e della giustizia sociale.

Lo rispetto. Lo ammiro. È esattamente quello che voglio.

Eppure questa dis-Unione Europea è stato esattamente l'opposto di quello che doveva essere. Purtroppo il modello Kalergi ha vinto sul modello Spinelli e la finanza ha battuto la politica 5-0. È così che questa dis-Unione Europea è diventata la roccaforte di interessi privatistici perpetuati regolarmente a danno dei popoli europei: basti vedere la Grecia e a chi sono andati i soldi stanziati per la Grecia, non ai greci.

Non c'è nessuno oggi davvero intenzionato ad andare verso la direzione dell'Europa dei Popoli. C'è chi millanta di volerlo fare. Eppure non ho sentito nessuno mettere sul tavolo la restituzione del potere legislativo al Parlamento Europeo, l'elezione diretta del Presidente del Parlamento Europeo, il legare la BCE a un potere politico, la creazione degli Eurobond, o l'approvazione di un nuovo Glass-Steagal Act per l'Europa. 

Che poi se ci pensi è divertente. Sono stati i sedicenti progressisti a creare tanto di quello che c’è di sbagliato e a distruggere tanto di quello che c'era di buono. Sono stati i Dem americani per esempio a cancellare la Glass Steagal Act con Clinton, e sempre lui è stato a contribuire alla creazione di questa globalizzazione sbagliata a partire dal Trattato di Marrakech del 1994. La globalizzazione che fino a quel momento poteva significare la globalizzazione dei diritti, delle opportunità, e dello stato sociale è invece diventata la globalizzazione degli interessi privatistici. È stata una globalizzazione priva di strutture politiche e giuridiche sovranazionali capaci di tutelare l’interesse dei popoli su mandato dei popoli.

Allo stesso tempo, in quegli anni, sono sempre stati i sedicenti progressisti a imporre i dogmi del neoliberismo come la necessità di privatizzare le banche centrali. Tony Blair addirittura, mentre appoggiava le scorribande Irachene, si preoccupava di privatizzare il controllo della moneta britannica, sottraendo dal controllo parlamentare le politiche monetarie e creando la Commissione dei 9, sotto il controllo della Bank of England. E noi in Italia avevamo i vari riformisti alla D’Alema fieri di tagliare la spesa, privatizzare e liberalizzare. Così i sedicenti progressisti hanno distrutto la classe media e la domanda interna, vendendo il paese a un modello neomercantilista che non è sostenibile. Il riformismo non è stato altro che la distruzione dello stato sociale in nome di riforme economiche coerenti con i dogmi delle teorie economiche neoliberiste.

Insomma… chi si dice europeista e progressista non può permettersi di continuare a sentirsi moralmente superiore (l’eredità tremenda della questione morale) senza ammettere gli errori fatti nella costruzione di questa dis-Unione Europea e di questa globalizzazione al ribasso.

Per riappassionare le persone al Sogno Europeo, dobbiamo riuscire a farle tornare ad amare un progetto di cui oggi hanno paura. E ne hanno paura a ragion veduta, non perche sono ignoranti. Dobbiamo capire che le critiche non vengono da “ignoranti” ma da classi e persone che hanno sofferto davvero le politiche economiche e antidemocratiche degli ultimi 30 anni.

Per rilanciare il Sogno bisogna capire le critiche. Sono fondate. Bisogna programmare di fare qualcosa per dare risposta a quelle critiche. Bisogna far capire che a quelle criticità si può dar risposta con una Europa politica. Solo poi potremo parlare di quanto è bello l’Erasmus… 

Oggi l’Europa, per far sognare, deve tornare ad ascoltare e ad affrontare i problemi veri delle persone, dando risposte vere.

Scusa se ti ho rubato così tanto tempo. A presto, Marco

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