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Gioele Magaldi, Presidente del Movimento Roosevelt, nel corso del consueto appuntamento settimanale con il programma Massoneria on Air in onda sulle frequenze di Colors Radio, è intervenuto riguardo alle preoccupazioni di alcuni ascoltatori sul pericolo di una nuova era fascista e che tale rigurgito possa favorire la causa di Salvini alle prossime, imminenti elezioni politiche: “Il tema del fascismo è un tema complesso e da non banalizzare. Nonostante ci siano stati grandi storici come Renzo De Felice e altri che ne hanno mostrato presupposti, sostanza e sfumature, il fascismo va ancora indagato e spiegato, perché noi italiani non abbiamo fatto adeguatamente i conti con esso, sia da un punto di vista storico-culturale che propriamente politologico. Ho visto proprio in questi giorni il film “Sono tornato”, film molto gradevole e che fa riflettere, in cui un bravissimo Massimo Popolizio interpreta la parte di Mussolini, il quale torna a rivivere ai giorni nostri. Lo fa attraversando la Porta magica di piazza Vittorio Emanuele che, per chi non lo sapesse, fa parte dei resti di una Villa gentilizia, dove il marchese Massimiliano Savelli Palombara era dedito, con un cenacolo di amici, a ricerche alchemiche, ermetiche e cabalistiche. Il Mussolini della pellicola, rappresentato vestito di tutto punto, in alta uniforme, prende rapidamente coscienza di essere venuto da un altro tempo, quindi inizia ad adattarsi alla nuova realtà. La sua confidenza di riuscire a riprendere il potere e il fatto che anche i media inizino a dargli corda, mette in luce come tutto sommato vi siano probabilmente delle pulsioni, che a suo tempo diedero corpo e consenso al fascismo, le quali non sono poi così sopite. Pulsioni non sopite perché, molto probabilmente, il tema stesso della democrazia social-liberale, in Italia, non è stato mai adeguatamente declinato. Questo è un paese giovane, venuto all’unità e alla democratizzazione in termini incompiuti e interrotti nel periodo post-unitario proprio dall’avvento del fascismo. Questa è una nazione che ha vissuto una stagione di avanzamento democratico e sociale nel secondo dopoguerra, e che si è anche affermata come una grande potenza industriale, ma che poi ha subito un nuovo attacco da parte di forze sovranazionali che hanno sempre più reso la democrazia troppo formalistica e poco accattivante e sostanziale. Ecco allora che, in un contesto del genere, dove non bisogna sottovalutare la riproposizione del fascismo in quanto tale, ma dove ancora più grave appare la disaffezione alla democrazia, ci si dovrebbe soprattutto “affratellare” nell’intento di costruire una nuova teoria e pratica democratica. Nel tempo, ho avuto l’occasione di confrontarmi con tante persone, che magari da giovani hanno coltivato simpatie fasciste o fascistoidi, e ho potuto appurare che quel le loro inclinazioni nascevano in parte dal rigetto di una democrazia retorica e mistificatoria, incapace di essere coerente con le sue premesse. Lo stesso fascismo che nacque e si affermò negli anni ‘20 e ‘30 del Novecento si contrapponeva, con retorica speculare, alle condotte di paesi formalmente democratici, che tuttavia erano imperialisti nei rapporti internazionali e nell’aspirazione all’egemonia in danno di altri popoli. Quindi, trattiamo con un adeguato sguardo storico-critico alle nervature di questa storia italiana segnata dalla dittatura fascista, una storia tutto sommato recente, ma impegniamoci tutti per costruire in positivo un nuovo contesto democratico e social-liberale. Quanto a Matteo Salvini, talora dice cose interessanti e coraggiose e va ascritto a suo merito il coinvolgimento di candidati preparati e seri come l’economista Alberto Bagnai ed altri, ma purtroppo anche il segretario della Lega mente sapendo di mentire rispetto alle prospettive post-elettorali: infatti il suo principale alleato, Silvio Berlusconi, ha progetti molto differenti dai suoi. Berlusconi è un Giano “bifronte”, che da una parte annuncia un imminente, risolutivo e presuntivamente radioso governo di centro-destra, dall’altra trama per fare un “governo del Presidente della Repubblica” di cui Forza Italia e il PD di Renzi possano essere gli architravi. Dinanzi a questa generalizzata slealtà comunicativa di partiti e movimenti vari, da destra a sinistra, passando per il centro, che promettono alleanze e programmi che essi stessi sanno essere irrealizzabili nelle attuali condizioni, il metapartitico Movimento Roosevelt non può che invitare principalmente ad una astensione consapevole o ad un voto di scheda bianca o annullata. In alcuni casi particolari, tuttavia, il MR sosterrà l’elezione di candidati che abbiano pubblicamente sottoscritto principi e obiettivi metapartitici rooseveltiani. Per un approfondimento dell’articolata posizione elettorale del MR, si rinvia ai seguenti documenti: Ripartiamo dalle persone e Sosteniamo quei candidati pronti a riconoscersi nel MR. E dopo il 4 marzo 2018, invitiamo tutti gli italiani ad unirsi per una “nuova democrazia” da costruirsi nei prossimi mesi, mandando al macero l’intera, deludente e fallimentare, classe dirigente della Seconda repubblica inaugurata negli anni 1992-1994”.


UFFICIO STAMPA MOVIMENTO ROOSEVELT (www.movomentoroosevelt.com)



(Articolo del 16 febbraio 2018)

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