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«Figlio di madre contadina e padre carbonaio e taglialegna, ho vissuto i primi anni della mia vita in mezzo ai boschi e alla natura, che non ho mai smesso di amare e difendere». Classe 1946, originario di Massa Marittima (Grosseto), Franco Pinzaferri è il nuovo direttore del Dipartimento per l'Ambiente, la Rigenerazione urbana e la Tutela del territorio e del mare, nell'ambito della Segreteria generale del Movimento Roosevelt guidata da Patrizia Scanu. Analista chimico e poi imprenditore sempre nel settore delle analisi chimiche di laboratorio, Pinzaferri ha alle spalle una lunga storia di impegno sociale, anche grazie alle origini popolari di cui va fiero: «Ho fatto le scuole elementari in pluriclasse – racconta – e ho frequentato la scuola aziendale della Larderello Spa, dal 1959 al 1963». Una scuola «molto selettiva, tant'è che chi “bocciava” anche al terzo anno ricominciava dal primo». Lezioni che hanno temprato Franco sotto il profilo del carattere («sono sempre arrivato tra i primi tre, con borsa di studio») e anche sul piano sportivo: la società aveva una squadra di atletica leggera, all’interno della scuola, e lui partecipava nella disciplina della marcia (5.000 e 10.000 metri), fino a classificarsi secondo ai campionati toscani, selezionato per i campionati italiani Juniores.

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Franco non dimentica «tutta la rabbia per la povertà in cui viveva la mia famiglia», tra l’altro alle prese con un bambino poliomielitico. Giornate intense, spese tra studio, sport e piccoli lavori: «Ho fatto il manovale con i muratori, ho caricato infiniti autotreni di legna da ardere e riempito migliaia di balle di carbone». Credente, Franco Pinzaferri partecipava alle attività dell’oratorio, per poi iscriversi all’Azione Cattolica. All’età di vent'anni ha cominciato a lavorare negli stabilimenti chimici di Larderello (gruppo Eni) come analista di laboratorio. «Nel frattempo – ricorda – sono stato cacciato dall’Azione Cattolica perché ritenuto un “rivoluzionario”, per quegli anni». Aveva iniziato a frequentare la sezione del Pci di Massa Marittima, che nel 1972 l'aveva inviato a formarsi alla scuola di partito delle Frattocchie, a Roma. Politica, lavoro e famiglia: sposatosi nel 1968, padre l'anno seguente. Impegno sociale: nel '72, il Pci lo scelse come vicepresidente della cooperativa di consumo della zona, un'azienda con quattro negozi, 8 dipendenti e 600 milioni di fatturato. Passione diventata, col tempo, lavoro: nel 1978 Franco ha lasciato gli stabilimenti chimici per fare il presidente a tempo pieno della cooperativa, «attività – racconta – che lascerà nel 1993 con 12 supermercati, 64 dipendenti e 20 miliardi di fatturato». Addio anche al Pci: «Nello stesso periodo ho stracciato la tessera del partito, diventato “Quercia”».

Prima, però, del partito comunista italiano Franco Pinzaferri aveva condiviso anche gli aspetti più scomodi: «Nel 1974 il partito ci aveva ordinato di non dormire a casa nostra per diversi giorni, in quanto si stava preparando il colpo di Stato», ovvero il tentato golpe Borghese. «Mai abbattersi, comunque», è il motto di Franco. Il gruppo Siticem Spa lo assunse, inviandolo (come responsabile della qualità) nella più grande centrale Enel italiana, in costruzione a Brindisi Sud. Lavoro poi lasciato due anni dopo, per motivi familiari (nuovo matrimonio, nuovo figlio: «Non potevo tornare a casa solo per tre giorni al mese»). Nel 1996, Franco ha iniziato una nuova avventura come semplice operaio in un gruppo del suo paese, dov'è diventato prima capo-cantiere poi direttore di una delle imprese del gruppo, e infine responsabile della qualità e dell'organizzazione aziendale di tutto il gruppo. «Finalmente in pensione, invece di riposarmi sono tornato al mio “amore” iniziale, e nel 2004 sono partito con un piccolo laboratorio per analisi chimico-ambientali e marcatura CE dei materiali inerti». Laboratorio che oggi oltre lo impegna insieme al figlio, a un perito chimico e un dottore in chimica, più un docente universitario, un ingegnere ambientale e due persone in amministrazione. «Ancora oggi – confessa Franco – mi diverto ad alzarmi alle 5,30 di mattina, per poi stare in giro quasi tutto il giorno, a contatto coi nostri clienti».

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