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Storia ce9c2





Uno degli effetti più dannosi e inavvertiti della riforma Gelmini, voluta e attuata con spietata determinazione dal secondo governo Berlusconi nel 2008, è il depotenziamento dell'insegnamento della storia in tutte le scuole di ogni ordine e grado.



Fino alla riforma Gelmini la storia, secondo il modello del pedagogista Jerome Bruner, veniva insegnata in modo circolare, riprendendola daccapo e in modo completo in ogni ciclo scolastico (elementari, medie, superiori). La ragione era semplice e sensata: man mano che il bambino cresce, aumenta la sua capacità di afferrare la complessità degli eventi umani e la ripetizione consente di approfondire progressivamente la conoscenza della disciplina, sedimentandola sempre meglio.


Ora invece i bambini italiani incontrano gli eventi storici una sola volta nel loro percorso scolastico di otto anni fra elementari e medie. Se hanno fortuna, nel migliore dei casi hanno a 14 anni nozioni vaghe o elementari dei processi storici; se per sfortuna imbroccano nell'insegnante sbagliato, possono ignorare completamente interi pezzi del passato.


Arrivano così spesso alle superiori con un enorme buco nero alle spalle. Pochi di loro sanno che cosa sia la Rivoluzione francese, la formazione degli Stati assoluti, il Risorgimento o la seconda guerra mondiale. Figuriamoci la storia antica e medioevale.


In più, la riforma ha fatto ulteriori "regali" agli studenti delle superiori: ha tolto un'ora alla disciplina nel biennio, aggiungendole però anche la geografia nell'orario ridotto (si tratta di quell'ibrido sconcertante che si chiama "geostoria"); ha rimodulato la distribuzione del programma di storia in modo che, invece di cominciare dalla metà del Trecento, in terza si cominci da Carlo Magno (cinque secoli prima); ha creato classi di 27-30 alunni. Risultato: il Novecento resta per forza fuori dalle scuole italiane, se non trattato di corsa e solo fino ad una sintesi estrema della seconda guerra mondiale; il numero eccessivo di alunni impedisce sia di verificare oralmente la loro conoscenza in modo adeguato sia di proporre qualunque approfondimento; l'insegnamento di questa fondamentale materia si è ridotto a poche nozioni, prive di ogni inquadramento critico o di ogni valenza educativa. Poche informazioni, da mandare a memoria con fastidio e senza comprenderle, dato anche il progressivo e inesorabile scadimento dei manuali scolastici e dato il buco nero di conoscenze alle spalle.


Perciò non stupisce che gli studenti italiani non scelgano il tema di storia all'esame di Stato. Soltanto che il Ministro, invece di toglierlo dalla prova conclusiva, sancendo così la definitiva marginalità della storia nel curriculum formativo degli studenti italiani, dovrebbe chiedersi perché il tema di storia ha così poco appeal. E se fosse saggio, correrebbe ai ripari.


Un'intera generazione di studenti che non conosce la storia se non in modo superficiale e che ignora tutte le vicende salienti del Novecento è pronto per qualunque regime che si fondi sull'ignoranza della gente. Che lo abbiano fatto apposta, dopo quello che abbiamo letto nel libro Massoni di Gioele Magaldi, può apparire tutt'altro che un'idea stravagante. E' un pezzo della strategia neoliberista di impoverire e depotenziare la scuola pubblica, fondamentale organo costituzionale, secondo la definizione del Padre costituente Piero Calamandrei.


Per questo, tornare ad un insegnamento vivo, approfondito, critico della storia è fondamentale. Si tratta di una delle principali proposte del Movimento Roosevelt per una scuola davvero democratica.


Patrizia Scanu, Segretaria generale MR
Direttrice pro-tempore del Dipartimento Istruzione e Formazione civica MR

Commenti   

0 # salviamo la storia.piero deola 2019-01-29 09:45
Salviamo la storia scritta da chi?
La vogliamo scritta per esempio come quella artificiosa della così detta Shoah?
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0 # RE: Senza storia non c'è memoria. Salviamo l'insegnamento della storiaLucio Degani 2019-02-16 16:19
Sono perfettamente d'accordo sull'importanza dello studio della storia. Come equilibrare questa disciplina è certo discorso complesso, rientra a pieno titolo nel tema più articolato di come equilibrare una democrazia. Perché sappiamo bene che la storia la scrivono i vincitori... e la verità non è univoca e monocromatica. Quindi sarebbe quasi sufficiente incardinare ogni avvenimento su questi concetti-perno. Non ritengo quindi adeguato basare l'insegnamento della storia su presupposti giornalistici, la mera esposizione dei fatti osservati seppure con assoluta oggettività perché tale concetto è una contraddizione in sé. Non esiste l'oggettività.
Per venire a iniziative concrete attuabili subito..laddove non arrivino gli insegnanti, che hanno tutta la mia stima e appoggio nonostante il masochismo imperante affossa Italia che ci martella con maldicenze tipo " la scuola fa schifo"...dicevo..dove non arrivano gli insegnanti, devono arrivare i genitori. Padri, Madri: fate il vostro dovere...prendete in mano l'educazione civica e mentale dei vostri figli. Non abdicare al vostro dovere di primi insegnanti della vostra prole. Vi sentite inadeguati? Bene sappiate che non è vero. Dentro ognuno di voi si cela un maestro prodigioso. Arricchirlo e curatelo. I vostri figli c'è ne saranno grati e avrete l'opportunità di regalargli una esistenza migliore. Avrete l'opportunità di regalare a voi stessi un'esistenza migliore.
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