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La citazione di cui sopra è di Franco Busalacchi...
Palermitano, classe 1945, laureato in giurisprudenza, sposato, due figli.
Dopo aver superato un concorso pubblico, Franco Busalacchi ha trascorso gran parte della sua carriera lavorativa come dirigente amministrativo dell’amministrazione regionale siciliana per poi dedicarsi ad altri incarichi e ad alcune delle sue passioni: scrittura, poesia, ricerca della verità storica. 
Franco Busalacchi è candidato alla presidenza della Regione Sicilia per “Noi Siciliani con Busalacchi”, coalizione che comprende diverse forze: tra queste, il Movimento Roosevelt...
Franco Busalacchi, alle prossime elezioni regionali in Sicilia, che si terranno nella giornata di domenica 5 novembre, giocherà la sua “partita” con altri sette candidati alla carica di Governatore: Fabrizio Micari (Centrosinistra); Nello Musumeci (Centrodestra); Giancarlo Cancelleri (Movimento Cinque Stelle); Claudio Fava (“Lista Cento Passi per la Sicilia”); Roberto La Rosa (“Siciliani Liberi”); Piera Maria Lo Jacono (“Lista Civica per il Lavoro”);  Pierluigi Reale (CasaPound).
Il suo programma? «Meno risorse alla politica (in tutti i sensi), lotta agli sprechi e loro riutilizzo per affrontare le criticità più acute e i giovani».
A proposito dei giovani, afferma: «Sono tutti nostri figli. La loro realizzazione umana e sociale deve essere la nostra missione. Essi sono il futuro, incarnano la speranza. Personalmente sono convinto che se alcuni dei nostri ragazzi delinquono non lo fanno per il piacere di farlo, né tantomeno sono contente le loro madri. Ma quando la dignità è calpestata, la speranza negata, dobbiamo aspettarcelo…»
Segue la sintesi dei 16 punti del programma di “Noi Siciliani con Busalacchi”...

1. Agroalimentare: per la Sicilia solo Prodotti Siciliani
Solo la minima parte dei prodotti alimentari che consumiamo è siciliana. Questo sistema va completamente ribaltato: dall’agroalimentare, ai prodotti della pesca, fino alla carne.
Ci guadagneremo in salute e ci guadagnerà la nostra economia.
La difesa della produzioni siciliana è una questione di sopravvivenza.
Il programma di Franco Busalacchi prevede l’ammodernamento del sistema agro-alimentare-Zootecnia in maniera da renderne competitive le relative produzioni assicurando al contempo agli imprenditori retribuzioni tali da contendere e razionalizzare l’attuale fenomeno migratorio a favore di altri settori produttivi; assicurare agli operatori della filiera un’adeguata formazione professionale di base; collegare in maniera efficace i diversi anelli della filiera tramite il supporto informativo necessario per favorire l’affermazione delle migliori tecniche produttive ed organizzative; incrementare le quote di prodotto vendute nel mercato del fresco e trasformato con contemporanea riduzione del ricorso agli interventi di sostegno; incrementare il numero degli imprenditori agricoli riuniti in associazioni con conseguente concentrazione dell’offerta e, indirettamente, stabilizzazione dei relativi redditi.

Pesca

Nel settore della pesca il primo fattore strategico è quello di attivare lo strumento del piano regionale triennale inoltre, nella definizione di una politica di decentramento per il settore, assume una funzione strategica l’istituzione e l’attuazione dei “Distretti marini’’ quali forme di autogoverno (attivazione del piano di distretto) e gestione delle aree di pesca e dei territori costieri.

Sviluppo locale ed aree urbane

Accanto alle politiche finalizzate allo sviluppo di settori si sono individuate politiche rivolte ad aree territoriali specifiche, con l’intento di favorire sinergie, valorizzare le risorse endogene, individuare percorsi autonomi di sviluppo.
Tali politiche riguardano trasversalmente tutti i quattro assi prioritari individuati, all’interno dei quali sono individuati specifici programmi di intervento.
Gli obiettivi di questo percorso si possono cosi sintetizzare: creare un quadro di riferimento programmatico e legislativo capace di orientare le iniziative di sviluppo locale; favorire un collegamento stabile - una rete - fra tutte le iniziative di sviluppo locale, aiutando la crescita dei soggetti intermedi; creare un supporto tecnico a livello centrale - agenzia - per l’assistenza, l’orientamento e l’accompagnamento delle attività di progettazione e attuazione.

2. Risorse Umane: la chiave dello Sviluppo
La valorizzazione delle risorse umane deve concorrere a produrre e diffondere innovazione nel tessuto economico e sociale.
Il programma di Franco Busalacchi prevede la condizione necessaria per l’efficacia delle altre politiche è lo sviluppo delle risorse umane e più in generale delle “politiche della conoscenza e dell’innovazione’’.
Le azioni prioritarie devono comprendere sia interventi a sostegno della domanda di innovazione proveniente soprattutto da parte delle imprese che interventi a sostegno dell’offerta, promuovendo il coordinamento e la cooperazione tra i diversi centri di ricerca pubblici e privati.
La valorizzazione delle risorse umane deve concorrere a produrre e diffondere innovazione nel tessuto economico e sociale.
Per far questo è necessaria una seria riforma della formazione professionale per raccordarla maggiormente al sistema scolastico da una parte, e alle esigenze del mondo produttivo dall’altra.
I principali obiettivi, sono: un raccordo più stretto con il mondo della scuola, a fine di riportare all’interno della scuola la “cultura del lavoro’’ e di rafforzare la cultura organizzativa e d’impresa; una maggiore integrazione con il mondo del lavoro, facendo riferimento ai fabbisogni di formazione professionale delle aziende e ai nuovi profili professionali emergenti, con un attenzione particolare al settore della piccola e media impresa, agricola, artigianale e industriale; la promozione di una promozione continua permanente, soprattutto per gli adulti a bassa scolarità, per le fasce deboli e per la riqualificazione delle donne; una riqualificazione dei docenti con riguardo alle nuove funzioni del sistema; una migliore qualificazione e specializzazione delle professionalità operanti nella Pubblica Amministrazione Regionale nel campo della programmazione e attuazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali; un sostegno formativo alle amministrazioni locali interessate all’avvio di iniziative di sviluppo locale.

Ricerca scientifica e tecnologica

Creare le migliori condizioni per l’incontro tra domanda e offerta, a fine di potenziare la competitività dell’interno sistema economico regionale; stimolare e potenziare la domanda di ricerca direttamente nelle imprese coinvolte in processi innovativi; supportare le aziende in grado di gestire direttamente le proprie attività di ricerca e sviluppo, anche grazie a strutture di ricerche interne od all’ausilio di strutture di ricerche esterne delle quali si possa valutare l’efficacia; rafforzare il coordinamento e la cooperazione fra Università siciliane, Centri pubblici di ricerca e Amministrazione regionale; stimolare indirettamente il mercato attraverso il supporto all’offerta di ricerca scientifica e tecnologiche; favorire il rafforzamento dei poli di eccellenza o la cooperazione dei centri di ricerca pubblici e privati; favorire la diffusione ed il trasferimento tecnologico attraverso strutture idonee, indipendenti e specializzate; favorire lo spin-off di nuove imprese innovative dalle strutture universitarie e centri di ricerche a formazione tecnologico-scientifica; ridurre il divario del sistema scientifico e tecnologico con le altre regioni; potenziare il sistema ricerca attraverso la realizzazione delle necessarie infrastrutture, di adeguate attrezzature nonché l’accrescimento e la valorizzazione delle risorse umane; avviare azioni di ricerca applicata finalizzate alla soluzione di pressanti problematiche inerenti i diversi comparti del settore agricolo e silvicolo ed altro.

3. Beni Culturali e Turismo: due scommesse da vincere
C’è un nesso organico che lega risorse ambientali e beni culturali e tante le opportunità per lo sviluppo che esse offrono al sistema economico siciliano.
Il programma di Franco Busalacchi prevede la salvaguardia del patrimonio culturale; sistematizzazione delle conoscenze e miglioramento della loro diffusione finalizzata; alla tutela, fruizione culturale e valorizzazione turistica; miglioramento dell’accessibilità dei beni attraverso il sostegno ad applicazioni tecnologiche e servizi avanzati di informazione e comunicazione; miglioramento dell’efficienza dei servizi e introduzione dei modelli gestionali innovativi.
Recupero e fruizione del patrimonio culturale ed ambientale con particolare riferimento a: Circuiti museali; sistema delle biblioteche; circuito delle aree archeologiche; circuito monumentale.

Turismo
Adeguamento dell’offerta alle esigenze del mercato della domanda; miglioramento delle performances del sistema turistico siciliano; incremento della produttività degli investimenti; attivazione di procedure di auditing; incremento dell’efficacia commerciale del sistema turistico; incremento dei flussi turistici; riposizionamento del prodotto turistico regionale; confezionamento di un’immagine capace di intervenire sulle motivazioni dei potenziali turisti; sviluppo della “cultura dell’ospitalità’’ nelle popolazioni residenti; rafforzamento della filiera dell’offerta turistica siciliana; diversificazione dell’offerta; destagionalizzazione; promozione delle tradizioni culturali locali.
Un impegno particolare sarà dedicato alla creazione, valorizzazione e fidelizzazione di eventi di particolare valore e significato culturale identitario e di attrazione turistica.
Nel corso dell’anno solare saranno prodotti 12 eventi, uno per ciascuna provincia e/o città capoluogo, uno per ciascun mese, della durata di una settimana. A questi si affiancheranno eventi di valenza territoriale comunale o infra-comunale.

4. Tutela del Territorio: basta con la logica predatoria
I capitoli del bilancio della Regione che riguardano la prevenzione sono pressoché privi di stanziamenti. Si va avanti con interventi emergenziali. E c’è sempre chi sguazza sulle emergenze. Bisogna ripartire da zero. Ribaltando l’approccio.
Affrontare il tema dell’ambiente nella nostra regione significa dover fare i conti e quindi rivoltare dalle fondamenta l’approccio perverso con cui la politica regionale, da sempre, e nella sua quasi totalità lo affronta. Infatti se facciamo una piccola indagine sui capitoli del bilancio della Regione che riguardano la prevenzione, ci accorgiamo che essi sono pressoché privi di stanziamenti. La prevenzione non è una priorità. Perché la prevenzione è programmazione, è lei che detta le priorità, oggettivamente, in ragione delle zone più o meno a rischio in cui occorre intervenire.
Le risorse invece sono concentrate, pronte e calde, nei capitoli di bilancio relativi agli interventi emergenziali e di urgenza.
La “risorsa ambiente’’ riveste una particolare importanza per la promozione di politiche di sviluppo della Regione siciliana in quanto, in forza della sua diffusione e diversificazione nell’ambito territoriale regionale, una sua attenta valorizzazione può rappresentare un volano per la ripresa civile, economica e d’immagine della Sicilia.
Il programma di Franco Busalacchi prevede la difesa del suolo e protezione della fascia costiera; messa in sicurezza delle strutture e degli insediamenti che risultano a rischio idrogeologico, da conseguire attraverso l’attuazione delle disposizioni relative alla perimetrazione delle aree a rischio androgeologico; predisposizione degli strumenti di pianificazione a livello di bacino, anche mediante le forme semplificate ed accelerative introdotte con il D.L n. 180/98, previa individuazione del soggetto competente; compatibilità ambientale e la coerenza degli interventi con i programmi e gli strumenti di pianificazione; protezione e la salvaguardia dei litorali sabbiosi, con interventi prioritari nel litorale tirrenico messinese; elaborazione di una legge organica sulla difesa dei litorali e la definizione del piano regionale di difesa delle coste; protezione e la salvaguardia delle superfici boschive e delle aree degradate.

Aree naturalistiche

Chiudere il processo di primo impianto delle aree protette attraverso interventi di perimetrazione, di tabellazione sentieristica e acquisizione dove necessario; costruire il tessuto di relazioni fondato sulla partecipazione di soggetti istituzionali e, di fatto, per la promozione di iniziative di sviluppo locale finalizzate alla valorizzazione delle risorse endogene.

5. Infrastrutture in Sicilia: dalla teoria alla pratica
L’obbiettivo posto di un livello ottimale di infrastrutturazione richiede la messa a punto di una strategia complessiva dai caratteri strutturali e quindi nuova rispetto al passato.
Il completamento ed il potenziamento del sistema infrastrutturale siciliano si rende necessario per attenuare la persistente situazione di isolamento e di perifericità in cui tuttora si trova la Sicilia. Con questo obiettivo si intende aumentare la competitività del sistema produttivo regionale, operando, nel contempo, in direzione di un riequilibrio territoriale tra aree forti e aree deboli, aree costiere ed aree interne.
Il potenziamento del sistema infrastrutturale, inoltre, avrebbe un forte impatto occupazionale.
L’obbiettivo posto di un livello ottimale di infrastrutturazione richiede la messa a punto di una strategia complessiva dai caratteri strutturali e quindi nuova rispetto al passato.
Per le opere non completate si potrà fare riferimento alla ricognizione già avviata dall’osservatorio generale sulle opere pubbliche e contestualmente potrà essere attuato un tavolo tecnico-operativo che fissi, tenuto conto della normativa vigente, parametri di selezione e scelte che consentano di valorizzare il parco progetti esistente.
Per il settore idrico in particolare dovrà essere completata la ricognizione delle opere esistenti con riferimento agli individuanti ambiti territoriali ottimali.
Per quanto riguarda le nuove infrastrutture il disegno strategico di attuazione prende spunto dai sei ambiti prioritari già individuati in sede nazionale.
Il programma di Franco Busalacchi prevede: miglioramento della connettività interna al territorio regionale a scala sia di area vasta (collegamenti infra ed interprovinciali) che di sistemi urbani con particolare riferimento agli ambiti metropolitani di Palermo, Catania e Messina; relazione tra la Sicilia il resto del paese ed il continente europeo, con l’obbiettivo di migliorare il grado di accessibilità da e per l’isola; riqualificazione della posizione baricentrica della Sicilia nel bacino del Mediterraneo con l’ampia gamma di proiezioni economico-produttive da rivalorizzare in senso longitudinale (Est-Ovest) e Sud con i Paesi transfrontalieri del continente africano.
Risorse idriche: assicurare la corretta gestione delle acqua, nonché di avviare in modo completo il servizio idrico integrato; migliorare gli standard quantitativi e qualificativi di fornitura della risorsa idrica e della qualità delle acque superficiali; ottimizzare la gestione del servizio idrico integrato e dell’uso programmato delle risorse idriche destinate ad uso irriguo; incrementare la capacità di captazione e adduzione; completare i sistemi irrigui attraverso la realizzazione di resti di distribuzione e la riqualificazione del sistema distributivo ed altro.

6. Reddito di Cittadinanza e lotta alle mafie
La crudezza dei dati presentati nell’Osservatorio della Fondazione RES sulla povertà e sulla disoccupazione in Sicilia, mi spinge a sviluppare e ragionare su un tema assai controverso e dirompente: il reddito di cittadinanza.
Troppi, per ignoranza, tanti in mala fede, equivocano sul significato e sulla vera funzione di questo strumento.
«Il reddito di cittadinanza - come spiega Franco Busalacchi - non è un sussidio di disoccupazione che esiste ma disciplina altre fattispecie. Chi non ha un lavoro non ha diritto all’integrazione…
Come si fa a ignorare in Italia un aspetto così importante della vita di ogni cittadino europeo? In Italia non si sa neanche che chi in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo Danimarca, Svezia) non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito.
Questo è l’ABC dello Stato Sociale…
Il reddito minimo garantito è come un punto archimedeo: sembra piccolo, ma in realtà è il punto d’appoggio di due concezioni della società completamente diverse.
Ma non bisogna trascurare un effetto economico dell’integrazione. E’ un effetto keynesiano. Una spesa pubblica sul modello delle costruzione di grandi infrastrutture pubbliche che danno lavoro e producono ricchezza.
L’ostacolo principale contro cui cozza ogni tentativo di introduzione dello strumento è quello del relativo al reperimento delle risorse. Ovviamente il sistema è modulare: maggiori sono gli investimenti, più larga è la platea dei beneficiari dell’integrazione in una scala graduata di bisogni e di condizioni.»
Il programma di Franco Busalacchi prevede un’ipotesi in cui vengono impiegate le somme in atto spese per i vitalizi dei parlamentari regionali.
La lotta alla mafia e all’illegalità al punto in cui è arrivata è per due terzi un’operazione militare e per un terzo un’operazione socio-culturale. 70 anni fa il rapporto era esattamente al rovescio. Allora sarebbe bastato un grande sforzo educativo sui temi dell’educazione civica e sui concetti di onestà e di giustizia, e una maggiore determinazione da parte delle forze dell’ordine.
Il programma di Franco Busalacchi prevede (nel caso venisse eletto Presidente) principalmente la sua diretta presenza in tutti gli organismi istituzionali di contrasto alla criminalità organizzata, come ad esempio i Comitati provinciali per la sicurezza.

7. Tra Autonomia e Democrazia negata
Il meccanismo operativo statutario ha un principio motore: il rapporto tra competenze attribuite e risorse per farvi fronte, in un armonico sviluppo e bilanciamento. Il carburante di quel motore era ( ed è) l’Autonomia, che per essere vera, concreta ed effettiva avrebbe dovuto essere (e lo deve essere a maggior ragione tuttora) soprattutto politica. Ma il seme della dissoluzione dell’autonomia era già contenuto nella storia del dopoguerra. La presa diretta tra Roma e Palermo (una presa forte, feroce, spietata, significò sempre che il Governo centrale fu arbitro delle priorità nazionali (il che al 90% significò gli interessi del nord), e che se, in nome di quelle priorità dovevano (e devono ancora una volta) essere sacrificati gli interessi e le aspirazioni dei siciliani...
Su questo punto specifico, Franco Busalacchi afferma: «Io credo nella collettiva intelligenza dei siciliani. Credo nella forza moltiplicatrice della loro sete di giustizia, nella sincera aspirazione a migliorare la propria e l’altrui esistenza.
La mia è una grande scommessa: è possibile aggregare una maggioranza nuova, nella consapevolezza che questa in Sicilia esiste già, pronta a scommettersi solo con la forza di un programma e con l’affidabilità dei suoi esecutori e vincere le prossime elezioni?
Il presente è figlio del passato, così come il futuro è figlio del presente. Il futuro che immaginiamo, che vogliamo può condizionare il presente. Se desideriamo fortemente raggiungere un obbiettivo, ecco che tutto il presente si costruisce in funzione del conseguimento di quell’obbiettivo posto nel futuro. Se invece questo presente ci sta bene e vogliamo che si perpetui nel futuro, non dobbiamo fare nulla.»

8. Dalla burocrazia al precariato: il programma in pillole
La politica è servizio; non è un lavoro, né una fonte di lucro. È un impegno sociale assunto nell’interesse di altri e non di se stessi. Non dà diritto a pensione o vitalizio, ma ad un equo rimborso spese collegato a tempo alla carica.
La scuola è la precondizione di ogni ordinato assetto sociale e civile. Chi vuole veramente cambiare le cose deve partire dalla scuola e dall’insegnamento e impiegarvi le risorse necessarie.
Il funzionamento delle burocrazie e della pubblica amministrazione tutta non è opzionale. Chi va al governo e deve e vuole governare deve assicurarsi che la macchina amministrativa funzioni e sia adeguata per far raggiungere al governo i suoi obbiettivi.
Imperativa è la difesa e la valorizzazione dei nostri prodotti alimentari. Sarà proibito l’ingresso in Sicilia di prodotti alimentari extracomunitari “ammazza mercato”. Sarà bandito dalle nostre tavole tutto il peggio della globalizzazione, che di seguito a controlli severi risulti dannoso alla salute.
La Sicilia e l’utopia ambientale. Il sole riversa sulla Sicilia l’equivalente di milioni e milioni di tonnellate di petrolio, molto più del fabbisogno attuale dell’isola. “Chi ha una comodità e non se ne serve non trova un confessore che l’assolve” La scelta dell’uso dell’energia solare è solo il punto di partenza di una scelta di vita.
Sanità. Gradualmente, entro la prossima legislatura dovrà essere realizzata la piena e assoluta distinzione tra prestazioni sanitarie pubbliche e private. La buffonata tutta italica del medico ospedaliero che gioca con i bianchi e con i neri “ in moenibus et extra moenia” deve cessare. Nello stesso arco di tempo di cinque anni il rapporto tra spesa per prevenzione, anche alimentare, e spesa per diagnosi, cura e riabilitazione, dovrà essere interamente rovesciato.
Lavoro, occupazione e protezione sociale. L’eliminazione del precariato storico è interesse pubblico, non regalo o scambio elettorale. Sarà introdotta a titolo sperimentale l’integrazione dei minimi salariali degli occupati, come volano per incrementare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e l’emersione del lavoro nero.
Salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, dei beni culturali e ambientali Ottimazione dell’offerta turistica ai visitatori e agli ospiti della Sicilia, “divino museo …”.
I rapporti con l’amministrazione dello Stato saranno improntati ad una intransigente difesa delle prerogative statutarie e della affermazione e del recupero dei valori e degli istituti dell’autonomia. Perseguirò questi obbiettivi in ogni sede e grado di giudizio, compresa la Corte di Strasburgo. Dalla quale avremo giustizia di fronte all’Europa tutta.
Il precariato nello pubblica amministrazione deve finire. Non è possibile che da una ingiustizia perpetrata nel passato debbano venire disagi e disfunzioni nel presente, senza la speranza di chiudere questa partita. Perché il precariato si può chiudere, solo che lo si voglia. E chi non lo vuole è proprio chi sul precariato ha costruito e intende coltivare le proprio fortune politiche. Dare una proroga un attimo prima della scadenza dei contratti tiene al laccio. La stabilizzazione è libertà. L’intreccio perverso tra la politica strozzina e il bisogno genera una dipendenza che non è consentita a chi svolge funzioni pubbliche come sono quelle svolte dai precari che rischiano di diventare ricattabili e ostaggio della cattiva politica. I soldo si trovano, perché si devono trovare. E’ interesse pubblico. Come è interesse pubblico il funzionamento corretto e libero della pubblica amministrazione.
Il programma di Franco Busalacchi prevede la “destagionalizzione” delle attività di riferimento. In particolare gli operai forestali saranno iscritti in una lista unica regionale che prevederà per tutti una attività lavorativa di almeno 9 mesi utili ed impiegati in un piano strutturale di valenza provinciale che preveda interventi strutturali e infrastrutturali di difesa del suolo; prevenzione e manutenzione; messa in sicurezza delle strutture e degli insediamenti a rischio idrogeologico; interventi di protezione e salvaguardia dei litorali; recupero di aree degradate; interventi strutturali di bonifica e pulizia di corsi d’acqua, torrenti e laghi; interventi di perimetrazione e tabellazione della sentieristica delle aree naturalistiche ed altro.

9. “Ecco la mia sfida allo Stato”
Roma, 13 settembre 1999. Il Vicepresidente del Consiglio Sergio Mattarella e il Presidente della Regione Siciliana Angelo Capodicasa firmano l’Intesa Istituzionale di Programma tra il Governo della Repubblica e la Giunta regionale siciliana.
Oggetto dell’Intesa furono “gli obiettivi di sviluppo in ambito regionale verso cui far convergere l’azione delle parti, i piani ed i programmi pluriennali di intervento nei settori di interesse comune”. Le singole iniziative si sarebbero dovute individuare - in sede di definizione degli strumenti di attuazione - tenendo conto dell’esigenza di assicurarne i collegamenti funzionali, il quadro delle risorse impegnate per le realizzazioni in corso, nonché di quelle impegnate nell’orizzonte temporale considerato, e, ancora. gli strumenti istituzionali di attuazione e, in particolare, gli accordi di programma quadro per i quali vengono stabiliti i criteri, i tempi e i modi per la loro sottoscrizione”.
L’Intesa si costituiva come lo “strumento ordinario del rapporto di programmazione economica tra l’Amministrazione centrale e la Regione Siciliana”, e impegnava le parti contraenti al periodico aggiornamento e ad operare per l’inserimento al suo interno del complesso degli interventi di carattere economico che interessano il territorio della Regione (comunitari, nazionali, regionali e locali).
Le parti, si davano atto che “le finalità di carattere generale dell’azione di sviluppo della Regione riguardano la massimizzazione dell’occupazione produttiva, lo sviluppo del sistema produttivo, la minimizzazione dell’impatto ambientale, il riequilibrio territoriale e il miglioramento della vita associata, con l’intento di incorporare la dimensione delle pari opportunità nel complesso delle azioni e delle politiche di intervento, e concordavano nell’identificare i seguenti settori di intervento: Trasporti; approvvigionamento idrico e risanamento delle acque; energia; risorse umane e formazione professionale; ricerca scientifica e tecnologica; sviluppo locale; aree urbane; difesa del suolo e protezione della fascia costiera; aree naturalistiche; gestione rifiuti; beni culturali; turismo; sistema agroalimentare; ogni forma anche occulta di concorrenza extra comunitaria che pratichi prezzi più bassi per via del minore costo della manodopera rispetto alle tutele vigenti nel nostro paese, o che tenti di introdurre in Sicilia prodotti non soggetti alle regole europee e locali sulla sicurezza alimentare sarà considerata sleale e contrastata. Saranno garantite la vocazione storica della nostra produzione e la commercializzazione trasparente dei prodotti siciliani; reti della comunicazione; sanità; pari opportunità per donne e uomini”.
Il quadro finanziario prevedeva che le risorse (ordinarie e straordinarie, nazionali e comunitarie) destinate all’Intesa avrebbero dovuto essere individuate nel loro complesso avendo a riferimento: “1) per le risorse straordinarie: la ripartizione concordata tra le Regioni per l’attribuzione dei fondi comunitari; 2) per le risorse ordinarie: in prima applicazione la proiezione della spesa storica, per la Regione, del bilancio dello Stato ed, in prospettiva, la proiezione delle quantificazioni risultanti dal processo di regionalizzazione del bilancio dello Stato in corso, da realizzarsi, previo accordo tra le Regioni, con parametri che incrocino: a) popolazione; b) territorio: c) PIL”.
Veniva e stabilito che la verifica complessiva degli obiettivi dell’Intesa e dei suoi strumenti attuativi sarebbe stata “effettuata con cadenza almeno annuale”.
Completava il documento un allegato tecnico, molto circostanziato, che riportava un “quadro economico e programmatico generale”, settore per settore.
Cosa rimane a 17 anni da quella firma di uno dei documenti più completi, organici e meglio strutturati tra i tanti che nel tempo hanno provato ad organizzare un diverso sviluppo della Sicilia? Di realizzato ben poco, da realizzare quasi tutto…
Il programma di Franco Busalacchi prevede di riprendere e rilanciare l’Intesa, la cui attualità non è stata scalfita di una sola virgola, togliere la polvere che vi si è sedimentata sopra per l’incuria e la sudditanza delle classi politiche regionali a chi è di turno al timone a Roma. Basterebbe farla ridiventare quello per cui era stata concepita, il Documento-cornice o, se si preferisce, la Carta “vera” e cogente di ogni genere di rapporto tra Stato e Regione nella regolamentazione ed attuazione delle politiche economiche di sviluppo. Basterebbe, in una parola, riapplicarla.
Afferma Franco Busalacchi: «È mia precisa intenzione fare di quell’intesa il vero ed unico programma del mio Governo, riprendendone i temi e il significato. Sfidando lo Stato...»

10. Ecco come risollevare la nostra Economia
Le principali criticità del sistema economico e sociale regionale possono essere sinteticamente ricondotte ai seguenti punti: alta incidenza della disoccupazione e del precariato; marginalità e dipendenza dall’esterno; bassi standard di vita civile e associata; forte squilibrio tra entrate e spese del bilancio regionale e patologico rapporto tra spese correnti e spese in conto capitale; scarsa efficienza del sistema pubblico regionale.
Il mercato del lavoro regionale continua a segnalare una situazione strutturalmente gravissima. Il tasso di disoccupazione alla fine dell’anno scorso risultava del 25.2%, ancora in lieve crescita rispetto a 12 mesi prima; con l’attuale scenario economico, è prevedibile l’ulteriore aumento di tale livello di disoccupazione per tutto il 2017.
Il programma Macroeconomico di Franco Busalacchi prevede la riduzione significativa del divario economico-sociale tra la Sicilia e il resto d’Italia, attraverso l’accrescimento della competitività di lungo periodo, e la creazione di condizioni di accesso pieno e libero di lavoro e in particolare: di conseguire entro la fine della prossima legislatura un tasso di crescita dell’Isola pari al doppio di quello medio dell’UE; di ridurre drasticamente il disagio sociale.
Parallelamente l’obiettivo primario del Patto di Stabilità interno è quello di ridurre progressivamente il disavanzo del Bilancio regionale.
Questa la strategia che intendo mettere in atto per partecipare al processo di convergenza nazionale.
La prima finalità andrà perseguita attraverso un più razionale utilizzo delle risorse finanziarie disponibili.
L’incremento della spesa in conto capitale rispetto a quella corrente, il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, la riconversione dell’occupazione regionale indiretta (precariato, LSU, forestali, ecc.). l’incremento degli investimenti in opere e servizi pubblici da parte del capitale privato.
Per quanto riguarda la seconda finalità, ci si propone di massimizzare l’occupazione stabile nei settori produttivi dell’industria e dei servizi, non trascurando l’apporto aggiuntivo dei lavoratori temporanei impiegati nel settore delle costruzioni.
La crescita economica e lo sviluppo del sistema produttivo regionale saranno perseguiti attraverso l’incremento del grado di utilizzazione delle risorse endogene e l’aumento degli investimenti, sia pubblici che privati, nei settori ad alto tasso di internalizzazione (ad es. agro-alimentare, turismo, ecc.); parallelamente occorrerà puntare all’aumento delle esportazioni regionali ed all’attivazione di partnership, con particolare riferimento all’ambito euro-mediterraneo.
Considerato che lo sviluppo regionale non è legato esclusivamente a fattori di tipo economico e territoriale, e che la coesione sociale è messa in crisi dell’insicurezza sociale, dal degrado civile e dall’alto tasso di criminalità presenti in Sicilia, il miglioramento della qualità della vita associata informerà le azioni programmatiche attraverso la valorizzazione del terzo settore, la promozione di politiche inclusive per le fasce deboli, il miglioramento delle infrastrutture sanitarie e la realizzazione di quelle condizioni che consentano un pieno inserimento nel mercato del lavoro soprattutto della componente femminile.

11. “Alta Corte e riduzione al 30% delle indennità dei politici”
Le grandi aree di intervento del programma del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Franco Busalacchi, sono tre: l’assetto istituzionale, l’assetto sociale e territoriale e le infrastrutture.
Assetto istituzionale (Rapporti con lo Stato. Rapporti con il Parlamento regionale. Rapporti con le Autonomie locali. Riforma burocratica e decentramento amministrativo).
L’art. 24 dello Statuto della Regione Siciliana prevede l’istituzione di un’Alta Corte che ha il compito di “giudicare sulla costituzionalità delle leggi emanate dall’Assemblea regionale e delle leggi e dei regolamenti emanati dello Stato rispetto allo Statuto ed ai fini dell’efficacia dei medesimi entro la Regione”.
Era un organismo paritario fatto di giudici indicati rispettivamente dalle Camere e dall’Assemblea Regionale.
Einaudi, che ne comprese pienamente la potenza equalizzante tra Stato e Regione, la avversò fieramente e non ebbe pace finché l’Alta Corte non fu assorbita dalla neonata Corte costituzionale.
Afferma Franco Busalacchi: «Io mi batterò perché l’equilibrio delle garanzie costituzionali proprie della Sicilia venga ripristinato. Infatti la prima seduta utile dell’Assemblea regionale dopo l’insediamento sarà dedicata alla elezione dei quattro giudici dell’Alta Corte.»

Autonomia finanziaria

Afferma Franco Busalacchi: «Dimostrerò ai siciliani, all’intero Paese e, se sarà necessario, alle Corti supreme d’Europa e del Mondo e agli organismi internazionali di Giustizia, che lo Stato italiano, con la complicità e la supina acquiescenza di chi ha governato in passato e che oggi governa la Sicilia e candidamente vorrebbe continuare a governarla, non compie il suo dovere nei confronti della Sicilia, non rispetta i patti e si fa beffe della Carta costituzionale; dimostreremo che lo Stato ci ha imbrogliato, che ci ha rapinato e che ci rapina sottraendoci dolosamente risorse nostre. A cominciare dai nostri tributi. Si tratta di miliardi di Euro.
Dovrà essere riconosciuto il diritto statutario all’accertamento dei tributi oltre che alla riscossione degli stessi e pertanto l’Agenzia delle entrate diventerà organo della Regione.»

Piena attribuzione delle funzioni del Presidente della Regione

Il programma di Franco Busalacchi prevede: A), che il Presidente della Regione, oltre che rappresentare la Regione ed esserne la guida politica, rappresenterà in Sicilia anche il Governo dello Stato; è esso stesso organo dello Stato, il più alto organo dello Stato, con rappresentanza generale del Governo nazionale nell’Isola; B), che il Presidente della Regione provvede al mantenimento dell’ordine pubblico in Sicilia a mezzo della Polizia dello Stato che è alle sue dipendenze funzionali.
Come? Attraverso la piena attuazione dello Statuto… Esempi: la potestà di difendere i nostri prodotti. Nessun prodotto non siciliano potrà entrare in concorrenza con i nostri perché lo Statuto ci autorizza e quindi ci impegna a sostenere davanti a chiunque e in tutte le sedi le nostre produzioni. A scovare, con l’ausilio delle forze dell’ordine, i veleni negli alimenti d’importazione, e a contrastare la concorrenza sleale delle produzioni sottocosto che mirano a distruggere la nostra economia e le nostre tutele dei lavoratori.
La competenza esclusiva in materia di istruzione elementare: comporta la competenza a formulare i programmi scolastici inserendo lo studio del patrimonio linguistico siciliano e della storia della Sicilia nelle attività curriculari e nella gestione del personale tutto della scuola primaria. Nessun docente che lavori in Sicilia potrà essere deportato altrove.
La potestà di assicurare la nostra vita e la nostra salute con nostre compagnie con polizze a costi politici.
La potestà di assicurare in ambito regionale i nostri mezzi di trasporto a prezzi competitivi rispetto al cartello monopolistico delle compagnie nazionali.

Rapporti con l’Assemblea Regionale

Il programma di Franco Busalacchi prevede di tornare alla lettera e allo spirito della Costituzione e ridurre al 30/% le indennità della politica a qualunque livello (a conti fatti stiamo parlando di mettere a disposizione della collettività circa 150 milioni di Euro!) ed almeno il dimezzamento delle indennità dei rappresentanti delle autonomie locali.
Ogni compenso cesserà all’atto della cessazione della carica.
Saranno aboliti pensioni e vitalizi ai parlamentari regionali.

12. La riforma della PA e la fine del precariato
Una fase cruciale della vita e del futuro della Regione dipende dalla decisione ineludibile sul suo destino e sulla sua missione amministrativa. Il che ovviamente segue e consegue dalla decisione sul futuro della Sicilia.
Quale che sia le scelta primaria, va fatta una scelta operativa sul se la Regione debba essere concepita e costruita come ente centrale, centralizzato e centralizzatore che assommi in sé tutte le fasi della azione pubblica concepita come unitaria, ovvero che la regione costruisca per sé il ruolo di ente programmatore, con funzioni di tutoraggio, assistenza tecnica, ispettive e di controllo dell’azione amministrativa affidata in piena titolarità ad enti sub regionali (liberi consorzi e province), riducendo drasticamente il suo personale a pro degli enti sub regionali.
Nonostante le buone intenzioni e le disposizioni di legge che lo sanciscono, il decentramento è visto come uno spauracchio da una classe politica che non sa vedere al di là del suo naso, del suo particolare, del suo interesse minimo e miserabile. I passi più audaci si non fatti in direzione di un decentramento amministrativo, minimale e revocabile, anche questo solo sulla carta. Io parlo di cessione di quote di potere, di un passaggio vero di competenze, di una scelta politica epocale sul futuro non prossimo della Regione, intesa come strumento di programmazione, finanziamento e controllo di poteri realmente trasferiti.

La fine del precariato. Il ruolo unico del personale

Il programma di Franco Busalacchi prevede che tutto il personale degli enti locali, comuni ed ex province transiterà nel Ruolo unico del personale delle autonomie locali, conservando lo stato giuridico ed economico di appartenenza e la sede di servizio. Sulla base delle raffronto tra le piante organiche in essere nei vari enti e il personale in servizio sarà effettuato il censimento generale dei posti vacanti per ciascuna qualifica o profilo. Detti posti, in ragione compatibilmente con la professionalità acquisite saranno ricoperti col personale precario fino alla concorrenza dei posti disponibili e destinato alla sede di sevizio con procedura pubblica. Il personale precario non collocato nel ruolo unico sarà posto in soprannumero e riassorbito a mano a mano che si verificheranno vacanze nello stesso ruolo.

La pubblica amministrazione regionale

Il programma di Franco Busalacchi prevede di determinare i carichi di lavoro dell’amministrazione regionale. Significa sapere quello che si deve fare, chi lo deve fare, quanto costa farlo. Predisporre, sulla base di uno studio preventivo un numero di prototipi operativi sufficienti a corrispondere quanto più possibile alle competenze dell’amministrazione regionale nella sua articolazione territoriale. Trasferire i prototipi sul territorio e procedere ad una distribuzione territoriale di tutto il personale tenendo conto delle esigenze del territori, degli abitanti, e delle tipicità, vocazioni e specificità. Sulla base dell’organico regionale ripartito a livello provinciale, definire in contrattazione sindacale centrale i criteri in base ai quali il personale viene ridistribuito sul territorio e ne vengono razionalizzate competenze e funzioni.
Avviare un generale processo di formazione, riqualificazione e addestramento del personale, funzionale al nuovo sistema, con la creazione di nuove e moderne professionalità…
Sarà effettuato un immediato reclutamento di giovani professionalità amministrative, con l’immissione nel ruoli regionali, attraverso procedure concorsuali velocissime e trasparenti di almeno 500 soggetti laureati in giurisprudenza, economia, scienze politiche e materie giuridiche in genere.
Sarà attuata una doverosa valorizzazione del personale con qualifiche tecniche oggi in servizio. Grandissima attenzione sarà dedicata alla valorizzazione del comparto che costituisce da sempre il cuore operativo di ogni amministrazione efficiente ed efficace. Agli oneri relativi si provvederà con l’introduzione di un part time bilanciato tra uscite parziali e nuovi ingressi
La PA sarà dotata di un meccanismo computerizzato che a ciascun utente renderà tracciati e trasparenti tutti i procedimenti amministrativi che lo riguardano, lo stato di ogni pratica, e i rispettivi uffici e gli operatori responsabili.

13. Ricominciamo dalla Scuola
Robert Schumann, padre fondatore dell’Europa, soleva dire: “Se potessi ricominciare, ricomincerei dalla scuola”.
E noi è da lì che ricominceremo: dalla scuola, dall’insegnamento di ogni ordine grado, dalle istituzioni scolastiche e dai suoi attori, insegnanti, professori, studenti e scolari. E dai luoghi deputati all’insegnamento…
Il programma di Franco Busalacchi prevede che nell’ambito delle competenze istituzionali e nel confronto continuo col mondo della scuola dovrà essere identificato un processo di costruzione della persona che non solo sappia leggere, scrivere, e far di conto, ma che sappia anche convivere con gli altri, che sappia dialogare, che abbia assimilato il valore e importanza dello stare insieme, i concetti di bene pubblico e della sua utilità, dell’onestà e dell’impegno umano e civile. E per questo saranno identificati mezzi, strumenti e azioni.
Gli istituti scolastici dovranno essere tali per loro esclusiva destinazione.
Dovranno perciò scomparire aule in affitto, case riattate a scuole, buie e fredde. Non dobbiamo più vedere colonne di ragazzini costretti a spostarsi da un punto all’altro della città per raggiungere una palestra, quasi sempre privata, o per svolgere attività pratiche e tecniche.
Ecco perché il programma di Franco Busalacchi prevede di far scomparire aule in affitto, case riattate a scuole, buie e fredde… Afferma: «Non dobbiamo più vedere colonne di ragazzini costretti a spostarsi da un punto all’altro della città per raggiungere una palestra, quasi sempre privata, o per svolgere attività pratiche e tecniche. Subito sarà fatto un censimento e sarà messo a disposizione della scuola ogni edificio pubblico che abbia i requisiti necessari.
L’edilizia scolastica di ogni ordine e grado sarà primario obbiettivo, la costruzione di nuovi edifici, la manutenzione, la messa in sicurezza e l’eliminazione delle barriere architettoniche su quelli già costruiti sarà un dovere prima che un impegno.
La sicurezza degli istituti sarà garantita con sistemi passivi di controllo e, ove necessario, con continua sorveglianza. Non ci dovrà essere tolleranza per gli atti di vandalismo interni ed esterni, né dovrà accadere più che la scuola venga messa sotto attacco, razziata, depredata, da chi è reso suo malgrado nemico dell’istruzione e della società.
Accanto all’edilizia scolastica forte sarà l’impegno del governo per assicurare agli studenti fuori sede alloggi dedicati, sui modelli operanti nei paesi europei.
Sarà agevolata la costruzione di un sistema di tempo prolungato che omologhi la nostra scuola a quella dei paesi più avanzati e riduca al minimo il sovraccarico dello studio a scuola chiusa.
Saranno assicurate adeguate assegnazioni per le spese di funzionamento di ciascun istituto scolastico...»

14. La Sicilia Maestra di vivibilità Ambientale
Un romanzo di fantascienza degli 60 del secolo scorso immaginava che la California si staccasse fisicamente dal resto degli Stati uniti d’America, diventasse uno Stato e realizzasse un destino virtuoso fatto di sostenibilità ambientale e di contenimento di ogni forma di spreco.
Suggestivo scenario, vero? Che cosa manca alla Sicilia per fare diventare questo sogno una realtà? A parte la questione istituzionale della sua separazione dallo Stato italiano, che resta sullo sfondo, basterebbe congiungere le vie oggi parallele della sua specificità climatica e della sua condizione di autonomia speciale per realizzare l’utopia.
Basterebbe avere la consapevolezza che il Sole riversa sull’isola l’equivalente di miliardi di tonnellate di petrolio e catturarne quanto ne occorre per il nostro fabbisogno. E non sarebbe un atto virtuoso, sarebbe una soluzione razionale ed avveduta ad un problema che diventa col passare degli anni sempre più grave…
In sintesi, occorre rivoluzionare il metabolismo urbano. È una sfida, questa, che si collega a quella del disaccoppiamento fra crescita del PIL e uso delle risorse : una necessità ormai riconosciuta da tutte le principali organizzazioni internazionali che si occupano di sviluppo socio-economico, e recentemente anche dall’ONU. Le città, nelle quali si genera la maggior parte del PIL nazionale (il 67% nell’UE) dovranno essere il motore di un nuovo modello economico in cui il benessere dell’individuo non sia in contrasto con quello del pianeta e, quindi, con quello delle generazioni che verranno.
Il programma di Franco Busalacchi prevede alcuni punti chiave di “mitigazione” (in breve): aumento dell’efficienza energetica del parco edilizio, la generazione distribuita e la promozione dell’uso di energie rinnovabili. Per le costruzioni: uso di materiali locali a basso contenuto energetico. Poi: disincentivazione dell’uso dell’auto privata; integrazione e la prossimità delle funzioni; il blocco del consumo di suolo; la riduzione dei rifiuti; la promozione dell’agricoltura urbana e peri-urbana.
Un progetto di sviluppo urbano sostenibile, di cui ogni Piano regolatore generale (PRG) è uno dei punti cardine, lo scheletro che sostiene tutte le funzioni del metabolismo urbano, richiede: la messa a punto di una visione partecipata delle città del futuro; l’adozione di un diverso modello di programmazione/progettazione, basato sul metodo del “backcasting”, invece del “forecasting”, previsione.
Il metodo del “backcasting” parte dalla definizione di un futuro desiderabile (visione), di un obiettivo sul medio-lungo periodo, e procedendo a ritroso identifica politiche, programmi e progetti che connettono il futuro al presente. La domanda fondamentale che il “backcasting” si pone è: se vogliamo raggiungere un certo obiettivo, quali azioni si devono intraprendere per arrivarci, quali sono i progetti coerenti con l’obiettivo finale? “Backcasting” è il contrario di “forecasting”, previsione. La previsione è il processo attraverso il quale si prevede il futuro sulla base della analisi delle tendenze attuali; il “backcasting” affronta la sfida di discutere del futuro partendo da esso.

15. Formazione: “Un unico Ente Pubblico per riformare il Settore”
Se volessimo dare una raffigurazione precisa della capacità corruttiva della mala politica siciliana e della complicità che soggetti privati hanno fornito e sono pronti ancora a fornire a questa politica delinquenziale, basterebbe descrivere la parabola della formazione professionale in Sicilia. “Soldi mansi”, si dice dalle nostre parti, dove il corruttore e il corrotto, il concussore e il concusso si distinguono appena. Enti fasulli, corsi fasulli, esami fasulli, professori fasulli, alunni fasulli, fatture false, elenchi di morti spacciati per vivi, insomma, uno scenario che solo una regia visionaria e criminale può immaginare e realizzare. Solo gli arricchimenti di politici e collusi assortiti sono veri...
Il programma di Franco Busalacchi prevede la costruzione di un unico ente pubblico per la formazione professionale in Sicilia, nel quale confluiranno i finanziamenti pubblici dedicati della UE, dallo Stato e dalla Regione e gli eventuali concorsi privati... Sarà guidato da soggetti che abbiano dato ampia prova di competenza, correttezza e managerialità. I formatori storici e gli amministrativi saranno coinvolti nel processo formativo, ciascuno secondo la propria professionalità acquisita. Altre professionalità saranno reperite in perfetta trasparenza, per adeguare l’offerta formativa alle esigenze reali e ai tempi del mercato del lavoro.
Accanto a questo Ente generalista dotato di competenze di livello regionale. ma articolato su base provinciale, saranno costituiti due o più Collegi europei di altissima specializzazione che formeranno le nuove generazioni di giovani professionisti del diritto europeo e internazionale.

16. Salute: “Soldi Pubblici solo per la Sanità Pubblica
Chi governa ha il dovere di capire e fare capire con ogni mezzo lecito che quel giuramento non è una vuota formalità, ma un impegno personale e sociale che è persino quantificabile in termini economici e deve fare in modo che in ogni attività medica sia svolta secondo le regole sapendo che così facendo crea un risparmio per investimenti per altra attività medica.
Ma in Sicilia quel dovere deve diventare un imperativo categorico. E tutti i poteri e le competenze legislative della Regione devono tendere a quel fine.
Il programma di Franco Busalacchi prevede che il pubblico denaro deve essere utilizzato per la sanità pubblica; che i medici debbono essere pubblici o privati: che la prevenzione deve essere la via maestra; che liste attesa devono essere azzerate subito; che le aree di emergenza devono essere decongestionate e rese un luogo delle istituzioni “umane”; che le gare pubbliche devono essere centralizzate.

Progetto operativo - Riorganizzazione regionale

Unificazione del sociale in capo all’assessorato alla Salute al fine di attuare una effettiva integrazione tra sociale e sanitario (Assessorato alle politiche sociali e sanitarie)

Le Liste di attesa

Azzeramento delle liste di attesa attribuendo la gestione delle visite ambulatoriali solo agli ospedali. Passaggio dell’attività ambulatoriale convenzionata dal distretto sanitario all’ospedale e potenziamento e gestione del CUP (Centro Unico di Prenotazioni) in unica centrale (per evitare la duplicazione delle prenotazioni).

Esenzione dal ticket

Le prestazioni sanitarie saranno totalmente gratuite per i cittadini di età inferiore a sei anni (e superiore a sessantacinque anni), appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01);
Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico.

Aree di emergenza

Nelle aree di emergenza delle Aziende Ospedaliere e per i presidi ospedalieri dei Comuni capoluoghi di provincia sarà allocato un presidio di medici convenzionati (medici ambulatoriali interni). Detti medici visiteranno gli abitanti a cui è stato assegnato, dal triage, codice bianco (non critico) o verde (poco critico) Quindi le aree di emergenza degli ospedali visiteranno solo i codici rossi (molto critico) e gialli (mediamente critico). (Da notare che su 1.100.000 accessi ai Pronto soccorso siciliani, 800.000 circa sono bianchi e verdi, 73% circa). Prevenzione Patologie orali odontoiatria per i cittadini con età 0-14 anni (offerta attiva da parte del SSN) visita ed estrazioni, chirurgia paradontale, chirurgia orale ricostruttiva, ablazione del tartaro. Tumori e screening Malattie cardiovascolari. Diabete Respiratorie croniche Disturbi psichiatrici. Cecità e ipovisione. Ipoacusia e sordità. Prevenzione e sorveglianza della disabilità e della non autosufficienza. Sicurezza alimentare. Malattie infettive. Ambienti vita. Inquinamento atmosferico e qualità dell’aria.Acque di balneazioni. Sanità veterinaria.
Ospedalità pubblica - Obiettivi prioritari: Mantenimento della spesa all’interno del 44% del F. S. R. 2; Riorganizzazione e potenziamento della rete pubblica e contestuale diminuzione delle Unità Operative semplici e complesse; Riorganizzazione degli ospedali delle ASP con il potenziamento di quelli più grandi e riconversione dei piccoli ospedali in Ospedali di Comunità (sono strutture intermedie tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale, in sostanza un ponte tra i servizi territoriali e l’ospedale per tutte quelle persone che non hanno necessità di essere ricoverate in reparti specialistici, ma necessitano di un’assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio); Incremento dell’attività ambulatoriale pubblica con il passaggio dell’attività ambulatoriale convenzionata dal distretto all’ospedale al fine di ridurre le liste di attesa.
Ospedalità privata: Diminuzione dei contratti con le strutture private (gli accordi contrattuali di cui all’articolo 8-quinquies del D. L.vo 502/92). Devono essere ridotti del 15% i posti letto per acuti il primo anno e del 10% anno per gli altri quattro anni, mantenendole prestazioni sanitarie per le quali c’è maggiore mobilità sanitaria verso altre regioni ed aumentando i posti letto di lungo degenza e riabilitazione; Riorganizzazione del 118 con la riduzione reale ad una sola centrale operativa che deve avere, anche, il coordinamento regionale dell’attività del servizi urgenza emergenza sanitaria e il coordinamento e delle ambulanze/postazioni. Le postazioni delle ambulanze devono essere distribuite tenuto conto della riorganizzazione della rete ospedaliera; Implementazione e riorganizzazione del rischio clinico, al fine di ridurre al minimo i casi di malasanità. Ospedalità ambulatoriale privata convenzionata (specialistica esterna). Riduzione del 10% annuo del tetto di spesa per i laboratori di analisi e per la Fisiokinesiterapia con diminuzione dei contratti con le strutture private ( accordi contrattuali di cui all’articolo 8-quinquies del D. L.vo 502/92).
Riconversione della spesa in ambulatoriale pubblica. Ospedalità distrettuale: Potenziamento, nei Comuni dove non insiste un ospedale pubblico, dell’ambulatoriale pubblica e dei PTA (Presidio Territoriale di Assistenza sono strutture che includono servizi territoriali e anche poliambulatori. Nei PTA è possibile effettuare anche esami di laboratorio, diagnostica, ricevere assistenza infermieristica); Assistenza domiciliare e residenziale; estensione a tutta la popolazione che ne ha diritto. Riorganizzazione dell’assistenza su base provinciale con il potenziamento nelle province carenti (utilizzando anche le IPAB); Riorganizzazione delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), avuto riguardo alle realtà provinciali e notevole incremento nel quinquennio, utilizzando i risparmi con la centralizzazione dei servizi e degli acquisti, con particolare riferimento a quelle per utenti con Alzheimer o demenza senile (Abitanti sopra i 65 anni 270.000 circa); Numero posti letto di Residenze Sanitarie Assistenziali da realizzare nel quinquennio • Autorizzare 000 • Accreditare e contrattualizzare 000 • Accreditare e contrattualizzare Per Alzheimer e lungo degenti 1.500.
Spesa farmaceutica: Riconduzione della spesa farmaceutica territoriale entro il tetto previsto dalla normativa nazionale comprensiva della spesa ospedaliera (Pay back e distribuzione diretta).

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