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Segue un articolo dal titolo “Torino, sui debiti del Comune Fassino replica ad Appendino: ‘L'unica bugiarda è lei’…” (L'ex sindaco sulle accuse di aver mentito ai torinesi: “Ho sempre dato conto della situazione finanziaria. Lei, piuttosto, o è in malafede o deve tornare a studiare”), pubblicato da “Torino Repubblica” (http://torino.repubblica.it/).     

“Torino Repubblica”: «Le uniche bugie arrivano ancora una volta dalla sindaca Appendino. L'ex sindaco di Torino, Piero Fassino, replica così alle critiche della prima cittadina pentastellata che, accusando i predecessori di essere responsabili del grave deficit delle casse comunali, ha attribuito a lui la colpa di "avere mentito" ai torinesi sui problemi esistenti. "E' falso - risponde Fassino - che non abbia mai detto con chiarezza lo stato dei conti pubblici. L’ho fatto fin dal primo giorno del mio mandato. Ricordo alla smemorata sindaca che nel 2011, appena eletto, non esitai a non adempiere alle disposizioni imposte dal Patto di stabilità proprio a causa della condizione finanziaria critica della città. E  basta andarsi a rileggere i resoconti dei numerosi consigli comunali dedicati al bilancio, cosi come le ripetute dichiarazioni e interviste mie e dell’assessore Passoni, per constatare che abbiamo sempre dato conto in modo trasparente della situazione finanziaria di Torino. Certo, non ci siamo limitati al lamento, ma abbiamo messo in campo una strategia di risanamento, non sottraendoci a prendere tutte le misure straordinarie necessarie. D’altra parte, se così non fosse stato, non avrei avuto ragione di far approvare dal Consiglio comunale un piano di dismissioni di società partecipate per 255 milioni e immobiliari per 150 milioni".
"Pensavo che in un anno e mezzo di mandato avesse capito quanto faticoso sia guidare una città e che complessi problemi finanziari non si risolvono con la demagogia - aggiunge Fassino -. Prendo atto invece che la Sindaca ad ogni difficoltà, anziché assumersi le proprie responsabilità, preferisce attaccare me e i miei predecessori con accuse false". In cinque anni, ricorda Fassino, "l'indebitamento è passato da 3,3 a 2,8 miliardi, l'esposizione verso le società partecipate da 380 a 130 milioni, i derivati da 1,2 a 0,6 milioni e i dipendenti comunali da 11 mila a 10 mila con evidente contenimento del costo per personale. Sono tutti dati pubblici e certificati dai revisori e controllati dalla Corte dei Conti. E tutto questo lo si è fatto senza ridurre servizi e non rinunciando a investire, peraltro in anni di politiche governative caratterizzate da pesante riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni".
"Sorprende, infine - conclude l'ex sindaco - che chi vanta spesso una laurea alla Bocconi non distingua il debito per investimenti da quello per spesa corrente. Sono gli investimenti, e non la spesa corrente, ad aver generato un alto indebitamento della città di Torino, investimenti grazie ai quali la città, colpita da una crisi industriale durissima, ha evitato un inarrestabile declino e anzi si è rilanciata con risultati unanimemente riconosciuti e apprezzati. Ed è per questo motivo che mi sono fatto carico di gestire una complessa situazione finanziaria senza mai recriminare le scelte dei miei predecessori, perché consapevole che quelle scelte sono state decisive per la vita della città”».

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