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Approfitto di questo blog per pubblicare un pensiero di questa mattina, di pochi minuti fa, aspettando di collegarmi col Presidente.

Egoisticamente, questo post è più una nota mentale che una condivisione... un pensiero, un rantolo mattutino, una lamentela per le nostre condizioni di vita; nonostante siamo ancora tra le popolazioni piu fortunate al mondo.

 

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"Ci piace pensare di vivere in una società libera.

Eppure, la realtà è che coloro che hanno la fortuna di lavorare lo fanno in fondo per latifondisti (aziende con azionisti che vivono lontano dai "campi" della produzione), per le botteghe di qualcuno (piccole aziende familiari), nei migliori casi per una mezzadria (quando si ha la fortuna di recepire, in pochissimi casi, una percentuale dei profitti). E anche quando siamo noi a possedere la locanda (un negozio, ristorante, una qualunque attività commerciale o professione), siammo davvero liberi? Siamo liberi di dedicarci alla nostra crescita culturale e spirituale, piuttosto che alla produzione? O l'uomo moderno, l'homo economicus, in fondo è libero solo di scegliere, magari razionalmente e quando possibile, per quale padrone lavorare e quale mansione svolgere?

Nel pensare una società moderna, in cui l'automazione, la tecnologia e la sovrappopolazione ridurranno il numero di lavori da svolgere, non dovremmo cercare di realizzare una società capace di liberare l'uomo dalla sciavitù dal denaro?

Gli uomini e le donne al centro dell'universo in quanto tali, non in quanto macchine da produzione."


Commenti   

0 # Esiste davvero la libertà?Francesca Ancona 2017-07-24 03:16
Questo suo pensiero mi colpisce, proprio ora riflettevo sul come uscire fuori da questa triste situazione socio-economica. Sono la prima a pensare che il lavoro dovrebbe essere un piacere e non un dovere indispensabile alla vita. Lei parla di una società capace di liberare l'uomo dalla schiavitù del denaro, io non credo sia il denaro a renderci schiavi, ma le nostre naturali esigenze (che si comprano col denaro). Certo, forse oggi abbiamo perso il concetto di essenziale, ma chi tornerebbe a vivere nelle capanne coperto da pelli di animali? Indietro non si può tornare. Quindi, una società ideale dovrebbe provvedere ad assicurare comfort e agi moderni a tutti gli esseri umani. Se non ci fosse più il denaro sicuramente si andrebbe ad inventare qualche altro mezzo per procurarsi le necessità vitali e la schiavitù non finirebbe, cambierebbe solo lo strumento. A meno che non si voglia radere al suolo ogni tipo di materialismo e rifugiarsi in una società prettamente spirituale. Io penso che non sia questo il luogo e il tempo, abbiamo un corpo fisico, la materia è parte del pianeta. Il materialismo è un nostro diritto e necessità, è stato davvero demonizzato. Società idilliaca quella di cui parlo? Nulla è impossibile. Il problema è che la disparità sociale fa troppo comodo, e forse, vorrei sbagliarmi, appartiene al sistema naturale delle cose. Il grande che mangia il piccolo. Molti hanno dimenticato che esiste una cosa chiamata lotta. Perché? Saluti
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