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Con la pubblicazione dell’articolo di “Affaritaliani” (http://www.affaritaliani.it/) dal tiolo “Consip, l'intercettazione è una finta. Banche nelle mani della Massoneria”, chiedo pubblicamente e gentilmente a tutti i Direttori di testate e di rubriche di approfondimento TV (Lilli Gruber, Giovanni Floris, Luce Telese, Corrado Formigli, Enrico Mentana, Gianluigi Paragone, Bruno Vespa e tutti gli altri) di invitare finalmente in TV Gioele Magaldi (Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, Presidente del Movimento Roosevelt e autore del bestseller “Massoni. Società a responsabilità illimitata” - Chiarelettere) magari direttamente a confronto con i vari protagonisti delle ultime vicende che in qualche modo chiamano in caso la Massoneria, il potere ed i "potenti" italiani in Italia ed ovunque (in questo caso: Maria Elena Boschi, Matteo Renzi, Tiziano Renzi, Ferruccio De Bortoli e tutti gli altri).
Certo della vostra buona fede, posto l’articolo di “Affaritaliani” e resto/restiamo in attesa di positivi riscontri da parte vostra in modo di cercare finalmente di spiegare all’opinione pubblica (attaverso nomi, cognomi, fatti, storie, frequentazioni, affiliazioni, nomi di Logge e tantissimo altro...) come stanno le cose.
Di seguito il pezzo “Consip, l'intercettazione è una finta. Banche nelle mani della Massoneria”.

Che idea si è fatto della polemica tra De Bortoli, Boschi e Renzi su Banca Etruria?

«E’ una vicenda piena di ipocrisia, doppi e tripli sensi, surrealtà e vecchi rancori. Maria Elena Boschi ha fatto bene a interessarsi del possibile salvataggio di Banca Etruria, essendo una parlamentare del territorio dove la Banca operava. Ed essendosene interessata, semmai, la Boschi ha fatto male a negare di averlo fatto. E’ una brutta abitudine, questa, di negare anche l’evidenza, spesso, da parte sia della Boschi che di Matteo Renzi. Come reputo pessima la recente pantomima sulla telefonata (intercettata dagli inquirenti e poi pubblicata dal Fatto Quotidiano) del Segretario Pd al padre Tiziano, dove il primo tratta apparentemente in modo rude e con tono inquisitorio il secondo: chiarissimamente si tratta di un’operazione preventiva per poter un giorno utilizzare questa scenetta quale dimostrazione dell’assoluta estraneità di Matteo ai maneggi e alle relazioni “pericolose” del padre. Peccato, però, che il sistema di potere di cui Renzi Junior ha beneficiato nella prima parte della sua ascesa si è fondato anche su tutta una serie di rapporti con personaggi toscani- alcuni massoni e altri no- collegati agli interessi imprenditoriali ed economici di Renzi Senior, all’interno di un più complessivo groviglio di legami tra politica, istituzioni e cenacoli privati alla ricerca di profitti, tra Firenze e territori contigui.»

Esiste davvero come dice De Bortoli un problema tra massoneria e banche?

«E’ storicamente evidente che l’attività bancaria e finanziaria, dal XIX secolo in poi, è sempre stata maggioritariamente nelle mani di circuiti massonici. In tutto il Mondo occidentale e occidentalizzato. Ma in tutta questa vicenda, il personaggio più in mala fede appare proprio Ferruccio De Bortoli. Costui, durante tutta la sua carriera giornalistica, ha sempre cercato di essere ammesso ai salotti più esclusivi dell’aristocrazia massonica euro- atlantica. Ma non c’è mai riuscito. Come non c’è finora riuscito Renzi, del resto, da anni aspirante apprendista massone presso superlogge sovranazionali, visto che le amicizie massoniche di medio-basso calibro del padre Tiziano potevano essere buone per arrivare a governare la provincia e il comune di Firenze, ma non erano e non sono certo sufficienti a puntellare e a consolidare la traiettoria nazionale e internazionale delle ambizioni renziane. A questo proposito, peraltro, posso dire che sia De Bortoli che Renzi, in tempi diversi, tra diverse Ur-Lodges presso cui hanno “bussato” (mediante intermediari), si sono trovati entrambi a un soffio dall’essere accolti dalla superloggia moderata “Atlantis-Aletheia”, officina di cui fa peraltro parte il massone Emmanuel Macron, neoeletto Presidente della Repubblica francese. Trovo perciò davvero ipocrita che De Bortoli si metta a cianciare in stile genericamente antimassonico di rapporti tra “massoneria e banche”, riguardo alla vicenda Etruria, ma si sia sempre guardato bene (al pari di quasi tutto il sistema giornalistico italiano) dall’evocare la questione della responsabilità che hanno avuto massoni neoaristocratici come Mario Draghi e Anna Maria Tarantola (all’epoca ai vertici di Bankitalia) nella pessima gestione del Monte dei Paschi di Siena, con riferimento sia all’acquisizione di Banca Antonveneta che ad altre non meno scabrose questioni. E trovo gravissimo che in contesti come la trasmissione Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber- cosi come in altri talk-show televisivi italiani- venga data occasione a De Bortoli e ad altri di pontificare genericamente di legami tra massoneria e banche, massoneria e affari, massoneria e poteri opachi o poteri forti, ma nessuno si sia mai preso la briga di citare e discutere le precise informazioni e le puntualissime narrazioni (con nomi, cognomi, sigle, date e circostanze, ecc.) degli intrecci tra la libera muratoria e il potere contenute nel libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere. Lilli Gruber - ed altri suoi colleghi del piccolo schermo - invitano “porci e cani”, inesperti di questioni latomistiche o carichi di veleni antimassonici per qualche mancata affiliazione, a parlare di massoneria e potere in tv e presentano miriadi di libri privi di reale interesse per la pubblica opinione , ma evitano come la peste e censurano da anni i contenuti del libro “Massoni”. Come mai? Rivolgo direttamente la domanda ai vari Lilli Gruber, Giovanni Floris, Luce Telese, Corrado Formigli, Enrico Mentana, Gianluigi Paragone, Bruno Vespa, ecc., i quali, con rara faccia di bronzo, in questi anni hanno parlato di qualsiasi tematica attinente da vicino o da lontano la massoneria e il potere, ma si sono scientificamente cimentati nella censura e nella rimozione del libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata”, nonostante la grande diffusione del libro in Italia a anche la sua traduzione sull’importante e vasto mercato ispanofono (edito e distribuito, da Kailas Editorial, con il titolo “Masones. Todos sus segretos al descubierto”, in Spagna e America Latina, ecc,), in attesa di arrivare anche sui circuiti francesi, inglesi, tedeschi, russi, ecc.»

Qual è il ruolo della massoneria nella vicenda Etruria?

«Una volta tanto, mi trovo (quasi) d’accordo con Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. Il Fratello Bisi, a proposito della questione Banca Etruria, non solo ha giustamente rammentato che l’istituto era nato come benemerita banca dedita al credito popolare (“Banca mutua popolare aretina”) per diretta, limpida e ufficiale iniziativa massonica nel 1882, ma ha anche ricordato che, sino a quando la Banca è stata guidata dal Fratello massone (tale alla luce del sole e senza ambiguità) Elio Faralli, essa andava a gonfie vele. I problemi sono arrivati con le gestioni successive, in presenza di “non massoni” e/o di massoni “nascosti e non dichiarati”».

La massoneria è davvero un "potere forte" in Italia e in particolare nel mondo della finanza?

«Certamente si. E per comprendere appieno quanto e come questo sia vero, in termini però del tutto diversi da come se lo immaginano i complottisti paranoidi o i cittadini italiani disinformati dalla gran parte dei media mainstream (media che, da qualche decennio- non solo in Italia- in buona parte sono caduti nelle mani di ambigui segmenti massonici contro- iniziatici, traditori dei valori progressisti di libertà, uguaglianza e fratellanza che contraddistinguono da secoli l’autentica Libera Muratoria), rinvio appunto alla lettura del primo volume del libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur- Lodges”, Chiarelettere. E, tra pochi mesi, sarà disponibile al pubblico anche il secondo volume della serie di “Massoni”, dal significativo sottotitolo: “Globalizzazione e massoneria”. Poi, per chi vuole qualche anticipazione sul nesso spirituale, economico, politico e mediatico che lega costitutivamente il “vero potere” e la massoneria nel mondo contemporaneo e tanto più ai nostri giorni globalizzati, consiglio di chiedere l’iscrizione al Seminario massonico ed esoterico a cura del Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com) che avrà luogo domenica 21 maggio, a Roma, nelle modalità descritte in : http://www.grandeoriente-democratico.com/Confermato_il_Seminario_massonico_ed_esoterico_di_domenica_21_maggio_2017_a_Roma.html e secondo le direttivi ispiratrici illustrate in http://www.grandeoriente-democratico.com/Universita_di_studi_esoterici_e_massonici_Giordano_Bruno_Seminari_romani_e_milanesi_percorsi_iniziatici_selettivi.html .
Invece, per chi desideri sapere come si possa fare buona politica e come ci si possa occupare in modo solare di amministrazione della cosa pubblica e del sistema economico-finanziario 3 e bancario, insieme a massoni dichiarati e a non massoni felici di restare tali (ma privi di ipocriti pregiudizi antimassonici), consiglio di visitare le pagine di https://www.movimentoroosevelt.com/ e di https://blog.movimentoroosevelt.com/, in attesa dell’imminente lancio del Partito Democratico Progressista (PDP) su cui mi riservo con piacere di soffermarmi in una prossima intervista con Affaritaliani.»

N.B. “Affaritaliani” (http://www.affaritaliani.it/), precisa: «Come sempre fornirà in qualsiasi momento la possibilità di replica alle tesi indubbiamente roboanti di Magaldi.»

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