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Il presidente del Movimento Roosevelt: insensato appellarsi genericamente alla Costituzione – già manomessa da Monti – senza pretendere almeno la cancellazione del pareggio di bilancio, specie dopo che i vertici della Bce (uscenti ed entranti) hanno evocato un cambio di rotta keynesiano, tale da demolire i cardini stessi del rigore neoliberista
 
"Una parata inutile e malinconica". Con queste parole Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, boccia la manifestazione "Liberiamo l'Italia" in programma a Roma il 12 ottobre, promossa tra gli altri da Guido Grossi e Mauro Scardovelli, con l'appoggio di Vox Italia (Diego Fusaro) e sigle come "Sollevazione", "Partito Umanista" e "Risorgimento Meridionale". Per Magaldi si tratta di "rossobrunismo velleitario, incapace di cogliere la sfida di oggi", ovvero: "Rivendicare il diritto alla sovranità democratica attraverso un'iniziativa politica che costringa il governo a dare risposte precise".

Secondo Magaldi "è perfettamente inutile appellarsi all'attuazione della Costituzione", già lesionata dal Parlamento all'epoca del governo Monti con l'introduzione dell'obbligo del cosiddetto "equilibrio di bilancio". "Che senso ha ripetere slogan come "no all'euro", oggi – si domanda Magaldi – dopo che Mario Draghi ha appena evocato una svolta radicale come l'adesione alla Modern Money Theory, mentre la stessa Christine Lagarde, che ne prenderà il posto alla Bce, ha rilanciato la necessità di "restituire la moneta al popolo" varando innanzitutto gli eurobond per sostenere i debiti pubblici?".

Per Magaldi, la manifestazione di Roma avrebbe senso se i promotori sfidassero apertamente il governo Conte: "Anziché richiamarsi genericamente alla Carta costituzionale, come si fa inutilmente da decenni, perché intanto non sollecitano il governo spingendolo a eliminare dalla Costituzione il pareggio di bilancio introdotto nel 2012? E perché non propongono a Conte di sfidare gli stessi Draghi e Lagarde, chiedendo loro di far seguire alle parole i fatti?". E ancora: "Perché i promotori della manifestazione non pretendono che l'Italia si faccia promotrice, in Europa, dell'introduzione degli eurobond esplicitamente menzionati dalla Lagarde?".

Autore del bestseller "Massoni" (Chiarelettere, 2014) che inquadra il ruolo occulto delle superlogge reazionarie della massoneria sovranazionale nell'imporre l'austerity in Europa, Magaldi avverte: "Ci sono segnali di un cambiamento epocale: i massimi artefici del rigore, come Draghi e Lagarde, stanno clamorosamente abbandonando il circuito "neoaristocratico" che ha finora imposto i peggiori sacrifici sociali, usando come clava le istituzioni di un'Unione Europea che di fatto non è mai nata. Per questo – conclude il presidente del Movimento Rooseveltaccampare richieste "impossibili" come l'uscita dall'Ue significa rinunciare a incalzare l'oligarchia europea, proprio mentre al suo interno si vanno aprendo vistose crepe, fino a ieri impensabili".
 


UFFICIO STAMPA MOVIMENTO ROOSEVELT (www.movimentoroosevelt.com)
Alessio Altieri
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mobile: +39.3396422626



(Articolo del 9 ottobre 2019)

Commenti   

0 # una modesta propostabeppe pal 2019-10-10 13:27
Giusto dire «senza pretendere almeno la cancellazione del pareggio di bilancio».
Ma tale cancellazione o avviene a furor di popolo (come quando bruciava i catasti e cose simili) o la si fa nei termini stabiliti dalla legge.
Per il ricorso contro la parità di bilancio Costituzionale ho proposto al modulo di contatto di Galloni (e poi al vostro) di ricorrere alla “madre di tutti i ricorsi” ovvero ricorrere contro la Legge 11 marzo 1953 n. 87, art. 23 quella che ha statuito che titolati a ricorrere alla Corte Costituzionale sono governo centrale e locale – le regioni saranno attuate solo nel 1970- e giudici, ma solo se ciò emerge in corso di giudizio.
Ovvero ciò è in palese contrasto con l’art. 3 Costituzione a meno che non si voglia ritenere «cervellotico» il ricorso di chi ha pari diritti di un magistrato e un amministratore locale.
Ciò supererebbe la tutela giudiziaria (la “buona coscienza dei giudici” ha detto qualcuno) e ogni questione di rilevanza incostituzionale sarebbe sottoposta direttamente alla Corte Costituzionale.
Farlo, e si suppone che il MR abbia le conoscenze per farlo, sarebbe un segnale che si persegue re la giusta strada (mentre gli altri parlano) quindi un buon “biglietto da visita” da spendere sapendo che nessuno, anche del governo gialloverde e giallorosso, pur sapendolo mai l’ha fatto. Tutti loro votarono per l’inserimento costituzionale del cd. “parità di bilancio”.
Smaschererebbe agli Europei anche Draghi e Lagarde o come keynesiani o come spergiuri.
Questo spiega pure la concordia da “letto a quattro piazze” del fascista-piduista taglio dei parlamentari. Quindi neanche ha senso dire che «è perfettamente inutile appellarsi alla costituzione» (laddove è corretto dire che chi parla di costituzione, il ct. “letto a quattro piazze”, la fa genericamente e non sempre in buona fede).
La critica è sterile se non è anche proposta.
La parola se muta se non produce suono.
Saluti.
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