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Il presidente del Movimento Roosevelt, che plaude a monsignor Zuppi per gli agnolotti senza maiale a Bologna, difende il ministro Fioramonti: in Francia e Germania nessun croficisso nei luoghi pubblici, la civiltà occidentale ha istituito la libertà di religione ponendo una netta distinzione tra la sfera pubblica e l'ambito privato della fede

"Chi vuole il crocifisso nelle scuole non difende il cristianesimo, ma solo i patti clerico-fascisti stipulati negli anni Venti da Mussolini per stabilire un'egemonia culturale clerico-fascista sulle nuove generazioni, agendo sulla scuola e sull'educazione". Lo afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, schierandosi col ministro dell'istruzione Lorenzo Fioramonti che ha messo in dubbio l'opportunità di esporre i crocifissi nelle scuole. "In Francia, in Belgio e in Germania (con l'eccezione della Baviera) non c'è nessun crocifisso nelle scuole e nei tribunali", ricorda Magaldi. "Una conferma della vera natura della cività occidentale, cui si deve la conquista storica della libertà di religione: ciascuno è libero di professare la propria fede, senza però che quest'ambito (privato) condizioni la sfera pubblica, che deve restare laica, superando l'oscuro retaggio delle antiche teocrazie".

In realtà, ricorda Magaldi, così era anche in Italia prima del fascismo: "Quella del crocifisso nei luoghi pubblici non è una tradizione secolare, ma un'innovazione introdotta da una legge fascista del 1924". Normativa anomala, "poi entrata anche nella Costituzione del 1948, vergognosamente, grazie all'ipocrisia e alla malafede del leader comunista Togliatti". Aggiunge Magaldi: "Gli analfabeti di ritorno della nostra classe politica, che fanno allarmismo sul presunto neofascismo di oggi, sappiano che lo Stato laico e liberale, pre-fascista, non prevedeva i crocifissi nelle scuole: chi dice di difendere la nostra identità culturale non conosce la nostra storia né la nostra tradizione". Tra gli ipocriti, Magaldi include anche il premier Conte: "Si dice pronto, da cattolico, a garantire "libertà di coscienza" ai medici messi di fronte al problema dell'eutanasia, eppure è lo stesso Conte che rinfacciava a Salvini l'esibizione del crocifisso nei comizi".

I crocifissi nelle scuole e negli altri edifici pubblici "non appartengono alla tradizione cattolica", ribadisce Magaldi: "Sono stati imposti con leggi del 1924-28 come parte di quel connubio clerico-fascista che rappresenta uno dei momenti più bassi dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia". Massone progressista, Magaldi è anche profondamente cattolico. "La libertà di religione – dice – è stata conculcata per secoli dalle stesse religioni. Non ce l'ha portata lo Spirito Santo: l'hanno garantita, semmai, le avanguardie laiche e massoniche che hanno costruito il mondo contemporaneo, che tutela culture diverse". Ecco perché, per la festa di San Petronio, "ha fatto benissimo la curia di Bologna a predisporre, nel menù della popolare sagra gastronomica, anche agnolotti con ripieno a base di pollo, per chi avesse problemi con la carne di maiale".

Non che sia scomparsa la mortadella, dagli agnolotti di San Petronio: la notizia (falsa) è stata veicolata da estremisti. Per Magaldi, si è trattato di "un fraintendimento velenoso e stupido, visto che il ripieno di maiale resterà largamente maggioritario". Gli agnolotti al pollo, semmai, potranno avvicinare alla festa cattolica anche altre culture. Magaldi punta il dito contro "l'ateismo devoto e il tradizionalismo integralista reazionario" di chi contesta l'arcivescovo bolognese Matteo Maria Zuppi, presto cardinale, "esemplare interprete del rinnovamento e delle aperture inclusive intraprese dalla Chiesa di Papa Francesco".

 
 

UFFICIO STAMPA MOVIMENTO ROOSEVELT (www.movimentoroosevelt.com)
Alessio Altieri
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mobile: +39.3396422626



(Articolo del 4 ottobre 2019)

Commenti   

0 # una questione di loicabeppe pal 2019-10-06 12:10
solo oggi ho possibilità di postarlo.

Ha senso in questa drammatica situazione parlare di crocefissi nelle scuole o in altri luoghi pubblici? E di tortelli? (quando poi “de franza o de spagna purché se magna?”)
È più filosofia massonica (condivisibile per logica) o di soggetto che vuole decifrare la realtà per poi trasformarla?
Chi ha proposto l’argomento e perché se ne parla?
Finché un nuovo voto non cambierà l’attuale assetto governativo, e relativi rapporti di forza, M5s è il primo partito (e lo ha dimostrato smentendo chi diceva che Salvini avrebbe spadroneggiato con la sua vittoria di Pirro delle elezioni Europee. Chi, di fatto, gli ha dato il ben servito è stato M5s. Renzi sta al M5s come Salvini: se stacca la corrente il M5s Renzi ritorna ad essere la nullità decretata dal 04.12.2016 e 04.03.2017. La differenza è che nel primo caso il vincolo era il cd “cambiamento”, nel secondo caso il vincolo è l’attaccamento di tutti alla poltrona.
In entrambi i casi è l’asservimento alla mondializzazione e finanza predatoria o, se preferite, agli “Aristocaratici”. Ma il significato per il popolo non è nei nomi quanto negli effetti).
Fin quanto le cose sono così il M5s è come la Democrazia Cristiana dei primi governi che nel 1960 si alleò con i fascisti (Tambroni) pur di governare senza coinvolgere la “sinistra”.
Già sapevo dai libri che l’art. 7 costituzione è stata la fatica d’ercole dei costituenti. Dopo aver letto il comunicato è stato facilissimo trovare, oltre la conferma che in quegli anni la chiesa era potentissima, che De Gasperi fu avvisato che se non fosse stato inserito la pattuizione Lateranense in costituzione la chiesa avrebbe levato l’esclusività dell’appoggio alla DC.
È vero che Togliatti diede l’assenso ma più voci dicono che la norma sarebbe passata lo stesso oltre che lui fosse consapevole di tale enorme potere clericale. La dimostrazione dimostrata è nel voto del 18.04.1948 e, soprattutto, nelle modalità propagandistiche clericali.
Nella Costituzione condivisa i costituenti al art. 7 co 2 “I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”. Ciò perché molti interventi dei costituenti hanno rilevato che l’accettazione, sic et simliciter, avrebbe costituito un “mostro” in quanto in un unico testo sarebbero due i poteri costituzionali: uno la costituzione eligenda, di cui erano condivisi i fini, l’altro i Patti Lateranensi... con altri costituenti che oltre questo mal digerivano la riproposizione di una norma/patto fascista.
La costituzione è come corpo vivo può essere migliorata ma non stravolta e questo comma dice che il ministro al posto di parlare avrebbe fatto meglio a modificare i patti.
Ma non è più così perché la cd Corte Costituzionale ha fatto ciò che il costituente ha escluso: ha costituzionalizzato all’interno della Costituzione due poteri (cioè ha parificato il concordato fascista come atto costituzionale, sentenze dal 1971 al 1977, e come legge costituzionale abbisogna, per essere modificata, di tutte le procedure di modifica costituzionale).
Questa è la prima e essenziale gravità… aver costituzionalizzato “l’uomo della provvidenza” (come il Papa dei tempi definì Mussolini che perseguì quel patto).
L’altra gravità è che il professore universitario queste cose le sa e allora perché il “crocefisso”?
L’Italia di oggi è figlia di quella di ieri ma oggi le condizioni sono profondamente e epocalmente cambiate. Il divorzio e l’aborto hanno eroso quel potere… e la chiesa non ha più capacità di influenzare il voto e le masse come e fino agli anni 50 (e a scemare fino al presente).
Oggi la chiesa è totalmente coinvolta nella globalizzazione e la sua influenza è lobbistica. Con la migrazione di matrice catto-sorosiana la chiesa si sta dando la zappata sui piedi (secondo alcuni) oppure sta dando sfogo all’anima temporale (il Dogma a Nicea abolì la “comunità” credente, legata anche alla peculiarità dei vangeli apocrifi e/o al territorio, e diede i presupposti del potere temporale e/o la De falsa et emendita constitutum Constantini denunciata da L. Valla, poi modello eroe di Erasmo).
Perché poi il ministro che parla di pluralismo laico violato dal crocefisso ma non parla dell’ora di religione (che è in ogni caso ora “religiosa” e non laica)?
Per farla breve, oggi il crocefisso sta alla scuola come “la legge uguale per tutti” scritta sopra la testa dei giudici sta alla giustizia e in entrambi i casi il caso Palamara è l’emblema che tiene su questo governo. Entrambi lontani dalla comunità credente come dall’art. 3 Costituzione (e si parla dei vertici con certezza, mentre della base si ha molte speranze che non sia così).
Ma entrambi vicini ai poteri “Aristocratici”, finanza predatoria o un 1% è lo stesso.
Il professore è del M5s ed è, in questo caso, la faccia pulita che consapevole, o anche no, depista da Palamara per la poltrona di tutti.
saluti
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