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Questa dis-Unione Europea tradisce il Sogno Europeo. 
L’Europa dei Popoli doveva essere un mezzo per tutelare e promuovere la democrazia, la libertà e la giustizia sociale.

Questa dis-Unione Europea - che unita non è mai stata - ha lavorato in senso contrario alla missione che aveva alla nascita.

Con le sue istituzioni antidemocratiche, soggette a pressioni esterne, e con l’unico Parlamento al mondo senza potere legislativo, la dis-Unione Europea è diventata uno strumento per divulgare ed imporre l’ideologia neoliberista, facendo l’interesse di grandi gruppi finanziari a discapito dell’interesse popolare.

Noi del Movimento Roosevelt abbiamo più volte parlato del bisogno di democraticizzare le istituzioni europee e del bisogno di politiche economiche espansive che ridiano fiato all’economia, garantendo anche i diritti economici delle persone. Abbiamo denunciato il bisogno di cambiare il mandato della BCE e di legarla ad un potere politico. Ma finché non ci sarà un profondo cambiamento della dis-Unione Europea abbiamo anche parlato della necessità di slegare il benessere della collettività dalle decisioni di una banca centrale, che è sostanzialmente privata, e da una istituzione che non lavora nell'interesse dei popoli che dovrebbe tutelare. 

Il Vicepresidente del Movimento Roosevelt, il Prof. Nino Galloni, ha recentemente appoggiato anche la soluzione dei minibot; perché aldilà di come si darà respiro all’economia, incrementare il potere di acquisto delle persone è una priorità.

A proposito dei minibot, ho recentemente visto un'intervista di Fabio Dragoni, che per molte cose stimiamo e del quale condividiamo gran parte dell’impostazione economica. Nell’intervista, Dragoni sosteneva che i poteri tecnocratici europei, con i loro tentativi di repressione e contenimento delle iniziative espansive proposte innanzitutto dal governo italiano, stanno alimentando il malcontento in tutta Europa e stanno di fatto segando il ramo sul quale sono seduti.

Ha ragione Dragoni. L’aggressività e l'indifferenza della quale la Commissione Europea e i suoi tecnocrati si stanno armando, rischiano davvero di accelerare il percorso di disgregazione della zona euro e, chissà, dell’Unione Europea stessa. 

Ma questo non è un buon segnale.

Vorrei invitare a riflettere su una cosa molto semplice. I tecnocrati presenti nelle istituzioni europee sono dei semplici esecutori. Ci sono persone molto più potenti ed influenti dietro di loro. Se certi maggiordomi si comportano (indirettamente) in modo che l'eurozona venga meno, non credo questo sia un caso. C'è qualcuno, dietro le linee, che si lecca i baffi e si sta organizzando per depredare le ricchezze nazionali dopo la sfaldatura dell'Unione Europea e della zona euro.

Nel Regno Unito questo processo è oramai evidente. Ci sono grandi compagnie pronte a depredare il welfare system britannico- a partire dalla sanità pubblica.

 Se vogliamo combattere il neoliberismo e la supremazia della finanza sulla politica su scala globale, non possiamo combattere con arco e frecce chi usa i missili balistici. Per combattere a livello sovranazionale istituzioni sovranazionali che si avvantaggiano della mancanza di organi giuridici sovranazionali capaci di regolarli (già dall'accordo di Marrakech del 1994) bisogna fare un salto di qualità. Bisogna accettare che la globalizzazione brutale che abbiamo visto finora non è l’unico modello di globalizzazione possible. Bisogna  accettare che la globalizzazione può essere cosa diversa, ma non si può tornare indietro. La globalizzazione può diventare la globalizzazione della democrazia, dello stato sociale e dello stato di diritto- nel rispetto delle culture e delle tradizioni. Allo stesso modo, l’Unione Europea che abbiamo visto fino ad oggi, non è l’unica unione possible.

La soluzione al neoliberismo e all'involuzione antidemocratica della società occidentale non sta in un ritorno agli stati nazionali. Per combattere il neoliberismo e questa globalizzazione verticistica, c'è bisogno di istituzioni sovranazionali, in cui il popolo sia sovrano, che abbiano la forza politica ed economica per imporre un nuovo modello.

La soluzione per combattere il neoliberismo su scala globale sono gli USE. Dobbiamo creare un'Europa politica, di popoli sovrani, che non abbia nulla a che vedere con questa dis-Unione Europea, e che sia dichiaratamente un mezzo per tutelare democrazia, libertà, e giustizia sociale.

Ritornare agli stati nazionali non ha senso. Non ha senso chiudersi in una capanna in riva al mare se fuori c’è uno tsunami. Restando nella baracca, faremmo solo un favore a chi voleva comprare il terreno su cui poggiava, il giorno dopo la tempesta.

Marco Moiso
Vicepresidente del Movimento Roosevelt

Commenti   

0 # Dai commenti su facebookMarco Moiso 2019-06-20 11:02
Su Facebook, un amico ha commentato esprimendo il sentimento di molte persone:" Il parlamento europeo espressione di 28 paesi con lingue diverse e culture altrettanto diversi potrebbe realisticamente portare la democrazia nel meccanismo pestilenziale della UE? Ho fortissimi dubbi, praticamente certezza."

Colgo l'occasione per postare qui la mia risposta:

"Questo è il problema della manipolazione. Ti convincono che il mezzo sia più importante dell’obiettivo. L’obiettivo è combattere il neoliberismo: ristabilire la democrazia sostanziale e tutelare stato sociale e stato di diritto. L’uscita dall’eurozona o dall’Unione Europea non è un fine. È un mezzo. Questo mezzo non ci aiuta a combattere il neoliberismo. Ci rende ancora più deboli nei confronti della sua natura globale.
E non pensiamo che ci sia tanta differenza nelle culture europee. Certo parliamo lingue diverse (roba che Google translate nel cellulare risolve senza problemi) e abbiamo tradizioni diverse. Ma dal punto di vista valoriale siamo simili.
Siamo gli unici che ancora considerano il business o la gestione della collettività come strumenti per creare benessere per l’uomo. Nel resto del mondo è l’uomo che serve la collettività o il business. Un britannico, dal punto di vista valoriale, ha più in comune un greco che con un americano."
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