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L'economista replica al presidente della BCE: i minibot servono all'Italia per rimediare alla crisi di liquidità, visto che gli euro vanno alla finanza e non all'economia reale. E il nostro paese non ha l'ossigeno del franco Cfa, che la Francia impone alle ex colonie africane, né i vantaggi della Germania (il credito delle piccole banche libere dai vincoli da Basilea, nonché pensioni e deficit delle Regioni non inclusi nel bilancio dello Stato)

L'economista Nino Galloni, vicepresidente del Movimento Roosevelt, replica a Mario Draghi: i minibot non sarebbero affatto illegali, non essendo né debito pubblico aggiuntivo (ma semplici pagamenti già dovuti alle aziende) né valuta (non essendo convertibili in euro). Cosa sarebbero, i minibot concepiti dal governo Conte? Tecnicamente, "titoli di pagamento a valere su debiti già maturati e contabilizzati dalla pubblica amministrazione". Se poi lo Stato li accettasse come pagamento delle tasse, potrebbero anche essere scambiati come moneta: "Ma sarebbero moneta parallela solo nazionale, senza corso legale fuori dall'Italia, e in più accettabile, come mezzo di pagamento, solo su base fiduciaria, cioè con la possibilità di non accettarla". In altre parole, riassume Galloni: "I minibot sono perfettamente legali, in quanto non violano nessuna delle condizioni richiamate da Draghi: sarebbero illegali se corrispondessero all'emissione di euro o se costituissero uno stock aggiuntivo di debito pubblico, e invece non sono né una cosa né l'altra".

"La rabbia di Draghi – afferma Galloni, in web-streaming su YouTube – deriva dalla consapevolezza di non poter regolare la distribuzione della liquidità, ma solo l'erogazione complessiva della massa monetaria: gli euro emessi da Francoforte finiscono largamente alla finanza anziché all'economia reale, settore di cui ormai fanno parte anche gli Stati, ridotti a elemosinare credito alle banche". Con due eccezioni, fa notare Galloni: la Germania e la Francia. Com'è noto, infatti, Berlino "respira" grazie a tre stratagemmi: "Le piccole banche tedesche sono sollevate dai vincoli del Trattato di Basilea, e quindi possono emettere denaro attraverso il credito. Inoltre la Germania non include nel bilancio statale né la spesa previdenziale per le pensioni, né il deficit regionale dei Lander". Questo ovviamente alleggerisce di molto il debito tedesco. "Respira anche la Francia, ma a spese dell'Africa, emettendo il franco Cfa, che è valuta circolante all'estero: si dirà che il Cfa non viola il Trattato di Lisbona perché quello delle ex colonie francesi è un circuito chiuso. Ma se è legale il franco Cfa, allora sono "legalissimi" i minibot italiani, concepiti per tamponare la disperata "fame" di liquidità a cui la BCE non riesce a rimediare. E Draghi lo sa benissimo".



UFFICIO STAMPA MOVIMENTO ROOSEVELT (www.movimentoroosevelt.com)
Alessio Altieri
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Mobile: +39.3396422626



(Articolo del 9 giugno 2019)

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