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Un breve viaggio semi serio nel mondo robotico e dell’intelligenza artificiale.

Da quando Jules Gabriel Verne scrisse “Dalla terra alla luna” ci sono voluti 104 anni a far diventare realtà il suo romanzo.

Gli attuali ricercatori ci raccontano che l’intelligenza artificiale si sta evolvendo rapidamente, non siamo più alle sfide matematiche degli scacchi, ma le più grandi aziende del settore, sovente comprate da governi cinesi o giapponesi stanno sviluppando un qualcosa che somiglia al ragionamento del cervello umano.

uomo robot

uomo robot

E qui si apre una piccola, ma non meno importante, parentesi, è necessario che ci sia la sensibilità politica verso la nascente robotica, una cultura inesplorata e ancora da scrivere che può avere immense potenzialità in termini di conoscenza e ricchezza per il paese.

Ma torniamo ai “robot” gli scienziati stanno lavorando ad una prima fase di intelligenza artificiale che chiamano AGI, cioè intelligenza artificiale generale, che dovrebbe essere paragonabile alle potenzialità intellettive di un normale cervello umano da formare.

Questo dovrebbe essere il primo passo per l’ASI, cioè l’intelligenza artificiale speciale.

Fra le fasi di AGI e di ASI la macchina potrebbe giungere ad una caratteristica superiore, cioè rappresentare la nascita di un super cervello.

Per alcuni scienziati e ricercatori, come Vernor Vinge, Ray Kurtzweil questo potrebbe costituire una grande opportunità di ampliamento della conoscenza umana, ma anche , secondo la teoria della singolarità, alla nascita di una nuova razza di esseri pensanti.

Insomma il nuovo umanoide, dotato di supercervello, potrebbe essere nostro amico, ma anche alieno, cioè straniero, estraneo, nello stesso tempo.

Nasce qui l’esigenza di una nuova etica, che comprenda la persona giuridica “digitale” e dello sviluppo dell’ontologia verso questa forma di vita.

Forse nasce anche l’esigenza di ridefinire forma di vita.

 Al di là di scenari romanzeschi dove robot vogliono soggiogare gli umani, o dove combriccole di potere umano servendosi delle macchine, vogliono soggiogare i loro fratelli, è più reale pensare che una siffatta intelligenza voglia condividere con noi il pianeta in modo paritario e secondo le proprie esigenze.

Ed ecco la necessità di ripercorrere la tappe filosofiche del passato, con i nostri nuovi “fratelli”.

Ad esempio cosa ne avrebbe detto Pitagora di questi esseri basati sul silicio? Lui che aveva già indicato una condizione filosofico e giuridica agli animali, e cosa ne avrebbe pensato Aristotele certamente più antropocentrico?

Tutta l’ontologia da riscrivere, molti dei campi fondamentali, figli diretti della filosofia, da rivedere dalle fondamenta.

Un occasione unica per il genere umano, di riavvicinarsi, ripercorrere e possibilmente migliorare la sua essenza.

Avremo l’occasione per diventare migliori, magari i robot ci daranno una mano.

Chissà se come l’araba fenice, ci vorranno i robot per far rinascere l’umanità e l’umanesimo della cenere.

Roberto

Un riflessione post scriptum, per la prima volta un essere (macchina) che non potrà essere più riparato potrà trasferire il suo se o “anima” in un altro essere (macchina)…. Avremo quindi superato la morte? O sarà necessario morire ancora per rinascere ed evolversi?

 

Commenti   

0 # RE: CI SERVE UN ETICA 2.0?Gerardo Soncini 2019-06-08 12:18
Innanzi tutto bisognerebbe distinguere fra Scienza e FantaScienza: purtroppo il livello della divulgazione scientifica nel mainstream non è affatto migliore della spiegazione della MacroEconomia alle masse...
Per la Scienza citerò Roger Penrose, uno fra i maggiori pensatori viventi.
Amico di Stephen Hawking, quando si trovava in disaccordo con lui scommetteva, e le poche volte che il quesito ha avuto una risposta, si è aggiudicato l'abbonameto annuale a PlayBoy in palio.
Penrose ha dimostrato, usando il "Teorema dell'Incompletezza di Godel", che una "Macchina di Touring" non potrà mai soddisfare la "Ipotesi dell'Intelligenza Artificiale Forte".
Gli attuali computer, anche quelli basati sulle reti neurali, o i futuristici computer quantistici, restano "Macchine di Touring", e perciò ogni discorso sulle "Macchine che iniziano a pensare" o sulla "Singolarità Tecnologica" rimangono delegate alla FantaScienza.
Chi oggi afferma il contrario offende "de Dignitate Homini": un uomo infatti non è solo cervello, ma anche corpo, mente, relazioni, cultura, spiritualità...
Detto ciò, i "Robot Stupidi" suscitano enormi problemi etici, ma perché, senza regole, saranno sempre più una formidabile arma del NeoLiberismo per moltiplicare i profitti, marginalizzando una crescente fetta di popolazione.
Il progresso ormai è troppo rapido per affermare che, se alcuni lavori scompaiono, se ne creeranno altri...
Forse bisognerà rivedere il concetto stesso di lavoro, che deve diventare promozione ed elevazione umana per tutti, lasciando ai Robot la fatica insensata priva di ricompensa.

Gerardo Soncini
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