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Come rimettere la finanza al servizio del paese, cominciando dall'emissione di moneta “non a debito”. Sarà la giornalista torinese Enrica Perucchietti, autrice del saggio “Fake news” introdotto da Marcello Foa, ora presidente della Rai, a presentare la conferenza “Soldi per noi, non contro di noi”, promossa dal Movimento Roosevelt venerdì 15 marzo a Torino con Nino Galloni. Economista post-keynesiano, allievo di Federico Caffè, Galloni – vicepresidente del Movimento Roosevelt – è un autorevole oppositore dell'ideologia neoliberista che ha costretto anche l'Italia a tagliare la spesa sociale e alzare le tasse, mettendo in difficoltà il sistema-paese. Galloni spiegherà come ritrovare il benessere perduto, ponendo fine al dominio dell'economia sulla politica. Autore del recente saggio “L'inganno e la sfida”, che esplora le ragioni della grande crisi, Galloni presenterà al pubblico torinese “la moneta che può salvarci”, ovvero: valuta “non a debito”, che consenta di recuperare la sovranità monetaria indispensabile all'Italia per rilanciare la sua economia. Nella sala di via Moretta 57 (ore 20,30) interverranno altri esponenti del Movimento Roosevelt come Roberto Alice, collaboratore del blog “Scenari Economici”, e l'economista Egidio Rangone, direttore del Dipartimento Economia.

«Abolire la schiavitù artificiale del debito pubblico e cambiare l'economia, rimettendola al servizio della democrazia, dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese italiane». È l'obiettivo al quale lavora il Movimento Roosevelt, presieduto da Gioele Magaldi. Primo passo: chiedere alla politica di respingere l'austerity europea. Alla conferenza torinese sarà Roberto Alice, candidato per il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali piemontesi, a ricordare «come ci hanno raggirato», quando abbiamo lasciato il sistema sovrano della lira per poi assistere impotenti «all'avvento degli strumenti finanziari selvaggi che hanno devastato l'economia e sottoposto la politica alla dittatura della finanza». Bisogna innanzitutto tornare a studiare l'economia, avverte il professor Egidio Rangone, che ha alle spalle una lunga attività negli atenei dell'Est Europa. «L'economia è una scienza sociale, non una superstizione come il neoliberismo imperante: tornare a studiarla è una necessità ormai inderogabile, per capire come si sta manipolando la politica», sottolinea Rangone, autore del saggio “Lo spirito dell’economia: la direzione di una grande orchestra”, edito da Pavia University Press.

Toccherà a Nino Galloni tracciare una possibile via d'uscita, confrontando l'attuale “moneta-debito” con la “moneta non a debito” che lo Stato dovrebbe tornare a emettere, per risollevare l'economia. Già ricercatore a Berkeley (California) e poi docente alla Luiss di Roma e alla Cattolica di Milano, Galloni è stato impegnato nell'alta burocrazia – Inpdap, Inps e Inail, poi Ocse – e oggi presiede il Centro Studi Monetari, un'associazione per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico. Inoltre, Galloni propone di creare un'agenzia di rating svincolata da Wall Street, per consentire ai mercati di guardare con più obiettività al sistema-Italia. Un paese, dice l'economista, che ha dimostrato insospettabili capacità di resistenza di fronte alla grande crisi: «Moltissime aziende ormai rinunciano al profitto pur di salvaguardare il lavoro, e i 2,3 milioni di giovani che sono tornati all'agricoltura stanno salvando la nostra bilancia commerciale con beni agricoli per 40 miliardi l'anno che non devono più essere importati».

Cosa manca, per uscire dal tunnel? Essenzialmente una moneta a costo zero, che non si trasformi in debito. Anziché l'uscita dall'euro, Galloni propende per l'emissione di “Statonote” a circolazione solo interna, accettate dal governo per il pagamento delle tasse. Moneta parallela, non convertibile, che garantirebbe la liquidità necessaria per sostenere gli investimenti di cui il paese ha un disperato bisogno: occupazione, welfare, infrastrutture. Come arrivarci? Innanzitutto convincendo la politica a uscire dal “sortilegio” ideologico del neoliberismo Ue, che costringe i paesi membri a tagliare la spesa, dimenticando che proprio il deficit strategico consentì agli Usa, con Roosevelt, di uscire dalla Grande Depressione: un deficit robusto e mirato, ricorda Galloni, è un investimento che può fruttare anche il 400%, in termini di crescita. Premessa psicologica: bisogna respingere la martellante propaganda che da trent'anni demonizza uno strumento come il debito pubblico, che è stato il fattore-chiave del boom economico italiano, per poi trasformarsi in un dramma nel 1981, quando la Banca d'Italia smise di finanziare il governo a costo zero.


“Soldi per noi, non contro di noi”, conferenza a cura del Movimento Roosevelt, con Nino Galloni, Roberto Alice, Egidio Rangone (moderatrice, Enrica Perucchietti). Torino, 15 marzo 2019, ore 20.30. Sala-incontri di via Moretta 57, zona Cenisia (metro: Racconigi). Ingresso libero.

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