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Gioele Magaldi cd113

L'Italia minacci di lasciare l'Unione Europea, se Francia e Germania non si rimangiano l'incredibile Trattato di Aquisgrana, che formalizza il ruolo istituzionale dell'asse franco-tedesco, scavalcando tutti gli altri partner dell'Ue. Lo afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt: lo “schiaffo” franco-tedesco smaschera il finto europeismo dei gruppi oligarchici che utilizzano la Merkel e Macron per servire inconfessabili interessi privatistici. Sia di lezione «ai tanti imbecilli, anche italiani», che hanno fatto del mantra “ce lo chiede l’Europa” un dogma di fede, «credendo che il sogno europeo dovesse passare per l’imposizione di una governance post-democratica». Una sonora lezione anche per i velleitari “eroi” del nuovo sovranismo, ambigua bandiera «da sventolare in campagna elettorale, per poi ammainarla una volta al governo». L'esecutivo Conte? Ha abdicato al suo ruolo di riconversione democratica dell'Europa, se è vero che «gli spaventapasseri Salvini e Di Maio non hanno neppure saputo approfittare della rivolta francese dei Gilet Gialli per pretendere il rispetto delle legittime istanze del governo italiano». Ci ripensino, a Roma: l'Italia non può tollerare l'affronto del trattato franco-tedesco. «Il governo reagisca, annunciando che l'Italia è pronta a sospendere la vigenza dei trattati europei».

In questo modo, aggiunge Magaldi, l’Italia parlerebbe anche a nome degli altri partner Ue, esercitando un ruolo autorevole: «Un governo italiano realmente europeista, che denunciasse come anti-europeisti i difensori di questa Europa così com’è, dovrebbe dire a tutti gli altri partner che è giunta l’ora di sciogliere il patto». E questo vorrebbe dire assumersi la leadership di un processo che porti a un'Europa finalmente democratica. Per Magaldi, in sostanza, «dobbiamo essere abili, e anche leali verso gli altri popoli europei». E' illusorio rifugiarsi entro i confini nazionali: chi rimpiange l’Italia della lira, che stava meglio di questa, prigioniera di un euro «usato in modo improprio, per esercitare una sorta di strozzinaggio», dimentica sempre di ricordare che il nostro paese «beneficiava innanzitutto del supporto internazionale degli Usa». Ovvero: «Con gli “assi” fondati sugli egoismi nazionali non si va da nessuna parte: fare da soli è impossibile, in un mondo sempre più interconnesso. E qualunque idea di una nazione isolata che possa resistere all’urto dei poteri globali è pura follia».

L’alternativa è una sola, sottolinea Magaldi: «Per contrastare le reti sovranazionali private, cementate da interessi inconfessabili, bisogna costruire reti sovranazionali pubbliche e finalmente democratiche». L’Italia di eri – fino a Monti, Letta, Renzi e Gentiloni – era «subalterna, imbelle e servile». Quella di oggi, gialloverde, preferisce «il piagnisteo velleitario, i proclami muscolari a cui poi non seguono i fatti». Serve un’altra Italia, «sovrana e democratica, orgogliosa di sé», capace di alzarsi in piedi e resuscitare la democrazia come modello imprescindibile, «non solo in Europa ma anche alle Nazioni Unite». Almeno a parole, il governo gialloverde si è collocato in una traiettoria critica, rispetto a Bruxelles: a maggior ragione non può subire in silenzio, oggi, l'inaudita fuga in avanti di Francia e Germania.

Le dichiarazioni di Gioele Magaldi sono integralmente registrate su YouTube in due due video-interventi, il primo con Marco Moiso ("Aquisgrana - Francia e Germania si rivelano sovraniste ed anti-europeiste") e il secondo con Fabio Frabetti di Border Nights ("Gioele Magaldi Racconta, un governo che fa comodo al potere"), nonché sintetizzate dal blog Libreidee ("Patto franco-tedesco, Magaldi: minacciamoli di lasciare l’Ue").

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