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Dalla Sicilia a New York e ritorno: ecco Antonino Laudani, detto Nino, neo-direttore del Dipartimento per Salute del Movimento Roosevelt, nell'ambito della Segreteria generale guidata da Patrizia Scanu. Già candidato alla Segreteria stessa, poi ritiratosi lasciando spazio al confronto tra Patrizia Scanu e Paolo Mosca, Nino Laudani è un medico nutrizionista con la passione dell'agricoltura biologica. Ha alle spalle una vasta esperienza internazionale, soprattutto negli Usa, come manager dell'industria farmaceutica. «Credo che sia capitato a tutti di immaginare di poter andare in giro con l'aspetto di qualcun altro e sentire quello che gli altri dicono di noi: presentare se stessi può essere una vera impresa», esordisce, nella sua autopresentazione. «Dire chi siamo o che cosa siamo è sempre un esercizio che può essere preso con umile cautela o talvolta con arrogante certezza». Si dice che “chi si loda s'imbroda”, certo, «ma come non pensare a quel risultato fenomenale di cui siamo tanto fieri?». Tanto per essere chiari, Nino Laudani preferisce partire dalle origini siciliane: «Tutto è cominciato tra il Simeto e l'Etna, tra il fuoco e l'acqua. Forse per questo il mio carattere ha un po' di entrambi: la passione del fuoco e la calma ristoratrice dell'acqua, l'esplosione delle eruzioni e il rumore rilassante dello scorrere dell'acqua».
Antonino Laudani f2cfc

Un retroterra familiare fatto di agricoltura: «I miei avi erano contadini e lavoravano la terra per ricavarne cibo: arance, limoni, albicocche, uva, pere e tanto altro». Tutto, ovviamente, portato a casa col sudore della fronte. «Andare in campagna con mio nonno mi piaceva, ma pensavo di poter e dover fare qualcos'altro». Studiare, per esempio: Nino si è diplomato al liceo scientifico con il massimo dei voti, laureandosi poi in medicina e chirurgia a 26 anni, sempre a pieni voti. Poi si è iscritto alla scuola di specializzazione in psichiatria. «Ma ben presto – puntualizza – ho capito che il mondo universitario, come quello della sanità pubblica, è fatto di favori e amicizie: non faceva per me». Per questo, il giovane dottor Laudani ha preferito costruire un'altra carriera, nell'industria medicale. Nel management delle multinazionali farmaceutiche è stato venditore, capo area, direttore marketing, training manager. Poi vicepresidente, quindi presidente, Ceo (chief operating officer) e amministratore delegato. «Cosa so fare meglio? Gestire risorse umane, creare un piano di azione e di fattibilità. E poi ascoltare gli altri, pensare alla soluzione e non al problema. Focalizzare le risorse disponibili, creare spirito di gruppo e raggiungere obiettivi concordati».

Resta innanzitutto un curioso, Nino Laudani, sempre pronto a imparare nuove lingue straniere e a usare al meglio il computer. «Dopo circa 25 anni di esperienza come manager in multinazionali – racconta – ho deciso di tornare a fare il medico, occupandomi di prevenzione e medicina antiaging. Le mie attitudini? Non andare in panico quando gli altri sembrano perdere la pazienza e non paiono in grado di gestire situazioni e problemi complessi». Nino Laudani non smette mai di studiare: medicina psicosomatica e antiaging, medicina estetica, nutrizione, endoscopia generale. «Le mie qualità? Saper ricominciare da capo, a prescindere da quello che ho fatto in precedenza. E cercare sempre il meglio». Difetti? «A volte posso apparire arrogante. Mi aspetto sempre molto dagli altri, a cui forse delego un po' troppo». Ma non ci sono solo la medicina e la farmaceutica nella storia del dottor Nino Laudani, che oggi vive a Roma ma si considera anche agricoltore a pieno titolo: ha avviato una startup in Sicilia specializzata in agricoltura biologica, ha creato un punto nutrizionale Bio ed è tuttora produttore di alimenti biologici.