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519px Presidente Sergio Mattarella 8b523 

Stiamo assistendo in queste ore ad una crisi politica mai vista. Un Presidente della Repubblica, forzando le sue prerogative istituzionali, non permette la formazione di un un governo che avrebbe la maggioranza parlamentare uscita dalle urne (il primo dopo molti anni) per pregiudizio di tipo politico verso il Ministro dell’Economia proposto dalla maggioranza.

Paolo Savona, infatti, non è contestato per caratteristiche personali, per inadeguatezza, per mancanza di requisiti o perché non permetterebbe al Governo di ottenere la maggioranza in Parlamento, ma per le sue posizioni politiche sull’Unione europea e sull’euro. Il che significa che nessun altro economista, per quanto titolato ed esperto come Savona, e che condividesse le sue posizioni, otterrebbe il via libera del Quirinale. Mattarella si è inventato il diritto di veto politico presidenziale, che non è scritto da nessuna parte nella Costituzione.


Ma l’Italia è e resta una Repubblica parlamentare. Il Governo chiede la fiducia al Parlamento, che è espressione della volontà popolare. Il Presidente del Consiglio dei Ministri viene espresso dalla maggioranza parlamentare e incaricato dal presidente della Repubblica, sceglie i Ministri e sottopone il Governo al voto del Parlamento, verso il quale è responsabile della sua scelta. Il Presidente della Repubblica è un garante della Costituzione e un notaio della democrazia, non ha il potere di indirizzo politico e non è responsabile dei suoi atti. La forzatura appare ancora più grave se si legge il comunicato di Paolo Savona del 27 maggio e se si segue la vicenda poco chiara del discorso del Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, riferita da parecchie testate con citazioni di frasi mai da lui pronunciate di fedeltà ai vincoli europei, come ha rilevato Claudio Messora.

Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale, osserva che 


“sul piano strettamente giuridico può dire “io non firmo”. Ma guardiamo alla logica del sistema: il presidente della Repubblica ha fatto un lungo giro di consultazioni per verificare l’esistenza di una maggioranza. Alla fine la maggioranza è emersa: i suoi esponenti hanno concordato una certa ipotesi di governo, invocando rigidamente la necessità di nominare Savona. Di fronte a questo il capo dello Stato si è opposto per ragioni politiche, non personali. A mio parere Mattarella è andato contro l’idea che il nostro sistema è un sistema parlamentare. Se Mattarella avesse avuto obiezioni in merito al programma di governo, avrebbe potuto farlo presente, rilevando aspetti di incostituzionalità. Ma non si è opposto per nulla al contratto di governo. Si è opposto solo a una persona, temendo che potesse mettere in pericolo la stabilità dei mercati finanziari, e la difesa dei risparmiatori… Così facendo si dà ai creditori dello Stato un potere immenso, che va al di là delle obbligazioni di un debitore. Un debitore non può diventare così politicamente asservito da accettare ingerenza sulla maggioranza. In questo caso mi sembra sia andato un po’ troppo oltre”.


Da notare la posizione opposta, ma a mio parere ben difficilmente sostenibile, di Ugo De Siervo, altro presidente emerito della Corte Costituzionale, che però mette in luce l’esistenza di forti resistenze ad ogni possibilità di rimettere in discussione anche ipoteticamente i trattati europei, peraltro mai veramente discussi nel nostro Paese, e l'articolo 81 della Costituzione sull'equilibrio di bilancio, che strangola ogni politica espansiva in Italia e ci costringe ad una crisi infinita.

Come hanno sostenuto pubblicamente altri Dirigenti del Movimento Roosevelt, a cominciare dal Presidente Gioele Magaldi in un articolo recente e in un post su Facebook, dal Coordinatore generale Marco Moiso, da Gianfranco Pecoraro (Carpeoro), esprimo anch’io grave preoccupazione e sconcerto per questa anomala e pericolosa decisione del Presidente della Repubblica, auspicando le sue dimissioni.

Invito perciò a firmare e a diffondere questa petizione di Change.org e a mobilitarsi per far sentire la voce dei cittadini, che è stata di fatto silenziata, mandando a casa con un veto presidenziale un governo già formato, senza nemmeno il voto del Parlamento.



Patrizia Scanu

Direttrice del Dipartimento Istruzione e Formazione civica MR
Candidata alla Segreteria generale
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