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Dopo la presentazione generale (parte 1: Da dove cominciamo? I diritti sono nelle nostre mani!) e i primi quattro punti del programma (parte 2: Che cosa facciamo? Come lo facciamo? Come lo facciamo sapere?; parte 3: Come funzionerà il MR? Che cosa avrà di speciale rispetto ad altri movimenti politici?; parte 4: Quale identità per il MR? Quali obiettivi ci daremo a breve e a lungo termine?), vorrei ora concludere la mia riflessione programmatica.

5. Azione politica

Essendo un movimento metapartitico, il MR ha come punto di forza la ricerca di ciò che unisce le persone, più di ciò che le divide. La difesa dei diritti umani e la prospettiva progressista, minoritaria ovunque, attraversa in realtà gli schieramenti politici, che sono contrapposti, nell’esperienza italiana, solo da etichette diverse per un prodotto sostanzialmente uguale, ovvero l’adesione supina ai diktat del neoliberismo. Il M5S si pone come un soggetto politico originale, ma anche al suo interno non sono chiare le linee politiche e la visione complessiva.

In questo deserto di idee forti, l’azione politico-pedagogica del MR dovrebbe essere rivolta, come si è detto, alla formazione degli iscritti, alla divulgazione delle idee e alla produzione di progetti politici seri e realizzabili. La creazione di consenso intorno al MR riuscirà se il Movimento saprà suscitare entusiasmo e speranza in quella parte dell’elettorato che vorrebbe credere nella politica, ma è disgustata dal triste spettacolo che ha davanti. In primo luogo, dovrà guardare ai giovani. Ci sono molte energie inespresse e mortificate in questo Paese e noi possiamo e dobbiamo dar loro voce.

Dal punto di vista organizzativo, all’azione politica concreta del MR dovrà dare un grande apporto la ricchezza dei talenti e delle risorse creative che sono presenti fra gli iscritti. Per questo, a mio parere, dovrebbe essere incoraggiata la proposta dal basso e, su particolari temi, dovrebbero essere richieste specifiche competenze. Valorizzare le persone, prima ancora degli obiettivi politici, dovrebbe essere una caratteristica peculiare del MR.

Il MR dovrà intervenire a tutti i livelli, locale, provinciale, regionale e nazionale, prendendo posizione ogni volta che i diritti sono lesi o ignorati, attivando tutele quando necessario, sollecitando l’intervento delle istituzioni, dialogando con tutte le forze politiche, proponendo il proprio modello di agire politico plurale, dialogico e orientato al bene comune.

Nella sua azione, dovrà essere presente a mio avviso una parte critica, orientata a risvegliare le coscienze e a reagire alla violazione dei diritti, e una parte costruttiva, orientata a proporre e educare, dando l’esempio. Le due azioni sono entrambe necessarie e complementari. Tutte le modalità concrete di azione politica possono essere vagliate e utilizzate. Oltre a quelle già accennate prima, le attività educative nelle scuole, le manifestazioni su temi scottanti, gli incontri informativi, l’organizzazione di azioni individuali sincronizzate, per fare pressione, le iniziative giudiziarie, i seminari di approfondimento, le raccolte di firme, il coinvolgimento di esperti e tutto quello che potrà essere ritenuto utile a conseguire gli scopi indicati.

6. Rapporti con altri Movimenti e gruppi politici

La collaborazione con altri gruppi e movimenti arricchirà il confronto nel MR e la condivisione di progetti specifici ne rafforzerà le istanze. In questa collaborazione, la natura metapartitica del MR dovrà essere una risorsa che faciliti il dialogo e la mediazione fra i diversi punti di vista. Dovranno quindi essere organizzati momenti di incontro e di dibattito con altri gruppi sia al vertice che alla base del MR. Tale attività rappresenta la vocazione fondamentale del MR. La fiducia nel confronto e nel dialogo dovrebbe animare qualunque inizativa del MR, specie in un contesto di grande frantumazione poltica come quello attuale.

Rapporto con il PDP e iniziativa politica autonoma del MR

Si è già discusso sul fatto che l’adesione al PDP da parte degli aderenti al MR debba essere a titolo individuale. Ritengo però che si debba valutare l’opportunità di una partecipazione autonoma del MR a competizioni elettorali a livello locale, regionale e anche nazionale. Le energie espresse dal MR potrebbero essere produttive in una coalizione con altri soggetti su un progetto “forte” e la presenza nelle liste gli darebbe visibilità. L’appeal elettorale del movimento potrebbe essere alto, anche in considerazione del panorama desolante che abbiamo intorno. Ritengo che se ne debba discutere. Se questa opzione dovesse prevalere, bisognerà comunque predisporre contromisure rispetto ad un utilizzo a fini personali ed esclusivamente di potere da parte di chi vedesse nel MR uno strumento di ascesa politica, anziché di diffusione di idee democratiche.

Seguirà nei prossimi giorni una brevissima sintesi delle prime iniziative concrete che prenderei se fossi eletta Segretario generale.

Fine
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