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Sulla base delle premesse indicate nella Parte 1, ho pensato di articolare un programma intorno ai seguenti punti:

  1. Espansione e democratizzazione del MR
  2. Funzionamento interno
  3. Formazione degli iscritti
  4. Laboratorio politico-educativo
  5. Azione politica
  6. Rapporti con altri movimenti e gruppi politici

In questi mesi ho osservato le dinamiche interne e le modalità di funzionamento complessive del Movimento. Il primo bisogno del Movimento Roosevelt a questo punto del suo percorso è, a mio parere, quello di consolidarsi su base territoriale, aumentando il numero degli iscritti. Mi sono chiesta, quindi, che cosa fare (sul piano politico-pedagogico), come farlo (sul piano organizzativo) e poi come farlo sapere (sul piano comunicativo), perché la comunicazione sia all’interno sia all’esterno è fondamentale. Avendo già alle spalle l’esperienza molto vitale di un movimento di cittadini da me fondato e presieduto nel 2008 per difendere la scuola pubblica dalla devastazione dei tagli Tremonti-Gelmini, che mobilitò centinaia di famiglie a livello locale, portò 2000 persone in piazza e tenne viva l’attenzione della cittadinanza e degli amministratori pubblici sulla scuola per oltre tre anni, comincio dall’analizzare il punto n° 1. Spero che gli altri aderenti al MR vorranno aggiungere idee, critiche e proposte.

  1. Espansione e democratizzazione

Dal punto di vista organizzativo, occorre dare una struttura efficiente al MR, radicandolo nei territori. Occorre che, a livello regionale, si promuova la creazione di gruppi di aderenti in tutte le province e a livello provinciale in tutti i comuni in cui è possibile. Attualmente, gli iscritti sono distribuiti a macchia di leopardo. Una diffusione capillare sul territorio nazionale rende possibile perseguire gli scopi politico-educativi del MR. Per supportare ciascun iscritto nel coinvolgere nuovi aderenti, penso sarà utile predisporre del materiale informativo sul MR. Ho già in mente un progetto al riguardo. Un aspetto importante è anche l’autofinanziamento delle attività, che potrebbe essere consentita anche da iniziative pubbliche (per esempio, concerti, mostre o altri eventi), per garantire l’indipendenza del MR da finanziatori esterni.

Dal punto di vista politico-educativo, sarebbe necessario democratizzare il funzionamento interno del Movimento, in tempi diversi a seconda del livello di diffusione territoriale. Laddove manchi un nucleo fondatore a livello locale, il Segretario generale, in accordo con il Presidente, individuerà un referente locale (regionale o provinciale) con capacità organizzativa che si assuma l’incarico di promuovere adesioni e consenso nella zona indicata, al fine di far nascere dei gruppi locali. Quando i gruppi saranno presenti in tutte le realtà provinciali per la regione e in più comuni per le province, si avvierà subito la fase elettorale, per individuare il Segretario Regionale e il Segretario provinciale, che manterranno stretto contatto fra di loro e con il Segretario generale. Tutte le cariche elettive del Movimento (Segretario locale, provinciale, regionale, generale; membri dell’Assemblea generale; collegio dei Revisori dei conti; Collegio dei Probiviri; Collegio di Cassazione) devono essere assegnate tramite regolari votazioni. I Direttori di Dipartimento e i membri del Gabinetto di Presidenza, secondo lo Statuto, costituiscono l’organo esecutivo e di garanzia del Movimento e sono individuati rispettivamente dal Segretario e dal Presidente sulla base delle loro competenze specifiche e di comune accordo. Il criterio della competenza deve essere rispettato per i Direttori di Dipartimento, per garantire un livello adeguato di elaborazione delle idee, specie in un Paese dove la competenza sembra contare sempre meno man mano che si sale ai vertici del potere. In ogni caso, tutti gli iscritti devono avere lo spazio e l’opportunità di esprimere nel MR i loro talenti personali, candidandosi alle cariche elettive e non elettive. Se diventerò Segretario generale, sarà mia cura valorizzare al massimo le capacità e le aspirazioni di ciascuno, a partire dagli altri candidati alla Segreteria, a vantaggio dell’intero Movimento. In questo, mi sarà di aiuto la lunga esperienza di conduzione e coordinamento di gruppi di lavoro, nonché la formazione psicologica.

Sul piano comunicativo, poiché i media nazionali danno pochissimo spazio al MR, per farne conoscere esistenza e progetti ritengo necessario puntare con sistematica e capillare insistenza alle testate giornalistiche, radiofoniche e televisive locali, alle testate specialistiche dei vari settori, ai social network e a iniziative di interesse pubblico a livello locale (conferenze, eventi, convegni, dibattiti, manifestazioni, progetti educativi ecc.). Il MR deve svolgere un ruolo importante di animazione culturale e di fermento civile. Non si tratta solo di elaborare idee, ma anche di proporre iniziative concrete. I principali testimonial del MR siamo noi!
[continua]
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