Egregio Direttore e giornalisti (tutti),

questa “Lettera aperta N.2 al Corriere della Sera” serve per “chiarire” un ennesimo aspetto: questa volta non parlerò del Movimento Roosevelt, ma di quella che i giornalisti Fulvio Fiano e Claudia Voltattorni, nel pezzo “Giunta Raggi e il caso del Bilancio”, definiscono «Loggia massonica “Grande Oriente Democratico” di cui Gioele Magaldi è Gran Maestro».

Sul sito del “Grande Oriente Democratico” (http://www.grandeoriente-democratico.com/), alla finestra “Perché questo Sito?”, c'è scritto: «Mettere ‘on line’ un Sito come “Grande Oriente d’Italia Democratico” è stata una scelta obbligata.

Da un lato, infatti, dopo che il famoso bollettino telematico denominato “Fratel Pasquino” ha smesso di circolare, dopo che anche il Sito “Grande Oriente Libero” ha cessato di esistere, non era possibile lasciare il monopolio dell’informazione sulle vicende del Grande Oriente d’Italia esclusivamente ad organi “di regime”, ostinatamente convinti di ben assolvere al proprio ruolo escludendo qualunque voce dissenziente, qualunque dibattito interno, qualunque confronto critico.

Anche a voler stigmatizzare gli eventuali interventi pseudo-diffamatori o pseudo-calunniosi/ingiuriosi ospitati su “Fratel Pasquino” o su “Grande Oriente Libero” (rispetto ai quali, il Curatore di questo Sito, Gioele Magaldi, ha sempre preso pubblicamente le distanze, dissociandosene apertamente), è innegabile che tanto il satirico e sarcastico bollettino, quanto il più serioso sito anonimo, hanno svolto un’ importante opera di “supplenza”, in assenza di “luoghi e mezzi” istituzionali (del G.O.I., cioè) atti a dare ampia e non auto-celebrativa informazione a 360° e ad ospitare confronti critici tra i Fratelli di tutte le “latitudini e opinioni”.

Semmai, bisognerà doverosamente riconoscere che, da qualche mese, è attivo anche un altro Sito, “goiseven.it” (www.goiseven.it ), il quale fornisce notizie e documenti di pregevole utilità in relazione alla vita interna del G.O.I. e dei Corpi Massonici Rituali ad esso aderenti.

Peraltro, il background ideologico-programmatico e le implicite idee su come ‘si vorrebbe riformare’ la Comunione Massonica italiana maggioritaria, che traspaiono da alcune pagine del sunnominato Sito, Ci sembrano configurare una sorta di “apparentamento” con quella che era la Weltanshauung di “Grande Oriente Libero”: tutt’altro, dunque, rispetto alle istanze ideali che animano Noi e tutti coloro che si riconoscono (o si riconosceranno) in “Grande Oriente Democratico”.

Piuttosto, auguriamoci che, seppur da differenti punti di vista, questo Sito e “goiseven.it” possano collaborare insieme per rendere le informazioni intorno alle vicende del Grande Oriente d’Italia sempre più precise, esaustive e libere da tutte quelle censure, manipolazioni e mistificazioni che sono tanto care a non pochi Censori, provvisoriamente insediatisi in forma di “regime”…

D’altronde, “Grande Oriente d’Italia Democratico” non intende occuparsi soltanto delle vicende del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani o delle altre Comunioni libero-muratorie minori, presenti nella penisola italiana.

Questo Sito, semmai, vuole far conoscere meglio la “Massoneria Universale” (nei limiti del possibile e senza “tradire” i cosiddetti “segreti iniziatici”) raccontando, discutendo e ri-costruendo la sua storia, i suoi principi fondativi, il suo spirito e la sua filosofia .

Far conoscere meglio a chi?

Innanzitutto ai suoi aderenti, spesso troppo preoccupati di “obbedire, credere e combattere”, piuttosto che di “capire, dubitare, solidarizzare”…

E poi anche ai cosiddetti “profani”, cioè a quella Umanità, a quel mondo popolato di miliardi di persone non iniziate  alla Libera Muratoria, che troppo spesso rimangono (giustamente) diffidenti e perplesse rispetto alle reticenti e mediocri esplicazioni delle pratiche e delle teorie che attengono al milieu  massonico internazionale.

Infine, occorre sottolineare che non a caso questo Sito è stato denominato “Grande Oriente d’Italia…Democratico”…

Con questa denominazione, infatti, si allude innanzitutto a quello che l’attuale Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani non è…

Secondariamente e conseguentemente, si vuole fare un riferimento (militante e programmatico) a ciò che il Grande Oriente d’Italia e tutte le Comunioni massoniche di ogni angolo del pianeta dovrebbero essere: associazioni libere e democratiche, in omaggio a secoli di storia onorevole e gloriosa di cui la Massoneria internazionale può fregiarsi.

Appare francamente inammissibile infatti che (come verrà spiegato esaurientemente altrove, all’interno di questo Sito) delle Istituzioni che furono in passato all’avanguardia sia dal punto di vista dell’elaborazione culturale e spirituale, sia da quello delle riforme civili e politiche (in senso alto) delle società in cui si radicarono e si diffusero, siano attualmente “ripiegate su se stesse”; lacerate da un’inconcludente dibattito tra chi le vorrebbe anacronistiche e reazionarie custodi di una (presunta) Tradizione Spirituale Pre-Moderna e chi,  armato per lo più (soltanto) di Retorica e Velleitarismo, si illude- in assenza di riforme incisive interne, sia teorico-speculative che ‘legislative’ ed organizzative- di ben interpretare all’esterno, nell’attualità presente, il prestigioso patrimonio latomistico dei secoli passati.

In effetti, agli uni (coloro che sono ossessionati- in Italia e altrove- da una non meglio precisata prospettiva di ri-allineamento a una presunta Tradizione con la “T” maiuscola, antecedente la “degenerazione della Modernità”) basterebbe ricordare che, in millenni di storia umana, là dove non vi siano state democrazia e libertà politiche e civili (almeno embrionali) non ebbero spazi o possibilità di esistere né la libertà del credere o del pensare, né quella dell’agire e del comunicare.

E quando qualche temerario osò comunque fare uso di tali “spazi e possibilità”, lo fece al prezzo di scomuniche, roghi, torture, prigioni, inquisizioni, sia da parte dei “laici” (cioè da parte del potere degli stati confessionali pre-moderni) sia da parte dei “religiosi” (cioè da parte dei detentori delle varie ‘ortodossie chiesastiche’, armati di efficace e sanzionatorio potere temporale e severi tanto nel giudicare cosa fosse lecito opinare sul piano teologico, filosofico e scientifico, quanto nell’ammettere o meno comportamenti pratici attinenti alla vita individuale e collettiva, pubblica o privata).

Agli altri- i retorici e i velleitari, specie di scuola italica- basterà far constatare che se si vuole incidere con le proprie idee e il proprio patrimonio filosofico-spirituale sulla vita civile e culturale di un Paese, non lo si può fare con strumenti mediatici miserabili e auto-referenziali e con iniziative sociali mediocri e di nessun effettivo rilievo pubblico.

E gli scopi e le finalità  di qualunque Massoneria nazionale sul piano dei rapporti con la società non dovrebbero essere caratterizzati dalla costruzione di occulti e inconfessabili network  di potere a vantaggio di pochi, bensì dalla costituzione palese di una sorta di lobby al servizio della collettività.

Sottolineiamo e ripetiamo il termine lobby, peraltro di significato affine a quello di lodge…

Peraltro, le cosiddette lobbies  da criticare, nel funzionamento di una società democratica, sono quelle che agiscono nell’ombra, per interessi parziali e a detrimento dei valori della trasparenza e della tutela degli interessi generali.

Ma una “lobby”  filosofico-culturale (come è stata nei secoli passati e come potrebbe tornare ad essere al presente la Massoneria, sia in Italia che altrove) che, al lume del proprio caratteristico patrimonio ideologico e spirituale, eserciti con lealtà e alla luce del sole le sue iniziative sociali per la soluzione di problemi importanti della collettività, sarebbe qualcosa di cui, in effetti, da più parti si avverte l’esigenza se non l’urgenza.

E in Italia, più che altrove, sarebbe assai auspicabile una solida e combattiva lobby della laicità, dei diritti civili, della difesa ad oltranza della democrazia e delle libertà personali di ogni cittadino da ogni ingerenza autoritaria o confessionale, della promozione di un più efficiente e corretto funzionamento delle istituzioni e amministrazioni pubbliche, sia locali che nazionali, sempre avendo riguardo agli interessi sovrani dei cittadini e al di là di qualsiasi deriva faziosa o partitica.

Se all’interno dei templi massonici è venuto il momento di rilanciare un’adeguata opera di pedagogia spirituale ed iniziatica dei singoli e dei corpi massonici collettivi (abbandonando le miserabili tentazioni contro-iniziatiche di chi fa delle logge dei comitati elettorali, di mutuo soccorso, o peggio, dei circoli ricreativi di profanissima ascendenza), all’esterno, presso quell’Umanità di cui i liberi muratori si sono sempre occupati (prima costruendo mirabili edifici filosofici e dottrinali dispiegati nella pietra- le cattedrali- compendio di tradizioni sapienziali che andavano ben al di là delle ortodossie chiesastiche; poi progettando ed ‘imponendo’ la moderna architettura istituzionale delle società ‘aperte’, libere e democratiche), è tornato il momento di occupare posizioni d’avanguardia, come è sempre stato nella Tradizione della Libera Muratoria.» 

Sempre sul sito di “Grande Oriente Democratico”, precisamente in data 3 aprile 2016, appare, tra l'altro, un articolo (“Che cosa è stato, che cos’è e cosa fa il GOD?”), dove si legge: «Nonostante una attenta lettura del libro di Gioele Magaldi (Gran Maestro del Grande Oriente Democratico e Sovrano Gran Commendatore e Patriarca del Rito Europeo Universale) MASSONI, Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore, Milano 2014, unita ad una mole impressionante di articoli e interviste (cartacee, radiofoniche, televisive) e alle tante pagine consultabili sul punto anche sul nostro sito ufficiale www.grandeoriente-democratico.com dovrebbe aver chiarito in modo definitivo ed esaustivo che cosa sia il GOD, il Grande Oriente Democratico (fondato ormai nel lontano 2010), ancora oggi, Domenica 3 aprile 2016, dalle pagine del Gruppo facebook “Massoneria Democratica” (sempre più frequentato e partecipato, con i suoi quasi 3.300 iscritti tra iniziati e profani seriamente interessati a tematiche esoterico-massoniche), Muhamet Leone Gubetini domandava:

 “Il GOD è una struttura muratoria che si regge solo su un supporto cibernetico o ne esistono templi fisici e logge in cui le ‘sorelle ed i fratelli’ del GOD portano avanti la loro opera al cospetto del Grande Architetto?

Grazie a chiunque vorrà interloquire ed illuminarmi nel merito, buona domenica a tutti i membri di questo Gruppo”.»

La domanda di cui sopra appare all’interno di un Gruppo Facebook - “Massoneria Democratica” (Gruppo che si ripromette di mettere a confronto liberi muratori e libere muratrici di ogni Comunione e appartenenza massonica con cittadine e cittadini “profani”...) che, come si legge nella “descrizione”, appunto: «si ripromette di mettere a confronto liberi muratori e libere muratrici di ogni Comunione e appartenenza massonica con cittadine e cittadini "profani" (iniziabili o meno) interessati a tematiche esoterico-iniziatiche in generale o latomistiche in particolare. Inoltre, visto lo stato di decadenza patente in cui versano altre comunità Facebook dedicate a Massoneria e dintorni, con questo Gruppo si intende anche elevare il livello del dibattito critico sulla differenza tra iniziazione virtuale e iniziazione sostanziale (che deve concretizzarsi in condotte esistenziali degne, nobili e temperanti, ma anche coraggiose, autentiche e incisive) e mettere nitidamente a fuoco i rapporti tra Libera Muratoria e Mondo della Polis globale, tra massoni e politica, società, economia e cultura. Questo è il presupposto dell'esistenza di questo Gruppo. Un presupposto vergato di sua mano, parola per parola, dal Fratello Gioele Magaldi (già alto grado iniziatico del RSAA e Maestro Venerabile della Loggia Monte Sion presso il Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani e attualmente Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, oltre che uno dei più importanti esponenti della Libera Muratoria progressista internazionale). Questo Gruppo ha l'ambizione di divenire il maggior punto di riferimento e il miglior luogo di approfondimento per tutti gli internauti facebucchiani interessati a temi massonici, iniziatici, esoterici e simbolici. Su questo Gruppo, ciascun membro potrà invitarne altri, ma l'effettiva inclusione dovrà essere approvata da un amministratore. Si tratta di un Gruppo “Pubblico”, come pubbliche, lecite, solari e limpide sono le finalità della Massoneria Democratica, radicata in una Tradizione secolare costitutivamente Progressista.»

Alla domanda di cui sopra che ho lasciato in “sospeso”, ha risposto direttamente all’interno del Gruppo Facebook “Massoneria Democratica” il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (Gioele Magaldi). Scrive Magaldi: «Caro Muhamet Leone Gubetini, perdonami, ma tu hai letto il libro Massoni. Società a responsabilità illimitata? Hai mai ascoltato uno straccio di mia intervista, letto articoli di giornale, frequentato, anche superficialmente, le pagine stesse del sito ufficiale di GOD, www.grandeoriente-democratico.com? Se vai anche alle pagine iniziali del libro MASSONI, troverai li spiegato, in modo chiaro, che cosa sia stato e cosa sia divenuto il “Grande Oriente Democratico”. Altro che supporto cibernetico... Comunque, in estrema sintesi e per l'ennesima volta, spiegherò a beneficio tuo e di altri che non sanno (o fanno finta di non sapere) cosa sia il GOD. Il GOD nasce come Movimento massonico d'opinione in seno al Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani. Un Movimento massonico d'opinione per favorire una autentica svolta democratico-progressista nelle Logge della più antica e importante Comunione massonica italiana, al di là della allora imperante retorica (sterile) di matrice raffiana (comunque Gustavo Raffi è stato un “gigante”, rispetto ad alcuni suoi predecessori o competitori/antagonisti di parte tradizionalista, questo è bene ricordarselo sempre). Un Movimento d'opinione “liquido”, fatto di massoni in carne ed ossa simpatizzanti e “aderenti” a vario titolo ad esso. Poi il GOD si è ampliato, attirando su di sé le attenzioni, le simpatie e le adesioni di moltissimi Fratelli e Sorelle dei circuiti massonici italiani esterni al GOI e, infine, dei circuiti massonici progressisti sovranazionali. In una parola, GOD si è internazionalizzato. Ma il “Grande Oriente Democratico”, lo ripeto per la milionesima volta, non è e non vuole essere una Comunione/Obbedienza massonica tradizionale e ordinaria. E non è e non vuole essere nemmeno una Ur-Lodge (nome tecnico che indica una Superloggia sovranazionale), anche se sta favorendo l'implementazione della Superloggia di Alta Formazione massonica “John Rawls” e della Ur-Lodge “Paine de Gouges” e anche se, talora, alcune logge singole e sovrane, anche su base nazionale, chiedono di lavorare “sotto gli alti auspici morali e iniziatici di GOD”. GOD è un Movimento massonico d'opinione ormai di influenza sovranazionale, che non chiede specifiche “tessere”, “capitazioni” o “giuramenti di appartenenza”. I suoi “aderenti/simpatizzanti” possono essere liberi muratori che lavorano in logge del Grande Oriente d'Italia o nella Gran Loggia d'Italia o nella Gran Loggia Regolare d'Italia (e in altre Comunioni minori italiane) o nel Grande Oriente di Francia o nella United Grand Lodge of England o in Gran Logge di singoli stati statunitensi o dell'America Latina e di altri continenti. GOD è la frontiera pionieristica della SUPERMASSONERIA. GOD è qualcosa che lega insieme, più di mille tessere e di finzioni rituali ormai sciatte, vuote, prive di intensità energetica e insulsamente burocratiche, un network poderoso di “veri fratelli massoni e sorelle massone” incardinati in Logge ordinarie nazionali o in superlogge sovranazionali (dove tutti e ciascuno lavorano ritualmente, talora ad alto livello, talora no), ma comunque tutti protesi a rigenerare il tessuto della Massoneria Universale, riportando la Libera Muratoria al ruolo storico di avanguardia progressista su scala planetaria e denunciando sia l'egemonia massonica reazionaria, conservatrice e neoaristocratica degli ultimi decenni, su scala planetaria (si legga al riguardo il libro MASSONI, e non solo), sia la decadenza e l'irrilevanza di gran parte delle Comunioni/Obbedienze e delle Logge di natura ordinaria e tradizionale, sempre più simili a delle bocciofile e a dei “dopolavori” ferroviari che a dei consessi di liberi pensatori e libere pensatrici pionieri di lotte e conquiste sia spirituali-iniziatiche che materiali e sociali, per il Bene e il Progresso dell'Umanità e AGDGADU (Alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo). GOD è SUPERMASSONERIA. Per capire meglio tutto ciò (i massoni di alto rango lo sanno già), invito tutti i liberi muratori in crisi di identità, insoddisfatti, perplessi sulla modestia del loro percorso ordinario e tradizionale e/o tenuti all'oscuro delle vere dinamiche massoniche sovranazionali dai loro “capi e capetti, spesso cattivi maestri” - cosi come invito tutti i profani seriamente interessati a questi e ad altri temi - a chiedere (non significa che a tutti sarà concessa) sia l'ammissione ai Seminari esoterici e massonici per i quali rimando alle informative pubblicate sul sito www.grandeoriente-democratico.com, sia ai corsi del MASTER ROOSEVELT IN SCIENZE DELLA POLIS che, oltre ad occuparsi di economia, marketing, relazioni internazionali, diritto, storia, scienza, filosofia, socio-antropologia, politologia, ecc., cercherà anche di esplicare in modo rigoroso i secolari rapporti tra Mondi massonici ed esoterici e dinamiche del Potere in Età contemporanea, con particolare riguardo al nostro XXI secolo appena iniziato. Per il MASTER ROOSEVELT IN SCIENZE DELLA POLIS, si attendano imminenti comunicati che saranno pubblicati sul sito www.movimentoroosevelt.com . Un caro saluto e buona domenica a tutti.»

Insomma, il “Grande Oriente Democratico”, di cui Gioele Magaldi è Gran Maestro, NON è una Loggia massonica, ma un movimento d’opinione massonico...

Visto che siamo in tema, approfitto per “rilanciare” e tentare di spiegare anche la Massoneria, soprattutto per tentare di squarciare quel velo d’ignoranza incolpevole da parte di quasi tutti e quello ipocrita dei pochi che sanno e fanno finta di non sapere che ruota attorno a questa argomentazione, citando alcuni passaggi del libro Massoni. Società a responsabilità illimitata del Gran Maestro del Grande Oriente Democratico e Sovrano Gran Commendatore e Patriarca del Rito Europeo Universale Gioele Magaldi (sono un “profano”: quindi mi aiuterò con alcuni passaggi del libro...). Cito pagina 566 e 567 del libro Massoni. Società a responsabilità illimitata (estratti di una conversazione tra fratelli di vari Continenti e differente provenienza massonica che nel libro utilizzano un pseudomino). Frater Rosenkreutz: «Nessuno, in Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Stati Uniti d’America, Canada e persino in America latina, a livello di classe politica, di società civile o di operatori mediatici e culturali, si sognerebbe mai di assumere l’atteggiamento bizzarro, insincero o ignorante sulla massoneria che sussiste solo e unicamente in Italia. Voglio dire, in paesi di consolidata democrazia liberale e/o contraddistinti da minore ipocrisia comunicativa, tutti sanno, anche solo a un livello superficiale, che la creazione del mondo politico-sociale moderno e contemporaneo è stata una grande opera dei liberi muratori. Tutti o quasi riconoscono che il principio della rappresentanza parlamentare, la trasformazione dei sudditi in cittadini, il passaggio della sovranità dai monarchi assoluti e dalle aristocrazie ecclesiastiche o di lignaggio al popolo, la distinzione dei poteri dello Stato, la costruzione dell’opinione pubblica e della società civile come altrettanti anticorpi libertari e pluralisti alle derive dispotiche dello Stato, la libertà di religione, di coscienza, di pensiero, di espressione e di stampa sono tesori conquistati a beneficio dell’umanità da parte di avanguardie massoniche degli ultimi tre secoli». Frater Jahoel: «Specificherei avanguardie massoniche “progressiste”». Frater Rosenkreutz: «E specificalo pure, Frater Jahoel. Ma tu sai meglio di me che, almeno fino agli inizi del Novecento, la Massoneria è stata egemonizzata in modo netto da istanze progressiste. Le quali hanno trionfato anche sugli apprendisti stregoni in grembiulino che pure avevano creato in vitro la temibile peste fascionazista... Per non parlare di quegli altri dissennati elitari che avevano messo in piedi le società comuniste, all’insegna del funesto connubio tra falce, martello e compasso... Quindi, fino al Novecento inoltrato, parlare di Massoneria progressista e di Massoneria tout court è più o meno la stessa cosa. È solo a partire dalla fine degli anni Sessanta che i massoni reazionari e neoaristocratici iniziano a prendere il sopravvento in modo duraturo. Lo sappiamo benissimo tutti, no?» Frater Jahoel: «E come l’hanno preso di recente così lo perderanno nel giro di non moltissimi anni...»  Frater Kronos: «Ah, ah, ah, vedo che sei molto ottimista...» Frater Jahoel: «Staremo a vedere, se sono ottimista o semplicemente realista. Frater R, prosegui pure nelle tue argomentazioni». Frater Rosenkreutz: «In Italia, i singoli membri delle classi dirigenti che pure appartengono a entità massoniche o paramassoniche locali e internazionali, per principio e riflesso condizionato, negano sempre le loro appartenenze. E lo fanno in modo spudorato, ipocrita e grottesco. Anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Negano perché sono condizionati a farlo da una lunga tradizione culturale che affonda le radici nel periodo del Ventennio fascista e poi negli anni della ricostruzione postbellica. Durante gli anni del regime mussoliniano, i maggiori dirigenti dello Stato e del partito fascista al potere erano personaggi convertiti a una declinazione occulta e antidemocratica della Massoneria. Soggetti che erano stati regolarmente iniziati presso diverse obbedienze, ma che furono indotti, dalla retorica di regime fascioclericale, ad assumere posizioni ufficiali antimassoniche. Tanto più che il fascismo nel suo insieme, con la costituzione del suo stesso Gran Consiglio, ambiva a costituire una specie di Gran Loggia di Stato sui generis. E nel dopoguerra, come tutti sappiamo, gli stessi massoni angloamericani che aiutarono a ricostruire le strutture latomistiche ufficiali della libera muratoria italiana, pretesero, in un paese semianalfabeta in bilico tra influenze comuniste e clericali sulle grandi masse, che i massoni peninsulari vivessero in modo riservato la propria appartenenza. Bisognava fare fronte comune contro i bolscevichi. Per farlo, era meglio lasciare alla cultura popolare delle parrocchie la battaglia contro il comunismo, affidando ai massoni italiani un ruolo di high office/back office occulto nella sfera politica, economico-finanziaria, burocratica, militare, diplomatica e d’intelligence. Chi era massone, tanto più ad alto livello, doveva nascondersi in quanto tale, per non turbare una coscienza popolare ritenuta troppo immatura e primitiva. Una coscienza popolare elementare e troppo pervasa di cattolicesimo spicciolo a uso dei semplici, per comprendere il senso dell’iniziazione latomistica e accettare il fatto che anche grandi principi della Chiesa, in vita loro, avevano avuto piacere di allacciare il grembiulino e consacrarsi a studi e pratiche esoteriche. Sull’altro versante, i comunisti italiani facevano a gara tra di loro per scrollarsi di dosso le proprie origini così spudoratamente libero-muratorie, tra Lega dei giusti, Lega dei Comunisti, Schapper, Weitling, Bauer, Marx, Engels, Lenin, Stalin, Trockij: tutti padri fondatori del comunismo di smaccata ascendenza massonica. Tutti massoni di inclinazione elitaria e non meno antidemocratica e illiberale, nella teoria e nella prassi, di quella reazionaria e neoaristocratica coltivata dai confratelli cosiddetti di destra estrema. A ciò si aggiunga la paurosa ignoranza e superficialità della gran parte dei giornalisti italiani. Gente che non ha mai studiato seriamente la storia e che ignora spudoratamente i processi politici, ideologici, sociali ed economici che, dal Settecento a oggi, hanno visto la massoneria protagonista incontrastata, nel bene e nel male, della contemporaneità.»

Egregio Direttore e giornalisti (tutti), sicuro di aver reso una corretta ed onesta informazione finalizzata a “chiarire” anche gli aspetti che riguardavano il “Grande Oriente Democratico” (mi “scuso” se ho approfittato per inserirvi anche l’argomentazione Massoneria...) e, sicuro della vostra buona fede e del fatto che quanto sopra assolutamente non rappresenti un “problema”, chiedo gentilmente la pubblicazione anche della “Lettera aperta N.2 al Corriere della Sera” sul vostro giornale.

Saluti cordiali.

Vincenzo Bellisario

(Articolo del 14 Settembre 2016)