Nei miei secondi di preziosa libertà individuale concessa, affacciato quindi al balcone,  meditavo su questa enorme roulette del contagio.
Se la logica è quella che ci spiegano, e non essendo virologo non ho strumenti per pensarla diversamente, il contagio è molto facile, l'incubazione è lunga e quindi qualsiasi persona può essere veicolo. In questa logica si spiega la quarantena forzata a cui veniamo segregati con notevole restringimento per decreto, e in qualche regione per provvedimento, dei diritti costituzionali. Molto è stato detto sulla probabile vera ragione del cercare di limitare il contagio: l'assenza di un sistema sanitario pubblico adeguato dopo anni di tagli sconsiderati. E siccome molto è stato detto e tutto mi sembra molto plausibile, voglio meditare su un altro aspetto. Conosciuta la logica di come avviene il contagio mi domando come può realisticamente fermarlo la segregazione e la limitazione delle libertà? È solo una questione statistica: meno giri, meno incontri, minori probabilità hai di contagiarti.
Ma la probabilità non è la certezza matematica. Anzi la probabilità è la ragione per la quale più tamponi fai più contagiati trovi, un numero che potrebbe già essere alto il giorno prima e puoi rivelarlo una settimana dopo solo perché magari si fanno 10 mila tamponi in più. Alla fine non si contagia chi esce di meno, ma il più fortunato. È un grande virulento gioco dell'oca.
Secondo la logica dell'alta contagiosità infatti puoi restare in casa un mese e poi vai a fare la tua spesa una volta al mese e in quel momento non puoi sapere il livello di "pericolosità" delle persone che incroci, mentre una persona che ha avuto una vita sociale diversa perché magari ancora in attività lavorativa può non ammalarsi. Sei così convinto che stai vincendo la tua partita perché sei in casa ma poi esce la casella "torna in quarantena ti sei ammalato".
Ci sottopongono in questo modo ad un grande gioco statistico che ha come unica finalità non preservarci dal virus, perché non può dirsi immune neanche chi resta in casa non potendo vigilare sullo stato virale del fugace incontro, ma quella di cancellare il rapporto sociale. Dopo questa emergenza e questo grande virulento gioco dell'oca nulla infatti sarà come prima, e il grande omicidio ai danni del servizio sanitario nel tentativo di nasconderlo limitando i casi con una politica di segregazione che logicamente non immunizza, lascerà gli strascichi di rapporti umani logorati da una tristissima roulette. Forse il 2021 ci guarderemo  con diffidenza, ognuno vedendo nell'altro il possibile untore seduto sulla casella "torna in quarantena, ti sei ammalato".