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Lo so che il dibattito Mainstream nelle ultime due settimane è “totalitarmente” focalizzato sui tragici attentati di Parigi e si parla solo impropriamente di Isis.

Ma qualcosa di buono è accaduto negli ultimi tempi.

Nonostante si cerchi in tutti i modi di riavviare il “disco rotto” del Neoliberismo predatorio, alcuni esempi benefici trapelano nel mondo moderno, creando la piena consapevolezza della necessità di un altro modello economico e sociale da perseguire. Sto parlando della Svezia e dell’ abbassamento dell’ orario di lavoro.

Ma l’esempio eclatante ormai sotterrato dal banalissimo dibattito mainstream è stato a Wolksburg, la Volkswagen nel 1993. In quella città, su 140.000 abitanti 45.000 lavoravano alla Volkswagen.

L’ azienda, in leggera crisi, per abbassare i costi decise di licenziare migliaia di operai. Invece di protestare violentemente e fare muro contro muro, si riunirono tutti civilmente davanti ad un tavolo: sindacat , vertici aziendali , politici locali , operai , e trovarono un accordo illuminante . Abbassarono l’ orario settimanale da 36 ore a 28, salvando decine di migliaia di posti di lavoro.

Questo accordo risuonò per tutta Europa. Un equipe di psicologi e sociologi seguì gli operai nel processo di cambiamento. Tutti, indistintamente erano felici di non aver perso il lavoro, seguendo il motto “lavorare meno per lavorare tutti”. Tale accordo precludeva ad un compromesso individuale. Per cui dallo studio degli psicologi sugli operai emergeva che, la maggior parte di loro, nonostante guadagnassero meno erano felici di aver più tempo libero a disposizione da dedicare alle proprie passioni o alla propria famiglia. Mentre, meno del 40% dei lavoratori si lamentava del fatto che disponeva meno soldi da spendere e che si annoiava nel troppo tempo libero a disposizione, in quanto cittadini con pochi hobby, poca vita sociale, bassa istruzione, informazione qualunquista recepita principalmente dalla tv.

In Svezia, oggi nel 2015, le cose vanno un po’ meglio. Si sente finalmente parlare di “Aumento del Tasso di felicità”e quindi è stata introdotta la possibilità di una riduzione dell’ orario di lavoro da 8 a 6 ore al giorno mantenendo lo stesso stipendio!!

Peri i dipendenti i risultati sono eccellenti: sono diminuite le assenze per malattia, e i casi di depressione. Ne beneficia così la Sanità Pubblica e meno ore significa anche più assunzioni e più produttività oraria.

Quindi l’ effetto moltiplicatore nell’ economia (giusto per citare Keynes) compensa al maggior esborso di molti imprenditori in termini di “straordinari” o nuove assunzioni!!

Approfondendo la questione, viene fuori che sempre in Svezia la Toyota sta già sperimentando le 6 ore di lavoro dal 2002 e “non è fallita” o in via di fallimento come il prevedibile dibattito mediatico vorrebbe far passare . Anzi le cose vanno bene, i profitti sono in aumento e i lavoratori più felici.

Il punto della questione è uno solo: ridurre l’orario di lavoro, allo scopo di oscillare nella piena occupazione. E spiegare che la Svezia può farlo perché ha mantenuto il suo “Sistema Monetario”.

Pur facendo parte della UE, la Svezia ha deciso di non entrare in un sistema monetario volutamente incompiuto e in mano alla finanza speculativa come l’ EURO.

Gli Svedesi hanno la loro Corona Svedese e (come qualcuno ha scoperto solo ora) la propria Banca Centrale lavora a favore del proprio popolo. Nonostante tutti i problemi che una Nazione con pochi abitanti, con un enorme territorio da amministrare e con climi estremamente freddi, ha da affrontare!!!

Il punto è anche un altro. Consapevoli del fatto che il futuro sarà dominato dalla robotica e dall’ automazione, che produrranno ancor di più carenza di occupazione umana, anche se nel futuro si prevede un ulteriore spostamento delle attività lavorative verso il settore dei servizi alla persona, l’ attuale modello socio-economico non è già in grado di riassorbire la disoccupazione.

E se le attuali forze dominati (Neoaristocratiche Conservatrici) con la loro dottrina Neoliberista saranno ancora al potere le cose saranno ovviamente destinate a peggiorare. Si continuerà a sfruttare la disoccupazione, per accaparrare sempre più Guadagni di produttività (cit. Keynes “Distribuzione dei guadagni di produttività)

Questo futuro è già prossimo, fra 10-15 anni , in quanto già in paesi tecnologicamente avanzatissimi come Corea del Sud o Giappone già interi stabilimenti industriali producono quasi esclusivamente con automazione robotica.

Quindi una delle soluzioni fondamentali starà nel ridurre l’ orario di lavoro gradualmente, permettendo all’economia di assestarsi di volta in volta ; da quaranta ore a trentasei, da trentasei a trenta fino a sperimentare le 24 ore settimanali !!!

Come stanno le cose ora si è vicino ad un baratro. Mentre, la riduzione dell’ orario di lavoro rappresenta una rivoluzione culturale, un ideale di libertà a cui dovrebbe ambire il nostro mondo super avanzato e tecnologico. Dove ogni lavoratore ha diritto ad un “Tasso di Felicità” elevato e rivendica la propria sovranità-dignità pro quota!!

Per il momento godiamo dell’ esempio Svedese e si lascia la discussione per un più ampio e plurale dibattito!


Domenico Pesce

 
(Articolo del 22 novembre 2015)
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